Rapina in villa nelle campagne di Licata, coniugi in ostaggio ma bottino di pochi euro

Momenti di terrore nelle campagne di Licata, dove una villa abitata da una famiglia è stata teatro di una violenta rapina. Vittima dell’aggressione un professionista in pensione e la moglie, che si trovavano all’interno della loro abitazione.

Secondo quanto ricostruito, i malviventi si sarebbero introdotti nella casa immobilizzando i coniugi e intimando loro di consegnare denaro e gioielli. I rapinatori avrebbero rovistato in tutte le stanze, riuscendo però a portare via soltanto poche decine di euro e una catenina d’oro, prima di darsi alla fuga. L’allarme è scattato grazie a un familiare, ma all’arrivo delle forze dell’ordine i malviventi si erano già dileguati.

Fortunatamente nessuno dei due coniugi avrebbe riportato ferite, anche se lo spavento è stato fortissimo. A destare particolare allarme è la modalità dell’azione. I rapinatori non hanno esitato a colpire un’abitazione situata in una zona di villeggiatura abitata anche durante i mesi invernali.

Un episodio simile in provincia risale a diversi anni fa, quando a Naro tre uomini con il volto coperto e armati di spranga fecero irruzione in una casa di contrada Mintina, aggredendo una donna di 75 anni e costringendola a consegnare denaro e oggetti preziosi.

Sull’accaduto indagano gli agenti del commissariato di Licata, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e a individuare i responsabili.

Controlli e sanzioni nel trasporto di acqua a Sciacca, la presidente di Aica: “Settore per troppo tempo in ombra”

L’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, esprime apprezzamento e ringraziamento per l’attività di controllo svolta sul territorio di Sciacca in materia di trasporto di acqua per uso domestico.

Le verifiche sono state effettuate dai Carabinieri della locale Stazione, in sinergia con il Dipartimento regionale del Genio Civile – Servizio di Agrigento e con il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp xhdi Agrigento – Polo di Sciacca.

Un’azione di vigilanza ritenuta dall’Azienda fondamentale per garantire la tutela della salute pubblica, la corretta gestione delle risorse idriche e il rispetto delle normative vigenti, in un settore considerato particolarmente delicato e strategico per i cittadini.

Aica ha inoltre rivolto un ringraziamento a Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento, sottolineando il sostegno costante fornito sin dall’avvio del percorso di riorganizzazione e controllo intrapreso dall’Azienda, improntato ai principi di legalità, giustizia e tutela dell’interesse pubblico.

«Il lavoro svolto dimostra quanto sia essenziale la collaborazione tra istituzioni – ha dichiarato la presidente di Aica, Danila Nobile –. Le Forze dell’Ordine rappresentano un presidio imprescindibile nel percorso di ripristino dell’ordine e della correttezza in un settore che per troppo tempo ha sofferto di zone d’ombra. Ringrazio l’Arma dei Carabinieri, il Genio Civile, l’Asp e la Prefettura per l’attenzione, il rigore e la professionalità con cui operano quotidianamente a tutela dei cittadini e del bene pubblico».

Secondo quanto riferito dall’Azienda, le attività di verifica e controllo proseguiranno anche nei prossimi mesi, in piena sinergia con gli enti competenti, con l’obiettivo di assicurare un servizio idrico fondato su legalità, sicurezza, trasparenza e rispetto delle regole, a beneficio dell’intera collettività.

Menfi, affidati i lavori di riqualificazione del Centro per l’Impiego: investimento da 1,1 milioni di euro

Sono stati formalmente affidati in data odierna i lavori per la riqualificazione funzionale ed energetica dei locali del Centro per l’Impiego di Menfi, situato in via Mandorlo.

L’intervento, finanziato per un importo complessivo di 1.100.000 euro, punta a migliorare l’efficienza degli spazi e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Il progetto prevede una serie di opere finalizzate all’adeguamento strutturale e impiantistico dell’edificio, con particolare attenzione al risparmio energetico e alla funzionalità degli ambienti destinati all’utenza e al personale.

L’Amministrazione comunale ha espresso soddisfazione per l’avvio della fase esecutiva dell’intervento e ha rivolto un augurio di buon lavoro al RUP, ingegnere Sario Arbisi, all’impresa aggiudicataria Frustieri Costruzioni Srl, e a tutte le figure professionali coinvolte nella realizzazione dell’opera.

Pullman a fuoco sull’A29, traffico in tilt nel Trapanese

Momenti di forte tensione lungo l’autostrada A29, nel territorio del Trapanese, dove un pullman è andato a fuoco provocando gravi disagi alla circolazione e un intervento d’emergenza dei vigili del fuoco. L’episodio si è verificato nel tratto compreso tra Calatafimi e Segesta, causando lunghe code di automobili e rallentamenti prolungati in direzione Trapani.

Pullman a fuoco sull’A29 tra Calatafimi e Segesta

Il mezzo, che stava percorrendo l’autostrada, ha improvvisamente preso fuoco mentre viaggiava lungo la carreggiata. L’incendio si è sviluppato in pochi minuti, sorprendendo passeggeri e automobilisti in transito. Fortunatamente, chi si trovava a bordo del pullman è riuscito ad abbandonare tempestivamente il veicolo e ad allontanarsi prima che le fiamme avvolgessero completamente il mezzo.

Subito dopo, dal pullman si è levata una densa colonna di fumo nero, visibile anche a grande distanza, segnalando la gravità della situazione. Il pullman a fuoco sull’A29 ha attirato l’attenzione di numerosi automobilisti, alcuni dei quali hanno rallentato o arrestato la marcia, contribuendo alle ripercussioni sul traffico.

Cause dell’incendio ancora da chiarire

Secondo una prima ricostruzione, le fiamme sarebbero partite dal vano motore del pullman per poi estendersi rapidamente al tetto e al resto della struttura. Le cause precise dell’incendio sono ancora in fase di accertamento e saranno oggetto di verifiche tecniche da parte degli enti competenti.

Intervento dei vigili del fuoco sull’A29

Sul posto sono intervenuti diversi mezzi dei vigili del fuoco, che hanno lavorato a lungo per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area interessata. Le operazioni di spegnimento si sono rivelate complesse a causa dell’intensità dell’incendio e della posizione del mezzo lungo l’asse autostradale.

Nonostante la gravità dell’episodio, non si registrano feriti. Il pullman ha però riportato danni ingenti, risultando quasi completamente distrutto dall’incendio.

Traffico paralizzato e lunghe code in direzione Trapani

Pesanti le conseguenze sulla viabilità. A causa del pullman a fuoco, lungo la carreggiata in direzione Trapani si è formata una lunga coda di automobili, con rallentamenti che si sono protratti per diverse ore. Gli automobilisti sono stati invitati alla prudenza e, dove possibile, a utilizzare percorsi alternativi.

L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza dei mezzi di trasporto e sull’importanza di controlli tecnici costanti, soprattutto lungo arterie strategiche come l’autostrada A29, fondamentale collegamento per il territorio trapanese.

(Immagine rielaborata con l’AI)

Strage di Ravanusa, archiviata l’inchiesta su Italgas

Si chiude un capitolo giudiziario legato a una delle tragedie più gravi avvenute in Sicilia negli ultimi anni. Il gip di Agrigento, Alberto Lippini, ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta a carico di dieci dirigenti di Italgas indagati per la strage di Ravanusa, l’esplosione di gas che l’11 dicembre 2021 distrusse un intero quartiere causando la morte di nove persone.

Strage di Ravanusa: archiviata l’inchiesta sui dirigenti Italgas

Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura di Agrigento, alla quale si sono associati i legali del pool difensivo. Secondo il gip, non sussistono elementi sufficienti per attribuire una responsabilità penale ai vertici della società Italgas, attualmente o precedentemente in carica.

La decisione arriva al termine di una complessa attività investigativa e tecnica, avviata per accertare eventuali responsabilità nella gestione e manutenzione della rete del gas coinvolta nell’esplosione.

Le cause dell’esplosione e l’origine del guasto

Dalle indagini è emerso che la fuga di gas che provocò la strage di Ravanusa ebbe origine da una difettosa saldatura presente in un raccordo della tubazione del metano. Il gip ha evidenziato che tale intervento risale al 1988, molti anni prima dell’assunzione della gestione diretta da parte di Italgas.

Elemento centrale della decisione è l’impossibilità di accertare chi abbia materialmente eseguito la saldatura difettosa. Le verifiche tecniche hanno inoltre escluso che vi siano stati interventi successivi riconducibili ai dirigenti indagati o a figure apicali in servizio negli anni seguenti.

Gestione precedente e assenza di responsabilità penali

Secondo quanto ricostruito, l’opera risale a un’epoca antecedente alla responsabilità diretta di Italgas. In assenza di prove su modifiche, manutenzioni o manomissioni successive, il gip ha ritenuto non configurabile un profilo di colpa penale a carico dei dieci dirigenti coinvolti nell’inchiesta.

Due tecnici rinviati a giudizio per la strage di Ravanusa

Nonostante l’archiviazione per i dirigenti Italgas, il procedimento giudiziario prosegue nei confronti di due tecnici già rinviati a giudizio. Si tratta di Guido Catalano, ingegnere di 78 anni ed ex direttore tecnico della Siciliana Gas al momento della posa della condotta, nonché firmatario del collaudo tecnico-amministrativo nel 1999.

A giudizio anche Carmelo Burgarello, 89 anni, responsabile tecnico della A.Mi.Ca. Srl, l’impresa incaricata dalla Siciliana Gas di eseguire i lavori di posa della tubazione del metano nel luogo dell’esplosione.

Una ferita ancora aperta per la comunità

La strage di Ravanusa resta una ferita profonda per la comunità agrigentina. L’archiviazione dell’inchiesta sui dirigenti Italgas segna un passaggio importante sul piano giudiziario, ma non cancella il dolore per le nove vittime e per un quartiere completamente devastato da una tragedia che ha scosso l’intero Paese.

Accursio Bellitti di Sciacca vince a Verona nel Team Penning

Lo sport equestre regala ancora una volta grandi soddisfazioni alla Sicilia. Alla celebre Fiera Cavalli di Verona, uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama equestre nazionale e internazionale, si è distinto Accursio Bellitti, studente dell’Istituto Agrario “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca, protagonista assoluto nelle competizioni di Team Penning Verona.

Team Penning Verona: talento e spirito di squadra

Dal 5 all’8 novembre, la storica kermesse veronese ha ospitato una quattro giorni di show, eventi e gare ad altissimo livello. Tra queste, le spettacolari competizioni di Team Penning, svoltesi nel suggestivo Padiglione 12, trasformato per l’occasione in una vera arena di emozioni, tecnica e adrenalina.

Il Team Penning Verona è una disciplina che mette alla prova velocità, precisione e grande affiatamento tra i cavalieri. In questo contesto altamente competitivo, Accursio Bellitti ha dimostrato talento, determinazione e maturità sportiva, distinguendosi per manovre impeccabili e una perfetta intesa con il proprio team.

Il successo alla Coppa delle Regioni

Accursio Bellitti ha gareggiato nelle file dell’Associazione Sportiva Erbanito Performance Horse, guidata con passione e competenza dagli allenatori Antonio Marmo e Nunzia Pagano, realtà di riferimento nel panorama nazionale del Team Penning. Il team è stato impegnato nella prestigiosa Coppa delle Regioni, uno degli appuntamenti più attesi della Fiera Cavalli di Verona.

Vittoria nella Categoria Youth

Tra sfide serrate e performance di altissimo livello, il team composto da Accursio Bellitti, Giuseppe Marmo e Donato Marmo ha conquistato il primo gradino del podio nella Categoria Youth, trionfando anche nel Campionato Italiano Cat. Youth. Un risultato di assoluto prestigio che conferma l’eccellenza del gruppo e la qualità del lavoro svolto quotidianamente.

Il successo nel Team Penning Verona rappresenta non solo una grande affermazione sportiva, ma anche un motivo di orgoglio per l’Istituto Agrario “Calogero Amato Vetrano”, che vede uno dei suoi studenti distinguersi a livello nazionale, e per l’intero territorio di Sciacca.

Orgoglio per la scuola e il territorio

La vittoria alla Fiera Cavalli di Verona testimonia come impegno, disciplina e passione possano portare a risultati straordinari. Accursio Bellitti incarna i valori dello sport sano e della formazione, dimostrando come scuola e sport possano procedere insieme verso l’eccellenza.

Il trionfo nel Team Penning Verona resta un traguardo importante, ma anche un punto di partenza per nuovi successi futuri, che continueranno a dare lustro alla Sicilia e al mondo dell’equitazione italiana.

Arresti a Caltanissetta per mafia, evasione e rapina

Nuova operazione delle forze dell’ordine nel Nisseno. Gli arresti a Caltanissetta, eseguiti dai carabinieri nelle ultime ore, riguardano tre soggetti indagati o condannati in via definitiva per gravi reati, tra cui associazione di tipo mafioso, evasione, estorsione e rapina. I provvedimenti restrittivi sono stati attuati nei territori di Milena e Niscemi, confermando l’attenzione costante dell’Arma nel contrasto alla criminalità organizzata e comune.

Arresti a Caltanissetta: operazioni dei carabinieri

I carabinieri della stazione di Milena hanno arrestato un uomo di 58 anni, pregiudicato e già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito in ottemperanza a un ordine di carcerazione emesso dall’autorità giudiziaria.

L’uomo dovrà scontare una pena complessiva di 3 anni e 3 mesi di reclusione per reati di particolare gravità: associazione di tipo mafioso, estorsione e rapina. I fatti risalgono a un arco temporale compreso tra agosto e novembre del 2023 e sarebbero stati commessi nel territorio di Milena.

Evasione dai domiciliari: un altro arresto

Nel medesimo contesto operativo, i carabinieri hanno tratto in arresto anche un 33enne, anch’egli pregiudicato e già sottoposto agli arresti domiciliari. L’uomo è accusato di evasione, reato che ha determinato l’aggravamento della misura cautelare.

Dopo l’arresto, il soggetto è stato condotto in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli arresti a Caltanissetta evidenziano come il mancato rispetto delle misure restrittive venga perseguito con fermezza dalle forze dell’ordine.

Arresti per rapina e lesioni personali a Niscemi

Un terzo provvedimento è stato eseguito dai carabinieri di Niscemi, che hanno arrestato un altro pregiudicato destinatario di una condanna definitiva. L’uomo dovrà scontare una pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione per i reati di lesioni personali e rapina.

I fatti per cui è stato condannato risalgono al febbraio del 2021 e si sono verificati a Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno. Nonostante la distanza geografica, il soggetto è stato rintracciato nel territorio nisseno, dove è scattato l’arresto.

Brolo, 4,2 milioni contro il rischio frane: al via i lavori di consolidamento a Iannello inferiore

La Struttura di contrasto al dissesto idrogeologico della Regione Siciliana ha pubblicato il bando di gara per la messa in sicurezza della frazione di Iannello inferiore, nel territorio di Brolo, un’area classificata a rischio molto elevato.

L’opera, dal valore complessivo di 4,2 milioni di euro, mira alla stabilizzazione del versante ovest del centro abitato, più volte interessato da frane e smottamenti che hanno creato forti disagi ai residenti e compromesso la sicurezza di infrastrutture strategiche.

A guidare l’azione è il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al vertice della Struttura commissariale, che sottolinea il valore dell’intervento:
«Interveniamo in un sito che ha creato ai residenti non poche apprensioni, con un’opera che, oltre a salvaguardare la pubblica incolumità, consentirà al comprensorio di riappropriarsi di un’area strategica per i collegamenti interni».

Gli uffici diretti da Sergio Tumminello hanno completato le procedure tecniche e amministrative per l’avvio dell’appalto. La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata al 23 gennaio. Le risorse provengono dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027.

Schifani ribadisce l’impegno della Regione sul fronte della prevenzione:
«Diamo avvio a un’opera di consolidamento attesa da anni, in un’area dove i movimenti franosi hanno messo a repentaglio la sicurezza. La tutela e la riqualificazione del territorio restano una priorità.

Nel corso degli anni, il dissesto ha provocato danni ingenti alla rete dei sottoservizi, a infrastrutture pubbliche e alla viabilità. In particolare, la Strada provinciale 143 è stata più volte chiusa al traffico a causa del crollo di blocchi di roccia dal costone sovrastante, isolando di fatto una parte del territorio.

Il progetto prevede una serie articolata di interventi tecnici: sistemi di drenaggio per la riduzione della pressione idrica; paratie di pali trivellati per la stabilizzazione del versante; pareti di placcaggio delle strutture esistenti per contrastare lo scivolamento; terrazzamenti del pendio con muri flessibili in gabbioni metallici; opere per la raccolta delle acque meteoriche superficiali; interventi di rinaturalizzazione mediante tecniche di ingegneria naturalistica.

L’obiettivo è duplice: mettere in sicurezza un’area ad altissimo rischio e restituirla alla piena fruibilità, migliorando la qualità della vita dei residenti e la funzionalità dei collegamenti locali.

Un altro tassello, dunque, nella strategia regionale di contrasto al dissesto idrogeologico, che in Sicilia continua a rappresentare una delle principali emergenze strutturali.

Arresti per pedopornografia a Palermo: operazione Parabantes

Un nuovo e deciso intervento delle forze dell’ordine rafforza la lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori in rete. Gli arresti per pedopornografia a Palermo, effettuati dalla Polizia Postale nell’ambito dell’operazione “Parabantes”, rappresentano un ulteriore passo avanti nel contrasto a un fenomeno criminale tanto grave quanto diffuso.

Operazione Parabantes e arresti per pedopornografia a Palermo

Gli agenti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Palermo, proseguendo un’attività investigativa avviata lo scorso marzo, hanno eseguito due arresti nel capoluogo siciliano. Gli indagati sono accusati di divulgazione, cessione e detenzione di materiale pedopornografico.

Oltre ai due arresti, l’operazione ha portato alla denuncia di altre cinque persone residenti in diverse province della Sicilia. I provvedimenti hanno coinvolto soggetti domiciliati a Palermo e Caltanissetta, oltre a due uomini di 41 e 68 anni residenti rispettivamente nelle province di Agrigento e Catania.

Profili eterogenei e materiale sequestrato

Tra gli indagati figura anche un operatore sanitario, elemento che conferma come il fenomeno della pedopornografia online non abbia una connotazione sociale o professionale specifica. Gli arresti per pedopornografia a Palermo delineano infatti uno scenario estremamente eterogeneo, che attraversa differenti contesti di vita.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari, gli investigatori hanno sequestrato numerosi dispositivi elettronici. Al loro interno sono stati rinvenuti migliaia di file audio e video che documentano abusi sessuali su minori, in alcuni casi bambini di età inferiore ai cinque anni.

Analisi informatica e cooperazione investigativa

Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo e condotte in stretta collaborazione con il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online del Servizio Polizia Postale. Gli esperti informatici stanno analizzando sia i supporti fisici sia i numerosi spazi cloud utilizzati dagli indagati per occultare l’archivio illecito.

Ricostruzione delle reti e tutela delle vittime

L’obiettivo degli accertamenti tecnici è duplice: da un lato ricostruire l’intera rete di contatti, sia nazionale che internazionale, dall’altro tentare l’identificazione delle piccole vittime attraverso il confronto dei contenuti con le banche dati globali dedicate alla protezione dell’infanzia.

Gli arresti per pedopornografia a Palermo confermano l’importanza di un’azione costante e coordinata contro i crimini online ai danni dei minori, ribadendo il ruolo centrale della Polizia Postale nel presidio della rete e nella difesa dei diritti dei più vulnerabili.

Controlli su una ditta di trasporto acqua a Sciacca, multa da 5 mila euro per irregolarità amministrative

Controlli dei Carabinieri sul servizio di trasporto di acqua per uso domestico nel territorio comunale di Sciacca. I militari della locale Stazione hanno effettuato un’ispezione presso una ditta operante nel settore e convenzionata con l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini.

L’attività ispettiva è stata svolta congiuntamente al personale del Dipartimento regionale del Genio Civile – Servizio di Agrigento e del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp di Agrigento, Polo di Sciacca, nell’ambito di verifiche finalizzate al rispetto della normativa sulla gestione delle risorse idriche e delle condizioni igienico-sanitarie.

Nel corso degli accertamenti sono emerse irregolarità di natura amministrativa. In particolare, è stata riscontrata la realizzazione di due pozzi trivellati in assenza delle prescritte autorizzazioni, oltre a carenze relative ai requisiti igienico-sanitari dei locali e alle procedure di prevenzione contro la presenza di agenti infestanti.

A seguito delle violazioni riscontrate, gli enti competenti hanno proceduto nei confronti del titolare della ditta, un 46enne saccense, all’irrogazione delle previste sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 5 mila euro. Il Genio Civile provvederà inoltre all’emissione di un’ordinanza di demolizione delle opere realizzate senza autorizzazione.

I controlli, svolti in sinergia tra l’Arma dei Carabinieri e gli enti preposti, proseguiranno anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di garantire la tutela della salute pubblica, la corretta gestione delle risorse idriche e il rispetto delle norme a salvaguardia dei cittadini.