Anche la stagione sportiva dei Leoni Sicani è stata annullata. Lo stop definitivo è arrivato nella giornata di oggi dalla Federazione Italiana Wheelchair Hockey che non ha potuto fare altro che prendere questa decisione sofferta considerata l’emergenza coronavirus che ha investito tutto il Paese. Troppe le partite in calendario ancora da disputare in tutta la penisola, ma soprattutto troppo alti i rischi per la salute degli atleti di questa disciplina già affetti da gravi disabilità motorie.Alla squadra belicina cambia poco dal punto di vista sportivo visto che delle 10 gare di campionato, soltanto una era stata giocata lo scorso mese di novembre, ma sicuramente dovrà registrare un’importante perdita economica dovuta proprio a quella partita disputata in trasferta a Roma e che ad oggi, con l’annullamento della stagione, di fatto rappresenta un sacrificio del tutto vano.Tutte le attività restano quindi sospese in attesa di ricevere il via libera dalle autorità governative e poter riprendere così gli allenamenti in vista del campionato 2020/21. Anche perchè il wheelchair hockey per gran parte di questi ragazzi è molto più di una semplice attività sportiva, è una vera ragione di vita che li aiuta a superare quei limiti fisici e mentali conseguenziali del proprio handicap.Nonostante tutto, proprio in questo periodo, si possono sostenere i Leoni Sicani con un semplice gesto, ovvero destinando il 5×1000 della dichiarazione dei redditi semplicemente scrivendo il codice fiscale dell’associazione “92020760846” e apponendo la propria firma nel riquadro dedicato alle “organizzazioni non lucrative di utilità sociale”, contribuendo così in maniera del tutto gratuita ad aiutare questi atleti speciali nel continuare a vivere le emozioni che solo lo sport può regalare.
Accede al Pronto Soccorso dall’ area no Covid, ma poi risulta positivo
Dai sintomi riferiti sembrava non si trattasse di un caso Covid-19 e pertanto, il percorso ospedaliero per l’anziano paziente di Santa Margherita e’ stato quello dell’ordinario accesso al Pronto Soccorso.
Poi gli esami diagnostici effettuati presso la radiologia hanno portato ad una possibile diagnosi da Covid-19 risultata poi confermata dal tampone effettuato.
Ma al Giovanni Paolo II di Sciacca e’ nuovamente scattato il livello di allarme. Soprattutto per le persone che sono venute in contatto sia all’interno del presidio ospedaliero che tra i parenti del paziente risultato il nuovo caso a Santa Margherita.
Nel frattempo, sono stati effettuati dei nuovi tamponi. L’anziano trasportato in un nosocomio ospedaliero palermitano per le cure del caso, mentre alcune famiglie di Santa Margherita, parenti della persona positiva, sono state poste in isolamento domiciliare.
Il Comune di Menfi illuminato con i colori della bandiera italiana in occasione del 25 Aprile
“Un segnale di liberazione, anche dal coronavirus, con l’auspicio ed il grande desiderio che tutto andrà bene“. Ecco le parole del Sindaco Marilena Mauceri per spiegare ai cittadini la scelta di illuminare il palazzo comunale con i colori della bandiera italiana in occasione dell’anniversario della liberazione d’Italia
Consegnate all’ospedale di Sciacca 61 visiere protettive in 3D, e anche le farmacie utilizzano il dispositivo di protezione
Le visiere, prodotte in 3D, sono state donate da “Air Factories”, la piattaforma che ha riunito i creatori 3D di tutta Italia. L’idea nasce dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Messina, dell’incubatore d’imprese Innesta, dello spinoff SmartMe.IO e della startup innovativa Neural.
Al “Giovanni Paolo II” di Sciacca sono state consegnate 61 visiere in 3D prodotte da alcuni makers volontari riuniti dalla piattaforma “Air Factories”. Fino ad oggi, la piattaforma ha ricevuto 26 richieste di aiuto dagli ospedali e ha coinvolto oltre 600 airmakers producendo più di 1500 dispositivi di protezione individuale. Tra le richieste pervenute, c’è stata quella di un anestesista in servizio presso il nosocomio saccense. Anche i farmacisti di Sciacca stanno iniziando a fare un largo utilizzo di questi preziosi dispositivi di protezione. Per alcune delle visiere, inoltre, l’azienda “Filoalfa”, ha donato i filamenti per la stampa 3D di alta qualità.
(Nella foto, la farmacista Carmela Santangelo)
Coronavirus, i dati dall’Asp: 120 i tamponi positivi, 63 guariti e fermo ad 11 il numero dei decessi
Su 3670 tamponi effettuati, 120 sono risultati positivi, ma il numero dei soggetti guariti sale a 63. Resta fermo ad 11 il numero di persone decedute.
I nuovi dati epidemiologici diramati dall’Asp di Agrigento, e relativi ad oggi sabato 25 aprile, registrano 63 persone guarite. Attualmente, sono 13 quelle ricoverate in ospedale e 3 quelle dimesse in strutture lowcare. Sono 30, invece, i soggetti posti in quarantena e 11 le persone decedute.
L’aggiornamento nelle province evidenzia sempre 129 casi nell’Agrigentino
Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (sabato 25 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 116 (15, 21, 11); Catania, 670 (107, 195, 78); Enna, 302 (133, 67, 28); Messina, 402 (98, 83, 45); Palermo, 372 (70, 48, 27); Ragusa, 75 (6, 6, 6); Siracusa, 96 (50, 82, 23); Trapani, 110 (6, 20, 5).
Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.
Coronavirus, in Sicilia sempre più guariti e calano i ricoveri
Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (sabato 25 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 68.251 (+3.086 rispetto a ieri), su 64.892 persone: di queste sono risultate positive 3.020 (+39), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.274 (-46), 524 sono guarite (+81, di cui 24 ricoverati e 57 in isolamento domiciliare) e 224 decedute (+6).
Degli attuali 2.274 positivi, 485 pazienti (-8) sono ricoverati – di cui 33 in terapia intensiva (+1) – mentre 1.787 (-40) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.
Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.–
“Io, strappato alla morte”: riabbraccia i propri cari l’uomo ricoverato d’urgenza al Civico di Palermo per il Covid-19
Ettore Consonni, di 61 anni, di Bergamo, magazziniere in pensione, ha trascorso 23 giorni in terapia intensiva all’ospedale Civico di Palermo dove è arrivato in coma dalla stessa Bergamo, lo scorso 14 marzo. Adesso per lui solo tanta felicità per aver sconfitto “la brutta bestia”.
Al Papa Giovanni XXIII di Bergamo non c’erano più posti. L’ospedale era al collasso. Non potevano curarlo. Così un aereo militare, il 14 marzo scorso, ha portato Ettore Consonni a Palermo in condizioni disperate. L’uomo, contagiato a fine febbraio, era stato intubato il 4 marzo al Seriate, in provincia di Bergamo, nel pieno di una pesantissima situazione sanitaria. Così l’uomo, di 61 anni, una volta aggravatosi il quadro clinico, è stato immediatamente trasferito all’ospedale Civico di Palermo, dove è giunto in coma. Ma Ettore, nonostante tutto, ce l’ha fatta. E’ riuscito a liberarsi dalla morsa del coronavirus e, il 21 aprile, ha fatto ritorno nella sua Bergamo per riabbracciare i propri cari non prima, però, di aver ringraziato tutto lo “speciale” personale sanitario che, con amore, lo ha curato nel capoluogo siciliano: “Grazie a tutti – ha detto Ettore – mi farò tatuare la Sicilia sul cuore”. Una scelta, questa, che si è rivelata “vincente” così come evidenziato da Rita Moro, referente del Distretto Bergamo dell’Agenzia di Tutela della Salute, che ha affermato:” E’ stata una scelta “vincente”, non solo per la competenza dei professionisti addetti al suo trasporto, assai delicato, quando ha volato verso Palermo in serie condizioni. Dico “vincente” , perché solo la scelta di unire le forze a disposizione ha permesso di salvare una vita, con l’impegno di tutti gli operatori che nell’emergenza hanno saputo trovare soluzioni che sono andate oltre le distanze e le complessità organizzative”.
Perde il lavoro e ritorna in Sicilia dall’estero, nuovo caso di coronavirus a Favara
Il giovane, di 20 anni, originario di Favara, era ritornato alcune settimane fa dall’estero, dove lavorava. Dopo essersi posto in quarantena, avrebbe fatto il tampone risultato positivo al Covid-19.
E’ stato lo stesso ventenne a comunicare alle autorità sanitarie la sua presenza a Favara e avrebbe anche osservato la quarantena. Poco prima della fine del periodo dell’isolamento domiciliare, però, è stato sottoposto al tampone che, purtroppo, ha dato esito positivo. Il giovane, comunque, sta bene. Il sindaco di Favara, Anna Alba, ha annunciato che, attualmente, c’è un solo caso di persona positiva al Coronavirus a Favara.
Un caso di Coronavirus a Santa Margherita Belice
E’ stato il sindaco, Franco Valenti, a comunicarlo, nel pomeriggio di oggi. C’e’ un anziano positivo al Covid 19 nel centro belicino. L’anziano e’ stato colto da malore, ha fatto il tampone, sottoposto ad accertamenti e già trasferito presso una struttura ospedaliera. Si sta cercando di risalire a tutte le persone che hanno avuto contatti con l’anziano per le iniziative necessarie, secondo quanto reso noto dallo stesso sindaco, per evitare il diffondersi del contagio. Non c’era alcun positivo al Covid 19 a Santa Margherita. “Questo fatto – ha detto il sindaco – deve farci comprendere che la battaglia e’ ancora lunga”. Durante la scorsa notte e’ morto negli Stati Uniti, per il Coronavirus, Frank Abate, margherite che che viveva oltreoceano.



