La telefonata di Papa Francesco al sindaco di Siracusa, il primo cittadino: “Un momento indimenticabile”

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Papa Francesco aveva ricevuto una lettera da un cittadino, residente nella città aretusea, che gli raccontava il modo in cui Siracusa stesse vivendo l’emergenza a causa del Covid-19 e come si stesse impegnando il sindaco della città.  

Una telefonata che scalda il cuore in un momento difficile come questo. Una telefonata che arriva direttamente dal Papa in persona. E’ quella che ha ricevuto il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, durante l’emergenza coronavirus vissuta dalla città. Già in occasione dell’udienza generale dello scorso ottobre, in Vaticano, Papa Francesco aveva detto che Siracusa era la città della Madonna che piange e di Santa Lucia che protegge gli occhi. Una sensibilità che non è mancata neanche in un momento difficile come questo, dovuto allo scatenarsi del Covid-19, che ha messo in ginocchio l’Italia e che ha duramente colpito la città di Siracusa. L’accorata lettera scritta al Papa da un cittadino, sulla drammatica situazione vissuta da Siracusa a causa del coronavirus, ha generato tanta compassione nel cuore del pontefice che ha chiamato personalmente il sindaco della città Francesco Italia: “Pronto? Sono Papa Francesco – avrebbe detto al telefono – e non è uno scherzo”. Il primo cittadino, dopo un iniziale momento di incredulità e stupore, si è commosso nel ricevere quella chiamata inaspettata e si è tanto risollevato, data la difficile situazione vissuta dalla città iblea. “Per me – ha detto il sindaco Italia – è stata un’emozione indescrivibile, un momento della vita che non dimenticherò più. Il Papa mi ha detto che è vicino a Siracusa e che prega per noi, allo stesso modo farò io per lui.”

L’opposizione consiliare a Ribera: “Gettoni di presenza e indennità per iniziative benefiche”

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I consiglieri comunali di opposizione al Comune di Ribera hanno ribadito oggi la loro volontà già avanzata con una nota protocollata in municipio la settimana scorsa di destinare i gettoni di presenza relativi a tutto l’anno 2020 a favore di iniziative benefiche.

Chiedono ai consiglieri di maggioranza di assumere la stessa decisione e alla giunta e al presidente del consiglio di destinare a finalità benefiche l’indennità di carica da aprile fino al termine del mandato. La nota è dei consiglieri Angileri, Caico, D’Azzo, Failla, Farruggia, Lupo e Tramuta.

“No agli episodi di protesta verso gli immigrati” l’ufficio Pastorale di Agrigento difende i migranti trasferiti a Siculiana

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Solo qualche giorno fa avevamo dato la notizia riguardo le proteste a suon di pentole e coperchi che i siculianesi avevano messo in atto dai loro balconi per esprimere il loro disaccordo sul trasferimento dei 32 migranti da Lampedusa all’ex hotel Villa Sikania di Siculiana durante questo periodo di emergenza. Ciò che in particolar modo è stato argomento di dibattito è che mentre sia i siculianesi che i migranti già presenti in struttura da 45 giorni rispettano l’ordinanza restrittiva del Governo di non uscire, i nuovi arrivati giocavano liberamente a pallone per le strade senza alcun dispositivo di protezione e non rispettando le dovute distanze di sicurezza.
Sul posto si era recata parte della giunta comunale per decidere il dafarsi e cercare di capire in merito alle garanzie per la sicurezza.

Oggi è intervenuto l’ufficio Pastorale di Agrigento evidenziando quanto poco cristiano sia il comportamento di protesta se si pensa che gran parte degli immigrati siano persone disperate fuggite dai loro paesi per mettersi in salvo.

“In merito agli episodi di protesta che si sono verificati a Siculiana contro la presenza degli immigrati – scrivono – pur comprendendo le paure legate al momento che tutti stiamo attraversando, non possiamo da cristiani accettare tali comportamenti. Questi gesti si sono rivolti contro nostri fratelli immigrati che hanno l’unica colpa di essersi messi in salvo venendo da altri paesi la cui situazione sociale è invivibile e per questo si trovano in condizioni disperate. Se esiste una ragionevole preoccupazione per la salute pubblica, essa va fatta presente nelle opportune sedi e non imputate a persone che nulla possono se non sentirsi ferite nella loro dignità, che è uguale alla nostra. Gli atti di rifiuto che si sono verificati non hanno nulla di cristiano, anzi contraddicono la stessa fede”.

Ciò che chiede l’ufficio Pastorale è la verifica, da parte di chi di dovere, dell’adeguatezza della struttura e del rispetto di tutte le misure idonee a garantire la sicurezza e, al popolo di Siculiana, di dar prova di vera fede cristiana e di civiltà come ha sempre fatto attravarso l’accoglienza.

Coronavirus, così l’aggiornamento nelle nove province della Sicilia e Agrigento sempre ferma a 129

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Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (martedì 21 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 113 (16, 15, 10); Catania, 664 (99, 114, 73); Enna, 319 (172, 33, 25); Messina, 412 (123, 59, 42); Palermo, 349 (70, 46, 27); Ragusa, 58 (4, 6, 6); Siracusa, 103 (60, 77, 17); Trapani, 112 (7, 18, 5).

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Il futuro incerto della pesca a Sciacca, Bono: “Anche la ripresa della ristorazione sarà utile” (Intervista)

Ci sono tante questioni alle quali è legato il futuro a breve e medio termine del settore della pesca, anche quella di Sciacca. Intanto, non è stata prevista alcuna misura in favore degli armatori a seguito dell’emergenza Coronavirus che, al contrario di altre categorie, non beneficiano di alcun intervento. La cassa integrazione in deroga è destinata ai marittimi. Calogero Bono, direttore della cooperativa Madonna del Soccorso di Sciacca, spiega quali sono le richieste che vengono avanzate sono tante.

Alla Regione viene sollecitato di sbloccare i 10 milioni di euro destinati al settore. Ancora ferme anche due annualità e per alcuni anche tre di indennità per il fermo di pesca. La ripresa dell’attività di ristorazione, di tutta la banchettistica, avranno una grande incidenza. Bisognerà attendere notizie anche dalla Spagna dove approda parte del gambero congelato a bordo di Sciacca. Al momento, la ripresta da parte del 70 per cento delle unità da pesca di Sciacca, non ha dato i risultati sperati, secondo quanto evidenzia Bono, perchè il mercato non assorbe tutto il prodotto.

Tra quasi quattro mila tamponi processati, sono 87 i nuovi contagiati e aumentano i guariti in Sicilia. (Ultimo aggiornamento)

 il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (martedì 21 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 55.093 (+3.720 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.835 (+76, ma su quasi quattromila tamponi processati), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.259 persone (+49), 370 sono guarite (+24) e 206 decedute (+3).

Degli attuali 2.259 positivi, 551 pazienti (-14) sono ricoverati – di cui 37 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.708 (+63) sono in isolamento domiciliare. In tutte le province il numero dei ricoverati diminuisce o resta stabile. 

In una nota pizzeria di Palermo si riparte con le pareti in plexiglass sui tavoli, il progetto di Sergio Rocca di ‘Visiva’

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Il progetto è stato ideato da Sergio Rocca, dell’azienda palermitana ‘Visiva’,  ed è stato ben accolto, dopo un attento confronto, da Antonio Cottone titolare della nota pizzeria di Palermo, “La Braciera”.

“Abbiamo scelto di non piangerci addosso per farci trovare pronti cercando soluzioni migliori, efficaci e sicure per i clienti e per il personale”. E’ quanto ha affermato uno dei più noti ristoratori di Palermo, Antonio Cottone, titolare della pizzeria “La Braciera”, che ha sposato in pieno l’idea di Sergio Rocca, dell’azienda palermitana “Visiva”, che si occupa di pubblicità e cartellonistica. Si tratta, in sostanza, di paretine in plexiglass di misura 50×50 cm. da mettere sui tavoli, per garantire il giusto distanziamento tra le persone e lavorare, in tal modo, in sicurezza. Antonio Cottone, titolare assieme ai fratelli Roberto e Marcello, de ‘La Braciera’, sarebbe pronto ad iniziare questa nuova avventura, alla luce delle misure di sicurezza che, indubbiamente, i ristoratori dovranno rispettare in vista della prossima riapertura delle loro attività dopo l’emergenza coronavirus. “Abbiamo previsto anche le pareti laterali tra tavolo e tavolo – aggiunge Cottone -, di circa 1 metro e 30, per ottimizzare i posti a sedere. Non sappiamo ancora quali saranno le direttive in materia igienico- sanitaria e di distanziamento sociale, ma bisogna essere pronti subito e questa soluzione modulare ci consente di rispettare alla lettera le norme”.
“Il plexiglas – evidenzia Sergio Rocca dell’azienda Visiva – è costoso ma è sicuramente, per caratteristiche tecniche, il materiale migliore per la realizzazione di barriere para fiato, e per separare i tavoli di ristoranti, uffici e locali commerciali. Pensiamo di esserci riusciti”. 

Il sindaco Valenti di Santa Margherita scrive a Musumeci per la riapertura dei cimiteri

”Le chiedo di volere cortesemente valutare l’ipotesi di revocare il divieto e permettere, come per i luoghi di culto, l’accesso al pubblico alle aree cimiteriali con tutte le precauzioni previste”. Lo ha scritto questa mattina il sindaco di Santa Margherita Belice, Franco Valenti, in una lettera al Presidente della Regione, Nello Musumeci. Valenti fa riferimento all’ordinanza di Musumeci del 13 marzo scorso che vieta l’accesso nelle aree cimiteriali e chiede la revoca facendosi portavoce “di tantissimi cittadini margheritesi e non solo”. Il giorno di Pasqua Valenti si e’ recato al cimitero portando una corona di fiori ai defunti.

I pagamenti del canone di irrigazione, a Ribera chiesta la revoca

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I consiglieri comunali di Ribera dei diversi gruppi di opposizione hanno richiesto al presidente del Consiglio comunale di inserire nella prossima conferenza dei capi gruppo  un punto all’ordine del giorno con richiesta di intervento al Presidente della Regione Sicilia Musumeci, affinché, con apposito provvedimento, intervenga sul pagamento dei ruoli e l’aumento del costo dell’acqua per uso irriguo, disposti dal Consorzio di Bonifica ex Agrigento 3.

Infatti, il beneficio irriguo è aumentato da 20 ad 85 euro per ettaro e il costo dell’acqua per usi irrigui da 15 centesimi a 23 centesimi per metro cubo.

Nonostante la giunta regionale siciliana abbia inserito in finanziaria e precisamente la sospensione dei versamenti relativi ai ruoli istituzionali ed irrigui emessi dal consorzio di Bonifica della Sicilia relativi al triennio 2017/2019 fino al 30 novembre 2020 e la sospensione dell’emissione della bollettazione per l’anno corrente, “la mera sospensione determinerebbe soltanto un rinvio temporale del problema non risolvendo le difficoltà legate alle calamità atmosferiche degli anni scorsi, a cui si sono aggiunti una crisi di mercato e, per ultima, la pandemia legata al COVID 19 che costringe l’intero comparto agricolo a lavorare con margini di guadagni notevolmente ridotti se non addirittura azzerati” precisano i consiglieri di opposizione.

È proprio per tale motivo che sostengono che Musumeci debba intervenire con un provvedimento che prevede il ritiro e/annullamento dei ruoli già emessi, l’azzeramento delle differenze a saldo fino al 2016, l’annullamento dell’aumento di 4 centesimi del costo dell’acqua per gli anni 2017 e 2018, l’azzeramento dell’aumento del beneficio irriguo e la sospensione dei canoni irrigui e i pagamenti del sotteso relativi all’anno 2020.

La richiesta è stata avanzata dai consiglieri: Angileri, Calco, D’Azzo, Failla, Farruggia, Lupo, Tramuta.

“Fase 2” anche per la riorganizzazione ospedaliera provinciale, Pullara propone Ribera come eccellenza di malattie infettive

“L’emergenza Covid, sia a livello regionale che nazionale, è ormai, visti i dati statistici, alle spalle”. Lo sostiene l’onorevole regionale, Carmelo Pullara.

“Certamente – aggiunge – l’attenzione e le precauzioni devono essere mantenute ad alto livello, come ci ricorda l’OMS in merito ad una seconda possibile ondata, ma la fase acuta o picco e’ sicuramente superato visto che tutti gli indicatori danno segnali importanti e continuativi di discesa.

Conseguentemente, è arrivato il momento della cosiddetta fase 2. La fase 2 non interessa solo il tessuto produttivo e quindi la ripresa economica ma anche l’aspetto sanitario con la necessità di un ripensamento di talune modalità organizzative ed erogazione di servizi, a partire dalle direttive nazionali cui siamo costretti ad adeguarci per come siamo stati costretti fino ad ora. Infatti la Regione Siciliana, seppur dotata di autonomia, ha legislazione concorrente in materia di sanità, cioè può effettuare delle specifiche all’interno delle linea guida nazionali (vale per i punti nascita, le unità operative complesse, i pronto soccorso da chiudere così come gli ospedali da rifunzionalizzare, etc)”.
Secondo Pullara, per ciò che più ci riguarda da vicino, occorrerà ripensare alla organizzazione sanitaria in provincia di Agrigento, sia con riguardo agli aspetti ospedalieri, abbiamo 5 ospedali, che territoriali, abbiamo 7 distretti sanitari e 4 dipartimenti territoriali come ad esempio la veterinaria e la salute mentale.

“Andando oltre oggi invece è la fase della programmazione visto, a meno di seconda ondata, lo scampato pericolo. Significa che c’è il tempo di discutere, di agire, di approntare strutture e risorse, umane e tecnologie, per farsi trovare pronti per gli anni a seguire con strutture sanitarie in grado di accogliere pazienti, diciamo con particolari patologie. In questo senso inviterei il commissario Covid di presidio ospedaliero, Sciacca-Ribera, prof Firenze, dopo l’ottimo lavoro fatto in continuità con il direttore sanitario Migliazzo, a soprassedere su decisioni e lavori, quindi spese, anche di carattere organizzativo, che oggi alla luce dei dati epidemiologici non hanno motivo di esistere. Così come chiederò apposita audizione in commissione sanità dell’Assessore e del direttore del Dipartimento pianificazione strategica in uno alla direzione aziendale dell’Asp di Agrigento, con le eventuali rappresentanze territoriali, al fine di per approntare un piano programmatico da inviare a Roma dove spero che le forze politiche al governo lo possano approvare e finanziare su spinta dei rappresentati siciliani. Io la mia idea l’ho maturata e non ho paura ad esporla così come non ho reticenze a modificarla a fronte di motivazioni tecniche non di campanilismi o populismi.
La voglio qui esporre semplicemente: l’Ospedale di Ribera, ridandogli dignità di tale dizione, lo trasformerei in Ospedale hub per malattie infettive e rare non solo per la provincia di Agrigento ma anche per quelle di Caltanissetta e Trapani, con le dotazioni necessarie da un punto di vista tecnologico. Infatti, serve poco da un punto di vista infrastrutturale perché già ammodernato di recente nonché con l’implementazione di medici specialisti per esempio in malattie infettive, in pneumologia, etc. Di contro, l’Ospedale di Sciacca, dopo il ripristino dell’esistente prima della pandemia, lo potenzierei con aumento di posti letto nelle discipline che sono andate in sofferenza prima fra tutte la medicina ed inoltre con tutto ciò che riguarda il percorso riabilitativo, adulti e pediatrico, con lo spostamento da Ribera a Sciacca dei 30 posti letto di riabilitazione e neuroriabilitazione gestiti da Maugeri e l’attivazione di ulteriori 26 posti di riabilitazione cardio-pneumologica già previsti a Ribera sempre gestiti da Maugeri, che si aggiungerebbero ai 30 posti letto già attivi a Sciacca di neuroriabilitazione e 10 posti letto di unità risveglio, così da chiudere un cerchio assistenziale di eccellenza presente solo nelle Aziende Ospedaliere o Policlinici Universitari. Con questa progettualità, che per carità deve essere oggetto di approfondimento e condivisione, potremmo infilarci positivamente nel prossimo decreto legge governativo che per come annunciato dal ministro Speranza prevederà risorse per il territorio ed i Covid Hospital”.