Ambrogio esce allo scoperto: “Io la sfiducia non l’avrei votata, penso ai problemi concreti della città”

Quando Italia Viva si riuniva al convento Giglio per decidere sulla posizione da assumere rispetto alla mozione di sfiducia al sindaco di Sciacca, chiudendo anche le finestre del salone, il consigliere comunale Giuseppe Ambrogio non perdeva occasione, nei bar e per strada, per dire che lui la mozione non l’avrebbe mai votata.

Adesso che la posizione dei Renziani sembra chiara e punta a guardare avanti, lasciando indietro la mozione, sulla base di quello che ha scritto Carmelo Brunetto, Ambrogio si sente più leggero e oggi sono arrivate le sue parole in libertà: “Io la mozione non l’avrei votata, guardo ai problemi concreti della città. Alla Perriera, ad esempio, hanno collocato uno specchio parabolico che eviterà tanti incidenti all’incrocio tra viale Sciascia e via Ferrara. Presto arriveranno le rotonde tra via Lanza e via Segni e via Bellanca e via Segni”.

E c’è un altro intervento che Ambrogio ha chiesto all’amministrazione comunale, la scalinata tra via Lido e via Allende. “Sogno di vedere la gente della Perriera – dice Ambrogio – andare al mare scendendo poche scale”.  

Nella foto, Giuseppe Ambrogio accanto allo specchio parabolico in viale Sciascia

La morte del sambucese D’Amico al Giro d’Italia del 2018, l’imputato di omicidio stradale chiede l’abbreviato condizionato

Gaetano Agozzino, di 72 anni, accusato di omicidio stradale, perché avrebbe violato l’ordine degli addetti dell’Anas e rimosso le transenne che erano state poste, a presidio di bici e mezzi di servizio al seguito della tappa agrigentina del Giro d’Italia del 2018, investendo con la sua Fiat Stilo il motociclista di Sambuca di Sicilia Leonardo D’Amico, di 48 anni, di Sambuca di Sicilia, morto dopo quasi un mese di agonia, ha chiesto di essere giudicato con l’abbreviato condizionato.

In sede di udienza preliminare, al Tribunale di Agrigento, il suo difensore, l’avvocato Salvatore Maurizio Buggea, ha chiesto l’abbreviato condizionato a una perizia che chiarisca meglio la dinamica dei fatti e alcuni aspetti come la velocità tenuta da Agozzino con la sua auto quando si è verificato il fatto. Il giudice deciderà il 18 marzo.

Omicidio Busciglio ad Alessandria della Rocca, l’imputato ammesso al giudizio abbreviato al Tribunale di Sciacca

E’ stato lo stesso imputato, Pietro Leto, di 21 anni, di Alessandria della Rocca, accusato dell’omicidio di Vincenzo Busciglio, di 23 anni, pure di Alessandria, a chiedere, in aula, di essere giudicato con il rito abbreviato. Il giudice, Alberto Davico, in sede di udienza preliminare, lo ha ammesso all’abbreviato, rinviando al 18 marzo per un’eventuale integrazione probatoria.

I genitori di Busciglio e le sorelle, anche loro in aula, si sono costituiti parte civile, assistiti dagli avvocati Pennica, Neri e Mirabile.

Leto è difeso dagli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano. Secondo l’accusa Leto avrebbe colpito, il 12 marzo dello scorso anno, all’addome e al dorso Busciglio, con un’arma da taglio, provocando così la lacerazione di organi vitali. Leto sia nell’interrogatorio con il pm Roberta Griffo che nell’udienza di convalida dell’arresto con il giudice Rosario Di Gioia ha sempre respinto le accuse.

Dipendente comunale di Menfi resta ai domiciliari

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Sono stati confermati i domiciliari per Filippo Giarraputo, di 53 anni, dipendente comunale di Menfi, per il quale il giudice del Tribunale di Sciacca aveva disposto l’aggravamento della misura.

Ieri mattina, nell’interrogatorio di garanzia, Giarraputo, che è assistito dall’avvocato Calogero Lanzarone, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Avrebbe violato le prescrizioni che gli erano state imposte. A dicembre del 2019 un carabiniere lo avrebbe bloccato in municipio con una pistola. L’arma, che è stata sequestrata, era una scacciacani, ma con proiettile vero munito di ogiva ed avrebbe riportato modifiche tali che l’avrebbero resa idonea al fuoco.

L’addio alla giornalista Loredana Guida, il parroco: “Abbiamo tante domande senza risposta”

C’erano tantissimi colleghi giornalisti all’ultimo saluto a Loredana Guida, la giornalista morta a causa della malaria non diagnosticata. I tanti che hanno lavorato accanto nelle redazioni dei giornali con cui Loredana aveva collaborato in questi anni. C’erano anche gli alunni, un altro pezzo di vita di Loredana che negli ultimi anni aveva intrapreso anche l’insegnamento. E poi tanti amici e familiari, tutti commossi per il destino inspiegabile che ha colpito Loredana, deceduta a causa della malattia infettiva contratta da un viaggio di ritorno in Nigeria.
“Abbiamo un cuore gonfio – ha detto don Carmelo Petrone che ha officiato i funerali – Il nostro cuore è appesantito da tante domande che non trovano alcuna risposta, che disorientano, che intristiscono”. Presenti anche le autorità militari, con in testa il colonnello Giovanni Pellegrino che è il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri di Agrigento. Un abbraccio alla famiglia è stato portato anche dal sindaco Lillo Firetto. “C’è un detto che dice: ‘Si può dimenticare la persona con la quale hai riso, ma mai quella per la quale abbiamo pianto. Consentiteci almeno un istante, dinanzi al vostro dolore, – ha detto don Carmelo Petrone, rivolgendosi ai familiari della 44enne, – di unire il nostro pianto al vostro”.

Intervento record alla clinica Maddalena di Palermo, asportato tumore di 12 chili ad una donna di 60 anni

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Un intervento difficile, durato 5 ore, che, però, è riuscito alla perfezione. La donna, di 60 anni, siciliana, era consapevole della complessità dell’operazione ma ha dato comunque l’ok ai medici per procedere e adesso sta bene.

L’ equipe dell’unità operativa di chirurgia oncologica della clinica “La Maddalena” di Palermo ha eseguito un intervento eccezionale su una donna, di 60 anni, alla quale è stato asportato un tumore di 12 chili all’interno dell’addome. La donna era stata visitata da tre centri in tutta Italia che, però, avevano considerato molto rischiosa l’operazione per un sarcoma addominale. Alla sessantenne è stata rimossa una massa enorme che occupava l’addome comprimendo gli organi. L’asportazione è stata condotta, lo scorso novembre, da medici e infermieri che hanno lavorato in sala operatoria per ben 5 ore. La donna ha festeggiato il Natale e il capodanno nel reparto di Chirurgia e poi ha festeggiato i 60 anni a casa sua.
“L’intervento era complesso per l’impossibilità a raggiungere dei piani anatomici sicuri – dice il chirurgo oncologo Lucio Mandalà che ha operato – eravamo in presenza di una massa che occupava l’intera cavità addominale”. L’equipe che ha operato era composta anche dai chirurghi Luigi Casà, Paolo De Marco, dagli anestesisti Sebastiano Mercadante, Patrizia Villari e Fabrizio David e dagli infermieri Francesco Marabeti e Antonio Coppola.

Tre saccensi impegnati a Sanremo per il festival

È iniziata ieri sera la settantesima edizione del Festival di Sanremo, condotto quest’anno da Amadeus.

Tra i 24 big in gara due sono i cantanti siciliani: Claudia Lagona, in arte Levante, di Caltagirone e il messinese Alberto Urso.

Tra i tantissimi membri dello staff tecnico di Sanremo 2020 anche tre saccensi: Claudia Spinelli, nel ruolo di assistente fotografa, Michele Venezia, videomaker, e Sabrina Bono, in qualità di parrucchiera e truccatrice ufficiale.

Tre ruoli diversi, ma un unico orgoglio per la città di Sciacca, madre di tanti giovani di talento.

Sospesa a Sciacca la raccolta dei rifiuti di domani, mezzi della Sea-Bono ancora pieni per un guasto

Domani, giovedì 6 febbraio 2020, la raccolta dei rifiuti indifferenziati viene sospesa a causa dell’impossibilità delle imprese Sea-Bono di utilizzare i propri mezzi per garantire il servizio, in quanto ancora pieni della frazione umida per un guasto – così è stato riferito oggi – al centro di compostaggio che non ne ha consentito lo svuotamento.

Questo – evidenzia l’Amministrazione comunale – nonostante le rassicurazioni avute fino a ieri da Sogeir sulla regolare funzionalità dell’impianto di contrada Santa Maria.

Si chiede pertanto la collaborazione dei cittadini e dei titolari delle attività imprenditoriali. Nel giorno di sospensione del servizio, non si debbono uscire i mastelli dei rifiuti, e non si deve neanche conferire dentro i cassonetti situati nelle aree periferiche non raggiunte dal servizio porta a porta.

Si ammoscia il fronte mozione di sfiducia tra “sentimentalisti, collaborazionisti e invisibili”

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La politica, secondo alcuni, si interpreta anche per fatti concludenti. Ci sono ancora i dieci firmatari della mozione di sfiducia presentata lo scorso venti gennaio che attendono di conoscere l’esito dell’ultima seduta di consiglio comunale che ha visto le opposizioni abbandonare l’aula e pertanto, far sorgere i dubbi di interpretazione giuridica secondo i quali, la mozione è decaduta dopo che per ben due volte la stessa non è stata discussa.

E poi c’è il fronte di chi si era già dichiarato perplesso nell’appoggio alla mozione e ha già preso altre posizioni, sempre più lontane rispetto la possibilità di un supporto eventuale in aula così come di una nuova riproposizione. E’ il caso di Pasquale Bentivegna, il consigliere del centrodestra che alla fine, non ha firmato la mozione e che più volte ha dichiarato di essere pronto a votarla soltanto nel caso in cui fosse stato il quindicesimo consigliere e che oggi dopo l’impasse legata alla questione giuridica scaturita sulla decadenza dell’atto, si è affrettato ad affermare che le sue perplessità erano fondate e che non ci sono i numeri per garantire un atto così rilevante.

Come Bentivegna, a meno di 48 ore dall’ultimo consiglio, anche Alessandro Curreri sembra proiettato altrove spazzando con i fatti le sue nebulose e contradditorie dichiarazioni post consiglio dove si diceva stanco di dover aspettare l’esito delle decisioni dei cusumaniani e allo stesso tempo, stanco di dover aspettare chi aspetta Cusumano (chiaro il riferimento ai colleghi delle opposizioni). Curreri stamattina si è reso protagonista di un sopralluogo insieme all’assessore Sino Caracappa nel quartiere Seniazza e ai membri del Comitato di quartiere che hanno dato notizia di quanto compiuto stamane insieme al componente di Giunta e al consigliere comunale evidenziando anche che i due hanno programmato futuri interventi. Chi è intento a programmare per il futuro, pare deducibile che non voglia far piazza pulita e andare a casa rinunciando alla poltrona in consiglio comunale. “Abbiamo da lavorare”, d’altronde aveva detto Curreri accelerando verso un’archiviazione della stessa mozione, una volontà che appare assai più chiara dal momento che il consigliere di opposizione collabora con l’amministratore a poche ore dallo scontro tra opposizione e maggioranza.

Altro fatto da registrare e di cui prendere nota. Il post di questo pomeriggio di Carmelo Brunetto, ex assessore di Italia Viva, sacrificato sull’altare dello strappo con la Giunta e pupillo dell’ex senatore Nuccio Cusumano che oggi ha commentato il momento politico con una riflessione social che non lascia dubbi sull’indirizzo dei cusumaniani nei prossimi giorni dove la linea di Giuseppe Ambrogio contro la mozione pare ormai prevalere e le parole in pieno stile politichese di Brunetto di oggi sembrano confermare: “Stiamo vivendo – scrive l’ex assessore – una delicata fase politico amministrativa che ha generato uno stallo politico istituzionale senza precedenti.
La politica fatica (ed ha faticato) molto a dare delle risposte, ma NOI siamo fermi, da un mese, a parlare di mozione di sfiducia.
Non possiamo continuare ad essere gli uni contro gli altri armati per anacronistici steccati di antiche rivalse e mai cessate ostilità, perché chi ne paga le conseguenze è solo la nostra città e i nostri concittadini. Basta ….
Oggi devono essere assunte decisioni importanti che riguardano problemi ed emergenze di ogni tipo, che consolidano un quadro di fragilità sociali, strutturali e di progetto che ha, anche, compromesso la ripartenza di significative risorse per il nostro futuro.
Oggi è necessaria una elaborazione di idee per il futuro da incastrare in percorsi di pensiero e di valore.
Risulta, infatti, prioritaria la ricerca di soluzioni condivise, con una solida ed essenziale base programmatica con scelte ed iniziative che rimuovono l’infelice stallo delle terme, dell’apertura del cansalamone e alla rimozione dei rischi connessi alla realizzazione dell’impianto di biomasse che tanto preoccupa la città.
Una visione politica nuova, che offra la bussola di orientamento per prendere scelte di ampio respiro, con la stella polare di evitare traumi indicibili alla nostra città e ai cittadini tutti.
Oggi, con ancora più forza, vi è la necessità di aprire a rappresentanze consiliari responsabili che abbiano a cuore le sorti della nostra città.
mettere al Centro la città è l’unico obiettivo serio da perseguire, ignorando insulti, offese, tatticismi di troppo, tornando a fare politica con i sentimenti e non con i risentimenti”.

Insomma, a sentir Brunetto, non solo il fronte mozione è ormai naufragato, ma pare che l’accordo e la ripresa del dialogo dei cusumaniani con l’amministrazione sia ormai cosa fatta.

Infine, l’ultima categoria che lo spartiaque mozione di sfiducia ha creato. I cosiddetti “invisibili”. Consiglieri di opposizione che sebbene appartenenti a frange ben più estreme nell’antagonismo al sindaco Francesca Valenti, in questi giorni, sono rimasti piuttosto in disparte, come il consigliere Fabio Termine, la cui firma figura tra i proponenti la mozione e che mai però si è lasciato andare ad incitamenti verso il fronte del voto lasciando al centrodestra l’intestazione di una mozione che il più eletto in consiglio comunale non ha mai sentito propria. Non recriminando, non entusiasmandosi e non soffrendo per il mancato risultato. Neanche il movimento politico giovanile che lo supporta, Mizzica, ha in queste settimane sentito il bisogno di comunicare ai suoi elettori la sua posizione rispetto la mozione. Non una conferenza stampa, eppure dapprima si distingueva assai per l’attivismo, mai neanche una nota.

Questa mozione, insomma, pare che non s’ha da fare col sollievo di molti.


Pensionato di Castelvetrano vendeva su eBay monete antiche trafugate, recuperati beni del patrimonio culturale di oltre tre milioni di euro

L’importante recupero è il frutto di un’attività investigativa della Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, coordinata dalla Procura della Repubblica di Marsala.

I beni, frutto di scavi clandestini perpetrati in varie località italiane, sono stati individuati nel corso delle consuete attività di controllo sul portale di aste on line www.eBay.it, dove è stata riscontrata la vendita, da parte di un pensionato di Castelvetrano, di numerose monete sicule e romane, di notevole interesse archeologico/numismatico.

In particolare, le indagini dei Carabinieri hanno consentito di accertare che il pensionato – nei cui confronti si procede per ricettazione – aveva realizzato presso la propria abitazione un vero e proprio laboratorio di restauro, all’interno del quale il materiale numismatico, proveniente da scavi clandestini, veniva ripulito, fotografato, catalogato e successivamente spedito agli acquirenti. Le successive investigazioni hanno permesso di denunciare altre ventidue persone coinvolte a vario titolo nei traffici illeciti e sequestrare, complessivamente, 265 reperti archeologici, tra cui: monili, fibule, pesi da telaio, oggetti ceramici, nonché 7.905 monete antiche, quest’ultime prevalentemente di epoca magno greca, in bronzo, argento ed oro, per la maggior parte relative a zecche della Sicilia (Panormus, Siracusa, Catania, Camarina, etc).

Le consulenze disposte dalla Autorità Giudiziaria hanno evidenziato che le monete sono tutte di notevole interesse, perché aventi carattere di rarità, pregio e varietà di coniazione, tali da essere di grande aiuto per lo studio della sequenza dei conii, della tipologia e delle medie ponderali.

I beni, altissima espressione storico-scientifica del patrimonio culturale italiano, hanno una stima puramente commerciale valutata in circa tre milioni cinquecentomila Euro