Bentivegna: “Avevo ragione a dire di non presentare la mozione di sfiducia non essendo in 15 e ora valutiamo il rischio di un anno di commissariamento”

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Pasquale Bentivegna, l’unico consigliere comunale del centrodestra al Comune di Sciacca che non ha firmato la mozione di sfiducia al sindaco, Francesca Valenti, oggi afferma: “Avevo ragione”.

Bentivegna, in un’intervista a Risoluto.it, afferma che il centrodestra non avrebbe dovuto presentare la mozione in assenza di 15 voti e poi bacchetta i Cinque Stelle sostenendo che il loro “è stato un bluff” con riferimento alla posizione di Alessandro Curreri.

A proposito del testo della mozione che avrebbe dovuto essere integrato, secondo quanto dichiarato da Curreri, Bentivegna afferma che prima della presentazione è stata valutata e che ogni consigliere avrebbe potuto integrarla. Curreri, per il futuro, pone anche un’altra questione: “Valutiamo qual’è la prospettiva. Non vorrei che prima delle elezioni si andasse a un anno di commissariamento”.

Mozione di sfiducia, Simone Di Paola: “E’ venuta fuori l’inconsistenza politica di questo atto”

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E’ il capogruppo del Pd a commentare oggi quanto accaduto in aula lunedì scorso durante la seduta che avrebbe dovuto trattare la mozione di sfiducia poi andata deserta.

Simone Di Paola parla di inconsistenza politica dell’atto proposto dalle opposizioni in ogni caso, al di là dalle valutazioni giuridiche della seduta sul quale ancora si aspetta la pronuncia della segretaria generale del Comune di Sciacca.

La mancanza dei numeri e l’attesa di presenze sono per Di Paola, il chiaro segno di una insufficienza di motivazioni che sarebbe meglio archiviare per riaprire ad un dialogo nell’interesse della città.

Malessere per un giovane al ritorno da una crociera, avviato protocollo Coronavirus che ha dato esito negativo

Nessun caso sospetto di Coronavirus a Castelvetrano. Un giovane, di ritorno da una crociera, ha lamentato, al Pronto Soccorso dell’ospedale “Vittorio Emanuele II”, sintomi influenzali e mal di pancia. Per lui è subito scattata la profilassi che, fortunatamente, ha dato esito negativo.

Sono stati giorni di apprensione al Pronto Soccorso del “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano per un caso sospetto di Coronavirus, fortunatamente smentito. Proprio al Pronto Soccorso del nosocomio, una volta allertati i medici, è stata avviata la distribuzione delle mascherine e il personale sanitario ha indossato delle tute protettive. Un giovane di ritorno da una crociera aveva asserito di avere dei leggeri sintomi influenzali e dei problemi di stomaco. In via precauzionale è stato avviato, pertanto, il Protocollo Coronavirus che ha dato esito negativo. Non esiste alcun elemento che possa fare supporre che si sia trattato di un caso sospettoha affermato il direttore dell’Asp Fabio Damiani – applicando i protocolli ministeriali e assessoriali questo caso, come quello di Pantelleria di qualche giorno fa, non può essere classificato come sospetto Coronavirus. Il paziente ha una sintomatologia diversa. Tutto il personale medico del presidio segue con scrupolo la situazione”.

Randagio ucciso con un colpo di pistola in pieno giorno, aperta un’inchiesta

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L’animale è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco nel quartiere dei Grandi Lavori, a Porto Empedocle, ma il delitto non è stato immortalato da nessun impianto di video sorveglianza sebbene si sia svolto in pieno giorno.

I carabinieri della stazione di Porto Empedocle si stanno occupando dell’attività investigativa per ricostruire quanto accaduto ad un cane randagio, ucciso in pieno giorno a Porto Empedocle con un colpo di pistola. La carcassa dell’animale è stata  sequestrata subito dopo il rinvenimento e verrà sottoposta ad esami mirati, anche per stabilire con quale tipo di arma sia stato ucciso. Chi ha agito, qualora dovesse essere identificato, rischia la reclusione da quattro mesi a due anni.

Bandiera Verde a 16 spiagge a misura di bambino in Sicilia e l’unica agrigentina è Porto Palo di Menfi

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Anche quest’anno Bandiera Verde a Porto Palo di Menfi. E’ l’unica spiaggia agrigentina a misura di bambino scelta dall’associazione dei pediatri. Sono, complessivamente 16 in Sicilia le spiagge alle quali è stato assegnato il riconoscimento per il mare pulito ed i servizi adeguati.

Il progetto della Bandiera Verde è frutto del lavoro di 2000 pediatri italiani che valutano l’arenile, che deve essere ampio con sabbia fine ed ombrelloni distanti tra loro. Bisogna garantire, inoltre, acque limpide e livello basso per permettere ai bambini di costruire castelli di sabbia.

Nelle spiagge Bandiera Verde non devono mancare gli assistenti bagnanti dotati di sistemi di salvaguardia, spazi aperti per il gioco dei più piccoli e attività di ristorazione e gelaterie.

La Sicilia nella classifica nazionale è seconda, assieme alla Sardegna, per numero di spiagge Bandiera Verde, dietro alla Calabria, al primo posto. In Italia, Spagna e Romania, sono, complessivamente, 144 le Bandiere Verdi assegnate. La cerimonia di consegna è in programma sabato 27 giugno ad Alba Adriatica.

Agli arresti domiciliari un dipendente comunale di Menfi

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Era sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, ma avrebbe violato le prescrizioni che gli erano imposte e il giudice del Tribunale di Sciacca ha disposto l’aggravamento della misura, i domiciliari, per Filippo Giarraputo, di 53 anni, dipendente comunale di Menfi.

Poco più di un mese fa il menfitano era finito in carcere per porto di arma clandestina. Un carabiniere lo aveva bloccato quando Giarraputo si sarebbe recato, presso l’ufficio Ragioneria del Comune, con una scacciacani, ma con proiettile vero munito di ogiva e dunque con modifiche tali che l’avrebbero resa idonea al fuoco.

Nell’udienza di convalida si sarebbe difeso sostenendo che quella pistola l’aveva rinvenuta per strada, vicino a dei rifiuti, e che era sua intenzione consegnarla ai carabinieri dopo essere passato dal municipio. Il giudice ha disposto la convalida, rimettendolo in libertà con obbligo di presentazione alla pg. Adesso l’aggravamento della misura.

Questa mattina, al palazzo di giustizia di Sciacca, l’interrogatorio di garanzia. Giarraputo è difeso dall’avvocato Accursio Gagliano.

Mozione di sfiducia, rompe il silenzio Mandracchia:”La strategia adottata dalla maggioranza accuratamente secretata”

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E’ rimasto appositamente in silenzio per tante giornate anche quando il suo nome e’ stato tirato in ballo piu’ volte durante le giornate di attesa per l’approdo della mozione di sfiducia in aula.

In molti ieri sera hanno notato che Mandracchia quando le opposizioni hanno fatto venir meno il numero legale, ancora seduto nei banchi della maggioranza, si e’ alzato seguendo i colleghi delle opposizioni. Segno dei malumori che il consigliere ormai non nasconde piu’ nei confronti di quella amministrazione di cui nei primi dodici mesi era parte integrante.

Non ha gradito come la situazione e’ stata gestita in consiglio comunale. Eppure il consigliere comunale di momenti concitati in aula ne ha vissuti tantissimi.

“La strategia adottata in aula dalla sindaca Valenti – ha detto – e’ stata accuratamente tenuta secretata alla mia persona. Non mi pare che sia il modo migliore per tenere salda una coalizione”.

Mandracchia, l’unico degli assessori azzerati, che e’ sopravvissuto in consiglio, pur avendo qualche volta esternato le sue perplessita’, e’ rimasto in un ruolo di indipendente.

“Credo che questa amministrazione – ha aggiunto – ogni tanto debba farsi anche un sano mea culpa”.

Discarica abusiva nella contrada Bordea di Sciacca, i rifiuti invadono la sede stradale

A Sciacca ci sono sempre gli irriducibili in materia di conferimento dei rifiuti, coloro che, a prescindere dal servizio, dai giorni in cui viene svolto e quando, per qualche ragione, salta il turno, abbandonano sempre la spazzatura in prossimità dei pochi cassonetti rimasti nelle zone in cui non viene svolta la raccolta porta a porta. Basterebbe una telecamere in ogni zona dove si trovano i cassonetti, in contrada Bordea, dove oggi pomeriggio la spazzatura occupa anche parte della sede stradale, a San Calogero, a poche centinaia di metri dal santuario.

E, invece, telecamere non se ne vedono. Mancano pure nella zona portuale dove sono state invocate anche dal Circomare per combattere chi abbandona i rifiuti sulla banchina. Chi si reca a Bordea, presso le attività commerciali ed artigianali di quella zona, stasera assiste a uno spettacolo davvero indecoroso. Purtroppo, si assiste ancora a un’azione troppo debole per contrastare l’abbandono dei rifiuti effettuato da un pugno di incivili, i veri responsabili di tutto questo.

Italia Viva a cena con i ristoratori cinesi per solidarizzare contro la psicosi Coronavirus

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Sono andati a cena con la comunità cinese palermitana per sconfiggere la psicosi generata dal Coronavirus che a Palermo ha provocato crisi e la perdita di 50 posti di lavoro, alcuni componenti del gruppo politico Italia Viva, un gesto simbolico quello del senatore Davide Faraone, Dario Chinnici, consigliere comunale di Palermo, uno dei coordinatori provinciali del partito di Matteo Renzi, il capogruppo di Italia Viva in consiglio comunale di Palermo Sandro Terrani e il consigliere comunale Marco Mortillaro.
Per la comunità cinese era presente il presidente e il direttore della comunità cinesi d’Oltremare, Han GuanGrong .

Il presidente del consiglio comunale partigiano? Per i consiglieri di cio’ che resta della maggioranza: “Montalbano garante dell’equilibrio”

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Dopo l’attacco di oggi da parte delle opposizioni al presidente del consiglio comunale di Sciacca dopo la seduta-lampo di ieri che ha portato all’abbandono da parte dell’aula e lo strascico di polemiche sulla validità della seduta al fine della mozione di sfiducia, i sette consiglieri dell’ex maggioranza consiliare scrivono oggi una nota: “Lascia basiti – scrivono – la scomposta aggressione al Presidente del consiglio comunale, Pasquale Montalbano, reo – a detta dei colleghi del centrodestra – di avere infranto il suo ruolo di organo super partes.

Bene, se applicare correttamente il nostro regolamento vuol dire essere di parte, allora il presidente Montalbano lo è certamente!inon ci si può richiamare al rispetto delle regole solo quando conviene.a; tali regole, infatti, o si rispettano sempre o non si rispettano mai”.

“Basta dare lettura – spiegano poi – dell’articolo 88 del vigente regolamento, per lo svolgimento dell’attività del Consiglio comunale, per rendersi conto che non c’era alcun margine di interventi diversi, se non per potere intervenire per la presentazione della mozione di sfiducia.

Testualmente, infatti, il comma 2 del suddetto articolo recita “la seduta si apre con l’illustrazione dell’argomento da parte del presentatore” , parendo escludere a priori la possibilità che l’ordine del giorno possa essere modificato, in presenza della mozione stessa, la quale – non a caso e per volontà del legislatore, cui il regolamento si ispira – viene iscritta al primo punto all’ordine del giorno e deve essere discussa in una finestra temporale ben precisa.

Va richiamato, altresì, il comma 1 del suddetto articolo 88, laddove chiaramente si statuisce che le sedute convocate su argomenti di contenuto politico specifico, fra le quali, per l’appunto, la mozione di sfiducia, sono “assoggettati a procedura di trattazione particolareggiata”.

Ne consegue, come il giorno alla notte, che il rinvio del vigente regolamento ad una trattazione regolamentata in modo particolareggiato di sedute aventi ad oggetto le questioni citate nel presente articolo, sfugge alle regole della trattazione ordinaria della seduta.

Così come è evidente che, dovendosi aprire la seduta obbligatoriamente con l’illustrazione della mozione da parte del presentatore, ogni possibilità di modificazione dell’ordine di trattazione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno ex articolo 68 appare superata dal suddetto articolo 88 e dunque preventivamente esclusa nel caso in specie”.

I sette contestano l’attacco di oggi al presidente: “Pertanto, appare inappropriato – aggiungono – il richiamo all’articolo 68, la cui applicazione appare, come detto, esclusa a priori dall’articolo 88, nella parte in cui si specifica che la trattazione della seduta per la mozione di sfiducia è rinviata ad una regolamentazione particolareggiata.

Ancor più immotivato appare il richiamo all’articolo 82 in cui specificamente si tratta l’istituto della” mozione d’ordine”, mentre ieri sera il Consigliere Bono chiedeva di intervenire sull’ordine dei lavori.

Non v’è, dunque, nulla da interpretare; l’articolato è ai nostri occhi chiarissimo e andava applicato, senza per questo pregiudicare in alcun modo le prerogative dei Consiglieri comunali.

“Non comprendiamo – concludono – dunque dove stia il comportamento antidemocratico o partigiano da parte di un presidente del consiglio comunale che fino a prova contraria ha sempre garantito il massimo equilibrio e la massima correttezza nella gestione del dibattito politico e democratico all’interno dell’aula.

Respingiamo dunque ogni accusa da parte dei colleghi del centrodestra e invitiamo il presidente Montalbano a proseguire serenamente nel suo impegno istituzionale con serenità, certi delle sue capacità di equilibrio e di terzietà.”