Il voto per la Madonna del Soccorso di Sciacca in diretta facebook a partire dalle 12.15 su Risoluto.it

Dopo la discesa del simulacro della Madonna del Soccorso di Sciacca e oltre la diretta della processione di domani, un impegno che la nostra redazione porta avanti con devozione da due anni permettendo ai fedeli lontani di poter essere “presenti” a questo momento di grande festa, quest’anno trasmetteremo, per la prima volta sul web, un altro importante momento di fede per i devoti alla patrona di Sciacca: il tradizionale voto. A partire dalle 12.15 di oggi trasmetteremo, infatti, sulla nostra pagina facebook, l’arrivo della processione nella basilica e tutta la funzione religiosa, compreso anche il giuramento del sindaco di Sciacca, Francesca Valenti.  

Premio alla solidarietà Orazio Capurro, nuovo bando e nuove donazioni per la onlus saccense

Nuovo bando del premio alla solidarietà Orazio Capurro “Amore per la vita” che torna con la edizione anche quest’anno. L’associazione Capurro che è cresciuta negli anni per numero di soci e per il numero delle attività di beneficenza portate avanti, ai primi di marzo consegnerà il riconoscimento ad un sanitario e a una persona che si sono distinte nella cura e assistenza ai malati.  Le segnalazioni nelle due diverse categorie possono essere presentate tramite email o brevi manu consultando il bando sul sito della stessa associazione che dal 2018 è anche diventata una onlus alla quale è possibile devolvere il cinque per mille per finanziare le diverse attività dell’associazione. Tra i nuovi obiettivi del 2019, come ha anticipato il presidente Alessandro Giuseppe Capurro, anche una donazione al Comando dei vigili del fuoco di Sciacca.

La Lega per Salvini replica duramente a al sindaco di Ribera Pace: “L’iter per l’esenzione dell’Imu agricola già avviato, tu pensa a un milione di euro non spesi dal Comune per l’assistenza sociale”

0

Il Circolo della Lega per Salvini di Ribera, al quale si è rivolto, nei giorni scorsi, il sindaco, Carmelo Pace, sollecitando un intervento per l’esenzione dell’Imu agricola, oggi ha replicato duramente all’amministratore. Sul merito della sollecitazione ricevuta ha scritto che “Il percorso per l’esenzione dal pagamento dell’IMU sui terreni agricoli nei Comuni colpiti dagli eventi meteorologici avversi dello scorso novembre, è stato avviato, grazie all’impegno del Senatore e Sottosegretario all’Intero Stefano Candiani, subito dopo l’incontro tenutosi a Ribera” e che “l’iter prevede passaggi istituzionali che interessano più rami dell’amministrazione dello Stato e che potrà concludersi con provvedimento del Ministero Economia e Finanze solo entro la cornice, e con i tempi, della legislazione vigente che certamente non dipendono dalle logiche di bilancio del Comune di Ribera”.

Poi ha sferrato un durissimo attacco a Pace: “Al Sindaco di Ribera chiediamo di fare appelli, oltre al Locale Circolo della Lega, anche al Bilancio comunale che poteva allora e potrebbe trovare oggi facilmente 250 mila euro tra le sue pieghe per non fare pagare da subito ai cittadini riberesi l’Imu agricola nelle more dello storno di tali somme dal Governo Nazionale.  Questo perché pensiamo che quando c’è una esigenza reale che interessa il proprio territorio prima si agisce di tasca propria e poi si chiede agli altri di intervenire.  Il sindaco Pace, tra l’altro, sa benissimo che il Sottesegretario Candiani non ha mai detto che si potesse raggiungere l’importante risultato in tempi immediati come vorrebbe, invece, lasciare  intendere, quindi la smetta di mistificare e pensi, invece, a risolvere i gravi problemi che affliggono la nostra città”.

“Ci dica, ad esempio, il sindaco – aggiunge il circolo riberese della Lega – come mai tiene bloccati nei cassetti del comune di Ribera somme per più di un milione di euro, da tempo decretate dalla Regione siciliana, e destinate all’assistenza sociale. Ingenti risorse, da tempo nella disponibilità del Comune, che potrebbero dare un aiuto concreto alle fasce più deboli della popolazione oltre che costituire occasione di lavoro per tanti cittadini. Ci dica, anche, come mai dopo tre mesi non ha ancora dato risposta all’interrogazione popolare, da noi promossa, in tema di rifiuti e trasparenza nelle società partecipate del comune.  Ci dica, magari, quali atti concreti ha adottato per fare seguito alla sua dichiarazione, alla stampa, secondo la quale avrebbe intenzione di non applicare il decreto sicurezza”.

Ed a proposito di sicurezza aggiunge: “Si è accorto che le case popolari da abbattere sono popolate da gruppi numerosi di extracomunitari che vivono senza acqua e luce in ruderi a rischio crollo e alimentano sacche di degrado molto pericolose per la sicurezza dei cittadini?”

Affidato all’Iacp di Agrigento l’incarico per il progetto esecutivo delle case popolari di Largo dei Martiri di via Fani a Ribera, qualche settimana per l’inizio dei lavori

0
Ormai è una telenovela quella relativa alle case popolari di Largo dei Martiri di via Fani, a Ribera, sgomberate nel 2012 e non ancora ricostruite. Ieri sera, però, all’Iacp di Agrigento è stato compiuto un importante passo in avanti. E’ stata sottoscritta l’aggiudicazione dell’incarico al gruppo di progettazione “Cascone Engineering”  di Catania per la redazione del progetto esecutivo riguardante la demolizione e la ricostruzione delle case popolari. L’obiettivo è di fare aprire il entro i primi giorni del mese di marzo. Dopo la presentazione del progetto esecutivo, entro qualche settimana, si passera all’esame del valutatore, l’ingegnere Valerio Oliveri di Sciacca, e poi sarà aperto il cantiere.  Il gruppo di progettazione catanese subentra alla società che ha rinunciato a redigere il progetto esecutivo e questo ha determinato un ulteriore ritardo.

Giovaninfesta il primo maggio festeggerà a Menfi la trentacinquesima edizione

0
Pensa, credi, sogna, osa: quattro parole per un’esortazione che è il messaggio cardine del prossimo Giovaninfesta, che si svolgerà il Primo Maggio 2019 a Menfi. Uno slogan che diventa ritornello anche dell’inno ufficiale della manifestazione, giunta ormai alla 35ma edizione: il brano, scritto da Pietro Mangiaracina e Giuseppe Corsale, si intitola “Ho sognato un angelo” e, con un testo positivo e un arrangiamento dinamico e ritmato, ci suggerisce di non perdere mai la speranza di credere nel proprio futuro. L’inno che potete ascoltarlo cliccando sul link>>> https://youtu.be/pKOmJs8r2Os è interpretato dal poliedrico artista menfitano Pietro Mangiaracina, parla di un giovane che in sogno incontra il suo angelo custode, colui che lo consiglia, lo aiuta ad affrontare piccoli e grandi problemi dell’esistenza, un angelo che lo assiste e gli apre gli occhi sulla strada da seguire. “Basta crederci e capire che la vita è veramente bella – recita il suggestivo testo – non voglio perdere più tempo e vivere senza sognare, penso al mio domani, a realizzare i nostri sogni con tenacia e con immenso amore”. Un testo per riflettere in un brano che mette gioia e allegria, che sarà cantato e ballato dalle migliaia di giovani attese a Menfi in occasione del prossimo grande raduno diocesano di Giovaninfesta. Insieme all’inno viene presentato il logo: Una cartolina, un simbolo quasi vintage nell’epoca digitale, ricordo di un viaggio, emblema di un territorio scoperto, visitato, amato dai “giovani, pellegrini sulla strada dei propri sogni”. Il logo di Giovaninfesta 2019 concepito da Antonella Giovinco e graficato da Mario Butera, raduno atteso a Menfi il Primo Maggio, è un vespro stilizzato, quasi una foto di un tramonto su Instagram, un #sunset condiviso sui social, che racchiude in sé qualcosa in più di un attimo da immortalare. Innanzitutto il territorio: Menfi, il suo sole (che accoglie all’ingresso della città e che splende luminoso, caratterizzando le sue magnifiche estati) e il suo mare Bandiera Blu, con 12 chilometri di costa e di spiagge incontaminate. Dunque la linea dell’orizzonte, dove quel sole e quel mare si incontrano, panorama speciale dai luoghi della festa, il Teatro del Mare e la Piazza di Menfi, di cui la croce nel logo evoca anche il suo caratteristico basolato. Menfi, dicevamo, ma anche l’arcidiocesi di Agrigento tutta, con la sua estensione provinciale e le sue isolette nel Mediterraneo, rappresentate dalla forma della “nuvoletta”. E poi il messaggio, scritto e iconizzato: “Pensa, credi, sogna e osa…”, motto di questo anno pastorale, concepito da Don Gero Manganello e l’equipe diocesana del Centro per i giovani, che nel logo realizzato a Menfi, prendono la forma di una nuvoletta e di un cuore che tramonta sul mare, con questo significato: La nuvoletta, tipica dei fumetti, usata per esprimere un pensiero, per l’appunto, o un sogno, luogo privilegiato in cui le aspirazioni dell’uomo e il progetto di Dio si incontrano, riprendendo l’invito di Papa Francesco a “sognare in grande”. La croce, che riprende il logo dell’Arcidiocesi di Agrigento, che rinnova il credo, che stende le braccia fra il cielo e il mare in segno di perenne alleanza; che ricorda il Tau francescano, ultima lettera dell’alfabeto ebraico e – come l’omega greca – rappresenta Dio nella sua perfezione. Un sigillo di redenzione, quello con cui San Francesco chiudeva le sue lettere e dava inizio alle sue azioni. Quale migliore segno per ricordare la necessità di dover fare scelte ponderate… Quale migliore “influencer” di Francesco, il giovane che ha saputo sognare, cambiando la propria vita e diventando testimone per la Chiesa universale… Il cuore, sulla linea dell’orizzonte, è la trasfigurazione del sole: la luce che si fa amore. E ci ricorda il detto “gettare il cuore oltre l’ostacolo”, ossia la capacità di prendere decisioni coraggiose, di osare appunto: sursum corda, in alto i cuori, esortazione per farci coraggio, stare di buon animo, tenere alto il morale e preparare la ripartenza, inizio di un nuovo giorno, di una vita nuova. Ecco dunque che “Pensa, credi, sogna e osa…” prendono forma; ecco che l’Arcidiocesi di Agrigento e Menfi, che il Primo Maggio 2019 ospiterà Giovaninfesta, trovano una sintesi in un logo, per comunicare la gioia e i valori di un grande evento, di un percorso in grado di cambiare menti e cuori, per sognare in grande. E allora, che il sogno cominci! O, per citare Goethe: “Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia”.

Sergio Di Benedetto si fa da parte per il Carnevale 2019, ma afferma: “Senza ticket d’ingresso la festa non può crescere”

Sergio Di Benedetto, del raggruppamento d’imprese a cui era stata affidata la gestione del Carnevale di Sciacca, spiega, in un’intervista a Risoluto.it, le ragioni che hanno indotto il gruppo a farsi da parte. Questioni burocratiche, nulla che riguardi la manifestazione o i rapporti con il Comune secondo quanto riferisce l’imprenditore che negli anni passati a Sciacca ha organizzato alcuni concerti.  Anzi, Di Benedetto lascia una porta aperta a future collaborazioni a Sciacca e sul ticket d’ingresso per il Carnevale,  che questo gruppo avrebbe introdotto già quest’anno, afferma: “E’ necessario, non prevedendo alcun pagamento per i saccensi, per assicurare le giuste risorse alla festa”. Il ticket d’ingresso, quest’anno, non ci sarà perchè l’Ats, che organizzerà la festa, lo ha annunciato questa mattina.

Evento culturale e collaterale alla festa della Madonna del Soccorso grazie al Rotary Club

0
Un Circolo di Cultura strapieno per assistere all’evento culturale organizzato dal Rotary Club di Sciacca con l’avvicinarsi della festa della Patrona di Sciacca. Da un lato, il racconto di Gino Alessi, non uno storico, ma un profondo e appassionato conoscitore  dei fatti e dei costumi cittadini, dall’altro gli scatti della macchina fotografica di Antonino Carlino che ogni anno tra devoti, fedeli e portatori immortala i volti e i gesti di un rito secolare che segna il senso di appartenenza di una comunità.

I ragazzi di “Crescere Insieme” al supermarket, Rita Montalbano: “Operativi e impegnati, il lavoro è un diritto di tutti”

Sono da mesi impegnati in un nuovo progetto educativo e di avvio al lavoro, quattro ragazzi dell’associazione “Crescere Insieme” di Sciacca. Per due pomeriggi a settimana,  sono stati avviati al lavoro tra gli scaffali del supermercato Crai di Sciacca di via Giovanni XXIII aiutati nelle diverse mansioni dalla pedagogista Maria Albanese che li ha supportati e seguiti passo passo in questa nuova esperienza. Un progetto nuovo e tra i primi nel territorio come ci racconta Rita Montalbano, presidente dell’associazione che oggi pomeriggio abbiamo raggiunto al supermercato per documentare questo momento entusiasmante e carico di nuove possibilità e opportunità per i quattro ragazzi coinvolti.

Piano di contrasto al randagismo, delibera illegittima e Bono e Milioti attaccano: “Dilettanti allo sbaraglio”

0
Mancava la regolarità contabile così il dirigente della ragioneria ha ritenuto illegittima la delibera con la quale il Comune di Sciacca stipulava una convenzione con la Lav, lega italiana antivivisezione e allo stesso tempo prevedeva un nuovo piano di lotta al randagismo. L’episodio è diventato spunto per la critica politica da parte dei consiglieri Giuseppe Milioti e Calogero Bono che oggi attaccano sull’argomento: “Purtroppo dobbiamo constatare che nulla è cambiato tra la prima squadra voluta dagli elettori , bocciata dal primo cittadino e quella formata da chi tira le fila di questa “maggioranza” , anzi continua la retromarcia inserita all’inizio di questo mandato . Pensiamo che oggi come allora la problematica continua ad assumere contorni preoccupanti e pericolosi per l’incolumità di tutti i cittadini e quindi ritorniamo sulla vicenda riprendendo la delibera di Giunta che a detta del sindaco avrebbe dovuto risolvere il problema , con la quale si approvava un piano di contrasto al randagismo con annessa spesa di € 10.000,00 e che il Sindaco in diverse interviste di allora ne ha celato la valenza. Da subito, nel corso di una conferenza stampa del 14 novembre abbiamo denunciato la illegittimità della delibera in quanto mancante del previsto parere di regolarità contabile che avrebbe dovuto rilasciare il Dirigente di ragioneria. La delibera infatti prevedeva, anche se con separato atto, la prenotazione di somme sul bilancio 2018 e pluriennale 2019 (punto n. 3 del deliberato). Inoltre , ricordiamo che nel piano di prevenzione (all’ultima pagina) c’era scritto: “il comune dovrà stanziare a bilancio l’importo pari di € 10.000,00.” Orbene, non ci vuole una professoressa universitaria esperta di bilancio per capire che in quella delibera ci voleva senza ombra di dubbio il parere del Dirigente di ragioneria come previsto dall’art. 12 della L.R. 30/2000, ma bastava un Sindaco che si occupasse della vicenda a tempo pieno, purtroppo noi abbiamo un Sindaco part-time” . Nella stessa mattinata nella quale noi avevamo denunciato che a nostro parere la delibera era illegittima per quanto sopra espresso, il Sindaco dirama una nota stampa nella quale afferma : “la delibera è pienamente legittima in quanto l’approvazione del piano non ha comportato nessun onere a carico del comune”. A quel punto rimanemmo basiti e abbiamo richiesto che gli uffici si pronunciassero in proposito. Su tale richiesta . continuano nella nota –  il parere degli uffici arriva il 27 dicembre 2018 indirizzato al presidente della commissione Bilancio , al presidente della commissione Sanità, oltre che al Sindaco, all’Assessore al ramo, al vice segretario e al dirigente del settore. Il predetto parere a firma del Segretario Comunale e del dirigente di ragioneria dice a chiare lettere che la delibera è illegittima rimettendo ad altri soggetti le relative determinazioni. Ad oggi la delibera non è stata ancora revocata!!Pertanto usiamo una frase già pronunciata dal primo cittadino qualche tempo fa, ossia in questa vicenda c’è “o incompetenza o malafede” . Scegliete voi. Questa è l’ennesima questione che testimonia come questa amministrazione non si è mai occupata seriamente del problema , ma soprattutto sconosce le procedure amministrative. A conferma di ciò si aggiungono le vicende di questi giorni legate al carnevale . “Dilettanti allo sbaraglio”.

Maxi inchiesta “Icaro”, tredici condanne e solo un’assoluzione

E’ stata  confermata quasi per intero la sentenza di primo grado, emessa con rito abbreviato, i giudici della Corte di Appello hanno inflitto tredici condanne e una sola assoluzione nell’ambito del processo scaturito fal blitz “Icaro” che nel 2015 portò all’arresto di una ventina di persone considerate i nuovi esponenti della mafia agrigentina.   Sono stati condannati: Pietro Campo, 66 anni, di Santa Margherita Belice, ritenuto esponente di vertice dell’organizzazione criminale nel territorio, 14 anni di reclusione in continuazione con una precedente sentenza per lui, Antonino Iacono, 64 anni: pure per lui è stata confermata la pena in continuazione a 14 anni e 8 mesi di reclusione, Francesco Messina, 61 anni, cugino del padre del boss Gerlandino Messina, è stato condannato a 14 anni e 8 mesi di reclusione con l’accusa di essere stato il nuovo capo della cosca di Porto Empedocle. Condannati anche Francesco Capizzi chiamato “il milanese”, 50 anni, di Porto Empedocle per lui dieci anni di reclusione; stessa pena per Francesco Tarantino, 29 anni, di Agrigento; Mauro Capizzi, 47 anni, di Ribera, per lui 10 anni e otto mesi la condanna da scontare; Santo Interrante, 34 anni, di Santa Margherita Belice, condannato a dieci anni; Giacomo La Sala, 47 anni, di Santa Margherita Belice, per lui 10 anni e 4 mesi; Rocco D’Aloisio, 46 anni, di Sambuca di Sicilia, dieci anni; Tommaso Baroncelli, 40 anni, di Santa Margherita Belice, otto anni e otto mesi; Emanuele Riggio, 45 anni, di Monreale, condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione. Per Diego Grassadonia, 54 anni, di Cianciana la condanna a 10 anni di reclusione è stata ridotta a 9 anni per effetto dell’esclusione dell’aggravante di essere stato un capo promotore. Per Giuseppe Lo Pilato, 47 anni, di Giardina Gallotti, frazione di Agrigento, assolto in primo grado è stata decisa la condanna a 9 anni di reclusione per l’accusa di associazione mafiosa. L’unico assolto invece, Leonardo Marrella, 41 anni, di Montallegro, nei cui confronti il procuratore generale Emanuele Ravaglioli aveva chiesto la condanna a 8 anni. “