Dal barbiere dentro un garage abusivo, arrestato un trentenne

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Un’autorimessa trasformata, abusivamente, in un salone da barbiere. Un salone che si riforniva gratuitamente di luce: è quanto è accaduto a Favara, dove i carabinieri del luogo hanno scoperto un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Il barbiere di 30 anni è stato arrestato, in flagranza di reato, per furto aggravato. Nelle ultime ore, in tutta la città, è stato realizzato un servizio straordinario di prevenzione. A disporlo è stato il comando provinciale dei carabinieri di Agrigento. Ad entrare in azione sono state varie pattuglie della compagnia della città dei Templi e della tenenza di Favara. Controllati oltre 150 veicoli.  

Controlli antidroga dei carabinieri a Ribera, arrestato un egiziano

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Continua, senza tregua, in ogni angolo della provincia, l’azione di contrasto, da parte dei carabinieri del comando provinciale di Agrigento ,al fenomeno dello spaccio di stupefacenti. A Ribera è stato arrestato un giovane egiziano, trovato in possesso di un panetto di hashish.

E’ stato notato mentre camminava a piedi nel centro storico di Ribera, con atteggiamento guardingo. Poi alla vista di una pattuglia dei carabinieri, ha subito accelerato il passo, quasi come per voler eludere un possibile controllo. Il suo nervosismo, dunque, ha indotto i militari della locale Tenenza a fermarlo ed a chiedergli i documenti. Dalle successive verifiche, è emerso che il giovane, un egiziano 26 enne, non era in possesso di un regolare permesso di soggiorno ed anzi era destinatario di un decreto di espulsione. Nel corso della conseguente perquisizione, dalle tasche del suo giubbotto sono subito saltate fuori varie stecche di“Hashish” qualche dose di “Eroina” ed un coltello a serramanico. A quel punto, i carabinieri hanno esteso le operazioni di perquisizione anche al domicilio dello straniero e dopo aver ispezionato ogni angolo della sua abitazione, all’interno di un sacchetto che sembrava contenere della spazzatura, hanno scovato anchepanetto di “Hashish”.

La droga complessivamente sequestrata, del peso di quasi un “Etto”, se ceduta al dettaglio, avrebbe potuto fruttare alcune centinaia di euro. Nei confronti dell’egiziano, che in quel momento non ha saputo fornire alcuna giustificazione, sono pertanto scattate le manette ai polsi con l’accusa di “Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.

L’attività svolta, rientra in una forte intensificazione del contrasto al fenomeno del consumo e spaccio di stupefacenti su tutto il territorio di competenza, disposta dal Comando Provinciale Carabinieri Agrigento. Negli ultimi mesi, infatti, sono stati frequenti i blitz effettuati dai militari dell’Arma in vari centri dell’agrigentino, con numerosi pusher finiti in manette ed un ingente e vario quantitativo di droghe sequestrate.

Ucciso, a Palermo, clochard di 56 anni

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Viveva ormai da tempo, con il suo gatto Helios, sotto i portici di Piazzale Ungheria.  Una moltitudine di palermitani, ieri, ha affollato il luogo dove dormiva e dov’è stato ucciso… Aid Abdellah, così si chiamava il clochard che ieri è stato ucciso a Palermo. Conosciuto col nome di Aldo, il francese di 56 anni, trascorreva le sue giornate in compagnia del continuo andirivieni di persone che transitano quotidianamente nel centro della città. Tanta la gente che ha voluto rendere omaggio ad una persona semplice e garbata, accendendo un lumino o deponendo un fiore sotto ai portici dove viveva con il suo inseparabile gatto Helios. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha disposto che per il giorno dei funerali siano esposte le bandiere a mezz’asta negli uffici comunali. Accogliendo la proposta fatta da diversi commercianti della zona, il sindaco ha inoltre incaricato la commissione Toponomastica di avviare le procedure per l’intitolazione dei portici ad Abdellah. “Questa tragica morte ha suscitato grande emozione in città – ha affermato il sindaco Orlando – così come tante manifestazioni di affetto. Ricordarlo e ricordarne la semplicità, la dignità e la delicatezza con cui ha vissuto a Palermo ci sembra un atto doveroso, che sono certo sarà condiviso da tanti”.

A Sambuca, per Natale, il Quartiere Saraceno diventa una piccola Betlemme

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“Un bambino è nato a Betlemme” è il tema dell’attesa rievocazione tratta dalla visione di San Francesco, che farà da guida tra le ventiquattro scene del Presepe Vivente…   Il Borgo più bello d’Italia “2016”, a Natale, si trasforma in un grande presepe. Il Quartiere Saraceno – il miglior impianto arabo conservato in Sicilia – diventa una piccola Betlemme. Un percorso guidato tra storia e mistero, rievocazione e realtà. Oltre duecento i figuranti che racconteranno la nascita di Gesù, tra vecchi mestieri ed angoli di un quartiere riqualificato, tra racconti tratti dall’Antico Testamento e archi rampanti e scale in pietra, fino alla grotta ricavata proprio a ridosso delle antiche “purrere” , cave di pietra arenaria che risalgono verosimilmente al periodo del Castello di Zabut costruito poco dopo l’837. L’ambizioso progetto, che ha messo insieme giovani ed anziani, bambini e adulti, è organizzato dagli “Amici del Borgo”, dalla Pro Loco “l’Araba Fenicia” e dal “Comune di Sambuca di Sicilia”. Gli attori indosseranno i vestiti di quel tempo e consentiranno, lungo il percorso, di gustare pietanze attinte dalla tradizione culinaria sambucese e di ascoltare il suono di antiche nenie. Tra i figuranti anche gli amministratori del paese che si sono prestati alla grande rappresentazione. Il prossimo 29 e 30 dicembre e il 4 e 5 gennaio 2019, con inizio alle ore 18:00, si potrà rivivere la “notte delle notti”, nella magica atmosfera dei “vicoli saraceni” di Sambuca di Sicilia.

Le arance di Ribera a Palazzo dei Normanni, produzione e qualità record

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Il presidente del consorzio di tutela “Arancia di Ribera DOP”, Giuseppe Pasciuta,  presagisce un’ottima annata sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo per l’arancia bionda più famosa d’Italia… L’unica arancia “Dop” italiana. Prodotto di eccellenza coltivato nei quattordici Comuni della provincia di Agrigento che ieri, ha fatto il suo ingresso a Palazzo dei Normanni, a Palermo, per inaugurare la nuova stagione di vendita, con una manifestazione di consegna dei preziosi agrumi ai deputati dell’Assemblea regionale. A lanciare l’iniziativa è stato Paolo Ganduscio, produttore del consorzio e Cavaliere del Lavoro. Un milione e mezzo di quintali di raccolto, con un aumento del 25 per cento rispetto allo scorso anno grazie ad un clima favorevole. Insomma, un raccolto record spiegano dal consorzio di tutela. “I notevoli danni provocati dal violento nubifragio abbattutosi nell’area di coltivazione dell’arancia di Ribera il 3 novembre scorso, sottolinea il presidente del consorzio Giuseppe Pasciuta, hanno interessato prevalentemente le aree limitrofe dei fiumi, dei torrenti e valloni, che in poche ore sono esondati, provocando alluvioni ed in alcuni casi lo sradicamento delle piante, danni alle strutture produttive e apporto di detriti negli agrumeti. Tuttavia, la nuova campagna agrumicola 2018/2019, iniziata a pieno regime, si presenta come una delle migliori annate dell’ultimo decennio”. L’aumento della produzione è stata rafforzata anche dalle ottime qualità organolettiche che accomunano le diverse varietà di arance prodotte nel comprensorio dell’ “Arancia di Ribera Dop”. La raccolta è iniziata con le arance della varietà “Navelina”, che si protrarrà fino a tutto dicembre, per poi continuare, dalla seconda decade di dicembre, con le varietà “Brasiliano” e “Washington Navel”, anche queste con ottime caratteristiche qualitative che ha registrato un aumento della produzione del 20 per cento. Ottimi anche i dati sulla varietà Vaniglia, l’arancia dolce di Ribera, che continua la sua espansione in termini di superfici coltivate, in considerazione dell’apprezzamento nei mercati per le sue particolarissime qualità. Il consorzio di Tutela “Arancia di Ribera DOP” continua l’attività finalizzata all’espansione commerciale puntando sia verso aree geografiche nuove, ma rafforzando anche la presenza nei punti vendita del territorio nazionale.  

In casa con circa 30 grammi di droga e anche mannite e ammoniaca per tagliare gli stupefacenti, arrestato dai carabinieri il menfitano Orsini

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I carabinieri della stazione di Menfi durante un vasto servizio di controllo del territorio hanno arrestato e posto ai domiciliari, su disposizione dell’autorità giudiziaria, Vincenzo Orsini, di 45 anni, di Menfi. Nella sua abitazione sono state rinvenute una decina di dosi di marijuana, altra sostanza stupefacente dello stesso tipo, alcuni grammi di hashish e qualche dose di cocaina. Complessivamente, circa 30 grammi di droga, ma c’era anche mannite e ammoniaca che si usano per tagliare gli stupefacenti. Orsini, coinvolto già in passato in vicende di droga, forse già nella giornata di oggi dovrà presentarsi dinanzi al Gip del Tribunale di Sciacca per la convalida dell’arresto. Ha nominato difensore di fiducia l’avvocato Calogero Lanzarone del Foro di Sciacca.  

Acqua non potabile nelle contrade Sovareto, Isabella, Sant’Antonio, Cava di Lauro e Stancapadrone di Sciacca

Il Sindaco di Sciacca   ha emesso  un’ordinanza con la quale vieta l’utilizzo dell’acqua per scopi potabili nelle contrade Sovareto, Sant’ Antonio, Isabella, Cava di Lauro e  Stancapadrone.

“Si assicura – scriuve in una nota il gestore idrico – che gli operatori ed i tecnici di Girgenti Acque  stanno ponendo in essere quanto necessario per individuare le cause dello sforamento dei parametri dell’acqua e pervenire ad una rapida risoluzione della stessa”.

Alunni della Sant’Agostino imbucano la lettera a Babbo Natale nella speciale casetta di Babbo Natale

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La “Posta di Babbo Natale”, la tradizionale iniziativa  natalizia di Poste Italiane, è stata riproposta anche quest’anno. 

Si tratta di una raccolta delle letterine destinate a Babbo Natale e che ha visto coinvolti quest’anno  i piccoli alunni del secondo circolo didattico Sant’Agostino, ai quali Poste Italiane ha riservato una speciale cassetta allestita presso l’ufficio postale di Sciacca 1, Piazza Noceto 1, diretto da Vitalba Segreto, riconoscibile grazie alla decorazione con l’immagine di Babbo Natale.

Durante l’incontro i bambini hanno letto le loro letterine e le hanno imbucate nella cassetta natalizia; da lì i “Postini di Babbo Natale” le hanno raccolte per la consegna allo speciale destinatario.

Gli alunni si sono esibiti eseguendo canti tradizionali natalizi e riscuotendo gli apprezzamenti e un grosso applauso dal pubblico.

55^ Convegno Pirandelliano, dieci studenti del Fermi di Menfi si aggiudicano il primo premio

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Aurora Benistati, Giacomo Bilà, Sofia Bonfiglio, Giuseppe Falco, Irene Gulli, Federica Libasci, Josephine Napoli, Antonino Sanfilippo, Marco Scaturro ed Emanuele Calogero Vaccaro: sono gli studenti del Liceo Scientifico Enrico Fermi che si sono aggiudicati il 55′ Convegno Internazionale di Studi Pirandelliani. I dieci studenti, accompagnati dalla professoressa Piera Gioia, si sono aggiudicati due diversi riconoscimenti  puntando sulle diverse e prestigiose le relazioni che si sono susseguite sull’Epistolario pirandelliano, preziosa testimonianza di un Pirandello uomo, con le sue fragilità, il suo umorismo, le sue passioni, le sue manie, le sue paure e i suoi affetti. In particolare,  le studentesse del Liceo Scientifico di Menfi Aurora Benistati, Sofia Bonfiglio e Federica Libasci si sono aggiudicate il “Primo Premio Pirandello Saggio breve” per la realizzazione del Saggio breve dal titolo “Il ruolo della gelosia nella vita e nella rivoluzione teatrale di Pirandello”. Mentre i dieci studenti del Liceo di Menfi, inoltre, sono saliti sul palco del Palacongressi di Agrigento per ricevere anche il “Premio Pirandello 2018” per il cortometraggio “Sogno o son desto?” Una lunga tradizione quella della partecipazione del Liceo menfitano al Convegno Pirandelliano che anche quest’anno ha reso protagonisti gli alunni di questo istituto agrigentino. I ragazzi hanno ritirato i riconoscimenti durante la cerimonia di premiazione che si è svolta lo scorso tre dicembre al Palacongressi di Agrigento.

Salvatore Li Petri sarà il nuovo Business developer del gruppo “Cantine Ermes” in Sicilia

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Salvatore Li Petri, ex direttore generale di Cantine Settesoli, dal primo gennaio inizierà il suo nuovo percorso di marketing e comunicazione visiva in una delle realtà più produttive dell’isola… Un’azienda giovane, ricostruita dopo il terremoto del 1968, che ha ferito profondamente i piccoli centri della Valle del Belìce. Da lì, un gruppo di giovani viticoltori decise di ripartire, intraprendendo un percorso di crescita e di riscatto sociale ed economico che si è concretizzato nel 1998, con la costituzione di “Cantine Ermes- Tenute Orestiadi”. La cooperativa siciliana conta, ad oggi, 2.335 viticoltori per 10.592 ettari di vigneto, di cui ben 3.258 in biologico, sui territori di circa cinquanta Comuni, facendo riferimento ad otto siti. Le bottiglie prodotte nel 2018 toccano quota 10 milioni, varcando i confini nazionali ed approdando in 25 Paesi. Dati che, uniti agli 80 milioni di euro di fatturato, rendono l’azienda una delle principali realtà vitivinicole non solo in Sicilia, ma sul suolo nazionale, sia in valore assoluto che per percentuale di crescita annua. La sede della cantina si trova proprio nel cuore della Valle del Belìce, tra i comuni di Gibellina e Santa Ninfa. Salvatore Li Petri sarà, dunque, il nuovo manager ai vertici di una delle più importanti cantine sociali d’Italia. Li Petri, 54 anni, direttore della “Settesoli” fino a poche settimane fa, potrà iniziare adesso una nuova esaltante esperienza.