Mosca più vicina a Palermo, presentato nuovo volo a Palazzo Delle Aquile
Canzoni in lingua e in dialetto, i QuelkedCesare in concerto stasera all’atrio superiore del Comune di Sciacca
“Da Catullo a Rosa”, tra musiche d’autore e narrazioni letterarie, uno spettacolo dei QuelkedCesare, gruppo fondato nel 2008 dal cantautore Cesare Lo Leggio. È il nuovo appuntamento dell’Estate Saccense 2018 in programma questa sera, giovedì 6 settembre 2018, con inizio alle ore 21,30 nell’atrio superiore del Palazzo Municipale di via Roma.
Con lo spettacolo “Da Catullo a Rosa”, i QuelkedCesare festeggiano i primi dieci anni di attività artistica caratterizzati da prestigiose collaborazioni, tanti spettacoli, concerti, album musicali: da “I Mille Garibaldi” a “Bellaterra”, da “Pirati a Palermo” a “Resistenza”, da “Schifiu e Disiu” fino a “Una Rosa per Fabrizio”, con la rivisitazione in chiave moderna delle canzoni di Rosa Balistreri e Fabrizio De Andrè e le canzoni originali del gruppo composte da Cesare Lo Leggio.
Lo spettacolo che la band proporrà questa sera a Sciacca è un viaggio di questi primi dieci anni di intensa attività, con la Sicilia sempre al centro, con le canzoni in lingua e in dialetto, fra canzone popolare e d’autore, fra passato e moderno, fra musica e narrazioni, in una contaminazione continua che ha dato vita a uno stile inconfondibile.
La vera paura di Francesca Valenti? Che, alla fine, la montagna partorisca il topolino. Ecco come vuole evitarlo
Pare difficile, malgrado le indiscrezioni degli ultimi giorni, che la verifica politica di Francesca Valenti possa concludersi proprio domani, ovvero in concomitanza con la prima giornata dell’attesa anteprima del Carnevale. Tutto, dunque, dovrebbe slittare alla prossima settimana. Di certo c’è che a margine dell’attività amministrativa il sindaco di Sciacca abbia trascorso giornate piuttosto intense sul piano delle consultazioni politiche che, stando a quanto si apprende, potrebbero generare più di qualche sorpresa. La Valenti, infatti, sarebbe intenzionata a rimescolare le carte, perfino a stupire con gli effetti speciali, per parafrasare un celebre slogan di alcuni anni fa. Il senso di questa considerazione riguarda l’ipotesi che il primo cittadino, dopo l’azzeramento, nel nominare i nuovi assessori possa anche non escludere di coinvolgere, all’interno dell’amministrazione, personalità completamente esterne all’agone politico.
La sensazione prevalente è che Francesca Valenti stia tentando a tutti i costi di scongiurare il rischio, a conclusione del suo percorso, che qualcuno possa dire che la montagna abbia partorito il topolino. Una metafora che verrebbe probabilmente associata sia al semplice rimpasto di deleghe, sia all’ipotesi di un paio di sostituzioni più o meno dolorose, sia ad un azzeramento al quale corrispondano incarichi assessoriali che facciano fede esclusivamente ad una spartizione da manuale Cencelli. No, Francesca Valenti sembra essersi messa in testa di voler dare un segnale completamente diverso e di discontinuità, come a voler dire che dal momento in cui varerà la nuova giunta inizierà un cammino completamente nuovo, perfino a costo di andare oltre lo stesso schieramento di centrosinistra, malgrado Catanzaro e Cusumano continuino a ribadire fiducia e sostegno nei confronti delle scelte del sindaco.
Va da sé che potrebbe aprirsi una fase che possa anche coinvolgere lo stesso raggruppamento di Mizzica, nell’ottica di una ricomposizione a sinistra che, però, appare oggettivamente lontana. Ma pare anche che il sindaco abbia avuto interlocuzioni importanti con il mondo delle professioni, alla ricerca di personalità di spicco che possano affiancarla e sostenere un progetto che, a questo punto, tende ad apparire come una cosa completamente nuova. Addirittura si è parlato, recentemente, di un’ipotesi di discussione perfino con autorevoli esponenti del centrodestra, a cui la Valenti è legata da antiche relazioni professionali, tipo il professor Roberto Lagalla, ad avvalorare l’ipotesi che riguarda il tentativo di stravolgere tutto, quasi come a voler ambire ad una sorta di governo di salute pubblica, come si chiamavano una volta le amministrazioni che cercavano, di fronte all’emergenza, di oltrepassare i confini. Certo, ragionevolmente appare difficile immaginare scenari che prevedano, soprattutto in una città come quella di Sciacca, di archiviare una stagione politica fatta anche di veleni, oltre che di polemiche. Ma è anche vero che lo stesso Calogero Bono, prima di candidarsi, si era appellato al centrosinistra a fare un progetto con tutti dentro, ottenendo però un diniego sulla base di rapporti che erano ormai compromessi. Oggi sembra peggio di prima.
Ma il punto è che Francesca Valenti non intende trascorrere altri quattro anni a bagnomaria in balia degli attacchi di una città profondamente scontenta di come stanno andando le cose. Il suo tentativo, dunque, pare davvero quello di apportare quella annunciata terapia d’urto per cercare di cambiare le cose. Non è un tentativo facile. Se le riuscirà potremo provare a raccontare un’altra storia. Se non le riuscirà allora vorrà dire che la montagna avrà partorito il topolino.
Polemiche sulle date del Carnevale di Sciacca, il sindaco di Ribera in soccorso della collega Valenti
Rapina a un’ottantenne a Palma Montechiaro, arrestata dai carabinieri una romena
Rapina in pieno centro a Palma di Montechiaro. Fulminea indagine dei carabinieri. In poche ore, è stata identificata e catturata la presunta responsabile del violento fatto criminoso. Aveva approfittato di un momento di distrazione di un pensionato 80 enne ed improvvisamente, nella centralissima piazza Matteotti di Palma di Montechiaro, lo aveva aggredito e strattonato, portandogli via un portafoglio contenente 800 euro in contanti. Il povero pensionato, incredulo, non si è però perso d’animo ed ha chiesto subito aiuto al “112”, raccontando quanto accadutogli.
I carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro, subito intervenuti, dopo aver rincuorato l’anziano, che ha riportato lievi ferite ed escoriazioni, hanno effettuato immediatamente un accurato sopralluogo sulla scena del crimine. Grazie alle testimonianze acquisite ed alla visione delle telecamere presenti in zona, i militari dell’Arma hanno realizzato un identikit della donna e sulla base delle caratteristiche somatiche, i sospetti si sono presto incentrati su una romena 30 enne, domiciliata nelle campagne limitrofe. I carabinieri, nel frattempo, hanno subito attivato le ricerche della fuggitiva ed un piano di posti di blocco in vari angoli del paese. Proprio durante uno di questi posti di blocco, la donna, A.L., disoccupata, è incappata al controllo venendo subito riconosciuta, cercando inizialmente anche di fuggire a piedi. A quel punto, una volta raggiunta ed a poche ore dal fatto criminoso, i carabinieri le hanno stretto le manette ai polsi con l’accusa di rapina e l’Autorità Giudiziaria ha subito disposto che la donna venisse ristretta in carcere.



