Incidente alla curva dei Bagni a Sciacca, auto sbanda e finisce fuori strada
Un auto è finita fuori strada questa sera all’ingresso est di Sciacca, all’altezza della cosiddetta curva dei Bagni. Per cause ancora in corso di accertamento, l’auto che procedeva verso Sciacca è finita nella cunetta laterale, verosimilmente per l’asfalto reso viscido dalla pioggia che si è riversata nelle ultime ore. Nell’incidente autonomo, che per fortuna, non ha coinvolto altri veicoli è rimasto ferito il conducente del mezzo.
Sul posto sono intervenuti i mezzi di soccorso, un’ambulanza e anche gli agenti del Commissariato di Sciacca.
Il conducente è stato trasportato al Pronto Soccorso di Sciacca per i relativi accertamenti, ma le sue condizioni non desterebbero alcuna preoccupazione.
(Nel video, i mezzi di soccorso sul luogo dell’incidente)
Ars. Dopo lo scontro con Micciché Figuccia lascia: “Mi dimetto, sono stato lasciato solo”
È costata carissima, a Vincenzo Figuccia, la critica a Gianfranco Micciché, dopo che il neopresidente dell’ARS aveva annunciato di eliminare il tetto dei compensi dei dirigenti regionali. Oggi il luogotenente di Silvio Berlusconi ha bollato con il più classico dei “Figuccia chi?” la domanda dei giornalisti. Lo ha fatto nelle stesse ore in cui il Governatore Musumeci chiedeva ai suoi assessori di lavorare in silenzio. Ma Figuccia ha deciso di togliere il disturbo. Non è più assessore all’Energia.
Ars. Margherita La Rocca Ruvolo eletta presidente della Commissione Sanità
Margherita La Rocca Ruvolo, dunque, l’ha spuntata. È lei la nuova presidente della Commissione Sanità dell’Ars. Oggi pomeriggio la sua elezione. Una buona notizia per questo territorio, che sta combattendo ad armi impari la battaglia per un ospedale migliore. Buona notizia sia per Sciacca, sia per Ribera, evidentemente. Michele Catanzaro ha ottenuto la vicepresidenza della commissione Attività produttive. Commissione, quest’ultima, della quale è stato eletto presidente il forzista Orazio Ragusa. La commissione Affari Istituzionali è andata a Stefano Pellegrino, mentre il presidente della commissione Bilancio sarà Riccardo Savona, mentre Giusy Savarino si è aggiudicata la presidenza della commissione Ambiente e territorio. A Luca Sammartino, infine, la commissione Cultura.
Frontiere letterarie ultracontemporanee: incontro con la scrittrice Eleonora Fisco venerdì al Circolo di Cultura
Frontiere letterarie ultracontemporanee: dal weird al poetry slam. È questo il titolo di un incontro in programma venerdì 29 dicembre dalle 18,30 al Circolo di Cultura. Ospite della serata Eleonora Fisco, giovane scrittrice di gran talento, che parlerà, tra l’altro, anche di Hypnos, rivista specializzata in letteratura fantastica e weird (genere letterario che mette insieme fantasy, fantascientifico e horror), dedicata al recupero di classici dimenticati e alle nuove voci del weird moderno. Hypnos ha anche pubblicato proprio un racconto di Eleonora, dal titolo “Sigarette spezzate”. Il poetry slam è una sorta di competizione in cui i poeti recitano i loro versi, gareggiano fra loro e vengono valutati da una giuria composta da cinque elementi estratti a sorte tra il pubblico, in un singolare legame tra scrittura e performance, realizzata con grande economia di mezzi. La rivista Hypnos (dalla collana omonima) nasce nel 2013. Raccoglie novelle macabre e fantastiche di autori classici e contemporanei.
Ars. Commissioni, Catanzaro alle Attività Produttive; Mangiacavallo agli Affari Istituzionali; La Rocca Ruvolo alla Sanità
Michele Catanzaro alle Attività Produttive, Matteo Mangiacavallo agli Affari Istituzionali e all’Esame delle attività dell’Unione Europea, Margherita La Rocca Ruvolo agli Affari Istituzionali e alla Sanità. Sono queste le destinazioni dei tre parlamentari regionali del territorio in merito alla composizione, avvenuta oggi, delle commissioni permanenti dell’Assemblea Regionale Siciliana. Carmelo Pullara è stato dislocato presso le commissioni Cultura e Sanità, Roberto Di Mauro in quelle Bilancio e Unione Europea, Giusy Savarino si occuperà di Bilancio e Sanità, Riccardo Gallo alle Attività Produttive e Unione Europea, Giovanni Di Caro alla Cultura. In questi minuti ciascuna commissione elegge il presidente. Margherita La Rocca Ruvolo ambisce a ricoprire il ruolo di presidente della commissione Sanità.
“Lavorare e tacere”, Musumeci invita il suo esecutivo alla concretezza
A margine dell’incontro con Assostampa a Catania, per uno scambio di auguri, il governatore Nello Musumeci ha rivolto un invito ai suoi assessori: “Lavorare e tacere”. Cosi’ il presidente avrebbe esortato i suoi ad un profilo basso.
“Per la Regione Siciliana – ha detto – e’ un fine anno denso di attese, di aspettative. Un profilo basso, niente interviste settimanali, niente grandi propositi per non alimentare attese che poi potrebbero tradursi in cocenti delusioni. Ci sara’ tempo anche per questo”.
Cgil, il 2017 un altro anno perso: “Il lavoro deve tornare centrale nell’agenda di tutti”
“Il 2017 non ha centrato nemmeno una delle aspettative che aveva alimentato”. Così Massimo Raso, segretario della Cgil stila un bilancio dell’anno che sta per concludersi, un giudizio più che negativo quello del sindacalista.
“Non è stato l’anno dell’avvio dei cantieri del “patto per la Sicilia” – scrive Raso – e gli Edili sono ormai un terzo di quanti erano prima della crisi; non è stato l’anno dell’avvio della soluzione dei tanti “dossier” aperti: Terme, Italcementi, Italkali, Cupa, ex-province, Cattedrale… insomma restano ancora aperti i problemi, anzi si aggravano.
Sullo sfondo i problemi di sempre si trascinano: la criminalità continua a prosperare e di Ignazio Cutrò non ne scorgiamo ancora tanti; acqua e rifiuti continuano ad essere servizi salatissimi e poco efficienti; sui migranti continuano gli affari e non si lavora affatto sul terreno dell’integrazione; la povertà relativa ed assoluta è cresciuta così come non accenna a diminuire il numero di persone, soprattutto giovani, che lasciano questa terra, perché non è qui che trovano possibilità di realizzazione i loro sogni e bisogni.
La sanità si dibatte coi problemi di sempre ed il conto lo pagano i malati specie gli Anziani non autosufficienti e le persone con disabilità di cui ci si ricorda solo nelle campagne elettorali; andare a Palermo dalla SS.189 è diventata una odissea.
La precarietà continua ad essere il tratto dominante dei rapporti di lavoro, l’incertezza continua a segnare il futuro dei precari, dei forestali, di quanti hanno a che fare con il bilancio della Regione che, unica nota positiva, ha archiviato l’”era Crocetta”.
Il 2017, sempre nel campo del lavoro, è stato segnato da nuove morti sul lavoro (emblematica la vicenda sulla “diga furore”) e da fatti che sembrano venire da un’altra epoca (i “taglieggiamenti” sulle buste paga a Licata ed Agrigento o i licenziamenti “selvaggi” alla TUA) ma che, invece, segnano e permeano più di quanto non si pensi l’attuale “mercato del lavoro”.
Certo c’è anche qualche piccola luce: la conclusione positiva dei lavoratori della “calcestruzzi belìce” o quella dei precari co.co.co. Ata della Scuola.
Non sono mancati tanti piccoli e grandi fatti positivi che sono lì a confermare che sarebbe possibile costruire una provincia diversa che si da nuove ambizioni e nuovi progetti. Penso alle nuove scoperte archeologiche nella Valle dei Templi, una Valle che vince il premio paesaggio e che torna ad essere più attrattiva e meglio governata; penso alla candidatura di Agrigento a “capitale della cultura 2020” ed al finanziamento di alcun interventi sul centro storico.
Questi segnali vanno alimentati, va costruita (lo diciamo da anni!) una rete di soggetti istituzionali, economici e sociali che definiscono una serie di priorità e si battono insieme per realizzarle ed invertire questa tendenza.
Noi continuiamo a ritenere che sia possibile cogliere le opportunità nazionali e comunitarie ed inserirle in un piano di sviluppo complessivo: per far questo occorre più umiltà, rinunciare a dannose primogeniture e lavorare insieme per il bene comune, mettendo, al primo posto dell’agenda di tutti, la necessità di creare lavoro nuovo e buono.
Il 2018, come tutti gli anni, la CGIL Agrigentina lo comincia a Sciacca, ricordando il 71° dell’assassinio di Accursio Miraglia. Nessuna retorica né un guardare sempre al passato, l’esigenza di ricordare quello straordinario movimento, un’autentica “guerra di liberazione dal feudo” e la necessità di ribadire che, ieri come oggi, la lotta contro la mafia e per il lavoro costituiscono la nostra “mission”.
Ma l’analisi del segretario non si esaurisce soltanto al 2017, ma guarda al prossimo: “Il 2018, sarà l’anno delle elezioni politiche, dove speriamo si affermino le forze che hanno a cuore i problemi del lavoro e non considerino i “corpi intermedi” ed il Sindacato come un problema ed un ostacolo.
Per la CGIL sarà l’anno del Congresso, quello in cui saluteremo la direzione politica di Susanna Camusso che voglio ancora ringraziare per l’attenzione che ha sempre avuto per la nostra provincia.
Il Congresso, anche dalle nostri parti, segnerà un momento di svolta, dovremo decidere “la CGIL del futuro” e rendere operative alcune nostre scelte che abbiamo già assunto che ci dicono di guardare con maggiore attenzione ad un radicamento nel territorio e nei posti di lavoro.
Un primo momento sarà l’attenzione alla elezione delle RSU nel Pubblico Impiego e nella Scuola dove lavoreremo per confermare ed estendere la forza di rappresentanza di Funzione Pubblica e FLC.
Continueremo il nostro impegno con la passione di sempre e cercando, sempre di più, di rafforzare una CGIL che sia “dei” Lavoratori e dei Pensionati e sia ritenuta, innanzitutto da loro, uno strumento di salvaguardia, di difesa e di avanzamento di diritti e conquiste.
Ha ragione il Cardinale Montenegro, in una terra come questa così gravida di problemi è, persino, difficile persino fare gli auguri, ma come Egli stesso ci insegna non dobbiamo e non possiamo perdere la speranza. Per questa ragione rivolgiamo a tutte le Agrigentine e a tutti gli Agrigentini un augurio di serenità, prosperità e lavoro da tutta la CGIL Agrigentina: speriamo sia davvero un “buon anno”!
Da rafforzare le misure di sicurezza antiterrorismo alla Valle dei Templi, resta un obiettivo sensibile
Sono stati stanziati gia’ 100 mila euro per l’acquisto dei blocchi che verranno collocati ai lati degli ingressi ai templi di Agrigento. E’ una nuova misura di rafforzamento della sicurezza che interessera’ la Valle dei Templi. Gia’ dal 2006, il parco e’ stato dotato di metal detector, ora i nuovi blocchi che serviranno a scongiurare qualsiasi ingresso di vetture o camion all’interno. Si procedera’ alla collocazione di massi in calcarenaria per non trasvolgere il paesaggio.
Come ha spiegato il direttore del parco, Giuseppe Parello, non si tratta di un aumento del rischio attentati alla Valle dei Templi che resta un obiettivo sensibile, ma semplicemente un ulteriore adeguamento alle misure antiterrorismo.
L’indagine della Procura di Sciacca per sfruttamento della prostituzione in danno di una tredicenne, indagata anche la madre della ragazzina
Dallo stretto riserbo con il quale procedono le indagini che hanno portato all’arresto di un allevatore di 61 anni di Gibellina, indagato per sfruttamento della prostituzione in danno di una ragazzina di 13 anni, filtra una notizia. E’ indagata anche la madre della piccola. La donna, che vive a Menfi, è già stata interrogata alla presenza del suo difensore, l’avvocato Nino Sutera. Lo riporta il Giornale di Sicilia in edicola oggi. Avrebbe detto che P.C., di 61 anni, l’allevatore arrestato, era un amico di famiglia e di non avere alcun motivo per dubitare dello stesso. Il sessantunenne, secondo quanto emerso dalle indagini svolte dai carabinieri di Sciacca e di Menfi, poco prima di essere fermato, in auto, in piena notte, sulla Fondovalle, mentre si trovava assieme alla tredicenne, l’avrebbe accompagnata, poco prima, nel suo ovile per farla prostituire con due romeni. La tredicenne si trova adesso in una struttura di accoglienza.
In attesa della conferenza stampa di fine anno, i primi bilanci della città su Francesca Valenti: ok su Girgenti Acque, in ritardo sulla Sanità
Si conclude l’anno, ed è come sempre tempo di bilanci. Nella tradizionale attesa conferenza stampa di fine anno Francesca Valenti tirerà le somme dei suoi primi sei mesi a capo del comune di Sciacca. Una discesa in campo, la sua, che ha permesso al centrosinistra di tornare ad amministrare la città di Sciacca, dopo la parentesi di Vito Bono. A dimostrazione che questa è una città complicata, dove chi è reduce da cinque anni di governo fatica sempre a confermarsi. Ed è quello che è successo al centrodestra. Che, ora, sembra accingersi a superare definitivamente l’anomalia di un’alleanza col Pd. Anche a livello locale. I punti salienti dei primi sei mesi di Francesca Valenti, oltre all’affermazione elettorale, riguardano soprattutto il rapporto (che appare ormai irrimediabilmente compromesso) con Girgenti Acque, nel segno del tentativo di disfarsene, e l’istituzione della task-force intersettoriale per permettere al comune di recuperare parte dei 13 milioni di euro di crediti non riscossi che si sono accumulati nel corso degli anni. Se cose così non si fanno ad inizio mandato poi non le si fanno più. La scelta di spendere meno sul Carnevale è sicuramente significativa, mentre sulle Terme ogni giudizio non può che essere sospeso, in attesa del completamento di un percorso iniziato con Baccei e che ora dovrà proseguire con Armao.
Dal punto di vista degli equilibri politici, il sindaco ha faticato un po’ all’inizio, soprattutto quando non ha assegnato subito la carica di vicesindaco, che si contendevano Bellanca e Mandracchia. Ha poi tenuto a bada i primi segnali di bulimia manifestati dalla componente Cusumano, negando l’ingresso in giunta a Giuseppe Ambrogio (che avrebbe dovuto sostituire la sua fedelissima Annalisa Alongi) fronteggiando le critiche del centrodestra. Non riuscendo a nascondere il proprio nervosismo in almeno un paio di circostanze. La prima: quando è stata accusata di non avere lasciato il suo lavoro all’Università per dedicarsi esclusivamente all’attività di amministratore del comune (la famosa questione del sindaco part-time); la seconda: quando è stata accusata di non avere rassegnato al Consiglio comunale i contenuti del suo incontro con il commissario dell’Asp Gervasio Venuti.
Ed è un tema, quello della sanità, che è un autentico filo scoperto per la città. Un settore per il quale è necessario che l’avvocato Valenti si impegni con maggiore determinazione nel pretendere riscontri oggettivi dal management, perché la Sanità (quella ospedaliera e non) continua a soffrire le pene dell’inferno. E il sindaco sa bene che gli impegni e gli appelli ad aspettare tempi migliori formulati dal dottor Venuti non sono più sufficienti. Su assunzioni, carenze di organico e infrastrutturali, siamo ancora troppo lontani da una condizione di miglioramento. E non può bastare nemmeno che, a differenza del suo predecessore Ficarra, Venuti ci dica che abbiamo ragione.
Si chiede al sindaco anche un altro piglio sulla questione annosa degli impianti sportivi, sui quali Sciacca sconta un ritardo molto serio.



