Politici in commissione al concorso dell’Asp di Agrigento per tecnici radiologi, il Tar annulla la procedura

Il Tribunale amministrativo regionale di Palermo, ha annullato gli atti di un concorso bandito dall’Azienda sanitaria di Agrigento nel 2022 per 7 posti di Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, cat. D

Dopo la pubblicazione dell’elenco dei candidati non ammessi alle successive prove, alcuni candidati non ammessi alla prova scritta con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Giuseppe Gatto, hanno proposto un ricorso volto ad ottenere l’annullamento, previa sospensione, di tutti gli atti posti in essere dalla Commissione.
A fronte di ciò, alcuni dei candidati risultati non idonei alla prova scritta, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Giuseppe Gatto, hanno proposto un ricorso volto ad ottenere l’annullamento, previa sospensione, di tutti gli atti posti in essere dalla Commissione di concorso.
I legali hanno rilevato come, nel caso di specie, un Commissario prima di essere nominato quale componente della Commissione esaminatrice, era stato eletto Consigliere Comunale a Ravanusa; ed ancora hanno dedotto che il Presidente della Commissione, successivamente a tale nomina era stato nominato assessore nel comune di Licata.
Pertanto, Rubino, Impiduglia e Gatto hanno rilevato come, nel caso di specie, tali soggetti non avrebbero potuto svolgere, contemporaneamente, entrambe le predette funzioni, ovvero quella di commissari d’esame e di politici e che quindi avrebbe dovuto considerarsi palese l’illegittimità della composizione della Commissione esaminatrice e, conseguentemente, si sarebbero dovuti ritenere manifestamente illegittimi tutti gli atti posti in essere dalla stessa.

Dapprima il TAR con ordinanza del 2024 ha sospeso gli atti della procedura e oggi con sentenza ha annullato gli atti del concorso, rilevando che i ruoli “politici ricoperti da due dei tre commissari della procedura selettiva di cui si discute non consentono di escludere che la titolarità della loro carica politica, svolta in costanza dello svolgimento del concorso, possa aver interferito con il regolare svolgimento della procedura, pregiudicando le garanzie di imparzialità necessarie a garantire il rispetto della par condicio tra i partecipanti, considerato anche il ristretto numero dei commissari e il limitato ambito territoriale dell’ASP di Agrigento”.
Tenuto conto della possibile sussistenza di profili di danno erariale a seguito dell’annullamento della suddetta procedura (e sua successiva riedizione), il TAR ha disposto la trasmissione della sentenza alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo.
Inoltre, il TAR ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento per le opportune valutazioni
Infine, il TAR ha condannato Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento al pagamento delle spese.

“Oltre il Giubileo”: Banca del Fucino presenta nuova ricerca su Roma

ROMA (ITALPRESS) – La Banca del Fucino ha presentato oggi a Roma la sua nuova ricerca “Oltre il Giubileo. Quale futuro per il centro storico di Roma” presso la sua sede in Piazza San Lorenzo in Lucina. Alla presentazione, che si è svolta alla presenza del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, hanno preso parte anche il Presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, e Francesco Gianni, fondatore dello studio legale Gianni & Origoni. La celebrazione del Giubileo 2025 a Roma costituisce un’importante occasione per la città, anche per riflettere sul suo futuro. La Ricerca presentata oggi propone una riflessione sulle tendenze e le trasformazioni che negli ultimi decenni la città, e in particolare il suo Centro storico, hanno attraversato.
Nello specifico, la ricerca si concentra sugli storici rioni di Roma: Trevi, Colonna, Campo Marzio, Ponte, Parione, Regola, Sant’Eustachio, Pigna e Sant’Angelo – quartieri che ospitano alcuni dei principali monumenti e simboli della città ma che, negli ultimi decenni, sembrano star perdendo sempre di più il proprio rapporto organico con la città, per divenire una sorta di cittadella turistica autonoma.
E’ davvero così? Roma è diventata una città policentrica: alcuni quartieri periferici, come Cassia-Flaminia ed Eur, si sono affermati come nuovi poli di attrazione economica, superando il Centro storico per flussi di pendolari. Quest’ultimo, ha poi perso progressivamente i suoi vantaggi localizzativi, penalizzato dal ridimensionamento della Pubblica Amministrazione e dalle crescenti diseconomie legate alla congestione urbana, soprattutto per quanto riguarda i trasporti.
Non stupisce quindi l’evoluzione demografica registrata dal Centro storico negli ultimi 25 anni. I dati raccolti nella ricerca di Banca del Fucino evidenziano un importante processo di spopolamento ed invecchiamento: tra 2001 e 2021 la popolazione residente è diminuita del 7,5%, riducendosi a poco più di 21.000 abitanti, mentre nello stesso lasso di tempo la popolazione totale di Roma è cresciuta del 7%; si è inoltre alzata l’età media del Centro storico, da 44,1 a 49,6 anni, 3,5 anni di più della media romana. Quest’ultimo è il risultato di due dinamiche parallele e strettamente legate: da un lato la diminuzione del numero di residenti con meno di 15 anni di età (-10,4% in 20 anni) e dall’altro l’aumento (molto più rilevante, +75,1%) della popolazione over-75.
La ricerca, al contempo, restituisce un quadro a luci e ombre per quanto riguarda gli ultimi anni. Tra il 2021 e il 2023, infatti, la popolazione residente nel Centro storico è tornata a crescere, seppur di poco, del 2,5%. Inoltre, vi sono buoni motivi per ritenere che il Centro storico rimanga una delle zone più frequentate della città: gli indicatori di “fruizione”, come il rapporto tra residenti “sostanziali” e residenti anagrafici o quello fra presenze telefoniche e residenti, restituiscono l’immagine di un luogo dotato di una effettiva centralità, con un significativo stacco rispetto a zone più “periferiche”.
Vi sono insomma rilevanti segnali di una perdurante domanda di residenzialità in direzione del Centro storico. E’ quanto emerge anche dall’analisi, portata avanti nella ricerca, dell’evoluzione del tessuto imprenditoriale del Centro storico. Anche su questo fronte, infatti, l’area in questione appare contesa tra due dinamiche contrastanti.
La prima, di maggior forza, vede aumentare a ritmi significativi il numero di alloggi per turisti (+64,9% tra il 2016 e giugno 2024) e di ristoranti (+47,3%), a scapito delle imprese del commercio (-9,3%).
Dietro la riduzione del numero di queste ultime vi è una molteplicità di dinamiche, che va ben al di là del caso specifico del Centro storico di Roma. Stupisce al contempo come un settore – quello del commercio – di tradizionale specializzazione del Centro storico abbia visto riduzioni tanto importanti negli ultimi anni, con le imprese commerciali del tessile, per esempio, passate da 948 a 830 in meno di dieci anni: se nel 2016 questo gruppo di imprese era quello maggioritario nel Centro storico, a metà 2024 il primato era passato alle imprese di alloggio per turisti.
La seconda, più debole, dinamica in questione ha invece a che fare con la perdurante presenza nel Centro storico di esercizi commerciali caratteristici, come per esempio le librerie, che sul periodo hanno registrato solo una lieve contrazione, passando da 45 a 43. Sono risultati invece in aumento panetterie e macellerie (rispettivamente +15,4% e +16,7%), nonchè parrucchieri, barbieri ed estetisti (+19,4%). Si tratta certamente – argomenta la ricerca – di attività che possono servire una clientela di tipo turistico, ma che al contempo sono coerenti con la presenza di una domanda di residenzialità tutt’altro che scomparsa.
Dal 2019 al 2024 i turisti a Roma sono aumentati a un ritmo moderato (+3% annuo), ma il vero nodo critico – secondo la ricerca – non è il numero in sè, bensì la loro sistemazione: è cresciuto in modo marcato l’uso di strutture extra-alberghiere, spesso affittate a breve termine tramite piattaforme come Airbnb, con impatti significativi sul Centro storico in termini di affollamento e pressione abitativa.
La ricerca riporta in particolare come la quota di presenze turistiche presso strutture extra-alberghiere sia passata – tra il 2019 e il 2024 – dal 37,5% al 40,5%, mentre quella relativa alle strutture alberghiere è scesa dal 62,5% al 59,5%. Il fenomeno ha riguardato in particolare proprio i rioni del Centro storico, nei quali si evidenzia una densità di alloggi affittati ai turisti senza paragoni nel resto della città. Il risultato, secondo lo studio, è una vera e propria “gentrificazione turistica”, cioè la progressiva uscita dei residenti stanziali dal Centro storico per far spazio ai residenti temporanei, i turisti per l’appunto.
Le questioni sono insomma intrecciate fra loro: spopolamento, invecchiamento, gentrificazione turistica, crisi delle imprese del commercio ed espansione dei settori dell’alloggio e della ristorazione.
La ricerca si conclude individuando alcune linee di possibile intervento per realizzare un nuovo equilibrio al Centro storico di Roma.
Contro il rischio di una monospecializzazione turistica del Centro storico: attuare una maggiore regolamentazione degli affitti brevi, da un lato limitando la concessione di licenze a questo fine e dall’altro sostenendo con adeguati incentivi fiscali gli affitti lunghi; reintrodurre regole e limitazioni per l’apertura di locali e ristoranti e, specularmente, il varo di progetti di sostegno alle imprese caratteristiche del Centro storico, come le librerie, sull’esempio di quanto fatto in altre capitali europee; favorire l’insediamento di imprese innovative e start-up negli edifici storici del Centro – di cui molti sono tuttora di proprietà pubblica.
Riequilibrio e ampiamento dell’offerta turistica e culturale: revisione dei percorsi turistici, inserendo negli itinerari dei percorsi guidati una più ampia selezione di attrattive, con focus su altre zone rispetto al Centro storico. Ciò permetterebbe di offrire ai visitatori un’esperienza più completa della Città, restituendo al contempo respiro al Centro storico. Roma dovrebbe inoltre puntare ad essere percepita come una città da visitare più volte, per godere ogni volta di mostre, concerti, percorsi artistici differenti. Una città culturalmente viva, in dialogo con il proprio passato.

– news in collaborazione con Banca del Fucino –
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Salute animale, ricerca e innovazione veterinaria sempre più centrali

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto oggi, presso il Senato della Repubblica, l’evento “Future generazioni e Salute Animale: il ruolo centrale della ricerca e dell’innovazione”, promosso su iniziativa del senatore Guido Quintino Liris, un’occasione per discutere in sede istituzionale del valore generato dalla ricerca scientifica e dall’innovazione in ambito veterinario.
Nel corso dell’iniziativa sono stati presentati i principali risultati di una ricerca indipendente condotta da ALTEMS Advisory, con il contributo incondizionato di Boehringer Ingelheim, che ha analizzato le trasformazioni in atto nel settore della salute animale, offrendo una lettura sistemica dello stato dell’arte e delle prospettive future, con l’obiettivo di far emergere la rilevanza della ricerca in ambito veterinario per la salute animale, umana e dell’ambiente.
Nel nostro Paese la popolazione umana diminuisce mentre quella degli animali da affezione è in continua e rapida crescita. Gli animali da compagnia, infatti, già arrivati in Italia ad oltre 20 milioni tra cani e gatti, sono sempre più presenti nelle famiglie e rivestono un ruolo fondamentale per il benessere psico-fisico delle persone. Dallo studio emerge inoltre che il mercato globale della salute animale ha raggiunto, nel 2024, un valore stimato di oltre 62 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo superiore al 10%. Dati che riflettono non soltanto l’aumento della spesa per gli animali domestici, ma anche la necessità di promuoverne la salute e il benessere, con evidenti benefici anche per chi li ospita. In questo contesto, emerge la necessità di promuovere e riconoscere il giusto valore all’innovazione in ambito veterinario, che presenta oggi molteplici affinità con il settore umano, pur mantenendo specificità e difficoltà proprie nei percorsi di autorizzazione e sviluppo dei farmaci.
La salute animale – intesa in senso ampio, sia relativa agli animali da compagnia che d’allevamento – rappresenta, inoltre, un pilastro fondamentale del modello One Health, che riconosce l’interdipendenza tra salute umana, animale e ambientale. In un’epoca segnata da nuove vulnerabilità epidemiologiche, cambiamenti demografici e climatici, e pressioni sulla finanza pubblica, rafforzare il settore della sanità veterinaria diventa una priorità strategica. I dati dimostrano con chiarezza che circa il 58% delle malattie infettive umane ha origine zoonotica.
Di conseguenza, prevenire e contenere le malattie animali significa ridurre in modo significativo anche il rischio di future pandemie, tutelando al tempo stesso la salute pubblica.
“La pandemia ci ha ricordato con forza che la salute umana, quella animale e quella ambientale sono profondamente interconnesse – ha detto Liris, Componente della Commissione Bilancio e della Commissione d’inchiesta sul Covid, promotore dell’iniziativa -. E’ solo attraverso un approccio integrato, fondato su ricerca e innovazione, che possiamo prevenire future crisi sanitarie globali. Il nostro impegno deve essere chiaro: sostenere e rafforzare il ruolo strategico degli Istituti Zooprofilattici, valorizzare le competenze scientifiche italiane e attrarre investimenti in salute animale. In questa visione, il contributo di realtà come Boehringer Ingelheim, insieme al mondo accademico e agli enti di controllo, è cruciale. Guardare alle future generazioni significa anche investire oggi in una filiera della salute moderna, digitale e resiliente. Questo è il momento di agire, unendo le forze per costruire un sistema sanitario capace non solo di curare, ma soprattutto di prevenire. Il salto di specie non deve più coglierci impreparati. Con coraggio e responsabilità, possiamo guidare il cambiamento e garantire un futuro più sicuro per tutti”.
Un tema di assoluta attualità, e su cui ci sono stati fatti importanti passi avanti: “Il nostro Paese, attraverso un apposito Dipartimento al Ministero della Salute, promuove un approccio One Health, puntando su una sanità integrata e multidisciplinare. Gli obiettivi includono indicatori biologici condivisi, raccolta e gestione dei dati interoperabili, collaborazione scientifica nazionale e internazionale, formazione sanitaria multidisciplinare, comunicazione efficace del rischio ed educazione alla sostenibilità – ha sottolineato Pierfrancesco Catarci, Ufficio 2- Coordinamento II.ZZ.SS.-Direzione Generale della Salute Animale – Dipartimento della Salute Umana, della Salute animale e dell’Ecosistema (One Health) e dei Rapporti Internazionali del Ministero della Salute -. L’obiettivo principale è quello di evidenziare l’interconnessione e il legame tra la salute umana, animale e ambientale”.
Nonostante gli impatti sulla salute, ma anche impatti economici mostrati, la consapevolezza e la conoscenza di questo particolare ambito di ricerca è ancora poco nota e spesso sottostimata rispetto a quanto avviene per l’umana. Lo sviluppo di farmaci innovativi, sicuri ed efficaci consente di ottimizzare le risorse e ridurre i costi sanitari e implica rischi e investimenti ingenti, ad oggi senza sostegni da parte del Sistema Sanitario.
“Fare ricerca è la nostra missione e siamo consapevoli che innovazione vuol dire contribuire alla salute pubblica, con impatti importanti sulla sostenibilità ambientale ed economica. Anche per questo siamo tra le aziende che più investono in R&S, con il 10,5% del fatturato netto solo nell’area della salute animale – ha commentato Karin Ramot, Head of Boehringer Ingelheim Animal Health Italia -. Abbiamo deciso di sostenere questo studio indipendente, il primo nel settore, per raccogliere e presentare le evidenze in ambito veterinario, viste la complessità e le opportunità legate alla ricerca veterinaria. Sarà fondamentale continuare il dialogo istituzionale e rafforzare il partenariato tra tutti gli attori della salute animale, ma anche umana, per garantire un futuro alle prossime generazioni”.
“La ricerca veterinaria rappresenta una leva strategica per rafforzare la sanità animale e la sanità Pubblica, in linea con i principi One Health – dichiara Nicola D’Alterio, Direttore Generale IZS dell’Abruzzo e del Molise G. Caporale -. Attraverso sperimentazione in vivo, genomica avanzata, sistemi di intelligenza artificiale e banche dati integrate, i risultati scientifici si traducono in strumenti concreti per la sorveglianza, la prevenzione e l’intervento precoce a tutela della salute collettiva”.
A livello politico e istituzionale il tema sta riscuotendo attenzione per via delle profonde implicazioni sulla sanità pubblica e sul futuro del paese. Sarebbe necessario continuare un dialogo aperto e costruire sempre maggiori occasioni di partenariato pubblico-privato sul tema per rispondere a temi ancora aperti, come l’assenza di copertura pubblica per molte terapie veterinarie, ostacolo concreto all’accesso alle cure soprattutto per le fasce economicamente più fragili della popolazione.
“Il Covid, con il suo impatto economico e sociale, ci ha dimostrato perchè è importante costruire un quadro normativo che agevoli la collaborazione tra pubblico e privato e attragga sempre più investimenti in ricerca e innovazione anche in ambito veterinario. Quest’ultimi, infatti, non sempre godono della stessa dignità di quelli umani sebbene abbiano un ruolo importante nel sistema salute. I dati del Report elaborati da Altems e presentati oggi al Senato – grazie anche all’iniziativa di Boehringer Ingelheim – lo dicono chiaramente: da un lato c’è una sempre crescente centralità del benessere degli animali da compagnia per tante famiglie italiane, dall’altro emerge ancora più forte l’interconnessione tra benessere animale, umano e ambientale. In questo quadro, investire in ricerca e innovazione in ambito veterinario significa investire in prevenzione, contrastare le zoonosi e contribuire alla lotta all’antimicrobico resistenza. Sfide di fronte alle quali siamo chiamati a farci trovare pronti”, ha dichiarato a margine dell’evento Ylenia Zambito, Commissione 10° (Affari Sociali).
Dal Report, sono emerse – a questo proposito – proposte discusse durante l’evento e alla base di una definizione di proposte di policy concrete, orientate alla costruzione di un modello sanitario capace di rispondere in modo sostenibile alle sfide attuali e future e in grado di ridare dignità a questo ambito di ricerca.

– news in collaborazione con Boehringer Ingelheim Italia –
– foto ufficio stampa Boehringer Ingelheim Italia –
(ITALPRESS).

Da Ue sì a pagamento settima rata Pnrr, Meloni “Italia conferma primato”

ROMA (ITALPRESS) – Nella giornata di oggi l’Italia ha ricevuto la valutazione positiva al pagamento della settima rata del PNRR, pari a 18,3 miliardi di euro, adottata dalla Commissione europea in seguito al positivo conseguimento di tutti gli obiettivi previsti.

Con la recente revisione tecnica, che ha aggregato in un unico traguardo i tre obiettivi connessi alle misure su rinnovabili, batterie e alla riforma del rischio finanziario associato ai contratti di acquisto per le energie rinnovabili, gli obiettivi programmati e conseguiti sono 64, suddivisi in 31 milestone e 33 target. Lo fa sapere una nota di Palazzo Chigi.

“Con il pagamento della settima rata l’Italia confermerà il primato europeo nell’avanzamento del Piano, con oltre 140 miliardi di euro ricevuti, corrispondenti al 72% della dotazione finanziaria complessiva e al 100% degli obiettivi programmati nelle prime sette rate, pari a 334 tra milestone e target, obiettivi tutti conseguiti nel pieno rispetto del cronoprogramma stabilito dalla Commissione. Si tratta di un primato anche qualitativo, abbiamo dimostrato di essere capaci di utilizzare in modo virtuoso gli strumenti che l’Europa ci ha fornito e siamo diventati un modello per gli altri Stati membri. Dobbiamo tutti essere orgogliosi del grande lavoro che abbiamo fatto fino ad ora. Un lavoro che non è certo terminato, e deve anzi continuare con la medesima determinazione, per una Nazione sempre più moderna, produttiva e competitiva, forte e inclusiva, consapevole e pronta alle sfide globali del presente e del futuro”, dichiara il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Tra gli obiettivi conseguiti figurano diverse riforme, come la legge sulla concorrenza, le misure per velocizzare i pagamenti della Pubblica Amministrazione e la revisione del servizio civile universale.

“Alla settima rata – afferma il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Fotisono legati diversi investimenti strategici, tra i quali il nuovo collegamento elettrico tra Sardegna, Corsica e penisola, SA CO I.3, e il collegamento elettrico sottomarino tra Sicilia, Sardegna e penisola, Tyrrhenian Link: infrastrutture fondamentali per implementare le reti di trasmissione dell’energia elettrica e per rafforzare l’autonomia energetica dell’Italia, con l’obiettivo di garantire energia a famiglie e imprese a condizioni migliori. La valutazione positiva per il pagamento di questa rata fa seguito alla presentazione della richiesta di pagamento dell’ottava rata, a conferma dell’allineamento del Piano italiano con la roadmap europea del PNRR, nel pieno rispetto dei suoi impegni, delle sue priorità e della sua scadenza finale ad agosto 2026″.

Agli investimenti sulle infrastrutture energetiche si aggiungono altri interventi significativi quali il potenziamento della flotta di autobus e di treni a emissioni zero per il trasporto regionale, dei nodi metropolitani e dei principali collegamenti nazionali, la riqualificazione di molte stazioni ferroviarie, le misure per la cybersicurezza, l’attivazione di 480 Centrali Operative Territoriali (COT) per rafforzare le prestazioni in materia di salute pubblica, gli investimenti per una migliore gestione delle risorse idriche, il conferimento di 55.000 borse di studio agli studenti meritevoli meno abbienti per l’accesso all’Università, di 7.200 borse di dottorato per la ricerca e di ulteriori 6.000 borse per dottorati innovativi, specificatamente dedicate alle imprese.

-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Acqua Lete è back sponsor dell’Associazione Italiana Arbitri

ROMA (ITALPRESS) – Acqua Lete e l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) annunciano una nuova partnership. Da oggi il marchio Lete, acquisendo il titolo Back Sponsor, sarà presente sulle divise da gioco di tutta la classe arbitrale italiana di calcio.
“Questa collaborazione nasce da una sinergia valoriale – commenta il Presidente di Acqua Lete, Nicola Arnone – che si manifesta nell’adozione di condotte ispirate alla correttezza, trasparenza e lealtà. Questi principi guidano tanto la classe arbitrale quanto la nostra l’identità e la visione della nostra azienda”.
“La presenza costante di Lete nel mondo dello sport – prosegue Arnone – ha l’obiettivo di promuovere uno stile di vita sano e attivo, che si abbina perfettamente alle caratteristiche e alle proprietà funzionali della nostra acqua, particolarmente adatta alla pratica sportiva. Aiuta infatti a mantenere stabile l’idratazione e favorisce un recupero muscolare più veloce, aspetti essenziali anche per gli arbitri impegnati in prestazioni fisiche intense”.
“Dalle nazionali azzurre agli arbitri, si estende la partnership con Acqua Lete che abbraccia il movimento federale a 360° – afferma il Presidente della FIGC Gabriele Gravina -. Ringrazio per questo il Presidente Arnone che crede fortemente nel binomio salute-attività sportiva, con il quale stiamo sviluppando una progettualità di medio-lungo periodo ispirata a valori profondi di cui siamo orgogliosi. Gli arbitri rappresentano un’eccellenza del calcio italiano e questo importante accordo è un’occasione propizia per sottolinearlo”.
“Questa nuova partnership porterà il brand di Acqua Lete sulle divise di tutti i 33 mila arbitri italiani, dalla Serie A alle categorie giovanili – ha detto il Presidente dell’AIA Antonio Zappi -. Lete, partner anche delle Nazionali italiane, ha già accompagnato con la fornitura di acqua i nostri raduni precampionato a Cascia nelle ultime due stagioni sportive. Con il nuovo accordo stipulato dalla FIGC, da oggi il legame con questa azienda sarà pubblicizzato in maniera piu evidente dai nostri arbitri che in tutte le gare ne indosseranno il logo”.

– News in collaborazione con Acqua Lete –
– Foto ufficio stampa Acqua Lete –

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Multiutility toscana si chiamerà Plures, Perra “Unione di identità”

FIRENZE (ITALPRESS) – Si chiamerà Plures la multiutility nata in Toscana il 26 gennaio 2023 dalla fusione per incorporazione di Alia Servizi Ambientali, Publiservizi, Consiag e Acqua Toscana. L’assemblea dei soci ha approvato oggi la modifica dello statuto societario e ufficializzato la scelta del nuovo nome, che accompagnerà il percorso di consolidamento e sviluppo del primo grande soggetto integrato regionale nei settori ambiente, energia e ciclo idrico.
La nuova realtà, con circa due miliardi di fatturato aggregato, è tra le prime 5 multiutility a livello nazionale con partecipazioni strategiche nei principali player del territorio: il 58% di Publiacqua, il 19% di Acque S.p.A., il 31% di Toscana Energia e circa il 40% di Estra, di cui detiene il controllo grazie al patto di sindacato con Coingas. Un sistema al servizio di oltre un milione e mezzo di cittadini, che si configura sempre più come public company dei territori.
Plures – dal latino “i molti”, “una pluralità” – è stato scelto come nome nuovo e condiviso per rappresentare l’unione di storie industriali diverse, che hanno scelto di fare un passo avanti insieme. Un nome che non appartiene a una sola delle parti, ma che dà pari opportunità e pari dignità a tutti i soggetti coinvolti, attuali e futuri. In questa pluralità sta il valore aggiunto: la capacità di unire visioni, energie, professionalità e identità diverse in una nuova narrazione collettiva, capace di superare i localismi e generare valore condiviso per i cittadini, gli utenti, i soci, il territorio, le persone che lavorano nelle singole aziende.
Proprio per queste premesse, sarà un semplice logotipo a dare espressione al mondo plurale della Multiutility. Il nome Plures, infatti, è stato composto con lettere maiuscole in un carattere “stencil”, disegnato ad hoc, che assegna leggerezza ed eleganza alla composizione, favorendo al tempo stesso il dialogo con i marchi preesistenti. La brand identity è perciò un sistema inclusivo, in grado di coniugare le identità presenti e familiari al grande pubblico con il nuovo nome che, grazie anche alla visibilità indotta, troverà una progressiva affermazione. Il concetto guida, espresso sia nei linguaggi verbali sia in quelli visivi, ruota intorno allo statement: “plurale di più”, confermato dalla presenza del segno + associato ai servizi offerti e alla missione che li sostiene.
Le novità sono state presentate oggi a Firenze, nel corso di una conferenza a Palazzo dei Congressi a cui per la Multiutility hanno partecipato Lorenzo Perra (presidente), Alberto Irace (amministratore delegato) e Giuseppe Meduri (direttore Relazioni esterne e Comunicazione) insieme a Antonio Romano (founder Inarea).
“Con Plures inizia una storia nuova, fondata sull’unione e sulla visione condivisa”, ha dichiarato Lorenzo Perra, presidente di Alia. “Il nome che abbiamo scelto è più di un simbolo: rappresenta la pluralità delle storie, delle competenze e delle energie che hanno deciso di unirsi per costruire una realtà industriale forte, innovativa e radicata nei territori. La nostra identità nasce dalla collaborazione tra istituzioni, cittadini e imprese e punta a creare valore nel tempo, con un linguaggio nuovo, inclusivo e capace di parlare a tutti”.
Sia il progetto di naming sia quello di branding sono stati sviluppati attraverso processi articolati e partecipativi. Il primo, firmato da Synesia con la regia di Bèatrice Ferrari (il nome dei nomi in Italia), ha visto la realizzazione di oltre 1.400 proposte, selezionate progressivamente e assoggettate a verifica legale, indagini quantitative e qualitative, mappe linguistiche e analisi di posizionamento.
Analogamente, per il progetto di brand identity, affidato a Inarea (società leader in questo ambito), è stato fondamentale il coinvolgimento degli stakeholder interni ed esterni, soci e cittadini, oltre naturalmente al team interno alla multiutility.
Plures è un nome ‘terzò e costituisce un forte segnale di discontinuità rispetto al passato, capace di dare rappresentazione a una nuova fase industriale, una pagina bianca per le aziende già presenti nell’attuale perimetro societario e per le successive aggregazioni. Il marchio è stato già registrato e, attraverso la progressiva applicazione della brand identity, acquisirà visibilità e riconoscibilità, propedeutiche al riconoscimento, da sempre miglior sinonimo di identità.
Parallelamente, nei prossimi mesi verrà avviato un percorso condiviso con i soci per definire l’architettura di brand, ovvero la struttura che regolerà la convivenza tra il nuovo nome ‘Plures’ e le identità operative delle società del Gruppo. Il confronto con i soci sarà centrale per costruire una sintesi forte, rispettosa delle singole identità ma capace di parlare con una sola voce, in coerenza con la visione unitaria che ha portato alla nascita di Plures.
– news in collaborazione con Alia –
– foto ufficio stampa Alia-
(ITALPRESS).

Intestare casa al figlio o al coniuge senza notaio e tasse: le vie legali possibili e i rischi da evitare

Trasferire la proprietà di un immobile a un familiare senza sostenere i costi tipici di una donazione è un tema che suscita crescente interesse. In Italia esistono due strumenti giuridici che, in specifiche circostanze, consentono di intestare una casa al figlio o al coniuge senza pagare imposte o ricorrere a un atto notarile. Si tratta del trasferimento all’interno di una separazione legale e dell’usucapione.

Vediamo in cosa consistono, quali vantaggi offrono e quali limiti comportano.


1. Trasferire la casa tramite separazione legale: nessun costo notarile e fiscale

Secondo l’art. 19 della legge sul divorzio, i trasferimenti patrimoniali effettuati in sede di separazione consensuale o giudiziale sono esentati da imposte. È quindi possibile, durante una procedura di separazione, intestare un immobile al coniuge o ai figli senza pagare imposte di registro o onorari notarili.

L’unico costo è il contributo unificato per l’avvio del procedimento, pari a 43 euro. Il trasferimento deve essere inserito nel verbale di separazione e approvato dal giudice, per poi essere trascritto nei registri immobiliari, rendendolo valido e opponibile a terzi. Anche nel caso in cui i coniugi si riconcilino, il passaggio di proprietà rimane valido e non è soggetto a revoca automatica.

La legittimità di questo meccanismo è stata più volte confermata dalla Corte di Cassazione (sentenze n. 2347/2001, n. 7493/2002, n. 3074/2021), ribadendo che l’esenzione fiscale si applica ogni volta che il trasferimento patrimoniale avviene per gestire una crisi coniugale.


2. Usucapione: acquisire la proprietà per possesso continuato

L’usucapione è un istituto previsto dal codice civile che consente a chi ha posseduto un bene in modo pacifico, pubblico e ininterrotto per almeno 20 anni, di diventarne proprietario.

Nel contesto familiare, ad esempio, un figlio che utilizza un immobile in maniera esclusiva, lo mantiene, lo ristruttura, ne paga le spese e agisce come un proprietario, può richiederne la proprietà dopo 20 anni, attraverso una sentenza del tribunale.

La sentenza ha valore sostitutivo dell’atto notarile e può essere trascritta nei registri immobiliari. Tuttavia, il procedimento richiede:

  • Avvio della mediazione obbligatoria
  • Assistenza legale
  • Tempi lunghi, spesso pluridecennali
  • Costi procedurali (contributi unificati, imposte di registro, bolli, etc.)

Pur essendo una via alternativa alla donazione, l’usucapione è onerosa e complessa, soprattutto quando si vuole trasferire la prima casa a un familiare.


3. Mediazione e verbale notarile: una via ibrida con limiti

Un’altra possibilità è la mediazione civile: se le parti raggiungono un accordo, possono farlo verbalizzare e far autenticare il verbale da un notaio. Questo documento può essere trascritto nei registri immobiliari, ma alcune Conservatorie richiedono comunque un provvedimento giudiziale per riconoscerne la piena validità.


4. Attenzione ai rischi: revoche e controlli fiscali

Anche se pienamente legittime, queste soluzioni possono diventare pericolose se utilizzate con fini elusivi, ad esempio per sottrarre un bene a un creditore o evitare il pagamento di imposte.

In tali casi, è possibile che il trasferimento venga revocato entro cinque anni tramite azione revocatoria. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate può procedere con accertamenti fiscali, soprattutto se vi sono indizi di una donazione mascherata, come la permanenza della convivenza tra cedente e cessionario.


Conclusioni

Trasferire una casa a un familiare senza notaio e senza tasse è possibile solo in circostanze ben definite. Le due principali strade giuridiche – separazione legale e usucapione – richiedono attenzione, tempi precisi e il rispetto delle procedure previste dalla legge. Prima di procedere, è fondamentale valutare tutti gli aspetti legali e fiscali, evitando scorciatoie che potrebbero rivelarsi rischiose.

Furto da 25 mila euro l’ultimo ai pozzi Carboj, impianti verso il ritorno alla normalità

Aica ha fatto sapere che la situazione a Sciacca sta tornando verso la normalità dopo l’ultimo furto ai pozzi Carboj che aveva bloccato ieri gli impianti. Un colpo da 25 mila euro che si aggiunge agli altri due subito nel giro di pochi mesi per complessivi 200 mila euro di danni.

Ci vorrà ancora qualche ora per normalizzare l’erogazione e persistono diverse zone dove la distribuzione non è ancora arrivata con turni slittati di giorni come la contrada San Marco, caso peggiore dove il quartiere e’ a secco da 10.

Intanto, gli impianti sono tornati in funzione e sono stati ripristinati. Restano altre criticità come quella delle mancate risposte al call center di Aica per avere il codice Odi e ottenere rifornimento di autobotte privata. Un servizio essenziale che rischia di paralizzarsi.

Spettacoli e bus navetta a Sciacca legati al bilancio in ritardo

Tempi decisamente in ritardo per il bilancio del Comune di Sciacca. Giusto oggi il documento contabile e’ stato licenziato dai revisori contabili per approdare in Commissione Bilancio.

L’organo consiliare avrà fino a trenta giorni per poterlo esaminare ed esprimere il proprio parere per poi essere inserito tra i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale per la sua convocazione.

A conti fatti, la manovra finanziaria dell’ente comunale non arriverà in consiglio prima della terza decade del mese. Senza considerare poi la tempistica dei lavori dell’aula, il bilancio concluderà il suo iter a cavallo tra luglio e agosto. Troppo tardi se si considera che senza la misura finanziaria non si potrà dare il via al cartellone degli spettacoli estivi ed altri servizi legati al turismo, come ad esempio il servizio di bus navetta non ancora avviato nonostante la Zona a traffico limitato in vigore gia’ da giugno.

Oltre il Silenzio, a Montevago focus su salute mentale e violenza di genere

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La cooperativa Quadrifoglio di Santa Margherita Belice promuove il primo di alcuni incontri su percorsi di salute mentale e contrasto alla violenza di genere. E’ in programma venerdì 4 luglio 2025, alle ore 19, presso il Baglio Ingoglia di Montevago. L’obiettivo è di aprire un dialogo costruttivo e multidisciplinare su due temi centrali nella società contemporanea: salute mentale e violenza di genere.

Un approccio integrato per la tutela della persona

Parlare di salute mentale e violenza in un’unica cornice significa promuovere un’azione sinergica che metta al centro la dignità e il benessere dell’individuo. Troppo spesso, infatti, i due fenomeni si intrecciano: le vittime di violenza possono sviluppare disturbi psicologici, così come condizioni mentali fragili possono aumentare la vulnerabilità agli abusi. È necessario costruire percorsi di cura e tutela integrati, che vadano oltre l’intervento emergenziale, puntando su prevenzione e accompagnamento.

L’evento vedrà la partecipazione di esperti e rappresentanti istituzionali che offriranno punti di vista complementari e autorevoli:

  • Lorenzo Messina, Psichiatra
  • Accursio Gagliano, avvocato ed esperto in diritto di famiglia
  • Margherita La Rocca Ruvolo, sindaco di Montevago e deputata all’Ars
  • Vito Antonio Clemente, sindaco di Menfi
  • A moderare l’incontro sarà il giornalista Giuseppe Pantano.

Un invito alla comunità: partecipare per capire

“Oltre il Silenzio” è più di un evento: è un’occasione per riflettere collettivamente sul legame profondo tra salute mentale e violenza, per riconoscere i segnali, abbattere i pregiudizi e sostenere politiche inclusive. L’invito è aperto a tutti: professionisti, famiglie, studenti, cittadini.

Un passo avanti nel contrasto alla violenza

Promuovere la salute mentale e contrastare la violenza di genere significa costruire una società più consapevole, capace di prendersi cura delle sue fragilità. Appuntamenti come questo rappresentano un passo concreto nella direzione di un cambiamento culturale e istituzionale.