Assegno di mantenimento: nuove regole sulle spese extra, anche senza accordo tra i genitori

Il Tribunale di Milano, in collaborazione con la Corte d’Appello e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano, ha approvato il 10 giugno 2025 un nuovo documento di linee guida operative (prot. 8334/25) che introduce importanti novità in materia di assegno di mantenimento e spese straordinarie per i figli. L’obiettivo è uniformare le prassi e ridurre i conflitti tra genitori in caso di separazione o divorzio, garantendo al contempo una tutela efficace del benessere dei figli.

Cosa copre l’assegno di mantenimento ordinario

L’assegno periodico è destinato a soddisfare le esigenze ordinarie del minore, comprese:

  • vitto e mensa scolastica
  • abbigliamento ordinario (inclusi i cambi di stagione)
  • spese abitative (affitto, utenze, consumi)
  • cancelleria scolastica ricorrente
  • farmaci da banco

Quando le spese extra sono comprese nell’assegno

Nel caso in cui risulti difficile ottenere l’accordo dell’altro genitore o il rimborso di una spesa, l’assegno di mantenimento può includere ulteriori costi legati all’educazione e al benessere del figlio. In tutti gli altri casi, le spese extra devono essere sostenute da entrambi i genitori, in base agli accordi o alle decisioni del tribunale.

Spese extra senza bisogno di accordo

Alcune spese possono essere effettuate da uno dei genitori senza il consenso preventivo dell’altro, purché documentate:

Spese mediche:

  • visite specialistiche prescritte
  • cure dentistiche urgenti o presso strutture pubbliche
  • trattamenti sanitari prescritti
  • ticket sanitari
  • occhiali e lenti a contatto (non cosmetici)
  • farmaci e presidi medici

Spese scolastiche:

  • tasse scolastiche e universitarie
  • libri di testo
  • materiale scolastico
  • dotazione informatica
  • assicurazione scolastica

Spese extrascolastiche:

  • tempo pre/post scuola
  • centri estivi ricreativi
  • babysitter

Spese che richiedono accordo preventivo

Altre spese, per essere rimborsabili, richiedono il consenso scritto del genitore obbligato:

Spese mediche:

  • cure dentistiche private
  • cure termali
  • trattamenti non erogati dal SSN
  • farmaci omeopatici

Spese extrascolastiche:

  • corsi di lingue
  • attività sportive ed equipaggiamento
  • viaggi studio
  • spese per patente di guida

Casi specifici: figli con disabilità

Nel caso di figli con disabilità, non è necessario il consenso per spese relative a:

  • interventi medici, preventivi o urgenti
  • alimenti o integratori terapeutici
  • adattamenti dell’abitazione
  • assistenza educativa o domiciliare
  • partecipazione ad attività culturali o sportive
  • utilizzo di centri diurni
  • veicoli adattati (e relativi costi obbligatori come bollo o assicurazione)
  • cani-guida

Tempistiche e obblighi documentali

Le linee guida stabiliscono che:

  • Il consenso o dissenso a una spesa extra deve arrivare entro 10 giorni dalla richiesta; in caso di silenzio, si presume approvazione.
  • Chi anticipa una spesa ha l’obbligo di trasmettere la documentazione all’altro genitore entro 30 giorni.
  • Il rimborso deve avvenire entro 15 giorni dalla richiesta.
  • Se la spesa supera il 10% del reddito mensile netto del genitore che la riceve, il costo sarà suddiviso tra i due genitori secondo le percentuali concordate o stabilite dal giudice.

Disagi per caricare le autobotti a Sciacca e le vie Cappuccini e De Gasperi sempre allagate

Disagi e disservizi idrici a gogò a Sciacca dove stamattina anche i titolari delle autobotti private lamentano grosse difficoltà per poter sopperire all’approvvigionamento alternativo.

Al numero di telefono di assistenza dedicato, gli operatori Aica non rispondono e sono tantissime le segnalazioni di utenze bloccate da un lato dai turni di erogazione saltati o slittati e che di contro non possono neanche ricorrere ad una autobotte perché non riescono ad ottenere il cosiddetto CIG, ovvero il numero identificativo che autorizza l’autobottista, secondo la procedura varata lo scorso anno da Aica, a consegnare la fornitura idrica.

Intanto, due grosse perdite interessano da settimane senza alcuna risoluzione la via Cappuccini e la via Alcide De Gasperi. Le due importanti strade ad alta intensità di traffico nei giorni di erogazione risultano completamente allagate. Una situazione segnalata più volte dai residenti e titolari delle attività commerciali del posto.

Cerimonia delle bandiere a Seccagrande per inaugurare la stagione balneare

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Con una partecipata cerimonia delle bandiere, inaugurata ufficialmente la stagione balneare a Seccagrande di Ribera, in una cornice suggestiva e carica di significato storico. La commemorazione si è svolta presso il Monumento ai Caduti del Mare, dedicato ai marinai della nave greca Angelika, affondata nel 1906.

Un evento tra memoria e identità comunitaria

Promossa dal Comune di Ribera, dal Lions Club e dal Wwf Sicilia Area Mediterranea, con il supporto dell’associazione Seccagrande Sub, la cerimonia bandiere Seccagrande ha coinvolto istituzioni civili, militari e religiose. A coordinare i lavori è stato Mimmo Macaluso, scopritore, negli anni ’70, delle ancore del veliero naufragato.

Il sindaco Matteo Ruvolo ha evidenziato il valore civico e simbolico della manifestazione, che ogni anno rinnova un legame profondo con il mare, la storia e l’identità del territorio.

Il gemellaggio con la Grecia e il ricordo dei caduti

Durante la cerimonia, il presidente del Lions Club di Ribera, Vito Aleo, ha ricordato il gemellaggio del 1996 con il Lions Club di Mytilene (Lesbo), isola d’origine dei marinai greci naufragati. Dieci furono le vittime, tre delle quali sepolte nel cimitero di Ribera.

Grande emozione ha suscitato il racconto di Macaluso sulla scoperta del relitto e la costruzione del monumento, realizzato con mattoni del carico recuperato.

Sicurezza in mare e crisi climatica: l’appello del Wwf

Giuseppe Mazzotta, segretario Wwf e socio Lions, ha ricordato l’urgenza di un’educazione al rispetto del mare, anche alla luce dei cambiamenti climatici sempre più evidenti. Ha definito il mare simbolo di pace, vita e memoria condivisa, sollecitando maggiore responsabilità.

Onori e bandiere: un momento solenne

Presenti autorità civili e militari, tra cui la Capitaneria di Porto, l’Arma dei Carabinieri, la Polizia Municipale e diverse associazioni d’arma e del mare. Commovente il momento dell’alzabandiera: i bambini hanno issato i vessilli di Italia e Grecia, mentre quello europeo è stato affidato a Macaluso.

Verso il 120° anniversario della tragedia

Il prossimo anno ricorrerà il 120° anniversario del naufragio dell’Angelika. Macaluso e il sindaco Ruvolo hanno proposto un evento commemorativo di più ampio respiro, auspicando un rinnovato gemellaggio con la comunità greca di Inousses.

Consiglio comunale aperto a Menfi, l’arciprete: “Quella per l’acqua pubblica è una battaglia per il futuro”

Si e’ svolta ieri sera la seduta aperta del consiglio comunale di Menfi sul tema dell’acqua pubblica, una seduta convocata su richiesta del gruppo politico “92013”.

Una richiesta nata dalla necessità di trattare la tematica del servizio idrico integrato, con la massima trasparenza e partecipazione dei cittadini che hanno potuto prendere parola durante il dibattito.

L’opposizione ha sollevato perplessità per l’affidamento, disposto dall’amministrazione comunale, di alcuni servizi idrici alla società Menfi-Servizi dell’attività di riparazioni della rete idrica e della rete fognaria comunale nonché l’attività di supporto al servizio idrico comunale per la lettura dei contatori e l’apposizione dei sigilli di sicurezza.

Il dibattito ha coinvolto le diverse parti politiche e il mondo dell’associazionismo mentre l’amministrazione ha rigettato le critiche ricevute di trattare con “disinvoltura e mancanza di trasparenza” il tema e ha evidenziato come l’affidamento riguarda un’azienda controllata dal Comune stesso.

Dibattito serratissimo, ma svolto nell’ambito del confronto che oggi l’arciprete di Menfi con una riflessione rivolta ai propri concittadini ha voluto esaltare: “Dopo aver partecipato al Consiglio Comunale aperto sul tema della gestione pubblica dell’acqua – ha scritto Don Alessandro Di Fede Santangelo – sento il bisogno di fermarmi un momento, in silenzio, e dire dal profondo del cuore: grazie.
Grazie agli amministratori e ai consiglieri di oggi e di ieri, ai rappresentanti delle istituzioni e dei comitati… ma soprattutto grazie a voi, gente di Menfi, per come avete partecipato, ascoltato, riflettuto; per come avete mostrato, ancora una volta, maturità, attenzione e amore per questa terra.
Ogni volta che si affrontano questioni importanti come questa, mi si conferma nel cuore che siete un popolo che sa restare unito, che sa riconoscere ciò che conta davvero, soprattutto quando si tratta di difendere il bene di tutti.
Le differenze politiche ci sono ha concluso ed è giusto che ci siano. Se vissute con rispetto, aiutano la crescita e rendono più autentico il confronto.
Ma ci sono temi, come quello dell’acqua, in cui il senso profondo della dignità e della giustizia ci fa ritrovare tutti dalla stessa parte. Perché l’acqua non è solo un servizio: è vita, è dono di Dio, è un diritto che va protetto e mai messo a rischio.
Quella per l’acqua pubblica non è stata una battaglia qualunque. È stata, ed è, una scelta di responsabilità e di amore per il futuro”.

Carta d’identità cartacea non più valida dal 3 agosto 2026: scatta l’obbligo del documento elettronico

A partire dal 3 agosto 2026, la carta di identità cartacea italiana non sarà più valida per l’espatrio, anche se ancora in corso di validità. Lo prevede il Regolamento UE 1157/2019, che impone nuovi standard di sicurezza per i documenti di riconoscimento all’interno dell’Unione Europea. Il motivo principale è la mancanza della zona di lettura ottica (MRZ) nei documenti cartacei, necessaria per rendere leggibili i dati dai sistemi automatizzati e garantire maggiore protezione contro frodi e falsificazioni.

Perché il documento cartaceo non sarà più accettato

La MRZ, o Machine Readable Zone, è un’area codificata che contiene i dati identificativi del cittadino e consente ai lettori elettronici di verificare rapidamente la validità del documento. La Carta di Identità Elettronica (CIE), introdotta nel 2016, è già conforme a questi requisiti, mentre la versione cartacea ne è sprovvista.

Sebbene il regolamento europeo fissi una scadenza generale al 2031 per l’adeguamento di tutti i documenti, la mancanza della MRZ anticipa la fine della validità dei documenti cartacei italiani al 2026.

Quante carte cartacee sono ancora in circolazione

Ad oggi, si stima che circa 5 milioni di cittadini italiani siano ancora in possesso della carta di identità in formato cartaceo. Si tratta per lo più di residenti in piccoli comuni che sono stati abilitati al rilascio della CIE in ritardo rispetto al resto del Paese. Dal 2019, tutti i comuni italiani sono comunque abilitati all’emissione del nuovo documento elettronico.

Corsa alla sostituzione e avvisi dei comuni

Con l’avvicinarsi della scadenza, numerosi comuni italiani stanno avvisando i residenti attraverso i propri portali e canali istituzionali, invitando i cittadini a sostituire per tempo la carta cartacea con la CIE. Questo per evitare sovraffollamenti agli sportelli, soprattutto nel periodo estivo in cui cade la scadenza.

La sostituzione del documento può essere richiesta in qualsiasi momento, anche prima della naturale scadenza, senza necessità di motivazioni particolari.

Cosa serve per richiedere la Carta di Identità Elettronica

Per ottenere la CIE sono necessari:

  • Una fototessera recente, conforme agli standard ICAO
  • Il vecchio documento di identità (in caso di smarrimento o furto è richiesta la denuncia e un documento alternativo)
  • Il codice fiscale
  • Per i minori: presenza del minore e di entrambi i genitori, con i rispettivi documenti

È necessario prenotare un appuntamento presso l’ufficio anagrafe del proprio comune. La carta viene consegnata entro sei giorni lavorativi, direttamente a casa o presso il comune. Il costo è di 22 euro, generalmente pagabile con bancomat.

Eccezioni e casi particolari

Attualmente, solo i cittadini italiani residenti fuori dall’Unione Europea e iscritti all’AIRE continuano a ricevere la versione cartacea, poiché molti consolati non sono ancora abilitati al rilascio della CIE.

Fino ad ora, era inoltre possibile richiedere un documento cartaceo d’urgenza in caso di viaggio imminente. Tuttavia, dal 3 agosto 2026, questa possibilità verrà meno e sarà necessario ricorrere a documenti validi dotati di MRZ, come la CIE o il passaporto.

CIE al posto dello SPID: verso l’identità digitale unica

La diffusione della Carta di Identità Elettronica rappresenta anche un passaggio chiave verso l’abbandono dello SPID, in favore delle credenziali CIE per l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione. La CIE è già oggi utilizzabile per accedere ai portali online grazie al supporto dei sistemi di identificazione digitale avanzata.

Illegittimo il licenziamento di Li Petri dalla Settesoli, lo stabilisce la Cassazione

La Corte Suprema di Cassazione ha posto definitivamente fine alla lunga vicenda giudiziaria che ha visto coinvolti l’ex direttore generale di Cantine Settesoli, Salvatore Li Petri, e le Cantine Settesoli. La Suprema Corte ha confermato, in ogni sua parte, la precedente decisione della Corte di Appello di Palermo dichiarando illegittimo il licenziamento per giusta causa notificato al dirigente nel novembre del 2018.

La pronuncia chiude in maniera definitiva un procedimento giudiziario durato quasi sette anni, riconoscendo l’inesistenza degli addebiti formulati all’epoca dalla givernance aziendale nei confronti di Li Petri, il quale per oltre venti anni aveva ricoperto ruoli apicali all’interno di una delle principali cooperative vitivinicole italiane.

La decisione della Corte: un verdetto chiaro.

Con la sentenza la Suprema Corte ha confermato la condanna di Cantine Settesoli al pagamento dell’indennità sostitutiva del mancato preavviso e al rimborso integrale delle spese processuali sostenute da Li Petri: non solo per il primo e secondo grado, ma anche per il terzo e definitivo grado di giudizio.

Si tratta di un pronunciamento che conferma, senza possibilità di ulteriori ricorsi, la piena correttezza dell’operato del dirigente e l’infondatezza delle accuse che avevano motivato il licenziamento per giusta causa.

“Oggi è un giorno molto importante per me e per la mia famiglia”, ha dichiarato Salvatore Li Petri. “La giustizia ha fatto il suo corso, e ha stabilito, una volta per tutte, che il mio operato è sempre stato improntato alla correttezza, alla professionalità e alla trasparenza. Chi ha tentato di cancellare la mia figura professionale, per ragioni che nulla hanno a che fare con il merito e con l’interesse della cooperativa, ha fallito. La verità – quella documentata, argomentata e ora giudiziariamente certificata – è più forte di qualsiasi ricostruzione strumentale”.

Li Petri dal 2018 ha assunto il ruolo di Responsabile dello Sviluppo Aziendale presso Cantine Ermes di Santa Ninfa, una delle realtà cooperativistiche più importanti nel panorama vitivinicolo nazionale. Sotto la sua direzione strategica, la cooperativa vive un’espansione significativa, consolidando la propria presenza sui mercati internazionali e rafforzando il proprio modello organizzativo e produttivo.

Capannoni Carnevale, Fabio Termine relaziona sulla gestione in commissione Bilancio

Si e’ svolta ieri la seduta della commissione consiliare Bilancio alla quale ha preso parte anche il sindaco Fabio Termine invitato a relazionare sulla futura gestione dei capannoni del Carnevale, opera inserita nel piano triennale e che dovrebbe essere finanziata con un mutuo ventennale da tre milioni e mezzo di euro inserito nel prossimo bilancio del Comune di Sciacca.

La commissione presieduta da Filippo Bellanca e composta dai consiglieri Calogero Bono, Paolo Mandracchia, Fabio Leonte e Giuseppe La Bella ha ascoltato il primo cittadino che ha portato all’attenzione dell’organo una scheda tecnico argomentativa sulle infrastrutture per la manifestazione carnascialesca e un documento di indirizzo alla programmazione firmato dall’ingegnere dell’Ufficio Tecnico Salvatore Gioia.

I punti più salienti dei documenti di quello che viene chiamato “Centro Polifunzionale per la promozione e sviluppo dell’arte della realizzazione dei carri allegorici del Carnevale” riguardano la sostenibilità economica dell’opera, un passaggio quest’ultimo che la commissione ha evidenziato come elemento di criticità chiedendo ulteriori approfondimenti al sindaco.

Visite guidate, percorsi didattici, workshop, laboratori artigianali e creativi, attività divulgative o seminariali sulla storia del Carnevale e della cartapesta e ancora collaborazioni con tour operator per la vendita di pacchetti turistici o turismo esperienziale: sono queste le attività che il Comune di Sciacca pensa di poter realizzare nella cittadella per avere degli introiti.

La gestione sarebbe affidata alle singole associazioni dei carristi in cambio di un canone simbolico e la collaborazione in tutte queste attività con le quali l’ente comunale dividerebbe gli utili.

Intanto, giusto oggi il bilancio di previsione 2025 e’ stato inviato alla commissioni consiliare Bilancio che ha 30 giorni di tempo per esprimere il proprio parere. Bilancio che contiene il mutuo al quale e’ legato il destino della realizzazione della “cittadella” del Carnevale” e bisognerà capire come l’opposizione deciderà di affrontare il punto.

Degrado villa comunale di Sciacca, riparte la protesta

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Il degrado della villa comunale di Sciacca non passa inosservato. Ancora una volta, comitati civici e associazioni locali tornano a chiedere un riscontro per iscritto da parte del Comune in merito all’utilizzo del contributo regionale di circa 400.000 euro destinato alla riqualificazione della villa “Ignazio Scaturro”.
Nonostante varie comunicazioni precedenti e un incontro avvenuto il 4 febbraio scorso, nessuna risposta è stata fornita dall’amministrazione. Per questo, i promotori – tra cui il comitato Pro Villa Comunale, il centro studi “Alcide De Gasperi”, CittadinanzAttiva e il comitato di quartiere “Sant’Agostino Sciacca Est” – hanno deciso di alzare il tono della protesta.

Riqualificazione promessa, confronto mancato

Durante l’incontro dello scorso febbraio, il Comune di Sciacca aveva assunto l’impegno di un dialogo aperto con la cittadinanza già in fase progettuale. Tuttavia, a oggi non è stato condiviso alcun progetto né una bozza degli interventi previsti per il recupero della villa.
Le associazioni chiedono trasparenza e accesso civico, per conoscere:
• i dettagli degli interventi finanziati con il contributo regionale;
• le motivazioni delle scelte progettuali;
• le normative di riferimento.

Interventi urgenti per la Villa Comunale

Il degrado della villa riguarda anche aspetti concreti e quotidiani. Le criticità denunciate includono:
• l’impianto di irrigazione fuori uso;
• un’illuminazione incompleta;
• manufatti che deturpano l’identità storica del giardino, come il chiosco in legno e strutture in cemento.
Le associazioni hanno segnalato il caso anche alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento, richiedendo la rimozione di tali manufatti.

Proposte concrete per il rilancio del verde urbano

Le richieste dei cittadini non si fermano alla denuncia. Viene chiesto:
• l’assegnazione stabile di un giardiniere per la manutenzione della villa;
• nuove risorse per la cura ordinaria e straordinaria del verde pubblico;
• la piantumazione di essenze compatibili con la storicità del luogo e il mutato clima;
• la cancellazione della proposta di “valorizzazione” del chiosco prevista nel piano delle alienazioni patrimoniali 2025.

Un appello per il futuro turistico della città

La villa Ignazio Scaturro rappresenta il cuore verde della città e un simbolo della sua vocazione turistica. La sua valorizzazione – e non il suo abbandono – dovrebbe essere prioritaria. Per questo, i promotori chiedono una risposta formale entro 30 giorni.

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Legge 104, il datore di lavoro non può imporre le ferie al posto dei permessi: nuova conferma dalla Cassazione

Con una recente pronuncia, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: i permessi previsti dalla Legge 104/1992 non possono essere sostituiti con ferie obbligate. Si tratta di un diritto soggettivo pieno del lavoratore, non subordinato a valutazioni organizzative o discrezionali del datore di lavoro.

La questione nasce da un caso concreto. Un dipendente aveva richiesto un giorno di permesso ai sensi della Legge 104 per assistere il padre, persona con disabilità grave, in occasione di una visita medica programmata. La risposta del dirigente aziendale era stata chiara: utilizzare un giorno di ferie, in quanto ancora disponibili. Ma questa richiesta è legittima?

Permessi 104: natura e finalità

I permessi concessi dalla Legge 104/1992 sono destinati ai lavoratori dipendenti che assistono familiari con disabilità grave, riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della stessa legge. Il legislatore ha inteso tutelare non solo l’integrità fisica e psichica della persona con disabilità, ma anche il suo diritto all’integrazione sociale, attraverso il sostegno dei familiari.

Come ricordato dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 213/2016), il sistema giuridico deve valorizzare gli interessi solidaristici e i rapporti familiari, che giocano un ruolo centrale nel supporto ai soggetti più fragili. In quest’ottica, eventuali limiti al potere organizzativo del datore di lavoro sono giustificati dalla necessità di garantire un bilanciamento tra esigenze aziendali e diritti fondamentali della persona.

La posizione della Cassazione

Nel tempo, la Corte di Cassazione ha stabilito con fermezza che:

  • I permessi 104 non sono equiparabili alle ferie e non possono essere sostituiti da esse (Cass. n. 3209/2016).
  • I giorni di permesso devono essere conteggiati integralmente per il calcolo di tredicesima e ferie (Cass. n. 15435/2014).
  • Obbligare un lavoratore a prendere ferie al posto dei permessi 104 costituisce una violazione del diritto (Cass. n. 14468/2018).

In nessun caso, quindi, il datore di lavoro può imporre al dipendente l’utilizzo di giorni di ferie per coprire l’assenza dovuta a permessi 104, se questi sono richiesti correttamente e documentati per finalità assistenziali.

Permessi, ferie e organizzazione aziendale: quali limiti?

È importante distinguere la questione dei permessi 104 da altri diritti previsti dalla medesima legge. Ad esempio, il diritto alla scelta della sede di lavoro per assistere un familiare disabile, ai sensi dell’art. 33, è subordinato alla clausola “ove possibile”. In questi casi, la giurisprudenza riconosce al datore la possibilità di opporsi, se la richiesta comporta un grave pregiudizio per l’organizzazione aziendale (Cass. n. 18223/2011; Cass. Sez. Un. n. 79452/2008).

Conclusione

La giurisprudenza italiana è chiara: i permessi previsti dalla Legge 104/1992 rappresentano un diritto pienamente tutelato e non possono essere convertiti in ferie. Qualunque indicazione in tal senso da parte del datore di lavoro è contraria alla normativa vigente e ai principi espressi dalle più recenti sentenze della Cassazione.