Giornata contro la violenza di genere: formazione, prevenzione e cultura del rispetto all’Arena di Sciacca

Si è svolta oggi presso l’aula magna “Falcone e Borsellino” del plesso Miraglia una partecipata manifestazione dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere. Un appuntamento che ha coinvolto studenti, docenti e professionisti dell’area sanitaria e psicologica, offrendo un momento di formazione e confronto su temi di grande attualità.

L’iniziativa rientra nel percorso di sensibilizzazione che molte scuole italiane stanno promuovendo con l’obiettivo di educare le nuove generazioni al riconoscimento degli stereotipi, alla gestione consapevole delle relazioni e alla prevenzione di dinamiche violente. Al centro della giornata non solo la violenza fisica, psicologica, economica e digitale, ma anche l’importanza di relazioni sane basate sul dialogo, sull’intelligenza

Ora legale permanente, nuova proposta in Parlamento: stop al doppio cambio d’orario. Ecco cosa potrebbe cambiare

Una rivoluzione dell’orologio è pronta ad arrivare in Parlamento: l’Italia potrebbe dire addio al passaggio tra ora solare e ora legale, adottando l’orario estivo per tutto l’anno. La proposta — sostenuta da SIMA, Consumerismo No Profit e dal deputato Andrea Barabotti (Lega) — è stata presentata il 17 novembre 2025 alla Camera dei Deputati dopo una raccolta firme che ha superato le 352.000 adesioni.
Risparmio energetico, benefici per la salute e riduzione delle emissioni: ecco tutti i dettagli della misura che potrebbe cambiare le abitudini di milioni di cittadini.


Perché rendere permanente l’ora legale: risparmi, benefici e impatto ambientale

Secondo le analisi presentate, i vantaggi economici e ambientali sono significativi:

  • 2,3 miliardi di euro risparmiati tra il 2004 e il 2025 grazie ai mesi di ora legale
  • Oltre 12 miliardi di kWh di consumi elettrici evitati
  • Con l’ora legale fissa, il risparmio annuo stimato salirebbe a 720 milioni di kWh
  • Taglio in bolletta pari a 180 milioni di euro l’anno
  • Riduzione delle emissioni di CO₂ tra 160.000 e 200.000 tonnellate annue

In pratica, mantenere l’ora legale tutto l’anno garantirebbe più luce naturale la sera, minori consumi elettrici e una diminuzione dell’impatto ambientale equivalente a piantare milioni di alberi.


Effetti sulla salute e sulla vita quotidiana

Il punto più dibattuto riguarda il benessere dei cittadini. Numerosi studi hanno evidenziato che il doppio cambio d’orario comporta:

  • alterazione del ritmo circadiano
  • disturbi del sonno
  • calo di concentrazione
  • aumento della pressione arteriosa
  • crescita degli incidenti stradali e sul lavoro nella settimana successiva al cambio d’ora

I promotori sostengono che una luce serale più lunga favorisca:

  • socialità
  • commercio e ristorazione
  • turismo
  • sicurezza urbana

Il nodo europeo: perché la scelta non è così semplice

Nel 2018 l’Unione Europea ha avviato una consultazione su larga scala:
4,6 milioni di cittadini hanno risposto e l’84% si è detto favorevole all’abolizione del cambio semestrale.

Nel 2019 il Parlamento Europeo ha approvato una direttiva che permette a ogni Stato di scegliere:

  • ora legale permanente
  • ora solare permanente

Ma l’iter si è bloccato. La scelta, quindi, è possibile solo se coordinata a livello europeo per evitare differenze orarie incoerenti tra Stati confinanti.


La situazione in Italia: percorso verso la riforma

Il Parlamento sta portando avanti un’indagine conoscitiva per valutare gli impatti economici, ambientali e sanitari della trasformazione.
L’obiettivo dichiarato è definire una proposta normativa entro il 30 giugno 2026.

Se approvata, l’Italia manterrebbe l’ora legale tutto l’anno, eliminando per sempre il ritorno all’ora solare.


Cosa cambierebbe per i cittadini

Se la riforma entrasse in vigore, le differenze sarebbero immediate:

  • albe più buie nei mesi invernali
  • più luce nel tardo pomeriggio, anche nei mesi freddi
  • maggiore risparmio energetico nelle ore serali
  • cambiamenti nelle abitudini scolastiche e lavorative nella stagione invernale

Maxi discarica abusiva a Sciacca al Ponte Baiata, la Procura convalida il sequestro

La Procura della Repubblica di Sciacca ha convalidato il sequestro di una vasta discarica abusiva individuata dalla Polizia Municipale in contrada Ponte Baiata. L’area, estesa per quasi 1.200 metri quadrati, è risultata colma di rifiuti speciali per un volume complessivo stimato di oltre 1.0. 00 metri cubi.

Nel sito gli agenti hanno rinvenuto materiali di diversa tipologia: scarti di lavorazioni edili, reti da pesca, plastiche, vecchi mobili ed elettrodomestici, vetro, guaine catramate e anche lastre di eternit, presumibilmente contenenti amianto, quindi rifiuti classificati come pericolosi.

L’operazione è nata da un’attività di monitoraggio del territorio condotta dalla Polizia Municipale attraverso accertamenti e controlli mirati, proseguiti con appostamenti effettuati per individuare eventuali ulteriori condotte illecite e risalire agli autori degli abbandoni.

La Procura, dopo aver convalidato il sequestro dell’intera area, ha assunto il coordinamento delle indagini. Nei prossimi giorni gli agenti della Municipale proseguiranno con perlustrazioni, raccolta di testimonianze e analisi delle tracce recuperate tra i rifiuti, nella speranza di identificare i responsabili del grave reato ambientale.

Schlein “Destra non imbattibile, partita delle politiche è apertissima”

ROMA (ITALPRESS) – “Appare molto chiaro che questa destra non
solo non sia imbattibile. L’abbiamo battuta con risultati
importanti anche ieri e siamo pronti a sfidarla per il 2027, in
una partita che vede già adesso, dopo queste 13 regioni al voto,
le coalizioni sostanzialmente in parità. Vogliamo vincere e siamo
pronti ad andare al governo nel 2027″. Lo ha detto la segretaria
del Pd, Elly Schlein, in conferenza stampa al Nazareno.
“Il messaggio di ieri è chiaro: il Governo è contendibile, la partita verso le elezioni politiche è apertissima. Questo dicono i dati di questa tornata elettorale: una vittoria straordinaria di Antonio Decaro con 29 punti di distacco, una vittoria altrettanto straordinaria di Roberto Fico con 25 punti di distacco”, ha aggiunto, ringraziando “a nome di tutto il Partito Democratico tutte le forze della coalizione progressista che per la prima volta in vent’anni abbiamo riunito in tutte e sette le regioni che andavano al voto in questa tornata. Uno sforzo unitario importante che ha premiato”.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Violenza di genere, da Verisure protezione grazie a formazione specializzata

ROMA (ITALPRESS) – Contrastare la violenza di genere, in particolare quella che si consuma tra le mura domestiche, richiede un impegno sinergico tra istituzioni, terzo settore e attori privati. In questo contesto, Verisure, in collaborazione con l’associazione Differenza Donna, ha implementato un modello operativo avanzato volto a rafforzare la capacità di risposta alle situazioni di emergenza segnalate dalle vittime.
L’iniziativa si inserisce nel quadro dei dati preoccupanti emersi dalla quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis-Verisure, elaborato in collaborazione con il Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno.
Dal 2022, Verisure ha avviato un progetto strutturato di formazione specifica per le Guardie Giurate della propria Centrale Operativa, con l’obiettivo di riconoscere e gestire in modo adeguato le situazioni di violenza di genere. La formazione è stata progressivamente estesa a tutto il personale che opera in prima linea con i clienti, raggiungendo un totale di circa 340 professionisti formati.
Il modello operativo ha già dimostrato la sua efficacia. Tra il 2023 e luglio 2025, la Centrale Operativa ha gestito 38 casi di donne che hanno richiesto aiuto tramite il pulsante SOS del sistema d’allarme, segnalando situazioni di abuso. In ognuna di queste circostanze, la Centrale ha tempestivamente informato le Forze dell’Ordine e attivato la rete di assistenza specializzata per le vittime. Ogni intervento è stato condotto secondo un protocollo operativo dedicato, volto a garantire la sicurezza della persona e a fornire informazioni sui servizi e sui percorsi di assistenza disponibili, nel pieno rispetto dell’anonimato.
L’importanza di questo tipo di intervento è confermata dai risultati dell’Osservatorio Censis-Verisure, che sottolinea come la casa, pur essendo il luogo simbolo della sicurezza e dell’intimità, continui a rappresentare un contesto di rischio elevato per molte donne vittime di violenza.
Secondo l’Osservatorio, nel 2024 sono stati registrati 28.896 casi di maltrattamenti contro familiari e conviventi, con l’81% delle vittime rappresentato da donne. Questo dato segna un incremento del 14,4% rispetto al 2023 e del 38,6% negli ultimi cinque anni. La gravità del fenomeno è ulteriormente evidenziata dai 154 omicidi avvenuti in ambito familiare o affettivo nel 2024, con vittime femminili nel 65% dei casi. In 72 di questi episodi, l’autore è stato il partner o l’ex partner, e in tali contesti la percentuale di donne vittime sale all’86%.
Nell’ambito della violenza di genere, gli atti persecutori e lo stalking hanno raggiunto quota 20.289 denunce, registrando un aumento del 3,8% sull’anno precedente e del 26,3% rispetto al 2019; anche in questo ambito le donne costituiscono il 74% delle vittime. Le violenze sessuali denunciate sono state 6.831, in crescita del 9,6% rispetto al 2023 e del 39,9% sul quinquennio.
Il rapporto Censis-Verisure conferma che la violenza di genere si manifesta prevalentemente in ambito domestico e spesso da parte di persone con cui sussistono legami di fiducia. Nel 2024, il 79,4% delle 17.631 chiamate valide al numero antiviolenza 1522 ha riguardato episodi avvenuti tra le mura di casa, segnando un aumento dell’8,3% rispetto al 2023. Nel 54,3% dei casi, gli autori delle violenze sono parenti stretti: nel 31,1% il coniuge, nel 13,5% il convivente, nel 5,1% un figlio e nel 4,5% un genitore.
Questi dati evidenziano la complessità della violenza domestica, che si consuma in contesti caratterizzati da forti legami affettivi o di dipendenza economica, elementi che rendono più difficile denunciare o chiedere aiuto. Tali numeri, pur allarmanti, rappresentano solo la punta dell’iceberg, poichè molti episodi rimangono sommersi a causa di paura, vergogna o mancanza di strumenti adeguati.
Il modello operativo sviluppato da Verisure e Differenza Donna si inserisce in questo contesto come un contributo concreto e necessario alla rete di protezione, sottolineando l’importanza di un impegno congiunto per contrastare un fenomeno che richiede risposte sempre più mirate e tempestive.

– Foto ufficio stampa Verisure –
– News in collaborazione con Verisure –

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Tesla, sistema guida autonoma salva automobilista USA da scontro frontale notturno

ROMA (ITALPRESS) – Il sistema di guida completamente autonoma (FSD) della Tesla Cybertruck si rivela una tecnologia in grado di salvare vite umane. Clifford, un automobilista statunitense, ha infatti evitato un grave incidente grazie alla capacità della sua Tesla di prevenire una collisione frontale su di una strada del New Mexico dalla stretta carreggiata e priva di lampioni o catarifrangenti.
“Mentre attraversavo il New Mexico dopo l’assemblea degli azionisti Tesla, una collisione frontale a oltre 100km/h è stata evitata. Solo uno specchietto e un finestrino danneggiati e un pò di shock. Grazie Elon, grazie Tesla, grazie Cybertruck”, ha scritto Clifford su X.
Infatti, come si evince da un video pubblicato su X (https://x.com/Clifford98506/status/1987736292998754332), il protagonista dell’episodio ha improvvisamente visto un’auto che sfrecciava verso di lui invadendo la sua corsia e una collisione frontale sembrava inevitabile. A causa della scarsa visibilità, non ha avuto modo di notare in tempo utile il veicolo che procedeva in rotta di collisione. Mancavano solo 2-3 secondi per evitare lo scontro e da un lato c’erano veicoli in arrivo, tra cui un camion di grandi dimensioni, e dall’altro il guardrail.
Il Tesla Cybertruck, dotato della tecnologia FSD, ha così sterzato in automatico riuscendo ad evitare uno scontro frontale e una collisione con il traffico in arrivo e il guardrail a oltre 100 km orari. Nonostante lo specchietto laterale e il finestrino danneggiati, Clifford è rimasto completamente illeso. La tecnologia FSD non solo gli ha salvato la vita, ma ha anche evitato un incidente grave che avrebbe potuto coinvolgere almeno altre cinque auto sulla strada in quel momento.
L’episodio di Clifford e i dati confermano quanto affermato da Elon Musk che ha ripetutamente sottolineato che il fattore di sicurezza più importante per qualsiasi auto non è come salva la vita degli occupanti durante una collisione, ma come può prevenirla.
Secondo il Tesla Vehicle Safety Report (https://www.tesla.com/VehicleSafetyReport), pubblicato trimestralmente, la tecnologia Autopilot è circa 9 volte più sicura della media statunitense. Ad esempio, nel terzo trimestre del 2025, l’azienda ha registrato un incidente ogni 16.672.803 di chilometri percorse da conducenti che utilizzavano la tecnologia Autopilot. A titolo di confronto, i dati più recenti disponibili da NHTSA e FHWA (del 2023) mostrano che negli Stati Uniti si è verificato un incidente automobilistico circa ogni 1.127.000 chilometri.
Le auto Tesla sono infatti dotate di telecamere che controllano tutto ciò che le circonda. Le immagini vengono elaborate da un computer che impartisce all’auto il comando di procedere nel rispetto del codice della strada e dell’ambiente circostante. In questo modo, il sistema FSD aumenta significativamente la probabilità di evitare una collisione e rende le auto Tesla tra le più sicure al mondo dal punto di vista della sicurezza attiva.
Ogni anno, migliaia di persone muoiono o rimangono gravemente ferite in incidenti stradali nell’UE. Solo nel 2024, circa 19.940 persone hanno perso la vita sulle strade.

– Foto IPA Agency –
– News in collaborazione con Tesla –

(ITALPRESS).

Forum Economie UniCredit, le sfide della filiera logistica e trasporti in Sicilia

CATANIA (ITALPRESS) – La filiera della logistica e del trasporto merci si trova a convivere oggi con vincoli di breve periodo e dinamiche di lungo spesso divergenti.
Tra i primi, dopo il rallentamento, forse fisiologico, dell’internazionalizzazione delle catene globali del valore e l’evento pandemico, hanno sempre più rilevanza i temi e gli eventi di geopolitica, che stanno ridisegnando le geografie delle relazioni economiche, facendo emergere blocchi a volte in forte contrapposizione tra loro. Eventi che assumono forme molto eterogenee, che vanno dalle politiche commerciali al ricorso alle armi, impattando la logistica non solo in modo diretto (rotte che si chiudono, altre che si intensificano), ma anche indiretto, rendendo tutto il funzionamento delle catene del valore molto più volatile e imprevedibile. Sempre tra le contingenze di breve periodo, ma con un segno che in prospettiva dovrebbe tradursi in positivo per la filiera, sono i tanti investimenti in essere, su scala globale, su infrastrutture di trasporto e fonti energetiche, che però fino al loro completamento continueranno a determinare strozzature nei processi logistici e ad aumentare il clima di incertezza.
Sicuramente di tutt’altro segno invece le tendenze e le prospettive per la filiera, con l’idea di processi logistici sempre più integrati, multimodali, automatizzati e sostenibili per supportare la vita economica, ma non solo, dei prossimi decenni.
In tale contesto, la Sicilia si trova ad affrontare sfide superiori a quelle di altri territori nazionali, ma con prospettive che potrebbero garantire un significativo contributo allo sviluppo dell’isola. Se, da un lato, il frammentato e poco diversificato tessuto produttivo siciliano e la fragilità socio-economica di parte della popolazione (emigrazione, limitato reddito disponibile) pongono limiti stringenti alla crescita della filiera logistica, dall’altro la posizione strategica dell’isola e i recenti investimenti nelle infrastrutture portuali fanno auspicare un ruolo di primo piano della Sicilia come hub internazionale al centro del Mediterraneo, in grado di generare risorse preziose per la crescita economica. Ruolo che già oggi l’isola ricopre per il traffico di navi tanker per il trasporto di fonti energetiche.
Sono alcuni dei temi emersi dallo studio di Prometeia sulla filiera siciliana della logistica e del trasporto merci nel nuovo contesto geopolitico mondiale presentato da Andrea Dossena, Associate Partner, nel corso del Forum delle economie su Logistica e Trasporti, organizzato da UniCredit in collaborazione con Confindustria Catania e con la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, che si è svolto oggi a Catania.
“Il Forum delle Economie dedicato al settore dei Trasporti e della Logistica ha rappresentato un’occasione importante per fare un bilancio sui punti di forza e sulle esigenze delle realtà che operano in questo comparto, fortemente strategico per il nostro territorio. Una filiera che, nonostante lo scenario complesso, si dimostra resiliente e proattiva nell’investire in crescita, competitività e transizione tecnologica e sostenibile – ha affermato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit -. La banca in Sicilia rinnova il suo impegno a fianco di queste imprese nel loro percorso di evoluzione, anzitutto attraverso il credito, primario abilitatore della trasformazione, ma anche facendo leva su iniziative mirate a potenziare il sistema produttivo in termini di consapevolezza, competenze e network”.
Il Forum è stato aperto dagli interventi di Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit Antonino Belcuore, Commissario Straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, e Marco Causarano, Presidente Piccola Industria Confindustria Catania. Dopo la presentazione dello studio di Prometeia si è svolta una tavola rotonda, moderata da Marco Romano, professore di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università di Catania, nella quale sono intervenuti Lorena Nicosia, Co-owner DN Logistica, Nico Torrisi, Amministratore Delegato SAC, Riccardo Lentini, Direzione Infrastrutture e Pianificazione, Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, Salvatore Gangi, Presidente Sezione Trasporti e Concessionarie Confindustria Catania, Giovanni Arena, Presidente Gruppo VèGè e Amministratore Delegato del Gruppo Arena, Mauro Nicosia, Presidente Confetra Sicilia. A seguire è intervenuto Giuliano La Barbera, CEO e Founder Full Truck.
La frammentazione della domanda potenziale di servizi logistici, intesa come dimensione media dei settori industriali e la distribuzione sul territorio di imprese e famiglie, frena le opportunità di efficientamento e ampliamento di scala delle imprese della logistica e del trasporto merci, che infatti evidenziano una fortissima presenza di imprese molto piccole: a fronte di quasi 6 mila imprese, pari al 7% del dato nazionale, il fatturato supera di poco i 4 miliardi di euro, solamente il 2,7% di quello complessivo italiano. Un contributo al rafforzamento del tessuto produttivo sta venendo dagli investimenti stranieri, in costante crescita negli ultimi anni e con aziende che, sebbene numericamente trascurabili (lo 0,6% del totale regionale), realizzano un quinto del fatturato.
Inoltre, e a sostegno delle possibili opportunità di sviluppo, le imprese siciliane mettono in luce condizioni economico-finanziarie generalmente positive e, in più di un caso, superiori a quelle medie nazionali, in particolare nell’autotrasporto. Da sottolineare, inoltre, anche nei casi di maggiori difficoltà reddituali, una costante attività di investimento, segno della volontà di migliorare l’operatività delle aziende per riuscire ad agganciare maggiori quote di domanda potenziale e per stimolare la domanda del mercato attraverso l’offerta di servizi che vanno oltre il semplice trasporto e magazzinaggio delle merci.
In questi e nei prossimi anni anche questa filiera dovrà affrontare le trasformazioni imposte da tecnologia e vincoli di politica ambientale. L’adozione di strumenti in grado di efficientare i processi logistici potrà contribuire a migliorare la qualità dei servizi offerti e la competitività delle imprese, così come la decarbonizzazione del parco circolante, non solo su gomma ma anche di quello navale, potrà offrire, a chi si muoverà prima in questa direzione, vantaggi rispetto alla concorrenza e maggiori opportunità di crescita, in particolare in tutte quelle fasi della filiera a ridosso del last mile, le consegne effettuate da corrieri e servizi postali a domicilio e più in generale all’interno della aree urbane.
Gli sforzi delle imprese richiederanno, però, anche il supporto pubblico per l’adeguamento e, dove necessario, il potenziamento delle infrastrutture, sia quelle legate al trasporto primario (strade, ferrovie, porti e aeroporti), sia soprattutto quelle più strettamente legate alla logistica (interporti, nodi per l’intermodalità, reti telematiche a supporto delle tecnologie digitali).

– Foto UniCredit –

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Sport invernali, i consigli per prevenire e gestire i piccoli traumi

ROMA (ITALPRESS) – Le vacanze natalizie segnano per molti italiani il ritorno sulle piste e nelle località di montagna: secondo i dati ISTAT 2025, sono oltre 2,4 milioni le persone che ogni anno praticano sport invernali. Un’attività amatissima, ma che richiede attenzione alla salute muscolare e articolare per evitare fastidi purtroppo noti e diffusi.
Lo confermano anche i dati: più del 53% degli italiani, infatti, dichiara di aver sofferto nell’ultimo anno di dolori muscolari o articolari, come evidenziato da un recente studio uno studio realizzato dal Censis “L’automedicazione al tempo dell’Intelligenza Artificiale e delle fake news”.
Come è possibile, quindi, coniugare il piacere delle attività sulla neve con la sicurezza e la salute muscolare?
A dare utili indicazioni è il professor Michelangelo Giampietro, docente a contratto alla scuola di specializzazione “Medicina dello sport e dell’esercizio fisico” Università “Sapienza” Roma, intervenuto all’evento stampa promosso da Assosalute – Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica – dal titolo “Vacanze Natalizie e sport d’inverno: come comportarsi? I consigli dell’esperto per la salute articolare e muscolare”.
Tra i protagonisti delle vacanze e dei fine settimana sulla neve spiccano i cosiddetti “weekend warriors”, come definiti dal Professore Giampietro, ovvero persone che, per motivi di lavoro o impegni familiari, concentrano tutta l’attività fisica al sabato e alla domenica o durante le festività. “Dal punto di vista degli esperti – sottolinea il professore Giampietro – è una modalità che, se praticata con buon senso, può comunque portare benefici: meglio poco movimento che niente, anche se concentrato in pochi giorni. Tuttavia, questa abitudine espone a rischi specifici, soprattutto se si sottovaluta la preparazione e la gradualità”.
Proprio questa tendenza a concentrare lo sforzo in brevi periodi spesso porta i “weekend warriors” a commettere errori tipici: saltare il riscaldamento, esagerare con l’intensità o ignorare i segnali di fatica del corpo, aumentando così la probabilità di traumi, distorsioni, contratture e dolori muscolari acuti. “Gli errori più comuni sono la mancanza di preparazione, i gesti tecnici eseguiti in modo scorretto, il voler ‘recuperarè in poco tempo ciò che non si è fatto nel resto dell’anno e la sottovalutazione della fragilità dei tendini, soprattutto con l’avanzare dell’età”, aggiunge Giampietro.
Qual è la soluzione allora? L’ideale rimane distribuire l’attività fisica durante la settimana, anche con sessioni brevi ma regolari. Tuttavia, anche chi può allenarsi solo nei weekend deve ricordare l’importanza di ascoltare il proprio corpo, scegliere attività piacevoli e sostenibili e non pretendere troppo da sè stessi in poco tempo. “La salute muscolo-tendinea-articolare si costruisce ogni giorno, non solo durante le vacanze”, ribadisce l’esperto.
Non solo sci alpino: oggi le discipline invernali comprendono anche sci di fondo, snowboard, pattinaggio su ghiaccio, ciaspolate e trekking. “Le attività aerobiche come sci di fondo o trekking offrono benefici cardiovascolari e sono meno traumatiche dal punto di vista muscolare, mentre le attività anaerobiche come sci alpino o snowboard prevedono sforzi intensi e movimenti bruschi, aumentando il rischio di traumi acuti”, spiega Giampietro.
Queste differenze si riflettono anche sulle parti del corpo maggiormente esposte a infortuni e dolori: ginocchia, spalle e, nei casi più gravi, le strutture ossee degli arti inferiori soprattutto per chi ama scendere sulle piste. “Le fasce d’età più a rischio sono i giovani, per eccesso di slancio e sottovalutazione dei pericoli, e gli over 60, che spesso si cimentano in gesti tecnici non più adeguati alla propria condizione fisica, con una maggiore predisposizione a fratture e lesioni tendinee”, aggiunge il professore.
Quando si parla di prevenzione degli infortuni sulle piste, è importante considerare due aspetti fondamentali: la preparazione fisica e la corretta alimentazione.
La preparazione fisica inizia ben prima di mettere gli sci ai piedi. “Riscaldamento e stretching sono fondamentali, così come una preparazione progressiva già nelle settimane precedenti la vacanza”, consiglia Giampietro.
Anche l’alimentazione gioca un ruolo chiave nella prevenzione.
“La disidratazione e la carenza di zuccheri aumentano il rischio di crampi e lesioni muscolo-tendinee. Prima e durante l’attività fisica, via libera a zuccheri semplici, frutta secca, acqua e bevande leggermente zuccherate. Non dimentichiamo proteine, calcio e vitamina D per la salute muscolo-articolare”.
Non va neppure sottovalutata la stanchezza. Ascoltare il proprio corpo è importante e quando si è stanchi bisogna fermarsi. Si tratta di una misura di cautela contro eventuali incidenti – cadute o disattenzione nei movimenti – fondamentale per proteggere muscoli a articolazioni.
Durante la pratica degli sport invernali, anche in presenza di una buona preparazione e delle opportune attenzioni, può comunque capitare di incorrere in piccoli traumi, alla base di dolori e lesioni muscolari o articolari.
In questi casi, l’automedicazione responsabile rappresenta un valido alleato per una pronta gestione dei sintomi, consentendo di ridurre dolore, gonfiore e limitare il disagio, soprattutto quando ci si trova in vacanza o lontani dal proprio medico di fiducia.
“Dopo un trauma acuto, come una distorsione o una contusione, dopo ad esempio, una caduta sulle piste, è fondamentale applicare subito il protocollo PRICE – Protezione, Riposo, Ice (ghiaccio), Compressione, Elevazione”, afferma il professore Michelangelo Giampietro. “Il ghiaccio va applicato sulla zona colpita per non più di 10 minuti consecutivi, a intervalli, per ridurre il gonfiore e il dolore. La compressione e l’elevazione aiutano a contenere l’ematoma e favoriscono un recupero più rapido”, aggiunge.
Per alleviare dolore e infiammazione, possono essere utilizzati farmaci di automedicazione ad azione antinfiammatoria o antidolorifica, disponibili in gel, creme o compresse, riconoscibili dal bollino rosso che sorride sulla confezione. “I farmaci topici sono utili per un’azione mirata sulla zona interessata. Nei casi di evidente contrattura muscolare, invece, possono essere indicati i miorilassanti, ma sempre con cautela: la tempistica di utilizzo è fondamentale: prima si comprime e si raffredda l’area, poi, se necessario, si interviene con il miorilassante”, precisa il professore.
In questo percorso di gestione dei disturbi e cura in autonomia, il farmacista gioca un ruolo centrale, non solo come dispensatore di farmaci, ma come vero e proprio consulente della salute: è la figura a cui rivolgersi per chiarire dubbi, ricevere consigli personalizzati e capire quando è il caso di chiedere il parere di un medico.
“Il farmacista può aiutare a scegliere il medicinale più adatto al proprio disturbo, valutando anche eventuali terapie in corso o condizioni particolari che potrebbero controindicare l’uso di certi principi attivi. Il suo ruolo non sostituisce la valutazione medica: se il problema peggiora o riguarda un trauma significativo, è fondamentale rivolgersi a un medico”, aggiunge il professore Giampietro.
Questi i 5 consigli dell’esperto per un inverno in salute: muoversi con regolarità: meglio una camminata ogni giorno che ore intense solo nel weekend; gradualità: aumentare progressivamente durata e intensità dell’attività fisica; idratazione e alimentazione equilibrata: fondamentali prima, durante e dopo lo sport; ascoltare il corpo: fermarsi ai primi segnali di dolore o affaticamento; automedicazione consapevole e uso corretto dei medicinali da banco: i farmaci da banco, riconoscibili dal bollino rosso che sorride sulla confezione, sono degli alleati se usati correttamente per alleviare i sintomi di piccoli traumi e disturbi muscolo-scheletrici.
“L’attività fisica costante, una dieta equilibrata e l’ascolto del proprio corpo sono il segreto per godersi lo sport invernale senza rischi”, conclude il professore Giampietro.

– Foto ufficio stampa Assosalute –

(ITALPRESS).

Emergenza idrica nel Trapanese: situazione ancora critica nonostante gli interventi

La crisi idrica che da giorni sta mettendo in ginocchio il territorio trapanese continua a pesare su cittadini e amministrazioni locali. I dati aggiornati diffusi dalla Cabina di regia regionale confermano un quadro ancora fragile, mentre sul territorio proseguono senza sosta le operazioni di emergenza.

Il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, invita alla prudenza e sottolinea come il ripristino di un’erogazione regolare, indicato per metà settimana, dipenda dalla stabilità delle fonti di approvvigionamento e dal riassetto della rete idrica cittadina, messa a dura prova negli ultimi giorni.

Nel frattempo, la Protezione civile regionale ha intensificato la propria presenza con autobotti posizionate nei punti più critici e un numero telefonico dedicato alle segnalazioni urgenti. Un supporto necessario, mentre il dissalatore trapanese — tornato operativo dopo mesi di ritardi — produce attualmente circa 100 litri al secondo. A questo si aggiunge la riattivazione del pozzo Staglio 3, che contribuisce con ulteriori 24 litri al secondo: interventi importanti, ma ancora lontani dal soddisfare il fabbisogno complessivo.

Completato anche il nuovo collegamento tra l’acquedotto Montescuro e la condotta Bresciana, ora in fase di riempimento. Questa manovra dovrebbe aumentare i flussi diretti verso Trapani e Misiliscemi, anche se le autorità avvertono che potrebbero volerci diversi giorni prima di osservare benefici concreti.

La situazione resta tesa anche nel resto della provincia. Nei comuni di Poggioreale e Santa Ninfa la portata idrica è stata ridotta della metà, mentre Partanna dipende quasi interamente dai rifornimenti tramite autobotti. Gli amministratori descrivono una condizione “al limite”, aggravata da scorte minime e continui disservizi.

Le recenti precipitazioni hanno portato circa 150.000 metri cubi d’acqua nell’invaso Garcia, un contributo positivo ma insufficiente a cambiare la tendenza. Proprio sul Garcia si è aperto anche un fronte politico: una nuova stima della Regione indica che il volume residuo non sarebbe di tre milioni di metri cubi, come inizialmente comunicato, ma di appena mezzo milione. Sulla discrepanza il deputato di Italia Viva Davide Faraone ha annunciato un esposto in Procura per verificare eventuali responsabilità.

Parallelamente, la sindaca di Erice, Daniela Toscano, denuncia la mancata manutenzione del Belìce Sinistro, affluente fondamentale per alimentare l’invaso, mentre Legacoop Sicilia parla di un sistema idrico regionale “prossimo al collasso”.

Nel contesto generale emerge però un’eccezione: Alcamo, che grazie alle proprie sorgenti non vive la stessa emergenza degli altri comuni, pur restando legata alle integrazioni di Siciliacque.

La Regione, infine, ribadisce che i lavori per il collegamento tra la diga Arancio e la diga Garcia saranno completati entro tre settimane. Domani a Palermo è in programma un incontro tra i sindaci dei territori coinvolti e il vicepresidente della Regione per fare il punto sulla crisi.

Avulss Sciacca, presentato il pulmino del cuore: “Un sogno che sembrava irrealizzabile” (Video)

Avulss di Sciacca ha presentato il pulmino acquistato grazie a una raccolta fondi durata due anni e alimentata da eventi benefici, iniziative solidali e dal contributo del 5 per mille. Un risultato che l’associazione definisce storico.

“Era quasi un sogno che ci sembrava irrealizzabile perché comprare un pulmino aveva un costo enorme”, racconta Maricetta Venezia, a capo di Avulss a Sciacca, sottolineando come i volontari abbiano a lungo sopperito con mezzi propri. “Ci è capitato tante volte di accompagnare degli ammalati a Palermo e non avevano chi li accompagnava… anche lì una responsabilità enorme che non era giusto dare ai volontari”. Il nuovo mezzo consentirà ora di svolgere i servizi di trasporto in maggiore sicurezza, supportando pazienti diretti a visite, interventi o terapie anche fuori provincia.

La raccolta complessiva – circa 30 mila euro – è stata possibile grazie alla forte risposta della città. “La città di Sciacca ha risposto con grande generosità”, afferma Venezia, ricordando il contributo degli eventi benefici come la “Partita del Cuore”, la tappa a Mazara del Vallo e la Fashion Week. “Ci siamo commossi per l’interesse nella nostra associazione”, afferma.

Accanto all’associazione, un ruolo importante lo ha avuto anche la Nazionale del Cuore Attori e Cantanti. “Abbiamo raggiunto un bell’obiettivo per Avulss con questo pulmino”, commenta il presidente Giovanni Calì, ribadendo come il merito sia delle associazioni che operano ogni giorno sul territorio. “Noi andiamo in giro per tutta Italia e riusciamo a dare soddisfazione alle associazioni che operano col volontariato”.

Gli artisti, tutti presenti a titolo gratuito, non hanno potuto partecipare alla consegna del pulmino, ma Calì precisa: “Col cuore sono qui e sono veramente contenti che siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo importante”. Dai magistrati ai carabinieri, dalle vecchie glorie dello Sciacca agli ex giocatori del Mazara, tutti uniti per un grande risultato che è stato centrato.