Csm indica Bruno Fasciana nuovo Presidente del Tribunale di Sciacca

La quinta commissione per il conferimento degli incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura ha indicato il magistrato Bruno Fasciana quale nuovo presidente del tribunale di Sciacca. La proposta è stata approvata all’unanimità.

Fasciana, 66 anni, originario di Palermo, è attualmente presidente della quarta sezione penale del tribunale del capoluogo. La designazione dovrà ora essere ratificata dal plenum del Csm.

Il magistrato subentrerà ad Antonio Tricoli, che nel luglio scorso ha concluso il ciclo di otto anni alla guida dell’ufficio giudiziario di Sciacca. In questa fase, il tribunale è retto come facente funzioni da Antonino Cucinella. Al momento sono 9 i magistrati in servizio al Tribunale di Sciacca.

Amante di Messina Denaro, la Cassazione cancella il verdetto d’appello


Resta aperta la vicenda giudiziaria di Lorena Lanceri, legata sentimentalmente a Matteo Messina Denaro durante la sua lunga latitanza. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d’appello che aveva ridimensionato il quadro accusatorio nei confronti della donna, disponendo il rinvio del processo a un’altra sezione della Corte d’appello di Palermo.
In secondo grado, i giudici avevano riformato la decisione del gup che aveva riconosciuto Lanceri responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa, condannandola a 13 anni e 4 mesi di reclusione. La Corte d’appello aveva invece riqualificato i fatti nei reati di favoreggiamento e procurata inosservanza della pena, infliggendo una condanna ridotta a 5 anni e 8 mesi.
Una qualificazione giuridica che non ha superato il vaglio dei giudici di legittimità. La Cassazione ha ritenuto necessario un nuovo esame del caso, limitatamente alla corretta individuazione dei reati contestati. Dal nuovo giudizio dipenderà anche la determinazione dell’eventuale pena.
È invece definitiva la condanna del marito dell’imputata, Emanuele Bonafede, noto come il “vivandiere del boss”. Per lui è passata in giudicato la sentenza a 4 anni e 4 mesi di reclusione per favoreggiamento aggravato.
Nel corso del processo, Lanceri ha ammesso la relazione con il capomafia di Castelvetrano, sostenendo di aver compreso solo in un secondo momento la reale identità dell’uomo. Secondo l’accusa, la donna avrebbe assistito Messina Denaro per anni, occupandosi anche della sua corrispondenza e agevolando i contatti con familiari e altri esponenti mafiosi, contribuendo così al mantenimento della sua rete di protezione.
In cambio, la coppia avrebbe ricevuto regali di valore, tra cui un orologio Rolex acquistato dal boss per il figlio. Emanuele Bonafede è inoltre cugino di Andrea Bonafede, il geometra di Campobello di Mazara che prestò la propria identità a Messina Denaro, consentendogli di proseguire la latitanza fino all’arresto.

Consorzio universitario, revocata la nomina di Mangiacavallo: Perino torna presidente

La giunta regionale ha revocato la nomina di Antonino “Nenè” Mangiacavallo alla presidenza del Consorzio universitario “Empedocle” di Agrigento. La decisione è stata assunta martedì 20 gennaio, ma – come chiarito dallo stesso Mangiacavallo – il provvedimento non gli è stato ancora formalmente notificato.
«Non mi è stato consegnato alcun atto ufficiale, l’ho appreso soltanto dalla stampa – ha dichiarato il medico riberese –. Appena riceverò il provvedimento e ne prenderò visione, deciderò come muovermi. Sono una persona calma e non intendo essere precipitoso. Rispetto il ruolo istituzionale della giunta regionale, ma al momento continuo a lavorare regolarmente».
Mangiacavallo ha inoltre sottolineato di non sapere se la revoca sia stata notificata agli altri destinatari istituzionali. Non esclude, comunque, eventuali azioni successive, che valuterà solo dopo aver letto il contenuto formale dell’atto.
Le ragioni della revoca
Secondo quanto spiegato dall’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Girolamo Turano, la delibera di nomina di Mangiacavallo non era stata ancora recepita dall’assemblea dei soci del Consorzio. Questo passaggio ha consentito di accogliere la richiesta di revoca delle dimissioni presentata da Giuseppe Perino, funzionario dell’amministrazione regionale, garantendo così la continuità amministrativa dell’ente.
Perino era stato inizialmente nominato presidente del Consorzio il 26 aprile 2024. Dopo le sue dimissioni, la giunta regionale aveva proceduto, il 28 novembre 2025, alla nomina di Mangiacavallo, formalizzata con decreto assessoriale del 2 dicembre. Ora, con la revoca di tale nomina, Perino torna alla guida del Consorzio universitario Empedocle.
Cambiamenti nel Cda
Nel frattempo, il Consiglio di amministrazione registra anche un’altra novità: Raffaele Sanzo è stato nominato nuovo componente del Cda, subentrando a Giovanni Ruvolo, che si è dimesso dall’incarico di consigliere e vicepresidente in polemica proprio con la nomina di Mangiacavallo.
La vicenda resta aperta in attesa delle notifiche ufficiali e delle eventuali decisioni che Mangiacavallo potrebbe assumere nei prossimi giorni.

Sciacca campione regionale: impresa ai rigori 8-7 con il Modica

Ancora una volta lo Sciacca si conferma sul tetto del calcio regionale. Al termine di una finale intensa, combattuta e carica di tensione, i neroverdi superano 8/7 il Modica ai calci di rigore e conquistano il titolo, dimostrando carattere, lucidità e una straordinaria capacità di non arrendersi mai.

La partita, equilibrata sin dalle prime battute, ha vissuto continui ribaltamenti di fronte.

Il momento chiave arriva al 93’ quando tutto sembrava ormai compromesso, lo Sciacca trova il gol del 2-2 con Pisciotta che rimette tutto in discussione e trascina la sfida ai rigori. Nel primo tempo il vantaggio modicano era stato di Savasta e il pareggio saccense di Mangiaracina.

Nella ripresa rete del Modica con Bonanno prima del pari di Pisciotta. Alla fine trionfa lo Sciacca, che dal dischetto si dimostra più determinato, alza la coppa e si conferma campione regionale.

Ciclone Harry, agrumeti distrutti a Burgio e agricoltura in ginocchio

Il passaggio del ciclone Harry ha messo in ginocchio l’agricoltura di Burgio, causando danni gravissimi agli agrumeti nel pieno della stagione di raccolta. Le violente raffiche di vento del 20 gennaio hanno lasciato dietro di sé uno scenario drammatico, con agrumeti distrutti a Burgio e un impatto economico che rischia di compromettere il futuro di un territorio che vive principalmente di agricoltura.

Il bilancio dei danni è pesante: circa un milione e mezzo di euro stimati, una cifra che fotografa la portata dell’emergenza e la fragilità di un comparto già messo alla prova.

Danni ingenti agli agrumeti durante la raccolta

Le conseguenze del ciclone sono evidenti nei campi. I frutti, sbattuti violentemente tra loro e contro i rami a causa del vento, sono caduti a terra o hanno riportato lesioni alla buccia che li rendono invendibili. In molti casi, anche le piante risultano gravemente lesionate.

Gli agrumeti distrutti rappresentano la perdita di un’intera stagione di lavoro, cancellata in poche ore di maltempo. Una situazione che colpisce duramente le aziende agricole locali, già impegnate nella raccolta e nella commercializzazione degli agrumi.

Il sindaco Galifi: “Una vera emergenza per la comunità”

A esprimere forte preoccupazione è il sindaco di Burgio, Vincenzo Galifi, che definisce quanto accaduto una vera e propria emergenza per la comunità.“

Il settore agricolo è il cuore pulsante della nostra economia – afferma – ed è il sostentamento di decine e decine di famiglie. Dopo il passaggio del ciclone Harry, quello che abbiamo visto è uno scenario desolante: agrumeti distrutti e anni di lavoro spazzati via”.

Secondo il primo cittadino, il rischio concreto è quello di compromettere la tenuta economica del territorio e il futuro di intere famiglie che dipendono dall’agricoltura.

La richiesta di stato di calamità naturale

Di fronte alla gravità della situazione, l’amministrazione comunale ha inviato una nota ufficiale al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e all’Assessore regionale all’Agricoltura, chiedendo con urgenza la dichiarazione dello stato di calamità naturale.

Appello alla Regione: servono interventi immediati“

Abbiamo bisogno di risposte concrete e immediate – sottolinea Galifi –. Le aziende agricole colpite non possono aspettare. Chiediamo interventi straordinari di sostegno economico, misure di ristoro adeguate per compensare le perdite di reddito e l’accesso agli aiuti previsti dalla normativa nazionale ed europea”.

La comunità agricola di Burgio resta ora in attesa di una risposta dalla Regione Siciliana, nella speranza che l’emergenza causata dal ciclone Harry trovi presto un riscontro concreto in termini di aiuti e sostegno.

Maltempo, Schifani: “Pronti 70 milioni per le urgenze, vicini a cittadini e imprese”

La giunta regionale siciliana ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale a seguito della violenta ondata di maltempo che ha colpito l’Isola nei giorni 19, 20 e 21 gennaio, causata dal ciclone Harry. La decisione è stata assunta questa mattina nel corso di una riunione straordinaria a Palazzo d’Orléans, su proposta del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

Contestualmente, è stata approvata anche la richiesta al Governo nazionale per il riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale.
Sul fronte economico, l’esecutivo regionale ha disposto un primo stanziamento di 50 milioni di euro di risorse regionali immediatamente spendibili per far fronte alle situazioni più gravi nei territori colpiti.

È stato inoltre deliberato un disegno di legge finanziario che, una volta approvato dall’Assemblea regionale siciliana, permetterà di accedere a ulteriori 20 milioni di euro di fondi globali, portando a 70 milioni il pacchetto complessivo destinato alle urgenze.
«Stiamo affrontando le conseguenze di un evento senza precedenti, il più violento che abbia colpito la Sicilia negli ultimi anni – ha dichiarato Schifani incontrando i giornalisti –. Sono molto preoccupato, in quanto siciliano, ma faremo tutto il possibile per superare l’emergenza nel più breve tempo possibile. Vigilerò personalmente su ogni attività, in particolare sulla rapidità con cui saranno liquidate le risorse». Il presidente ha inoltre sottolineato l’efficacia del sistema di Protezione civile, che ha consentito di evitare vittime nonostante la gravità dell’evento. «Le Istituzioni continueranno a far sentire la loro vicinanza ai cittadini – ha aggiunto – e già da domani inizierò i sopralluoghi nelle aree più colpite».
Collegato da Catania, il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina, nominato commissario straordinario per l’emergenza, ha fornito i primi dati sulla stima dei danni: una valutazione provvisoria che ammonta a 741 milioni di euro.

Le province maggiormente colpite risultano essere Catania, con danni stimati in 244 milioni di euro, Messina con 202,5 milioni e Siracusa con 159,8 milioni di euro.

Restano al momento esclusi dal computo i danni subiti dalle attività produttive, ricettive e turistico-balneari a causa delle sospensioni, così come quelli al comparto agricolo, che saranno quantificati dall’assessorato regionale competente.

È stata inoltre richiesta una ricognizione delle infrastrutture portuali siciliane.
«La preparazione preventiva all’emergenza – ha spiegato Cocina – ha consentito di richiamare tutti i soggetti coinvolti alle proprie responsabilità. Lo scenario era severo, con forti venti e mareggiate oltre alle piogge, ma il sistema di Protezione civile ha retto bene, grazie anche alle numerose ordinanze sindacali emesse».
Guardando alla fase successiva, Schifani ha ribadito l’impegno della Regione per la ricostruzione: «Una legge quadro nazionale del 2025 consente il riconoscimento dello stato di ricostruzione di rilievo nazionale. Con una governance centralizzata e la nomina di un commissario straordinario, sarà possibile coordinare interventi pubblici e privati e utilizzare procedure semplificate per cittadini e imprese». Sono inoltre in corso valutazioni per l’accesso al fondo di solidarietà europeo o per una riprogrammazione dei fondi Fsc.

«Da ora in avanti – ha concluso – il 50 per cento della mia attività istituzionale sarà dedicata a questo obiettivo».

Caltanissetta, bimba di 17 mesi ingerisce pillole: trasferita in terapia intensiva a Palermo

Momenti di apprensione ieri a Caltanissetta per una bambina di 17 mesi giunta al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia dopo aver ingerito accidentalmente alcune pillole appartenenti alla madre.

La piccola è stata immediatamente presa in carico dal personale sanitario, che ha avviato le prime cure e disposto gli accertamenti clinici necessari per valutare le sue condizioni.
Alla luce del quadro emerso, i medici hanno ritenuto opportuno il trasferimento della bambina nel reparto di Terapia intensiva pediatrica dell’ospedale “Di Cristina” di Palermo, struttura specializzata nella gestione di casi complessi in età pediatrica.

Qui la piccola è stata ricoverata per ulteriori cure e per un monitoraggio costante e specialistico.
Le condizioni della bambina sono attentamente seguite dall’équipe medica, che continua a monitorarne l’evoluzione.

L’episodio riaccende l’attenzione sull’importanza della massima prudenza nella conservazione dei farmaci in ambito domestico, soprattutto in presenza di bambini molto piccoli.

Sanità, La Rocca Ruvolo: “La nuova Tac di Ribera simbolo di un ospedale che guarda al futuro”

«L’inaugurazione della nuova Tac di ultima generazione all’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera rappresenta un passo importante per la sanità del territorio e per tutti i cittadini del comprensorio. È il segno concreto di un presidio che non solo resta aperto, ma si rafforza e si rinnova».
Lo ha dichiarato la deputata regionale di Forza Italia all’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, già presidente della Commissione Salute, commentando l’attivazione del nuovo strumento diagnostico.
«La nuova Tac – sottolinea La Rocca Ruvolo – è il frutto di un investimento programmato negli anni difficili della pandemia, quando si scelse di puntare sulla riqualificazione dell’ospedale di Ribera invece che sulla sua chiusura. Con il decreto ministeriale 77 del 2022, che ha recepito anche le proposte della Commissione Salute dell’Ars da me presieduta, si è avviato un percorso di potenziamento che oggi continua a produrre risultati concreti. Allora si decise di investire non solo nella ristrutturazione complessiva del presidio, ma anche nel rinnovamento dei reparti e delle attrezzature sanitarie».
La deputata ha inoltre espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla direzione dell’Asp di Agrigento. «Desidero ringraziare il direttore generale Giuseppe Capodieci per l’impegno profuso nella ristrutturazione del reparto di Radiologia e per l’attenzione costante al miglioramento della qualità dei servizi. La nuova Tac è uno strumento fondamentale per la diagnosi e la cura e consentirà di garantire prestazioni più rapide, precise e sicure ai cittadini di Ribera e dell’intero comprensorio».
Nuove dotazioni anche a Sciacca
L’attenzione al territorio e al paziente resta centrale anche nel Distretto sanitario di base di Sciacca, dove da oggi l’ambulatorio di cardiologia dispone di un nuovo ecografo, strumento essenziale per assicurare diagnosi più tempestive e accurate.
«Un sentito ringraziamento – conclude La Rocca Ruvolo – va al dottor Giancarlo Pancucci, referente del Distretto, per aver accolto la richiesta, e al direttore generale dell’Asp Giuseppe Capodieci per la disponibilità dimostrata. Un ringraziamento speciale anche alla dottoressa Alessandra Amodeo e all’infermiera Margherita Gambino per la pazienza, la dedizione e la professionalità con cui, anche in condizioni difficili, hanno continuato a garantire un servizio di qualità ai cittadini. Un passo avanti importante per la sanità del nostro territorio».

A Ribera nuova Tac e servizio di Cardiologia, a Sciacca il primario di Chirurgia (Video)

A Ribera grazie a 500 mila euro di fondi Pnrr inaugurata questa mattina la nuova Tac.

Un’apparecchiatura moderna e tecnologicamente avanzata quella del Fratelli Parlapiano che completa in intervento più ampio per la Radiologia riberese guidata da Giovanni Fatta.


Il direttore generale generale dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci, ha annunciato il servizio di Cardiologia a Ribera con tre medici che stanno entrando in servizio.

Entro il 2026 Ribera disporrà anche di un servizio di dialisi in ospedale.


“Noi potenzieremo tutti gli ospedali e stiamo aspettando che ritorni da Roma la rete ospedaliera – ha detto Capodieci – che comprende novità anche per Ribera. L’azienda vuole trasferire a Ribera o l’unità di Risveglio o la Suap per quei pazienti che non si risvegliano dal coma o che si sono appena svegliati e che necessitano di una terapia intensiva o sub intensiva”.


Per Sciacca Capodieci ha confermato la Stroke unit e l’avvio, a breve, dell’unità operava di Neurologia per la quale necessita ulteriore personale medico. Attualmente viene svolta attività ambulatoriale e di consulenza per i reparti.


Annunciata da Capodieci la definizione del concorso per primario di Chirurgia del Giovanni Paolo II con vincitore il medico di Paternò Giovan Battista Caruso. In fase di definizione l’iter per l’arrivo anche di dirigenti medici nella Chirurgia di Sciacca.

Caltanissetta, cani detenuti in condizioni disumane: un uomo denunciato per maltrattamenti

Dopo una segnalazione pervenuta dal personale del Wwf di Caltanissetta, i militari della Compagnia dei Carabinieri hanno denunciato un uomo per il reato di maltrattamenti di animali.
L’attività investigativa ha permesso di accertare la presenza di quattro cani di media taglia detenuti in condizioni estremamente precarie. Gli animali vivevano in ambienti non idonei, caratterizzati da gravi carenze igienico-sanitarie, tra escrementi e fango accumulato nei giorni precedenti.
Preoccupanti anche le condizioni di salute dei cani: uno di loro presentava un grave trauma, segno evidente di una situazione di sofferenza e incuria protratta nel tempo.
Grazie al tempestivo intervento dei carabinieri, supportati dal servizio veterinario dell’Asp, i quattro cani sono stati messi in salvo e trasferiti in strutture adeguate. Attualmente sono sotto osservazione e stanno ricevendo le cure necessarie per il loro recupero.
L’operazione conferma l’importanza delle segnalazioni da parte dei cittadini e delle associazioni ambientaliste, fondamentali per contrastare episodi di maltrattamento e garantire la tutela degli animali