Pensionato di Sciacca non dovrà sostenere economicamente la figlia di 49 anni (Video)


“Il Tribunale ha posto in essere un atto che è di giustizia sostanziale. La signora ha già raggiunto l’età di 50 anni, con un propria famiglia, e chiedeva ancora l’assegno di mantenimento dal padre. Il giudice del Tribunale di Sciacca ha assolto il mio assistito perché non c’era più alcun bisogno che la signora venisse sostenuta economicamente dal padre”. Così l’avvocato Calogero Santangelo, difensore di un pensionato di 77 anni di Sciacca che non dovrà corrispondere la somma di 275 euro alla figlia quasi cinquantenne. Lo ha stabilito il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Dario Hamel, assolvendo l’uomo perché il fatto non sussiste.

Il pensionato della pubblica amministrazione era accusato di essersi sottratto agli obblighi di natura economica previsti dalla sentenza riguardante il procedimento di separazione giudiziale dalla moglie. A quest’ultima, però, come ha fatto emergere al processo l’avvocato Calogero Santangelo, difensore del pensionato, il saccense ha continuato a corrispondere 275 euro. Il legale ha sottolineato che la figlia non vive a spese della madre, ma ha un proprio compagno con il quale convive e con un bambino.

Arsenale nascosto in un casolare abbandonato a Catania, sequestro della Guardia di finanza

Un vero e proprio arsenale occultato all’interno di un casolare abbandonato nel parco di Monte Po’. È quanto scoperto dalla Guardia di finanza del I Gruppo di Catania nell’ambito di un’operazione di controllo del territorio.

Durante una perlustrazione delle strade limitrofe all’area verde, una pattuglia ha notato in lontananza alcune persone aggirarsi nei pressi dei ruderi di un fabbricato. Alla vista dei militari, i soggetti si sono dati alla fuga lungo il pendio della collina, facendo perdere le proprie tracce.

I finanzieri hanno quindi proceduto a un’accurata ispezione dell’area e del casolare, rinvenendo tra le macerie numerose armi, munizioni e materiale vario, nascosti con ogni probabilità per un successivo utilizzo.

Nel dettaglio, sono stati sequestrati una pistola semiautomatica Bruni modello 92 calibro 9 mm, modificata con canna disostruita e completa di caricatore contenente sei colpi pronti all’uso; una pistola a canna lunga J. Gaucher; una pistola Beretta P4 con matricola abrasa; 39 proiettili calibro 9; una cartuccera con 123 cartucce da caccia; mezzo chilo di pallini per la ricarica di munizioni da fucile. Rinvenuti anche tre martelli frangivetro, bulloni, chiodi e 19,5 grammi di marijuana suddivisi in dosi.

Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria per gli ulteriori accertamenti, compresi gli esami balistici e le verifiche per l’eventuale rilevazione di impronte digitali, al fine di risalire ai responsabili.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio etneo e conferma l’impegno costante della Guardia di finanza nel contrasto alle attività illecite e nella tutela della sicurezza pubblica.

Atletica leggera, ottimi risultati per l’Agatocle Sciacca a Bagheria

Si è chiusa domenica a Bagheria la stagione 2025 dell’atletica leggera con il meeting “Natale in pista”. Presente la polisportiva Agatocle Sciacca che ha schierato 14 atleti nelle varie categorie ottenendo risultati di rilievo.

Da segnalare il terzo posto di Laura Prinzivalli alla sua prima gara. Tra gli esordienti ottima prova di Paolo Giorelando, capace di imporsi sia nella velocità sia nel salto in lungo. Nella categoria ragazze arriva il terzo posto di Aurora Battarino, mentre tra i ragazzi Marco Puleo, migliorando il proprio primato personale, conquista la terza posizione nel salto in lungo.

Prestazione di spicco per Mirko Tummiolo che si conferma il più veloce negli 80 metri, vincendo la gara con il tempo di dieci secondi netti.

Per la polisportiva Agatocle Sciacca la stagione riprenderà nel mese di gennaio con l’avvio delle competizioni di corsa campestre.

Rapina in un panificio di Canicattì, paura nella notte

Paura e tensione nel cuore della notte a Canicattì, dove si è verificata una rapina in un panificio di Canicattì ai danni di un’attività artigianale del centro cittadino. Due malviventi, con il volto coperto da passamontagna e armati di mazze, hanno fatto irruzione nel laboratorio nel momento della riapertura notturna.

I rapinatori hanno sorpreso il titolare mentre stava avviando le operazioni di lavoro, minacciandolo per costringerlo a consegnare il denaro presente in cassa. Il bottino è stato piuttosto contenuto: appena 200 euro. Dopo aver preso i soldi, i due si sono allontanati rapidamente, facendo perdere le proprie tracce.

La dinamica della rapina

La rapina al panificio di Canicattì si è consumata in pochi minuti ma con modalità che hanno generato forte allarme. I due delinquenti hanno agito con decisione, utilizzando le mazze come strumento di intimidazione, senza però arrivare a colpire fisicamente il proprietario.

L’orario scelto non sembra casuale. L’azione è avvenuta proprio durante la riapertura del laboratorio, una fase particolarmente delicata per l’attività artigianale, quando il panificio è operativo ma con personale ridotto.

Indagini dei carabinieri in corso

Subito dopo la segnalazione, sul posto sono intervenuti i carabinieri. I militari hanno raccolto la testimonianza del titolare e avviato le ricerche nella zona del centro cittadino, estendendo i controlli anche alle vie circostanti.

Nonostante i sopralluoghi e le verifiche effettuate nelle ore successive, al momento nessuno è stato fermato. Le indagini sulla rapina al panificio di Canicattì proseguono senza sosta.

Telecamere decisive per risalire ai responsabili

Un ruolo fondamentale nelle indagini potrebbe essere svolto dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Le immagini delle telecamere installate nei pressi del panificio e lungo le possibili vie di fuga sono ora al vaglio degli investigatori.

I filmati potrebbero fornire elementi utili per identificare i responsabili e ricostruire con precisione i loro spostamenti prima e dopo il colpo.

Sicurezza e microcriminalità in città

L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della microcriminalità e della sicurezza urbana a Canicattì. Sebbene il bottino sia stato limitato, l’uso di armi improprie e la violenza dell’azione destano preoccupazione tra commercianti e cittadini, in particolare tra chi lavora nelle ore notturne.

Le forze dell’ordine invitano chiunque abbia notato movimenti sospetti o disponga di informazioni utili a collaborare, con l’obiettivo di fare piena luce sulla rapina al panificio e assicurare i responsabili alla giustizia.

Policlinico di Palermo, salme “sbloccate” dietro compenso: chiesti 15 arresti

Un sistema illecito radicato e organizzato avrebbe trasformato una fase delicata come la consegna delle salme in una fonte di guadagno. È quanto emerge da un’indagine della Procura di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, che ha portato alla richiesta di misure cautelari nei confronti di quindici persone.

Le accuse ipotizzate, a vario titolo, sono associazione per delinquere, corruzione e concussione. Al centro dell’inchiesta operatori della camera mortuaria del Policlinico del capoluogo e imprenditori del settore funerario, insieme a dipendenti delle stesse imprese. In totale sono 52 gli indagati.

Tra questi figurano anche due impresari funebri della provincia di Agrigento: un 62enne di Sambuca di Sicilia e un 37enne di Sciacca. Numerosi, secondo gli inquirenti, i casi che avrebbero coinvolto famiglie e operatori provenienti da diversi centri agrigentini, tra cui Cammarata, Favara, Ribera e Licata, costretti a subire richieste indebite.

La Procura ha notificato la richiesta di arresto e ora spetterà al giudice per le indagini preliminari fissare gli interrogatori preventivi. Solo dopo questa fase verrà valutata l’eventuale applicazione delle misure cautelari.

Le indagini avrebbero fatto emergere l’esistenza di un gruppo strutturato all’interno dell’obitorio del Policlinico, con ruoli definiti e regole precise per la distribuzione dei profitti. Secondo la ricostruzione degli investigatori, alcuni dipendenti ospedalieri, dietro pagamento, avrebbero favorito l’accelerazione delle procedure necessarie alla consegna delle salme o alla vestizione dei corpi, occupandosi anche degli adempimenti amministrativi.

Sarebbe stato persino stabilito un listino informale per i “servizi”, mentre chi rifiutava di aderire al meccanismo veniva ostacolato o intimidito nello svolgimento della propria attività professionale.

L’inchiesta ha preso avvio da un’indagine condotta a Milano. Nel corso di intercettazioni, uno dei titolari di un’agenzia funebre palermitana, incaricato di curare il trasferimento al Nord della salma di una persona deceduta in Sicilia, avrebbe ammesso al telefono di aver versato denaro a un addetto della camera mortuaria, spiegando che si trattava di una prassi consolidata. Da lì gli approfondimenti che hanno portato alla scoperta di un sistema corruttivo stabile.

Sono almeno 49 gli episodi contestati nell’arco di poco più di un anno di attività investigativa. Le pratiche riguardavano pazienti deceduti all’interno della struttura ospedaliera o salme sottoposte ad accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria.

Tra i quindici indagati per i quali è stata avanzata la richiesta di arresto figura anche Francesco Trinca, imprenditore noto nel settore funerario. Nell’elenco degli episodi esaminati compare inoltre la gestione della salma di Francesco Bacchi, il giovane ucciso all’esterno di una discoteca di Balestrate nel gennaio 2024.

L’indagine è tuttora in corso e le responsabilità degli indagati saranno valutate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Truffa dei Pacchi di Poste Italiane: come funziona il raggiro

Si presentano come pacchi smarriti, venduti a pochi euro e sigillati in buste con i colori e il logo di Poste Italiane. In realtà sono il fulcro di una truffa dei Pacchi di Poste Italiane che, nelle ultime settimane, sta circolando tra i mercati rionali di Catania e della provincia.

Le buste vengono proposte come “pacchi non recapitati”, acquistabili senza sapere cosa contengono. Nessuna ricevuta, nessuna garanzia, solo la promessa implicita di un affare. Un meccanismo semplice che sfrutta curiosità e fiducia nel marchio per trasformare un acquisto impulsivo in una delusione.

La posizione di Poste Italiane

Sulla vicenda è intervenuta Poste Italiane, che ha preso nettamente le distanze, dichiarandosi totalmente estranea a qualsiasi iniziativa di vendita di pacchi nei mercati rionali. L’azienda ha parlato di uso improprio delle buste con il proprio logo e ha annunciato azioni a tutela della propria immagine.

Un chiarimento importante, perché la truffa dei Pacchi di Poste Italiane si fonda proprio sull’apparente ufficialità del materiale utilizzato.

Dove avvengono le vendite

Dai mercati di Catania alla provincia

Una delle bancarelle segnalate è stata allestita al mercato rionale di piazza Eroi d’Ungheria, nel quartiere Nesima di Catania, una delle aree mercatali più frequentate della città. In mezzo a oltre cento stalli autorizzati, un venditore proponeva centinaia di buste marchiate Poste Italiane come presunti pacchi mai consegnati.

Il prezzo varia in base alla quantità:
una busta costa 3,50 euro, mentre tre vengono vendute a 10 euro.
Situazioni analoghe sono state segnalate anche a Randazzo, durante il mercato domenicale di piazza Loreto e delle vie adiacenti.

Cosa si trova dentro le buste

I social smascherano la truffa

A mostrare il reale contenuto della truffa dei Pacchi di Poste Italiane sono stati diversi video pubblicati sui social, in particolare su TikTok. In uno di questi, una donna apre la busta appena acquistata: all’interno trova centinaia di elastici da cancelleria.

Nei commenti emergono altre testimonianze: rosari, segnaposto, bomboniere riciclate, post-it, adesivi natalizi. Oggetti di scarso valore, spesso inutili, che smentiscono del tutto la narrazione dei pacchi smarriti.

Un raggiro basato sull’apparenza

La truffa dei Pacchi di Poste Italiane funziona perché non promette esplicitamente un premio, ma lascia intendere una possibilità. Packaging credibile, prezzo basso e contesto informale fanno il resto.

Un punto resta fermo: Poste Italiane non vende pacchi smarriti nei mercati rionali. Quando accade, non si tratta di un affare, ma di un raggiro.

I Me Contro Te si sposano, biglietti e prezzi per partecipare all’evento

Adesso è ufficiale: Sofì e Luì, i Me Contro Te, convoleranno a nozze. L’annuncio del matrimonio è arrivato sui social con una serie di reel pubblicati tra il 12 e il 13 dicembre, confermando una notizia che i fan attendevano da tempo. La coppia, originaria di Partinico, è tra le più seguite in Italia nel panorama digitale per bambini e famiglie, con oltre 1,6 milioni di follower su Instagram e più di 7 milioni di iscritti su YouTube.

La proposta di matrimonio risale all’ottobre 2021, ma solo adesso è stata resa nota la data ufficiale e, soprattutto, la particolare modalità scelta per celebrare le nozze.

Quando e dove si svolgerà il matrimonio Me Contro Te

Il matrimonio dei Me Contro Te si svolgerà il 5 settembre 2026 in una location insolita per una cerimonia nuziale: l’Arena di Milano. Non una celebrazione privata, dunque, ma un vero e proprio evento-spettacolo aperto al pubblico, pensato per coinvolgere i fan che hanno seguito Sofì e Luì nel loro percorso artistico e personale.

Secondo quanto comunicato dalla coppia, l’idea nasce dal desiderio di condividere un momento intimo con la propria community, trasformando il matrimonio in una celebrazione collettiva, tra musica e performance dal vivo.

Quanto costa partecipare al matrimonio Me Contro Te

Biglietti, pacchetti speciali e prezzi

Uno degli aspetti che ha maggiormente fatto discutere riguarda i costi per partecipare al matrimonio Me Contro Te. Come riportato da MilanoToday, l’accesso all’evento avverrà tramite biglietto a pagamento.I prezzi dei ticket standard oscillano da 48 a 96 euro, a seconda della posizione e della tipologia di posto scelto.

Per i fan più appassionati sono disponibili anche formule aggiuntive:

Pacchetto “meet and greet”: 250 euro, che consente di incontrare Sofì e Luì;

Vip pack aggiuntivo: ulteriori 200 euro, con servizi esclusivi.

Una struttura di prezzi che avvicina l’evento più a uno spettacolo dal vivo che a un matrimonio tradizionale.

Le parole di Sofì e Luì: “Una scelta di cuore”

Nel messaggio condiviso sui social, i due creator spiegano il senso della loro decisione:“Dopo tanti anni insieme, abbiamo finalmente scelto la nostra data: il 5 settembre. Sentivamo il bisogno di condividere questo momento con tutte le persone che ci hanno accompagnato in questo viaggio”.

Per Sofì e Luì, sposarsi su un palco, davanti al proprio pubblico, rappresenta la naturale evoluzione del loro percorso artistico e umano. Una scelta che trasforma il matrimonio Me Contro Te in un evento mediatico destinato a far discutere, tra entusiasmo dei fan e critiche sul modello commerciale adottato.

Un matrimonio che divide l’opinione pubblica

L’idea di far pagare l’accesso a un matrimonio ha già acceso il dibattito sui social. Da un lato chi parla di operazione coerente con il loro brand, dall’altro chi critica la trasformazione di un momento privato in un prodotto commerciale. Resta il fatto che il matrimonio dei Me Contro Te si preannuncia come uno degli eventi digitali più discussi dei prossimi anni.

Le indagini sul tentato omicidio ad agosto a Ribera, in due ai domiciliari per rissa


I carabinieri hanno eseguito una misura cautelare di arresti domiciliari per rissa a carico di due palermitani, residenti a Sambuca. La vicenda è quella che ha portato, la scorsa estate, all’arresto di Mario Caternicchia, di 45 anni, agricoltore di Ribera, indagato per tentato omicidio. Caternicchia è accusato di avere sparato, il 17 agosto scorso, con una pistola detenuta legalmente, ferendo un altro riberese estraneo a una lite nel quartiere Rinascita del centro crispino.

I due palermitani ai domiciliari sono Antonino e Francesco Rizzuto, di 42 e 22 anni, padre e figlio. Il loro interrogatorio di garanzia, dinanzi al gip del Tribunale di Sciacca, Dino Toscano, che ha disposto la misura, è previsto domani. I due sono assistiti dall’avvocato Francesco Giambalvo.

Mario Caternicchia, assistito dall’avvocato Sergio Vaccaro, è stato interrogato in carcere nelle scorse settimane dal sostituto procuratore Brunella Fava e avrebbe detto di essere stato picchiato all’esterno della propria abitazione da alcune persone che poi sarebbero entrate nella sua casa. Avrebbe aggiunto di avere sparato, quando era in casa, per difendersi. Il riberese, intanto, resta in carcere, indagato oltre che per tentato omicidio anche per rissa. Domani anche per lui è previsto l’interrogatorio di garanzia.

Caternicchia è accusato di avere sparato un colpo di pistola che ha raggiunto un trentottenne di Ribera, estraneo alla vicenda, colpito a una spalla, mai in pericolo di vita e poi dimesso dall’ospedale Fratelli Parlapiano.

Nella foto, gli avvocati Sergio Vaccaro e Francesco Giambalvo

RC Auto, stop all’obbligo per auto d’epoca e mezzi stagionali: cosa prevede il nuovo decreto in arrivo

Sta per cambiare ancora una volta la disciplina sulla RC Auto. Il Governo ha approvato in via preliminare un nuovo decreto legislativo che introduce regole più flessibili sull’obbligo assicurativo, con particolare attenzione alle auto d’epoca, ai mezzi stagionali e ai veicoli utilizzati in competizioni sportive.

Il provvedimento mira a chiarire in quali casi l’assicurazione è realmente necessaria e quando, invece, può essere evitata o sostituita da coperture più leggere, adeguate al rischio effettivo del veicolo.


Auto d’epoca: assicurazione non più obbligatoria in forma annuale

Una delle principali novità riguarda i veicoli di interesse storico o collezionistico.
Secondo il decreto, per le auto d’epoca non sarà più necessario stipulare una polizza RC Auto annuale tradizionale, soprattutto quando il mezzo:

  • viene utilizzato solo sporadicamente;
  • resta esposto in collezioni private o musei;
  • non circola abitualmente su strada.

Il Governo giustifica la scelta evidenziando che il rischio assicurativo delle auto storiche è nettamente inferiore rispetto a quello dei veicoli di uso quotidiano, proprio perché la circolazione è rara o inesistente.

In questi casi, restano possibili coperture assicurative flessibili, spesso definite “a rischio statico”, che garantiscono una tutela minima con costi più contenuti.


Veicoli fermi: quando l’assicurazione non è dovuta

Il decreto chiarisce un punto che negli ultimi anni aveva generato dubbi e sanzioni: non tutti i veicoli fermi devono essere assicurati.

🚫 Nessun obbligo di RC Auto se:

  • il veicolo è materialmente impossibilitato a circolare;
  • manca il motore;
  • è ridotto a rottame o privo di parti essenziali non facilmente ripristinabili.

Obbligo assicurativo ancora presente se:

  • il mezzo può tornare a circolare con interventi minimi;
  • è sufficiente sostituire una batteria o riparare un guasto semplice.

La distinzione chiave è tra:

  • veicolo fermo per scelta,
  • veicolo realmente inidoneo all’uso.

Non basta più, quindi, parcheggiare l’auto in un’area privata per evitare l’obbligo assicurativo.


Mezzi stagionali: arrivano le polizze infrannuali

Un’altra novità rilevante riguarda i mezzi utilizzati solo in determinati periodi dell’anno.
Il decreto apre ufficialmente alle polizze RC Auto infrannuali, che consentono di assicurare il veicolo solo nei mesi di effettivo utilizzo.

Una soluzione pensata per:

  • motoscafi e imbarcazioni da diporto;
  • veicoli ricreazionali;
  • mezzi che restano inutilizzati per lunghi periodi.

In questo modo, l’obbligo assicurativo viene commisurato all’uso reale del veicolo, evitando costi inutili nei mesi di inattività.


Competizioni sportive: assicurazioni su misura

Il decreto interviene anche sul settore delle competizioni sportive, prevedendo schemi assicurativi personalizzati per i veicoli da gara.

In questi casi:

  • non sarà più necessario stipulare polizze pensate per la circolazione ordinaria;
  • le coperture potranno tener conto del rischio specifico del contesto agonistico;
  • si distingue nettamente l’uso sportivo dall’uso stradale.

Ivass e attestati di rischio: più controlli e banche dati aggiornate

Accanto alle novità sull’obbligo di RC Auto, il decreto rafforza il ruolo dell’Ivass, che avrà una funzione centrale nella gestione e supervisione delle banche dati elettroniche sugli attestati di rischio.

L’Autorità potrà:

  • mantenere aggiornati i database;
  • introdurre criteri aggiuntivi rispetto agli standard europei;
  • garantire maggiore trasparenza e uniformità nel sistema assicurativo.

RC Auto: verso un sistema più flessibile e aderente alla realtà

Il nuovo decreto segna un passaggio importante verso una RC Auto più proporzionata all’uso reale dei veicoli, riducendo gli oneri per:

  • collezionisti;
  • proprietari di mezzi stagionali;
  • appassionati di sport motoristici.

Una riforma che punta a semplificare le regole, ridurre i costi inutili e chiarire definitivamente quando l’assicurazione è davvero obbligatoria.

Cani randagi in centro e nelle periferie di Sciacca (Video)

La presenza di cani randagi continua a destare preoccupazione a Sciacca. Due diverse segnalazioni, arrivate alla nostra redazione, raccontano una situazione che non riguarda solo le periferie ma interessa ormai anche zone centrali della città.

La prima segnalazione arriva da via Cappuccini, dove cinque cani randagi sono stati avvistati in branco su un marciapiede, in un’area abitualmente frequentata da pedoni e residenti. Una scena che ha generato timore ad un uomo che con figlio al seguito, si è ritrovato il branco a pochi metri. soprattutto. Anziani e famiglie, costrette a modificare percorsi e abitudini per evitare possibili incontri ravvicinati nelle zone adiacenti, episodi già segnalati.

La seconda segnalazione proviene invece dal quartiere Perriera, dove un altro branco di cani randagi è stato visto muoversi lungo una strada della zona.

Un giovane che sabato sera stava portando a passeggiare il proprio cane, si è ritrovato dinnanzi il branco immortalato nel video. Solo l’intervento della moglie che lo ha raggiunto in auto, ha evitato il peggio. In questo caso ha raccontato il giovane, il branco era guidato da un maremmano molto aggressivo accompagnato dai cuccioli.

Anche in questo caso, i cittadini parlano di una presenza costante che crea disagio e senso di insicurezza.

Due episodi distinti, ma accomunati da un dato evidente: il fenomeno del randagismo è diffuso e interessa l’intero tessuto urbano, dalla periferia al centro. Una situazione che inquieta e spaventa i residenti, soprattutto alla luce di precedenti segnalazioni che parlano anche di comportamenti aggressivi.

Il tema torna dunque al centro dell’attenzione pubblica, rilanciando l’esigenza di interventi strutturali e coordinati.