Fiume Verdura: i lavori potrebbero slittare a data da destinarsi, bloccati quasi 7 milioni di euro

Sei milioni e mezzo di euro sono già appaltati e pronti ad essere spesi per la sistemazione e la pulizia del fiume Verdura, ma di fatto, ad oggi, sono bloccati e si rischia di non veder partire i lavori durante l’estate ma a data da destinarsi.

Il Genio Civile di Agrigento è pronto, da tempo, a far partire i lavori, divisi in 5 lotti funzionali , di pulizia e ripristino della sezione idraulica del fiume Verdura. I lavori dovrebbero essere eseguiti immediatamente e comunque prima della stagione autunnale e l’inizio delle piogge.
Dovrebbero, infatti, perchè ancora non sono iniziati e non si sa quando e se avranno inizio, in quanto oltre i 5 lotti di competenza del Genio Civile, pronti a partire, esiste un sesto lotto, a valle del Verdura in corrispondenza del Resort, di competenza della Protezione Civile Regionale che fino a quando non saranno definite tutte le procedure burocratiche, non potrà dare avvio ai lavori bloccando e rinviando di fatto tutti gli sforzi del Genio Civile che non potrà effettuare lavori a monte del fiume se non saranno sbloccati a valle. “Si rischierebbe, pertanto, – dichiara il sindaco di Ribera Carmelo Pace – di creare un pericolosissimo imbuto idraulico.

“Sarebbe un vero peccato – continua Pace – da anni abbiamo portato avanti delle battaglie politiche per assicurare agli agricoltori dei Comuni coinvolti una definitiva soluzione. Stiamo parlando di due Enti della stessa Regione Siciliana, Genio Civile e Protezione Civile. Sembrerebbe quasi un paradosso.Una pronta a dare immediatamente avvio ai lavori e l’altra che di fatto lo impedisce. A piangerne le conseguenze sono gli agricoltori e i cittadini della zona. “ Voglio fare appello al Presidente Musumeci – conclude il primo cittadino – che ringraziamo per il tempestivo finanziamento dell’opera in questione,affinché possa intervenire immediatamente con chi di competenza per evitare inutili e pericolose lungaggini burocratiche. Se i lavori non iniziano immediatamente, rischiamo seriamente di affrontare un’altra stagione invernale col fiume Verdura nelle medesime condizioni.”

Si potrà ballare a due metri di distanza, ecco le nuove linee guida del divertimento

La Conferenza delle Regioni oggi ha messo a punto e aggiornato le linee guida per consentire la riapertura parziale di attività produttive ritenute importanti e legate all’intrattenimento e al divertimento. Tra queste anche ristorazione, cerimonie, spettacoli dal vivo e campi estivi per bambini.

Si alla cerimonie con l’uso di spazi esterni. Gli ospiti dovranno indossare la mascherina negli ambienti interni e negli ambienti esterni, qualora non sia possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro.

La mascherina nell’aree giochi per bambini deve essere utilizzata da genitori, accompagnatori ed eventuale personale, e dai bambini e ragazzi sopra i 6 anni di età. In questo caso sarà meglio privilegiare, si sottolinea, l’uso di mascherine colorate e/o con stampe. Anche in questo caso, vanno riorganizzati la disposizione dei giochi e degli spazi.

Potranno ripartire anche cinema e spettacoli dal vivo. La postazione dedicata alla reception e alla cassa può essere dotata di barriere fisiche, possibilmente usando modalità di pagamento elettroniche. I posti a sedere dovranno prevedere un distanziamento minimo, sia frontalmente che lateralmente, di almeno 1 metro. L’eventuale interazione tra artisti e pubblico deve avvenire con un distanziamento di almeno 2 metri. Per spettacoli al chiuso, il numero massimo di utenti è di 200, per quelli all’aperto il numero massimo è 1000.

In discoteca, prevista la separazione di almeno 1 metro tra gli utenti e di almeno 2 metri tra gli utenti che accedono alla pista da ballo. Sulla base di queste limitazioni ogni locale è tenuto a rimodulare la capienza massima, utilizzando nel caso anche contapersone per monitorare gli accessi. Tuttavia il ballo sarà consentito solo ed esclusivamente negli spazi esterni (come giardini e terrazze), vietata la consumazione di bevande al banco.

Slitta l’intervento dell’Esa per la pulizia delle strade di Sciacca

Ci sarà un intervento dell’Esa per la pulizia di alcune strade della città di Sciacca, comprese quelle che conducono alle spiagge, ma dopo che saranno completati i lavori già avviati a Montevago.

L’Esa, sulla base di una convenzione che è già stata stipulata con il Comune, metterà a disposizione personale e un mezzo per la pulizia delle strade, dei valloni, per un intervento di scerbatura. Sarà impiegato lo stesso mezzo inaugurato a Montevago.

Il Comune interverrà con il pagamento delle spese per carburante, lubrificante e rimborso chilometrico per i lavoratori. Sarà una spesa limitata per il Comune, un risparmio enorme rispetto all’affidamento di un incarico per questi lavori che andranno avanti per circa 20 giorni e comunque fino al completamento del programma che è stato stabilito, secondo quanto annunciato dall’assessore Roberto Lo Cicero. 

Il Tribunale del Riesame mantiene i domiciliari per 2 indagati nel blitz antidroga “Bazar” a Ribera

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Il Tribuna del Riesame di Palermo ha confermato gli arresti domiciliari per due indagati nell’operazione antidroga Bazar a Ribera.

I giudici hanno confermato i domiciliari per i tunisini Mohamed Salem Haj Ahmed, di 38 anni, difeso dall’avvocato Giovanni Forte, e Hassine Ghrairi, di 74, assistito dall’avvocato Giuseppe Tramuta.

L’istanza si basava sulla mancanza delle esigenze cautelari. Le indagini che hanno portato all’operazione, svolta dai carabinieri della tenenza di Ribera, sono state coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Sciacca Michele Marrone. L’attività è stata svolta tra la primavera e l’inizio dell’estate del 2019, ma ci sarebbero anche episodi più recenti.

La vicenda ruota attorno allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana a Ribera e ci sono ancora indagati nordafricani irreperibili. Non tutte le misure cautelari sono state notificate. Ci sono ancora quattro indagati irreperibili, tutti di nazionalità tunisina.

Nessun nuovo contagio in provincia oggi e una guarigione in più dal Covid

Duecentoventidue i tamponi effettuati nelle ultime ventiquattro ore e segnalati nel Report dell’Asp di Agrigento. Nessun nuovo contagio. Invece, si registra una nuova guarigione.

Situazione stabile, dunque in provincia.

L’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera scelto come Hospital Covid

L’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera sara’ trasformato in Hospital Covid di riferimento interprovinciale per l’Agrigentino e la provincia di Caltanissetta.

Nella struttura ci saranno 10 posti di terapia intensiva, 10 di terapia sub intensiva e 40 posti di degenza ordinaria.

A Caltanissetta, al Sant’ Elia, ci saranno 8 posti terapia intensiva e 8 di terapia sub intensiva, e 60 invece di degenza ordinaria.

Insomma, l’assessore Ruggero Razza ha alla fine, optato per la prima ipotesi circolata nelle prime settimane di emergenza quando la necessità di un Hospital Covid anche per questa parte della Sicilia sembrava inesorabile. Adesso, in piena fase due, la predisposizione di strutture di questo tipo nella rete sanitaria, sono necessarie per poter affrontare il futuro di convivenza con il Covid 19. La scelta di Razza inoltre, potrebbe fine alla questione della presenza di due strutture sanitarie a pochi chilometri uno dall’altro, quella degli ospedali riuniti di Sciacca e Ribera.

La sicurezza all’interno dell’ospedale di Sciacca, il racconto di cosa sta accadendo

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Altri interventi e ancora i sindaci protagonisti. Due cittadine di Menfi e Santa Margherita dopo un incidente stradale avvenuto lo scorso 24 aprile vengono trasportate con il 118 all’ospedale di Sciacca in codice rosso. Dopo i primi accertamenti vengono trasferite  in una saletta del pronto soccorso in attesa di ricevere i referti degli esami. Una di loro, la cittadina di Menfi, nel frattempo si accorge della presenza nella stessa stanza di un anziano con problemi respiratori che successivamente risulterà positivo al Covid-19. Dopo circa tre ore, alla stessa viene comunicato l’esito negativo della TAC e le viene chiesto di tornare l’indomani per procedere a nuovi esami.

Tornata in ospedale il giorno successivo le viene negata la possibilità di effettuare la visita per problemi tecnici e, al tempo stesso, riceve la telefonata da un medico del Giovanni Paolo II che inizia a farle domande sui contatti avuti con l’anziano incontrato il giorno prima nell’aerea no-Covid.

Il giorno successivo su sollecitazione del sindaco di Menfi, Marilena Mauceri, il comandante della Polizia Municipale si reca dalla concittadina per accertarsi del suo stato di salute, ma nei giorni a seguire non succede nulla. Durante la giornata di ieri in una nota stampa il commissario a Sciacca per l’emergenza COVID-19 Alberto Firenze sottolinea che “nonostante fosse stato rispettato il corretto distanziamento tra i pazienti e gli operatori sanitari fossero muniti dei Dpi previsti, l’ospedale di Sciacca ha disposto, per eccesso di zelo, i tamponi rinofaringei e test diagnostici per i due soggetti che avevano condiviso la sala d’attesa con l’anziano e per un suo familiare: l’esito dei tre tamponi è stato negativo“. Nella serata di ieri il sindaco di Santa Margherita Franco Valenti, con un video messaggio, afferma che “non tutti coloro che hanno avuto contatti con l’anziano di Santa Margherita risultato positivo, sono stati sottoposti a tampone, tra questi di certo una signora di Menfi“.

La stessa è intervenuta questa mattina, sfogandosi su Facebook e raccontando quello che era successo, preoccupata  per essere stata nello stesso ambiente di un positivo al virus, ha chiesto perché nessuno l’avesse sottoposta a tampone. A breve giro l‘intervento del sindaco di Menfi in un video messaggio che afferma di aver comunicato alla sua concittadina che in giornata sarebbe stata sottoposta a tampone da parte dell’Asp. Subito dopo, l’annuncio della stessa cittadina che affermando di essere stata sottoposta al tampone, dopo il suo video messaggio su Facebook, ha chiesto il motivo delle lungaggini chiedendosi se fosse stata ugualmente sottoposta agli accertamenti se non si fosse sfogata per raccontare la propria preoccupazione.

In attesa di ricevere l’esito del tampone speriamo che si faccia maggiore chiarezza su quanto accaduto e che da parte di tutti si continui a lavorare per la salute dei cittadini e del nostro territorio.

Graffeo in pensione, Archivio Notarile a Sciacca aperto 2 giorni alla settimana (Intervista)

Dopo 42 anni di servizio Pippo Graffeo è andato in pensione. La sua storia lavorativa, a Sciacca, è particolare perchè nel suo ufficio, l’Archivio Notarile, in via Giuseppe Licata, da anni operava da solo.

L’ufficio custodisce gli atti dei notai cessati e dunque svolge un ruolo importante per l’utenza. Questa mattina, in un’intervista a Risoluto.it, Pippo Graffeo fa sapere che, per fortuna, con il suo pensionamento non ci sarà la chiusura dell’ufficio che rimarrà aperto anche se per due giorni alla settimana.

Pippo Graffeo da pensionato si dedicherà maggiormente allo spettacolo, a quelle iniziative artistiche che lo vedono protagonista, da molti anni, nel territorio.

Raccolta fondi per curare una bimba di Messina, ma i genitori la rindirizzano:”L’offerta vada a chi non puo’ affrontare tragedie umane senza il supporto della solidarietà”

“Non abbiatela a male se vi dico che non possiamo accettare tanta generosità. Alle cure di Beatrice penseremo noi familiari. E’ giusto che la vostra benefica offerta vada a chi non può affrontare tragedie umane senza il supporto della solidarietà. Spero non intravediate in questa mia rinuncia una forma di orgoglio o sprezzo del vostro meraviglioso gesto, perché la mia rinuncia è soltanto il desiderio di indirizzare al meglio il vostro cuore”. Questo il pensiero espresso dal papà della piccola Bea, la bimba di Messina affetta da tumore e per la quale si era aperta una raccolta fondi nei giorni scorsi.

La bimba, in un primo momento di era temuto potesse essere affetta da Covid-19, invece si e’ poi scoperto essere un tumore al polmone. Una diagnosi ancora piu’ atroce che ha mobilitato Messina e in particolare, la scuola dell’infanzia frequentata dalla piccola.

A Menfi la giunta approva il bilancio di previsione e la maggioranza precisa: “In controtendenza con il passato”

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La giunta comunale di Menfi ha approvato il Bilancio di Previsione 2020/2022. “Anche quest’anno e nei tempi dovuti, in linea con quanto accaduto lo scorso anno – sottolinea Siamo Menfi – è stato approvato il bilancio di previsione, documento di natura tecnico-contabile sulla previsione delle entrate ed uscite previste nel triennio 2020 – 2021 – 2022. Essendo un documento previsionale esso andrebbe approvato entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di previsione. A causa dell’Emergenza Covid – 19 si sono susseguite diverse proroghe che ne consentono l’approvazione entro il 31 luglio 2020”. Adesso l’obiettivo “è quello di poterlo esitare in consiglio comunale entro il prossimo 30 giugno, quindi con largo anticipo rispetto alla scadenza fissata dal legislatore”. E poi la conclusione per marcare una differenza: “Un risultato in perfetta controtendenza rispetto al passato, per il quale, la Squadra SiAmoMenfi esprime grande soddisfazione cogliendo l’occasione per ringraziare gli uffici preposti, l’assessore Nino Li Petri e tutta l’amministrazione per l’eccellente lavoro svolto”.