Nessun focolaio Covid 19 al San Giovanni di Dio, l’Asp smentisce le affermazioni del sindaco di Raffadali

Con una nota stampa l’Asp di Agrigento smentisce le affermazioni del sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro che ieri annunciando un nuovo caso nel suo comune, ha detto che l’ospedale agrigentino e’ divenuto il punto di diffusione del contagio

“L’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento – si legge in una nota stampa – ha appreso, con vivo stupore, del contenuto della conferenza stampa straordinaria indetta dal sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro, secondo il quale l’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento rappresenta un focolaio di infezione da Covid-19.
A tal riguardo la Direzione Sanitaria di Presidio, di concerto con la Direzione Aziendale, intende rassicurare la collettività circa la piena sicurezza dei percorsi assistenziali all’interno del nosocomio. Alla data attuale, l’ASP di Agrigento ha monitorato costantemente lo stato di salute del personale in servizio nel predetto Presidio; orbene, su 929 tamponi rino-faringei eseguiti, solo quattro risultano essere positivi, per i quali, peraltro, è in corso la validazione diagnostica.
E’ ancora opportuno sottolineare che i quattro soggetti risultati positivi, pur prestando servizio all’interno dell’ospedale, non svolgono attività in unità operative con degenza e quindi non hanno contatti con i pazienti ricoverati.
E’ appena il caso di tornare a ribadire che l’ospedale di Agrigento dispone, al suo interno, di percorsi Covid e non-Covid differenziati, finalizzati ad evitare qualsivoglia promiscuità o contatto tra pazienti NO COVID e pazienti potenzialmente positivi; inoltre tutto il personale sanitario opera sistematicamente munito di dispositivi di protezione individuale tesi a garantire la sicurezza propria e quella altrui.
In conclusione l’Azienda, nel rammaricarsi per l’asserzione del sindaco, istituzione dotata di intrinseca attendibilità, conferma l’assoluta sicurezza dell’ospedale “San Giovanni di Dio”, anche grazie alla professionalità di tutti coloro che vi operano per assicurare una efficace ed efficiente assistenza sanitaria”.

“No calcio senza tifosi”, appello degli Ultras di tutta Italia

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E’ stato pubblicato sulla pagina Facebook degli Ultras di Sciacca, un documento dal titolo “Stopfootball Nofootballwithoutfans” firmato dai gruppi di tifosi di diverse parti d’Italia in cui sottolineano il loro disaccordo alla ripartenza del campionato a porte chiuse in quanto sostengono che il cuore pulsante di questo sport popolare siano i tifosi.

Gli ultras chiedono agli organi competenti di mantenere il fermo delle competizioni calcistiche fino a quando gli stadi potranno essere ripopolati senza rischi per la salute pubblica. Di seguito la comunicazione dei tifosi:

L’Europa è nella morsa del Coronavirus.  I governi hanno dichiarato il lockdown totale tutelando così la cosa più preziosa che abbiamo: la salute pubblica, primo obiettivo per tutti. Per questo riteniamo più che ragionevole pensare ad uno stop assoluto del calcio europeo. Chi gestisce quest’ultimo, invece, ha fin da subito espresso un solo ed unico obiettivo: RIPARTIRE. Siamo fermamente convinti che a scendere in campo sarebbero solo ed esclusivamente gli interessi economici e questo viene confermato dal fatto che il campionato dovrebbe ripartire a porte chiuse, senza il cuore pulsante di questo “sport popolare” : I TIFOSI.  Ci è piu che lecito pensare che, ancora una volta, la supremazia del denaro vada a calpestare così il valore della vita umana. Pertanto, chiediamo fermamente agli organi competenti di mantenere il fermo delle competizioni calcistiche finché affollare gli stadi non tornerà ad essere un’abitudine priva di rischi per la salute collettiva. Se il sistema calcio si trova in una situazione di tanta difficoltà, la colpa va attribuita alla mal gestione degli ultimi decenni. Mal gestione che abbiamo sempre messo in evidenza con il solo ed unico fine di tutelare e salvaguardare lo sport più bello del mondo. Oggi il calcio è considerato più come “un’industria” che come uno sport; dove le PAY-TV  tengono sotto scacco le società, alimentandole con i propri diritti televisivi, permettendo così alle società stesse di poter pagare stipendi spropositati ai calciatori e alimentando a loro volta la sete di denaro di procuratori squali, il cui unico obiettivo è quello di gonfiarsi il portafoglio. Un sistema basato solo ed esclusivamente su business ed interessi personali che se non verrà ridimensionato quanto prima porterà ad un solo ed unico fine: LA MORTE DEL CALCIO STESSO. Teniamo a sottolineare che se gli Ultras avessero una minima intenzione di lucrare su quella che è la propria passione, come abbiamo potuto leggere dai media in questi giorni, spingeremmo per una ripartenza dei campionati anziché lottare affinché questo non avvenga, andando contro  tutto il sistema calcio ed a chi lavora per esso, scrivendo assurdità di ogni tipo. Tutto questo deve cambiare. Siamo pronti a confrontarci con chi di dovere per riportare il calcio ai suoi albori, per tornare a vivere la nostra più grande passione in prima persona, per far in modo che questo torni ad essere UNO SPORT POPOLARE”.

Rifiuti abbandonati nella zona portuale di Sciacca, il Wwf: “Basterebbe buon senso” (Intervista)

Salvatore Mugnai, rappresentante del Wwf a Sciacca, in un’intervista rilasciata oggi a Risoluto.it, commenta il degrado nella zona portuale, con tanta gente che ancora abbandona rifiuti sulla banchina.

“Ci vorrebbe un pò di buon senso – dice – e capire che bisognerebbe trattare questi spazi come casa propria dove certamente nessuno abbandonerebbe rifiuti”.

I ristoranti pronti a ricevere i clienti, Cacace: “Meno tavoli e almeno due turni” (Intervista)

Come cambierà dal 18 maggio l’attività dei ristoranti con le nuove regole che saranno ufficializzate nelle prossime ore? Ne abbiamo parlato con Fabio Cacace, titolare di un ristorante nella zona portuale di Sciacca.

Ci saranno meno tavoli, ma non sarà possibile prevedere una riduzione del personale perchè tra un turno e l’altro, che saranno praticamente inevitabili durante la stagione estiva, bisognerà procedere alle operazioni di sanificazioni che aumentano il lavoro da svolgere.

Cacace si dichiara assolutamente favorevole all'”open space”, con piazze e vicoli per ristoranti, pub, bar e pizzerie, ma esprime forti perplessità che si possa organizzare tutto in poco tempo anche perchè in queste zone ci sono molte abitazioni ed i residenti dovrebbero accettare da un giorno all’altro la nuova realtà.

Contributi a fondo perduto per i cinema siciliani, cinque milioni in arrivo

La Regione Sicilia ha stanziato cinque milioni di euro la con l’obiettivo di riaprire “le sale dell’Isola e renderle sicure ed efficienti”.

 Si tratta di contributi a fondo perduto e potranno beneficiarne il pubblico e il privato, le micro e piccole imprese, gli enti locali territoriali e soggetti no-profit.

 Ogni soggetto potrà presentare un solo progetto. I contributi variano da cinquantamila a centomila euro e coprono dal 70 per cento alla totalità dell’investimento, in base alla tipologia dell’ente beneficiario. Il dipartimento regionale dei Beni culturali dovrà ora redigere un bando da pubblicare nei prossimi giorni.

Scritta ingiuriosa sul tavolo donato dal Rotary agli anziani che si intrattengono in piazzetta Lombardo a Sciacca

Abbiamo volutamente coperto la frase nella foto che vi mostriamo in copertina con la quale e’ stato imbrattato il tavolo donato dal Rotary Club di Sciacca perché riteniamo di non dover dare alcuna possibilità di diffusione al turpiloquio di chi ha pensato di rovinare un oggetto che appartiene all’intera comunità scagliandosi contro gli anziani, presi di mira, non si capisce per quale assurdo motivo perché li’ trascorrono alcune ore della giornata a socializzare e a giocare a carte o a bocce. L’episodio dell’atto vandalico al tavolo in pietra di piazzetta Lombardo posto soltanto all’inizio della scorsa estate, e’ stato postato sui social. Il tavolo era stato il frutto di una donazione effettuata dalla delegazione saccense del club service grazie ad una raccolta fondi effettuata con l’organizzazione di una sfilata nel 2018.

“Siamo avviliti – commenta oggi Giovanna Maria Craparo, componente del Rotary di Sciacca – il dono lo abbiamo fatto agli anziani, ma principalmente alla città perché in questi tavoli abbiamo visto famiglie, turisti che consultavano le cartine della citta’. Abbiamo fatto questo dono con sacrificio, e’ stato organizzato un evento che ha comportato dispendio di energie e risorse, lo abbiamo fatto con tanto amore per la citta’ e per gli anziani che li’ si riuniscono, non recando danno o fastidio a nessuno, uno spazio in un posto pubblico per creare aggregazione ed e’ triste vederlo deturpato con un messaggio che e’ esattamente il contrario dell’intento del nostro gesto”.

Venerdì 15 maggio inizierà la pulizia straordinaria delle spiagge di Sciacca, il via dalla Foggia e da Capo San Marco

E’ arrivata l’autorizzazione da parte del Demanio che consente la pulizia delle spiagge di Sciacca. Si tratta dell’intervento straordinario, di inizio stagione, che sarà avviato, venerdì 15 maggio, dalla località Foggia. Il secondo intervento della prima fase è previsto sulla spiaggia di Capo San Marco. A seguire le altre spiagge della città.

L’intervento di pulizia straordinaria, che andrà avanti per alcuni giorni, potrà essere effettuato soltanto una volta durante la stagione. Successivamente, ad inizio della stagione, inizierà la pulizia ordinaria delle spiagge secondo quanto previsto da piano Aro. Le ditte che svolgeranno il servizio hanno già dato comunicazione e adesso c’è il via libera da parte del Demanio.

Petizione di 300 vignaioli e produttori di vino italiano al Governo Italiano e alle Istituzioni Europee

Tra i vignaioli e produttori di vino italiano si rivolgono alle istituzioni italiane ed europee con una petizione su Change.org anche Marilena Barbera di Menfi, tra i primi firmatari.
Tra le richieste tempi brevi e certi per la liquidità, l’applicazione immediata dei Regolamenti europei per poter accedere ai fondi stanziati e proteggere con l’affinamento il vino che hanno prodotto, la riduzione del cuneo fiscale e la sburocratizzazione di tutte le procedure.
E’ possibile leggere il testo completo della petizione e firmala qui

Conversione delle piazze pubbliche a luogo di ristoro, ecco la proposta di Mizzica in aiuto di bar e ristoranti di Sciacca

“In vista dell’ormai imminente possibilità di riapertura con servizio ai tavoli di diverse attività di ristorazione, programmata per il prossimo 18 maggio, è ora il tempo di individuare soluzioni e modelli nel medio e lungo termine, per facilitare il più possibile l’effettiva ripresa di tutte le attività della città”. Lo scrive in una nota il movimento politico “Mizzica” alla vigilia della riapertura delle attività ristorative.

” Rispetto al “prima”, tante nostre modalità di fruizione dei servizi- scrivono – inevitabilmente, saranno destinate a cambiare: servono quindi soluzioni dalla immediata applicabilità – sostenibili nella realizzazione – che consentano di vivere attivamente la “nuova normalità” con la quale dovremo convivere per un tempo, probabilmente, ancora lungo. Questa urgenza riguarda particolarmente da vicino le attività di “food and beverage”, della ristorazione, che rischiano più di tutte di pagare un prezzo molto elevato nei prossimi mesi. L’idea che lanciamo oggi, che potrebbe aiutare concretamente queste categorie, è quella di un “Piano piazze”: convertiamo le nostre piazze pubbliche in luoghi di ristoro all’aperto, a servizio delle attività di ristorazione e dei loro clienti”.

La proposta di Mizzica include sia le piazze del centro, che quelle presenti in periferia –

” oggi speso poco sfruttate – si legge nella nota – o peggio adibite a parcheggi selvaggi, diventerebbero dei punti ristoro per il cibo da asporto, nel rispetto delle distanze di sicurezza e del decoro urbano, trattandosi spesso di luoghi di valenza storica ed urbanistica indiscussa. Discutere solo di ampliare il suolo pubblico a ridosso delle attività che già ne usufruivano non basta. L’idea di fondo è infatti quella di permettere a tutte le attività legate al consumo di cibo, in particolare alla categoria del “food and beverage” appunto, di avere uno spazio ampio dove i clienti possano consumare i prodotti acquistati, dato che altrimenti molte attività non potrebbero (probabilmente) nemmeno riaprire, date le restrizioni dovute al distanziamento fra i tavolini e, quindi, i pochi coperti a disposizione”.

Secondo Mizzica, il “Piano piazze”, permetterebbe di regolamentare con maggior riguardo la presenza di persone, evitando in anticipo la naturale possibilità di assembramenti e distribuendo il servizio in tutte quelle piazze della città potenzialmente funzionali in tal senso.

“Si tratterebbe – spiegano nella nota i componenti del movimento – di un aiuto concreto, perché il problema del distanziamento diventa vitale dal punto di vista economico per queste attività, e gli spazi esterni assumono una valenza di maggiore sicurezza anche dal punto di vista psicologico per clienti e utenti, turisti compresi. Un’opportunità per rivedere le nostre modalità di vivere alcuni luoghi della città, in una chiave nuova, diversa. Luoghi che potrebbero diventare, nonostante il distanziamento sociale, nuovamente vissuti ed accoglienti e nel pieno rispetto delle regole”.

Anche il Brasile in piena emergenza, il saccense Turi Dimino resta a casa a San Salvador

Dall’Italia al Brasile si resta a casa. L’emergenza Coronavirus non conosce confini ed ecco la testimonianza del saccense Turi Dimino che dalla sua casa di San Salvador de Bahia sta osservando la quarantena e ha inviato un videomessaggio per Risoluto.it

 Sono in totale 11.123 i morti in Brasile, mentre i nuovi contagi sono 6.760, per un totale di 162.699.