Siracusa, 65enne salvato da auto saturata di gas dai Vigili

Un uomo di 65 anni è stato salvato in extremis a Siracusa dopo essere stato trovato all’interno di un’auto saturata di gas, parcheggiata in traversa Sinerchia, nei pressi della zona di Belvedere. L’uomo si era allontanato dalla propria abitazione con l’intenzione di togliersi la vita, dopo aver collocato una bombola di Gpl all’interno del mezzo per saturare l’abitacolo.

L’allarme è scattato quando i familiari, insospettiti dalla sua scomparsa e da alcuni segnali preoccupanti, hanno richiesto l’intervento delle autorità. La Prefettura ha attivato immediatamente il protocollo di ricerca, coordinando le operazioni con i carabinieri. Le pattuglie hanno battuto la zona, riuscendo a individuare il veicolo fermo a bordo strada, con i finestrini chiusi e l’interno ormai invaso dal gas.

I Vigili del Fuoco salvano il 65enne

L’arrivo tempestivo dei Vigili del Fuoco di Siracusa è stato decisivo. I soccorritori hanno operato con la massima cautela per evitare rischi di innesco, riuscendo ad aprire la vettura e ad estrarre l’uomo dall’auto saturata di gas. Il 65enne, seppur in stato confusionale per l’esposizione ai vapori, era ancora cosciente. È stato affidato ai sanitari del 118, che lo hanno stabilizzato e condotto in ospedale per ulteriori accertamenti.

L’area messa in sicurezza dopo l’auto saturata di gas

Concluso il salvataggio, i Vigili del Fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza dell’intera zona. È stato necessario ventilare l’area per disperdere il GPL e scongiurare ulteriori pericoli. Anche il veicolo è stato sottoposto a verifiche tecniche per accertare la dinamica e valutare lo stato della bombola.

Parallelamente, i carabinieri hanno avviato le procedure di rito per ricostruire quanto accaduto e confermare l’intenzionalità del gesto. La sinergia operativa tra Prefettura, Vigili del Fuoco e carabinieri ha evitato che l’episodio si trasformasse in una tragedia.

Il salvataggio del 65enne, estratto da un’auto saturata di gas in condizioni critiche, evidenzia l’importanza del coordinamento e della tempestività degli interventi nei casi di emergenza.

Sospensione revocata per l’alunno autistico: il caso che divide Messina

La vicenda della sospensione revocata a un bambino autistico di 11 anni dell’istituto Manzoni–Dina e Clarenza di Messina continua a far discutere. Il provvedimento disciplinare, inizialmente disposto dopo una pacca che l’alunno aveva dato a una compagna di classe, aveva suscitato un’ondata di reazioni da parte della comunità scolastica, delle famiglie e dei garanti comunali per le persone con disabilità e per l’infanzia. La decisione di annullare la sospensione ha riportato al centro dell’attenzione il tema del rapporto tra disciplina scolastica e bisogni educativi speciali, evidenziando le criticità di un sistema che fatica a riconoscere la specificità dei casi più complessi.

La scelta della scuola e il dibattito sulla misura disciplinare

La sospensione, poi revocata, era stata motivata dal dirigente scolastico Michele Bonardelli come un intervento con “finalità educative”, volto a stimolare la consapevolezza dell’alunno e favorire relazioni più corrette all’interno della classe. Una lettura che, secondo la scuola, avrebbe dovuto inserirsi in un percorso di crescita condiviso. Tuttavia, per molti osservatori si trattava di una misura difficilmente applicabile a un minore con diagnosi di autismo grave.

Un provvedimento contestato per l’incapacità dell’alunno di comprenderlo

I genitori del bambino, certificato dall’Inps ai sensi del comma 3 sulla gravità della disabilità e seguito quotidianamente da più figure specialistiche, hanno contestato duramente la scelta, ritenendola inefficace e inadeguata. Secondo la famiglia, il minore non sarebbe in grado di comprendere né la natura dell’azione compiuta né il significato della punizione.
La sospensione, dunque, non avrebbe avuto alcun effetto educativo, rischiando invece di produrre un risultato opposto, aumentando il disagio e interferendo con il percorso terapeutico già strutturato.

Il ruolo dei garanti e la richiesta di annullamento

La vicenda è rapidamente diventata un caso pubblico, spingendo i garanti comunali per la disabilità e per l’infanzia a intervenire chiedendo formalmente l’annullamento del provvedimento. L’ex garante minorile Fabio Costantino ha parlato di un intervento “non proporzionato” e non rispettoso delle reali capacità cognitive del bambino.
Proprio queste pressioni, unite alla posizione della famiglia, hanno condotto alla sospensione revocata, riportando il caso all’interno di un confronto più ampio sul modo in cui la scuola italiana affronta i comportamenti problematici quando sono collegati a condizioni di neurodivergenza.

Una vicenda che apre un problema strutturale

La sospensione revocata mette in luce un nodo che in molte scuole sembra ancora irrisolto: come conciliare disciplina, tutela degli altri studenti e rispetto delle fragilità di chi ha bisogni educativi complessi. Il caso di Messina diventa così un punto di partenza per interrogarsi sulle modalità con cui gli istituti interpretano la funzione educativa dei provvedimenti disciplinari e sulla necessità di formare il personale in materia di disabilità e inclusione.

Natale a Sciacca, niente abete tradizionale ma albero di luci in piazza Scandaliato

L’approvazione della variazione di bilancio di ieri sera da parte del consiglio comunale, ha portato allo sblocco delle somme necessarie per garantire gli addobbi e le luminarie per il Natale a Sciacca.

Sono 50 mila euro le somme per albero e luminarie previste mentre 35 mila per il cartellone degli intrattenimenti.

Per quanto concerne l’albero, quest’anno si punterà non sulla tradizione ma sulla novità di un grande albero fatto di luci con un piglio più moderno. Altri tre alberi nello stesso stile ma di dimensioni minori verranno collocati invece, in piazza Saverio Friscia, piazza don Minzoni e piazza Carmine.

Per le strade principali verranno installate le classiche luminarie.

Il cartellone degli spettacoli, così come annunciato in aula dal sindaco Termine, sarà un programma sulla falsariga di quello dello scorso anno: musicisti itineranti, animazione per bambini e street food.

Il cartellone completo potrebbe essere presentato alla stampa gia’ dalla metà della prossima settimana secondo l’assessore comunale al Turismo, Francesco Dimino.

Il voto di ieri sera con un emendamento dell’opposizione ha poi vincolato delle somme per il Capodanno che l’amministrazione non aveva programmato preferendo non organizzare nulla. Sono altri 26 mila euro, le somme a disposizione per i tradizionali giochi pirotecnici e uno spettacolo musicale la notte di San Silvestro.

(In copertina, l’albero di Natale di piazza Scandaliato dello scorso anno)

Videosorveglianza urbana, finanziati 105 progetti e tra questi anche diversi Comuni agrigentini

La Regione Siciliana ha pubblicato la graduatoria definitiva dei progetti ammessi ai contributi per la videosorveglianza urbana, previsti dalla manovra ter approvata all’Ars nell’agosto scorso. L’assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità ha confermato il finanziamento di 105 interventi, per un totale di 15 milioni di euro, selezionati tra le 239 domande presentate dagli enti locali.

Secondo il presidente della Regione Renato Schifani, l’obiettivo è sostenere le amministrazioni che necessitano di rafforzare il controllo del territorio, soprattutto nelle aree ancora prive di sistemi efficienti. Una linea ribadita anche dall’assessore Alessandro Aricò, che sottolinea come gli impianti finanziati diventeranno operativi entro il 2026, incrementando gli strumenti di prevenzione e sicurezza.

Comuni agrigentini ammessi ai fondi per la videosorveglianza urbana

Nella graduatoria regionale figurano sei Comuni della provincia di Agrigento ammessi al finanziamento per interventi di videosorveglianza urbana, con importi compresi tra 149 mila e 150 mila euro, secondo gli atti ufficiali.

Comuni ammessi (provincia di Agrigento)

  • Lampedusa e Linosa – Installazione sistema di videosorveglianza urbana (150.000,00 €)
  • Montevago – Realizzazione sistemi di videosorveglianza urbana (149.861,54 €)
  • Casteltermini – Impianto di videosorveglianza urbana (150.000,00 €)
  • Raffadali – Sistemi di videosorveglianza urbana (150.000,00 €)
  • Licata – Sistema di videosorveglianza urbana (150.000,00 €)
  • Ravanusa – Impianti di videosorveglianza nel centro urbano (149.292,23 €)

Questi interventi rientrano nel piano regionale che, dal 2025, prevede l’apertura degli impegni di spesa sui capitoli dedicati.

I Comuni agrigentini esclusi: motivazioni e dettagli

Parallelamente, diversi Comuni dell’Agrigentino non hanno superato la fase di valutazione tecnica per via della mancata cantierabilità dei progetti o dell’assenza di documentazione obbligatoria.

Comuni non ammessi (provincia di Agrigento)

  • Alessandria della Rocca – Progetto non immediatamente cantierabile
  • Lucca Sicula – Progetto non immediatamente cantierabile
  • Santa Margherita di Belice – Progetto non immediatamente cantierabile
  • Caltabellotta – Progetto non immediatamente cantierabile
  • Bivona – Progetto non immediatamente cantierabile
  • Joppolo Giancaxio – Mancata istanza/validazioni tecniche
  • Campobello di Licata – Documentazione mancante, progetto non cantierabile
  • Santa Elisabetta – Progetto non cantierabile
  • Comitini – Progetto non cantierabile
  • Racalmuto – Mancata istanza e documenti tecnici
  • Palma di Montechiaro – Assenza istanza del legale rappresentante
  • Ribera – Mancano istanza, verbale di verifica e validazione
  • Montallegro – Progetto non immediatamente cantierabile
  • Santo Stefano Quisquina – Progetto non cantierabile

Il quadro evidenzia un forte interesse dei territori agrigentini verso la videosorveglianza urbana, ma anche l’urgenza di rafforzare la capacità progettuale degli enti locali, condizione essenziale per accedere alle risorse regionali.

Prospettive per il 2025

Nei prossimi giorni il dipartimento regionale avvierà i provvedimenti necessari per l’assunzione degli impegni di spesa a favore dei Comuni ammessi. La videosorveglianza urbana si conferma uno dei pilastri della strategia regionale per la sicurezza, con ulteriori possibili finanziamenti legati alle economie di gara.

Differenziata da record, la Srr Agrigento Ovest ottiene 1,09 milioni di euro

La Srr Agrigento Provincia Ovest ha annunciato l’assegnazione di oltre un milione di euro in contributi regionali ai Comuni che nell’ultimo anno hanno superato la soglia del 60 per cento di raccolta differenziata. Si tratta di 1.093.938,41 euro complessivi, destinati a 16 dei 17 enti locali dell’area, grazie alle percentuali tra le più elevate della Sicilia.

Lucca Sicula guida la classifica con l’87,15 per cento di raccolta e un contributo pari a 35.231,64 euro. Seguono Villafranca Sicula con l’85,15 per cento e 33.981,47 euro, Calamonaci con l’84,75 per cento e 33.329,64 euro, Sambuca di Sicilia con l’83,97 per cento e 47.145,08 euro, Sciacca con l’82,83 per cento e 158.417,34 euro, Montevago con l’80,26 per cento e 38.457,36 euro, Santa Margherita di Belice con il 77,31 per cento e 49.505,03 euro, Burgio con il 76,31 per cento e 37.782,13 euro, Menfi con il 76,18 per cento e 68.872,72 euro, Caltabellotta con il 68,47 per cento e 39.928,16 euro, Cattolica Eraclea con il 68,37 per cento e 40.483,05 euro, San Biagio Platani con il 67,72 per cento e 38.821,72 euro, Santo Stefano Quisquina con il 67,48 per cento e 42.685,90 euro, Alessandria della Rocca con il 66,17 per cento e 37.441,18 euro, Ribera con il 66 per cento e 88.852,12 euro, Bivona con il 65,09 per cento e 39.787,76 euro.

“Questi risultati – commenta il Presidente Vito Marsala – dimostrano che la nostra comunità sta percorrendo la strada giusta verso un modello di gestione dei rifiuti moderno e sostenibile. Le percentuali raggiunte e i contributi ottenuti sono il frutto di un lavoro condiviso tra cittadini, amministrazioni e operatori. La Srr Agrigento Provincia Ovest continuerà a sostenere e incentivare ogni iniziativa dei Comuni e dei sindaci, che con il loro impegno hanno permesso questo risultato e favoriscono la tutela dell’ambiente e la crescita del territorio”.

Cuffaro, il Riesame annulla il sequestro degli 80 mila euro trovati nelle sue abitazioni

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Il Tribunale del Riesame ha annullato il provvedimento di sequestro degli 80 mila euro in contanti rinvenuti dai carabinieri del Ros in due abitazioni riconducibili all’ex governatore siciliano Totò Cuffaro. I contanti erano stati rinvenuti in parte all’interno dell’abitazione palermitana di Cuffaro e un’altra parte nella sua tenuta di San Michele di Ganzaria, nel Catanese.

Il denaro era stato sottoposto a sequestro dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta che vede Cuffaro sotto richiesta di arresto, tra le altre ipotesi, per associazione a delinquere e corruzione.

Secondo i giudici del Riesame, non sussistono i presupposti necessari per mantenere il sequestro preventivo disposto dagli inquirenti. Il denaro deve dunque essere restituito all’indagato.

La decisione rappresenta un primo significativo punto a favore della difesa dell’ex governatore, mentre l’indagine prosegue sul fronte delle presunte attività illecite contestate.

Continueranno intanto gli approfondimenti investigativi per chiarire la provenienza delle somme e il possibile collegamento con le accuse mosse a Cuffaro.

Fondovalle Palermo- Sciacca, Catanzaro: “Cittadini a rischio ogni giorno, il governo non stia a guardare”

La Strada Statale Palermo–Sciacca torna al centro dell’attenzione dopo l’ennesimo incidente mortale che ieri è costato la vita a due persone, a pochi giorni dalla tragedia in cui aveva perso la vita un giovane.

“Una sequenza drammatica che riaccende i riflettori su una delle arterie più percorse e più pericolose della Sicilia”. Lo scrive oggi in una nota il capogruppo all’Ars, Michele Catanzaro, che parla senza mezzi termini di “emergenza” e lancia un appello alle istituzioni: “La Palermo–Sciacca continua a mietere vittime, trasformandosi in una vera e propria emergenza che non può più essere ignorata”.

Ieri un nuovo incidente stradale sul tratto vicino a Giacalone costato la vita a due donne di Monreale due giovanissimi sono in ospedale in gravi condizioni mentre solo qualche giorno prima un altro incidente su era verificato a pochi chilometri costando la vita ad un ventenne.

Secondo Catanzaro, quanto accaduto negli ultimi giorni impone una riflessione profonda sulle cause di questa “lunga scia di sangue” che riguarda studenti, lavoratori e pendolari costretti a percorrere quotidianamente la statale che collega l’entroterra palermitano con le province di Trapani e Agrigento.

“Non si tratta di episodi isolati – sottolinea – ma di una criticità strutturale che richiede interventi immediati e concreti”. Da qui la richiesta di un confronto urgente con l’ente gestore per individuare e risolvere le problematiche di sicurezza, affiancato da una campagna di sensibilizzazione rivolta agli automobilisti per ridurre la velocità e promuovere comportamenti responsabili.

Catanzaro chiama in causa direttamente la Regione Siciliana, che “non può restare spettatrice”. Il deputato sollecita una valutazione complessiva sulla pericolosità dell’intero tracciato, da Palermo a Sciacca, e la definizione di un piano organico di interventi.

“La sicurezza dei cittadini deve essere una priorità assoluta – conclude –: non bastano parole di circostanza. Servono scelte coraggiose e investimenti mirati per trasformare una strada oggi percepita come una trappola mortale in un’infrastruttura moderna e sicura”.

Canicattì, dramma al Borgalino: anziana trovata morta nella sua abitazione in fiamme

Una tragedia ha scosso nelle ultime ore il quartiere Borgalino di Canicattì. Un’ottantenne, Carmela Petralito, è stata rinvenuta senza vita all’interno della sua abitazione di via Pisacane, dopo un incendio divampato tra le mura domestiche.

Secondo le prime informazioni raccolte, il rogo sarebbe partito da una stufetta elettrica, che avrebbe preso fuoco provocando un intenso sviluppo di fumo. Proprio il denso fumo che fuoriusciva dalla porta ha spinto alcuni residenti a chiedere aiuto, temendo che all’interno ci fosse qualcuno in pericolo.

Sul luogo dell’emergenza sono giunti rapidamente i vigili del fuoco e un’unità del 118, ma per l’anziana non è stato possibile fare nulla: la donna è stata trovata a terra, ormai deceduta, con il corpo completamente bruciato.

Gli investigatori stanno effettuando accertamenti per stabilire con precisione come si sia generato l’incendio e se vi siano state eventuali cause esterne o malfunzionamenti che hanno portato al tragico epilogo.

Il consiglio salva il Natale e il Capodanno a Sciacca, soldi anche per i botti

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Una variazione di bilancio da 7 milioni e 200 mila di euro è stata approvata ieri sera dopo una lunghissima seduta del consiglio comunale di Sciacca che ha preso il via poco prima delle 18 e sconvolta dalle dichiarazioni politiche non previste del primo cittadino.

Nel dettaglio, il documento economico prevede una serie di interventi che spaziano dal sociale alle opere pubbliche, fino alle iniziative natalizie. Quest’ultime salvate per la loro realizzazione al fotofinish. Il punto andava votato entro il 30 novembre.

Nella delibera dell’amministrazione comunale per il periodo festivo erano stati stanziati 50 mila euro destinati alle luminarie e all’allestimento dell’albero di luci per la piazza Angelo Scandaliato mentre 34 mila euro per gli eventi di intrattenimento natalizio.

L’amministrazione non aveva previsto alcun programma per il Capodanno, ma l’emendamento delle opposizioni ha voluto destinare 26 mila euro per le iniziative della notte di San Silvestro ristabilendo i tradizionali botti del 31 e uno spettacolo in piazza Scandaliato. L’approvazione e’ avvenuta non senza polemiche con il primo cittadino sommerso dalle domande delle opposizioni che non si spiegavano la rigidità dell’assenza di un programma per il 31 dicembre.

Tra gli emendamenti presentati dall’opposizione, 48 mila euro per la manutenzione delle strade in via Cirillo, via Calcinaro, via dei Rovi, via Lido- Foggia. Mentre 39 mila euro per i festeggiamenti dei Quattrocento anni della Madonna del Soccorso, 9 nel 2025 e 30 nel 2026.

Importante anche il capitolo dedicato al sociale, che supera complessivamente i 3 milioni e mezzo di euro. Con emendamento sempre delle opposizioni, 20 mila euro andranno come contributo alle parrocchie per la spesa indigenti. Duemila euro, invece per la Mensa della Solidarietà. Gli emendamenti opposizione hanno poi riguardato 5000 euro per la potatura alberi della contrada Seniazza e 5000 euro come contributo al Volley Club. Altri 5000 euro per quartiere Marina e la sua parrocchia.

Sul fronte delle opere e dei servizi, la variazione al bilancio prevede 140 mila euro per interventi in via Ghezzi e 90 mila euro per il miglioramento dell’illuminazione pubblica in diverse aree della città.

Per la sicurezza urbana sono stati destinati 3 mila euro alla videosorveglianza in piazzetta Campidoglio.

La variazione al bilancio e’ passata con il voto favorevole di 15 consiglieri e l’astensione del solo Alessandro Curreri. Poche ore prima l’aula aveva approvato anche il consolidato con 13 favorevoli e astenuti i due Blo’ e Brucculeri.

Intanto, nelle ore successive al consiglio comunale, Blo’ e Brucculeri hanno commentato la variazione di bilancio come “un arrembaggio agli emendamenti”.
“Quando finalmente – scrivono – si è arrivati alla trattazione della variazione di bilancio, l’opposizione ha dato il meglio — o il peggio — di sé: un vero assalto agli emendamenti, ognuno a proporre asfaltature di strade, contributi a questa o quella associazione, interventi spot.
Un approccio che non biasimiamo del tutto, visto che è lo stesso metodo utilizzato dall’amministrazione:
si procede non per priorità, ma per convenienza, per piccoli favori, per micro interventi ad personam.
La nostra decisione di fronte a questo “spettacolo indecoroso, inconcludente e offensivo per l’istituzione e per i cittadini” e’ stato quello di abbandonare l’aula”.

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Bollette 2026, prezzi più bassi e lo Stato che torna fornitore di energia: ecco la nuova proposta del PD

Il Partito Democratico presenta un emendamento prioritario alla Manovra 2026: un “fornitore pubblico” per energia elettrica a prezzi più bassi, ampliamento delle tutele e rinnovabili al 65% entro il 2030. Ecco cosa cambierebbe per famiglie e imprese.

Il tema del caro bollette torna al centro del dibattito politico. Con un emendamento segnalato come “prioritario”, il Partito Democratico propone una riforma che potrebbe rivoluzionare il mercato dell’energia: far tornare lo Stato a essere fornitore diretto di energia elettrica per milioni di famiglie, con tariffe più vantaggiose e nuovi criteri di accesso alle tutele.


Un fornitore statale per le famiglie: come funzionerebbe l’Acquirente Unico

La proposta del PD prevede che l’energia per i cittadini vulnerabili e per le famiglie con redditi medio-bassi venga fornita direttamente da Acquirente Unico, società pubblica controllata dal MEF.

In pratica:

  • lo Stato acquisterebbe energia sul mercato all’ingrosso a condizioni più favorevoli
  • l’energia sarebbe rivenduta alle famiglie a prezzi più bassi
  • i consumatori vulnerabili passerebbero automaticamente al fornitore pubblico
  • chi è nel mercato libero ma rientra nei requisiti potrebbe fare domanda per rientrare nel sistema di tutela

Una misura che, secondo il PD, permetterebbe di ridurre sensibilmente le bollette, proteggendo il potere d’acquisto delle famiglie.


Tutele più ampie: si allarga la platea dei beneficiari

L’emendamento amplia in maniera significativa i requisiti di accesso alle tutele per l’energia.

Oltre alle categorie già riconosciute (over 75, disabili, titolari di bonus sociale, residenti in isole minori, sfollati per calamità), verrebbero inclusi anche:

  • famiglie con ISEE fino a 20.000 euro
  • famiglie numerose con ISEE fino a 30.000 euro

Si tratta di una platea molto più ampia rispetto a oggi, che coinvolgerebbe milioni di nuclei familiari, spesso schiacciati dal peso delle bollette energetiche.


Riapertura delle tutele graduali fino al 2028

La seconda parte dell’emendamento propone di:

  • riaprire le adesioni al servizio di tutela fino al 31 dicembre 2025,
  • estendere le tutele fino al 31 marzo 2028
  • includere i nuclei con ISEE entro 20.000 euro

La misura sarebbe pensata per chi, nei mesi scorsi, si è ritrovato nel mercato libero senza possibilità di rientrare nelle tutele.


Energia rinnovabile: obiettivo 65% entro il 2030

La terza proposta contenuta nell’emendamento riguarda la transizione energetica:
entro il 2030 almeno il 65% dell’energia acquistata dalle imprese dovrà provenire da fonti rinnovabili.

L’obiettivo è:

  • ridurre la dipendenza da fonti fossili
  • stabilizzare i prezzi dell’energia nel lungo periodo
  • rispettare gli impegni climatici europei

La proposta punta a incentivare contratti a lungo termine per l’acquisto di energia green.


Perché questa proposta? Il mercato tutelato è finito

La riforma nasce anche a seguito del passaggio obbligato al mercato libero dell’energia, in vigore per tutti dal 1° luglio 2024, eccetto per i soggetti vulnerabili.

Il PD vuole quindi:

  • introdurre una tutela pubblica per chi ha più difficoltà economiche
  • offrire un’alternativa ai prezzi spesso variabili del mercato libero
  • garantire maggior trasparenza nei contratti energetici

Cosa cambierebbe per le famiglie

Se la proposta venisse approvata:

  • lo Stato diventerebbe fornitore diretto di energia per milioni di cittadini
  • le famiglie vulnerabili avrebbero bollette più economiche
  • i redditi medio-bassi rientrerebbero nelle tutele
  • si potrebbe rientrare nelle tutele graduali anche dopo le scadenze attuali
  • aumenterebbe la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili

Una proposta che punta a ridurre l’impatto del caro energia e a ridisegnare completamente il mercato elettrico.


Le prossime tappe

L’emendamento è ora al vaglio delle Commissioni della Manovra 2026. Se approvato:

  • entrerà nel testo della Legge di Bilancio
  • passerà al voto delle Camere
  • potrebbe diventare operativo già nel 2026

Il tema resta uno dei più sentiti dal Parlamento, con un confronto acceso tra maggioranza e opposizioni sul futuro del mercato energetico italiano.