In Sicilia avvio della stagione balneare da luglio e gli stabilimenti potrebbero già ripartire, Musumeci:” In circuito 100 milioni di euro per le famiglie”

Il Governatore della Sicilia, Nello Musumeci, si è espresso riguardo lo start della stagione balneare 2020 nell’isola. “Partiremo con una stagione turistica in ritardo, partiremo dal mese di luglio” ha affermato il presidente della Regione siciliana.

“Sicilia sicura”. Questo potrebbe essere il leit motiv, secondo il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, in vista della prossima ripartenza della stagione balneare in Sicilia fissata per il mese di luglio. Bagni salvi, dunque, o almeno si spera. Una cosa è certa, però, e riguarda i dati di questi giorni che, nell’isola, appaiono più che mai confortanti, con un trend dei contagi in discesa, sebbene non bisogna, in alcun modo, abbassare la guardia. “I numeri mi danno consenso – ha evidenziato Musumeci – anche se partiremo con una stagione turistica in ritardo, nel mese di luglio. Nei prossimi giorni – continua il Governatore – autorizzeremo gli stabilimenti a cominciare a lavorare”. Il 3 maggio prossimo, intanto, sarebbe previsto l’allentamento delle misure imposte dal Governo nazionale e, quindi, si dovrebbe prevedere la fine del lockdown con una ripresa “soft”. “Al governo – conclude Musumeci – chiediamo misure a sostegno delle imprese, in maniera immediata, perche’ la Sicilia partiva da una condizione economica fragile, con un alto tasso di disoccupati e povertà. Noi abbiamo messo in circuito 100 milioni di euro per le famiglie che daremo nello spazio di tre mesi”.

Il pescivendolo Marino di Sciacca costretto ad interrompere il lavoro si dedica alla consegna di generi alimentari alle famiglie in difficoltà (Intervista)

E’ uno tra i pescivendoli più conosciuti a Sciacca. Giuseppe Marino è figlio d’arte in questo settore perchè il padre, Nino, per circa mezzo secolo, è stato in azione per le strade di Sciacca e nel punto vendita di Porta Palermo.

Adesso l’emergenza Coronavirus ha bloccato Giuseppe, la sua motoape è in garage, ma lui continua a girare la città da volontario dell’associazione Vigili del Fuoco in Congedo. “Prima portavo il pesce nelle case dei saccensi – dice – e ora altri generi alimentari per le famiglie in difficoltà”.

Messina e Santangelo lanciano un’iniziativa per chiedere l’azzeramento anche delle imposte comunali (Video)

Si avvicina il pagamento delle imposte comunali e dopo l’intervento di Ignazio Messina, a capo dell’associazione “Ora Basta!”, è l’avvocato Caterina Santangelo a farsi avanti annunciando un’iniziativa, una raccolta di firme, attraverso la piattaforma di petizioni Change.org, per l’azzeramento.

L’iniziativa è presentata con un video che vi proponiamo.

Ospedali di Agrigento e Sciacca, La Rocca Ruvolo: “I cittadini vanno rassicurati, devono poter accedere alle cure in sicurezza”

“I cittadini devono poter accedere alle cure senza paure e preoccupazioni, le autorità sanitarie che hanno individuato gli ospedali di Agrigento e Sciacca come aree Covid della provincia hanno il dovere di spiegare le ragioni delle scelte fatte e di garantire a tutti la sicurezza del nosocomio e dei percorsi realizzati”. Lo afferma in una nota la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo.

“Non sono un tecnico, ritengo – aggiunge La Rocca Ruvolo – che i nuovi percorsi vadano condivisi con gli operatori medici e sanitari impegnati in prima linea. È la rigidità delle procedure e dei comportamenti a fare la differenza. Lavorare in sicurezza e rendere un servizio pubblico efficiente ai cittadini è l’obiettivo affidato al servizio sanitario. Gli investimenti che sono stati fatti non possono andare perduti proprio in vista del potenziamento dei reparti e dell’ampliamento dell’offerta sanitaria”.

L’onorevole Mangiacavallo sul dopo emergenza: “Trasformare gli ospedali agrigentini in centri sanitari d’eccellenza”

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L’onorevole Matteo Mangiacavallo ha avanzato all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza  la proposta di trasformare le strutture ospedaliere siciliane in centri d’eccellenza a lungo termine dotati di tutto il personale e la strumentazione tecnica necessari a fronteggiare le emergenze epidemiologiche come ad esempio il Covid-19.

<<La grave emergenza sanitaria – dichiara l’onorevole Mangiacavallo – che da qualche tempo ha travolto il nostro Paese e la nostra
Regione ci ha messo di fronte un nemico invisibile e sconosciuto da combattere, dinanzi al quale ci siamo ben presto ritrovati impreparati.
Stando agli ultimi dati della Protezione Civile, la diffusione del contagio in Sicilia sembrerebbe essere al momento contenuta: è evidente che i numeri registrati dal nostro sistema sanitario sono nettamente inferiori se confrontati con quelli delle altre regioni del nord Italia. E d’altronde è necessario prendere atto di quanto devastante sarebbe stata l’epidemia in una regione come la nostra se i contagi fossero stati altrettanto rapidi. Molte province siciliane hanno un sistema sanitario del tutto inadeguato, non in grado di affrontare un’emergenza epidemiologica grave – come quella quotidianamente riferita dalla stampa – che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario delle Regioni Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Veneto>>.

Mangiacavallo evidenzia, infatti, che nella nostra provincia non sono state istituite delle vere e proprie strutture anti Covid-19 ma, considerate le condizioni dei nostri ospedali, sono stati predisposti soltanto dei reparti al loro interno che, per fortuna, non sono stati presi d’assalto altrimenti sarebbero collassati in brevissimo tempo.

Proprio in virtù di questa esperienza Matteo Mangiacavallo sostiene che occorre fin da adesso una programmazione a lungo termine valida per il futuro, con nuove strategie, percorsi specifici e nuove strutture  con una serie di reparti (pneumologia, rianimazione,
sale operatorie), con adeguate e specializzate risorse umane e dotazioni strumentali avanzate per far fronte ad eventuali nuove emergenze sanitarie

<<Tale azione – continua Mangiacavallo – se da un lato consentirebbe di mantenere efficienti e funzionali taluni presidi ospedalieri già esistenti, potenziandone al contempo le dotazioni organiche per elevarle a presidio d’eccellenza, dall’altro sarebbe l’occasione sia per dare fiducia e certezza ai siciliani che oggi, a causa della pandemia, sono ancora troppo spaventati dagli ospedali del territorio all’interno dei quali sono stati allocati i reparti COVID, sia per scardinare il pregiudizio diffuso che gli ospedali siano oggi luoghi insani ove sia facile essere contagiati.
È essenziale restituire quella sicurezza e quella serenità perduta all’intera comunità e, principalmente, a tutti coloro che oggi hanno bisogno di cure mediche e che, per tale motivo, si avvicinano ai presidi ospedalieri della provincia agrigentina.
Il sottoscritto –
conclude – intende in questa sede segnalare la presenza sul territorio di numerosi presidi ospedalieri, molti dei quali – destinatari di ingenti investimenti – hanno già avviato un processo di ammodernamento e potenziamento delle proprie strutture: potrebbero rivelarsi presidi ideali da trasformare in centri d’eccellenza, diventando punto di riferimento non solo per la cura delle malattie infettive ma anche per la ricerca e lo studio delle stesse per tutta la Sicilia>>.

Sale a 1000 il numero delle famiglie di Sciacca che non riescono ad acquistare i generi alimentari e che vengono aiutate (Intervista)

Il bisogno è in costante aumento ed è salito a 1000 il numero delle famiglie assistite a Sciacca per i generi alimentari. L’attività dei volontari dell’associazione Vigili del Fuoco in Congedo e della Guardia Costiera Ausiliaria non conosce tregua. Anche nel fine settimana saranno garantiti gli aiuti grazie alla macchina organizzativa messa in campo e che vede protagonista il Comune di Sciacca.

Ci sono sempre più imprenditori che collaborano fornendo generi alimentari, come riferisce, in un’intervista a Risoluto.it, Calogero Catanzaro, a capo dell’associazione Vigili del Fuoco in Congedo.

Bloccati al nord Italia per l’emergenza coronavirus subiscono furto in casa, carabinieri recuperano quanto rubato dai ladri

E’ accaduto a Licata. I carabinieri della locale stazione hanno individuato i due ladri, con la refurtiva, appena dopo un colpo. I malviventi sono stati denunciati.

I militari della Compagnia di Licata, ieri notte, hanno ottenuto un altro brillante risultato, dopo i due arresti per furto di infissi all’interno di una scuola nei giorni scorsi. I Carabinieri hanno dato il massimo per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, già provati d settimane di isolamento: dopo aver messo a punto un piano dettagliato di monitoraggio del territorio, hanno iniziato ad effettuare appostamenti e ripetute pattuglie in abiti civili e con auto di copertura, per rendersi invisibili e sorprendere i ladri con le mani nel sacco.

I militari si sono accorti di movimenti sospetti e hanno deciso di bloccare due soggetti che stavano uscendo furtivamente da una casa isolata. Nonostante le intimazioni dei Carabinieri i due ladri non si sono fermati, anzi hanno accelerato la loro corsa nel tentativo di sfuggire alla cattura, gettando via nel frattempo la refurtiva del colpo appena messo a segno. Nelle fasi concitate dell’inseguimento, i Carabinieri hanno prima perso di vista i ladri, ma, avendoli riconosciuti, li hanno poi raggiunti quando, già rientrati a casa, stavano cercando di nascondere le tracce del furto appena commesso.

All’ingresso dell’abitazione, i parenti dei sospettati hanno cercato in ogni modo di impedire ai militari l’accesso, ma inutilmente. Una volta entrati hanno perquisito ogni angolo della casa. Proprio sotto il letto matrimoniale hanno trovato uno dei due, nascosto, che indossava ancora gli stessi vestiti che i militari avevano notato durante l’inseguimento. A questo punto non è rimasto altro da fare che condurlo in caserma per ricostruire la vicenda. L’uomo, compreso di essere in trappola, ha infine deciso di indicare l’abitazione dove era avvenuto il furto. I militari a questo punto sono riusciti prima a risalire all’identità del complice e subito dopo a contattare i proprietari dell’appartamento, rimasti bloccati al Nord Italia per via delle misure di contenimento. Grazie a una videochiamata con i Carabinieri hanno riconosciuto la refurtiva, poi restituita ad un loro parente a Licata, in attesa del momento in cui potranno tornare a casa e recuperarla. I proprietari hanno ringraziato i Carabinieri per la prontezza dimostrata.

Tre romeni occupavano abusivamente il Museo del Mare di Sciacca, denunciati dalla Polizia Municipale

La polizia municipale di Sciacca ha denunciato 3 persone di nazionalità romena. La segnalazione è scattata nei confronti di un uomo e due donne, una delle quali in stato avanzato di gravidanza, per il reato occupazione abusiva di immobile di proprietà comunale. I tre indagati avevano occupato una parte del museo del mare sito in contrada Maurici. La Polizia Municipale, congiuntamente al personale dei servizi sociali del comune, hanno proceduto allo sgombero coattivo e hanno accompagnato i tre presso una comunità di accoglienza di Santa Margherita di Belice.

Coronavirus, Razza: “Il governo regionale sta investendo sull’ospedale di Sciacca”

«Leggo sconcertato di polemiche sull’ospedale di Sciacca, che è oggetto di investimenti e attenzioni, come non mai, da quando è in carica il governo della Regione. È molto grave che vengano riferite notizie scientificamente infondate, che rischiano di mettere in allarme la popolazione e non è più tollerabile l’istigazione continua dell’opinione pubblica soprattutto da parte di chi riveste ruoli istituzionali».
Lo afferma l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza.
«Ho scelto – prosegue il componente del governo Musumeci – di nominare come commissario ad acta per il coronavirus, un risk manager apprezzato e competente che ha studiato e definito personalmente tutti i percorsi: è una prassi attuata anche nei principali ospedali italiani, dove si opera in altissima complessità. È la rigidità delle procedure e dei comportamenti a fare la differenza, questo dovrebbe essere noto a tutti proprio a Sciacca, dove si è registrato il primo limitato cluster nosocomiale non per la presenza di un’area Covid, ma per comportamenti poco ortodossi e fuori dalle linee guida. È la stessa struttura destinataria di importanti interventi strutturali e del potenziamento della terapia intensiva che questa polemica pretestuosa rischia di privare. Occorre, invece, continuare a lavorare in sicurezza e rendere un servizio pubblico degno ai cittadini che è l’obiettivo affidato al servizio sanitario agrigentino».

Torna a casa la riberese che era rimasta bloccata con la figlia in Tunisia per le restrizioni anti Covid-19

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Sta finalmente rientrando in Sicilia Adriana Sedita, la giovane riberese che era rimasta bloccata in Tunisia con la figlioletta di 4 anni per via delle norme di contenimento del contagio da coronavirus.

La giovane aveva lanciato un appello, chiedendo aiuto, tramite social affinché qualcuno facesse qualcosa per far rientrare lei e la sua bimba a Ribera.

Ad occuparsi del rimpatrio degli italiani nello stivale è stato il deputato siciliano del Movimento 5 stelle Giuseppe Chiazzese.

Proprio oggi Adriana Sedita ha postato un video dal traghetto speciale che da Tunisi la sta portando a Palermo e con gioia comunica: “Finalmente, a quanto pare, ce la faremo. Siamo sul traghetto, siamo di ritorno dalla Tunisia, a presto”.