Muore allo Stazzone a Sciacca un pescatore sportivo, probabilmente un malore.

E’ stato ritrovato dagli uomini del Circomare di Sciacca dopo le segnalazioni di alcuni passanti, in una zona dello Stazzone, privo di vita, ancora con l’attrezzatura vicina, Gaspare Catanzaro, di 60 anni, di Sciacca, appassionato di pesca sportiva.  L’uomo non si era ancora immerso. Probabilmente, è stato colto da malore nello stesso punto dove giaceva privo di vita. Sul posto anche i carabinieri della Caserma di Sciacca. Il magistrato della Procura di Sciacca, ha disposto l’esame autoptico sul corpo del saccense per chiarire le cause della morte.

Quintali di rifiuti abbandonati nella contrada San Vincenzo di Menfi, il vicesindaco Viviani li fa rimuovere e dichiara: “Denuncerò i responsabili”

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Quintali di rifiuti erano stati abbandonati e sono stati rimossi dalla zona San Vincenzo, in territorio di Menfi, ma  al confine con quello di Sambuca. Il vicesindaco Viviani: “Chi sarà pescato verrà denunciato. Aspetto segnalazioni, anche anonime”.
Un’autentica discarica abusiva. E ieri per l’ennesima volta Viviani, che ha la delega all’Ambiente, ha organizzato un servizio di rimozione dei rifiuti in quella zona. “Oggi nuova bonifica del territorio. Si può continuare così ? Aiutateci a scoprire i colpevoli”. E’ l’appello di Ludovico Viviani. “Io vado avanti con la sensibilizzazione – dice Viviani – e spero che la città capisca gli sforzi che stiamo facendo. Questa è un’amministrazione attenta alle questioni ambientali. È una delle priorità”.

Una dei due giurati dei movimenti, l’architetto Martina Ciaccio: “Sono caduta dalle nuvole anche io quando ho visto il risultato finale”

Architetto, saccense di origine, Martina Ciaccio vive e lavora a Palermo e dal 1990 si dedica alla professione di Interior Design. Non era la prima volta che faceva parte di una giuria del Carnevale, lo stesso ruolo di giudice lo aveva svolto su nomina dell’assessore Salvatore Monte, ma quella volta chiamata a giudicare la voce più importante “architettura”. Ricontattata quest’anno, stavolta per la voce “movimenti”,  non è stata immune dalle polemiche scaturite in seguito al risultato. Infatti, proprio chi si è occupato di giudicare i movimenti è stato al centro del vortice delle contestazioni.  “Capisco il coinvolgimento emotivo che il Carnevale crea – ha riferito l’architetto – ma sui social ho davvero letto di tutto. Il ruolo dei giurati è stato deprezzato e messo alla berlina. Per mettere a servizio della comunità la mia professionalità, sono arrivata da Palermo mettendo a mie spese il carburante. Non mi è stato offerto alcun pasto. Tutto è stato a mio carico, ho dato il mio contributo personale alla festa e sinceramente essere additata come una corrotta, non mi fa piacere”. La designer, riguardo quanto poi è stato stabilito dalla sommatoria finale così dice: “Sono caduta dalle nuvole, sono rimasta stupita anche io seguendo il momento dell’apertura delle buste sul web. Non c’è stato alcun accordo. Io ho fatto il mio lavoro stando in strada ad ammirare i carri, a visionarli per tutti i giorni della manifestazione, poi mi sono attenuta alle prescrizioni del regolamento e le direttive che il dirigente Todaro ci ha fornito per esprimere il voto”. “Certo – ha aggiunto – è difficile esprimere un parere basandosi solo su un numero, è riduttivo quando si parla di arte. Personalmente avevo chiesto di poter motivare con una relazione da mettere agli atti, ma non per giustificare i giudizi, semplicemente per spiegarli. In riferimento, proprio alle polemiche che l’hanno vista al centro delle polemiche per i giudizi bassi attribuiti ad alcuni carri allegorici che proprio sui movimenti innovativi avevano puntato, così l’architetto Ciaccio ha risposto: ” Il mio voto basso al carro della Bufala è derivato dal fatto che ho notato che i movimenti non potevano essere ammirati lungo il percorso perchè quel bilanciere aveva bisogno di uno slargo per essere azionato, quindi solo in piazza. Ciò penalizza, a mio avviso, i visitatori che hanno ammirato i carri lungo il corteo mascherato. Il Carnevale di Sciacca è partecipazione e condivisione e non permettere di offrire lo spettacolo della rotazione del carro a tutti lungo tutte le fasi, l’ho trovato un aspetto che si doveva tenere in considerazione”.

Carnevale e polemiche, il danzatore Giuseppe Barsalona: “Mi scuso a nome della giuria per il risultato, ma i carristi non possono scegliere i giurati”

“Durante le volte in cui la giuria si è riunita, ho percepito come se ci fosse la volontà di voler demolire in particolare due carri”. Così Giuseppe Barsalona, ballerino professionista con un curriculum di tutto rispetto nel mondo della danza, giurato per la seconda volta consecutiva del Carnevale di Sciacca, commenta le polemiche sul risultato della classifica della 119° edizione della festa. Barsalona, chiamato a giudicare le coreografie, sui social è stato accusato da più parti di essere stato assai duro nella valutazione di alcuni gruppi mascherati. “Ho valutato secondo la mia competenza e il background culturale nel settore – ha detto – talvolta non conoscevo neanche le persone che avevo davanti, ma chiederei a quanti mi hanno additato o inviato messaggi privati per onestà intellettuale di fare lo stesso con gli altri giurati, ad esempio, nei movimenti, che hanno assegnato il massimo con delle opere completamente statiche. Barsalona ha le idee abbastanza chiare anche sulle modalità di voto e sui cambiamenti che in questi giorni son venuti fuori dopo la discussa valutazione: “In una città così piccola affidarsi al voto popolare – ammette –  vuol dire far vincere chi ha più amici. Così come non è giusto che i carristi dettino le loro preferenze sui giurati. Ad esempio, ho saputo che io sono stato contattato soltanto all’ultimo perché non ero ben visto da alcune associazioni culturali. Mi scuso a nome di tutti per il risultato che è venuto fuori, ma i carristi non possono esprimere la loro preferenza sui giurati”. Secondo il ballerino, i cambiamenti annunciati adesso dalla sindaca Valenti dovevano essere già attuati lo scorso anno: “Lo avevano detto anche lo scorso anno che il metodo sarebbe cambiato – ha detto – ma stiamo ancora qui a parlare. Il prossimo lo faremo nuovamente. Il Carnevale è lo specchio di questa città. Per cambiare, ci vuole il coraggio di volerlo fare”.  

Tutti gli uomini di Messina, dai docenti universitari agli avvocati pronti ad impegnarsi con l’ex sindaco

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C’era il docente universitario Renato Chemello, che non è saccense, ma che vuole spendersi per la città termale, ma anche l’avvocato Caterina Santangelo, figlia dell’ex sindaco di Sciacca, Baldassare. Nell’associazione “#Ora Basta”, presentata questa mattina a Sciacca da Ignazio Messina, anche Lillo Santangelo, il pilastro degli scavi archeologici nei fondali del mare saccense. Sulla scalinata delle Terme con Ignazio Messina anche l’ex assessore comunale Raimondo Brucculeri e l’ex consiglio comunale Ezio Alfano. Tutti si dichiarano pronti a spendersi per la città “con quest’associazione – precisa Caterina Santangelo – che è inclusiva e vuole coinvolgere altra gente”.

Stalking alla Marina di Sciacca, divieto di avvicinamento ad una donna per un cinquantottenne

Personale della polizia di Stato di Sciacca, nel pomeriggio di ieri, ha dato seguito all’ordine di esecuzione della misura cautelare personale emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sciacca nei confronti di M.C., di 59 anni, di Sciacca, del divieto di avvicinamento a B.C., di 43, pure saccense, per stalking. L’uomo avrebbe pedinato e molestato la donna, una vicina di casa, fino a quando la stessa si e’ rivolta alla polizia che ha avviato le indagini, sfociate adesso nella misura disposta dal Gip. L’indagato e’ un pescatore e i fatti si sarebbero verificati in zona portuale.

Il Soprintendente ai Beni Culturali di Agrigento, Michele Benfari: “Primo impegno la riapertura del Museo del Mare di Sciacca nel complesso Fazello”

La nomina a Soprintendete ai Beni Culturali di Agrigento a Michele Benfari, architetto di Sciacca, arriverà lunedì prossimo, ma il dirigente generale dell’assessorato ai Beni Culturali gli ha già inviato una nota. Benfari vanta una notevole esperienza nel settore ed ha già operato, per dieci anni, anche alla Soprintendenza di Agrigento prima di svolgere servizio in altre strutture della Regione. In un’intervista a Risoluto.it parla, per il territorio saccense, del complesso monumentale di Santa Margherita e delle possibilità di completarlo e renderlo fruibile, ma anche del Museo del Mare che è stato chiuso. Benfari vuole che sia riaperto al più presto nel complesso monumentale Fazello.  

Ignazio Messina: “Non mi candido alle Europee, lavoro per il Comune di Sciacca”

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L’ex sindaco di Sciacca, Ignazio Messina, ha presentato, questa mattina, l’associazione “#Ora Basta”. Nella scalinata del complesso termale ha parlato della riapertura delle terme, ma anche di biomasse e, più in generale, di una città che ha perso terreno e che deve recuperare. Messina ha chiarito che non sarà candidato alle elezioni Europee, ma che lavora per il Comune di Sciacca. L’ex sindaco, dunque, ha iniziato una una lunga corsa visto che le prossime amministrative a Sciacca non sono imminenti. Ed ha iniziato dalle terme.

Michele Benfari dirigente della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento

Dirigente responsabile della Soprintendenza di Agrigento. E’ la prestigiosa nomina che riguarda il saccense Michele Benfari. E’ stato il dirigente generale dell’assessorato regionale ai Beni Cultrurali, Sergio Alessandro, a procedere in tal senso dopo la disponibilità manifestata da Michele Benfari che da molti anni è in servizio e che anche nell’Agrigentino si è distinto per alcune particolari iniziative. Per quanto riguarda Sciacca Michele Benfari è particolarmente legato al complesso monumentale di Santa Margherita. Ha curato i lavori dell’ultimo intervento effettuato e condiviso, recentemente, con l’assessore ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa, la necessità di procedere alle ulteriori opere necesserie per garantirne l’apertura.

Ddl prevenzione gioco d’azzardo, al via esame emendamenti in commissione Salute all’Ars

“Abbiamo già concluso le audizioni sul disegno di legge per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico, martedì inizieremo l’esame degli emendamenti e nel giro di due settimane il testo dovrebbe approdare in Aula con l’auspicio che venga ampiamente condiviso”. Lo ha detto la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, intervenendo, nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, al convegno intitolato “Il gioco d’azzardo patologico in Italia, le donne al centro” promosso dall’associazione Alea in collaborazione con l’assessorato della Salute Regione Siciliana e l’Asp di Palermo.

L’esame degli emendamenti al disegno di legge n. 215-387, frutto dell’abbinamento di due ddl di cui sono primi firmatari Cancelleri e La Rocca Ruvolo, è già stata calendarizzato per martedì 12 marzo alle ore 11.

“La finalità del ddl – ha aggiunto La Rocca Ruvolo – è quella di tutelare la salute delle persone, spesso soggetti vulnerabili, donne e uomini, giovani e anziani, che rischiano di ammalarsi da gioco d’azzardo e che hanno necessità di essere aiutati. Dobbiamo fare in modo che la gente non si rovini economicamente e non si ammali. Abbiamo avuto la disponibilità dell’assessorato regionale per la Salute che sul tema sta promuovendo diverse campagne di sensibilizzazione nelle scuole. Tra gli strumenti proposti nel ddl – ha spiegato – un nuovo potere regolamentare esplicito ai  sindaci, per dar loro la possibilità di intervenire efficacemente tramite controlli sulla proliferazione delle sale da gioco nel loro comune disponendo, qualora necessario, regolamenti e prescrizioni restrittive”.