Ai domiciliari l’ultraottantenne imputato dell’omicidio del vicino Liborio Piazza
Lavori sulla Palermo-Sciacca, fondovalle chiusa fino alla fine del mese di ottobre
Dieci migranti in fuga nelle campagne di Menfi, tra i cinque fermati c’è anche un minore
Manifestazione oggi a Sciacca per la venticinquesima Giornata Mondiale Alzheimer
La scuola di John Peter Sloan arriva anche a Sciacca, sabato “Open Day” per la presentazione dei corsi
Per l’omicidio Carità a Licata, sottoposto a fermo dai carabinieri Orazio Rosario Cavallaro
Svolta nelle indagini, preso il presunto killer dell’omicidio di Angelo Carità, avvenuto il giorno di Pasquetta.
Era stato barbaramente ucciso a colpi di pistola, la mattina di Pasquetta, davanti al cancello del proprio terreno agricolo, a Licata. Il corpo, poco dopo, era stato ritrovato dalla moglie che aveva subito telefonato in caserma. Dal giorno del brutale omicidio di Angelo Carità, di 61 anni, bracciante agricolo, i carabinieri di Licata ed i colleghi del Reparto Operativo di Agrigento, intervenuti subito sul posto in quel giorno di festa, non hanno mai mollato la presa, analizzando ogni singolo e più piccolo indizio. A sei mesi esatti, è arrivata la svolta nelle indagini.
Il caso, subito rivelatosi molto complesso, tenuto conto anche dell’assenza di testimoni, ha visto dapprima l’intervento della sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo, che ha effettuato uno scrupoloso sopralluogo sulla scena del crimine. Poi una miriade di pedinamenti ma, anche l’acquisizione e l’analisi meticolosa delle immagini degli impianti di video-sorveglianza di tutta la città di Licata.
I carabinieri della locale compagnia e del Reparto Operativo provinciale, sin da subito, coordinati dalla Procura della Repubblica di Agrigento, hanno indirizzato le indagini su alcune immagini video, ottenute da vari esercizi commerciali ubicati nei pressi del luogo del delitto. Immagini in cui si sono potute scorgere le fasi concitate dello spietato agguato, nel corso del quale il killer, giunto a piedi ed indossando un giubbotto, aveva esploso il colpo di grazia alla vittima. L’analisi di un imponente quantitativo di materiale video acquisito, ha consentito di ripercorrere il tragitto compiuto dalla vittima negli attimi precedenti all’omicidio. In particolare, gli investigatori dell’Arma sono riusciti ad evidenziare un’auto intenta, sia a pedinare per un breve tratto di strada la vittima, sia ad effettuare alcuni passaggi presso l’abitazione della stessa. La successiva perquisizione domiciliare effettuata nei confronti del sospettato, in quanto utilizzatore di tale veicolo, ha permesso poi di scovare un giubbotto, abilmente occultato e simile a quello indossato dal killer, riportante sulla manica destra delle piccole macchie di sangue. I conseguenti esami di laboratorio svolti dagli specialisti dei Carabinieri del Ris di Messina avrebbero confermato che le macchie sul giubbotto in questione, altro non erano che tracce ematiche riconducibili alla vittima dell’omicidio. E pertanto, all’alba, una decina di carabinieri, supportati anche da unità cinofile, hanno cinturato l’abitazione di Orazio Rosario Cavallaro, di 61 anni, ritenuto il killer di Angelo Carità, sorprendendolo ancora nel sonno, facendo scattare le manette ai suoi polsi con l’accusa di “Omicidio volontario” e “Porto abusivo di arma da fuoco”, in esecuzione di un provvedimento di “Fermo di indiziato di delitto” emesso dalla Procura della Repubblica di Agrigento.
Le donne in consiglio scuotono i numeri della maggioranza: prima la Gulotta, ora la Deliberto e domani, forse la Santangelo si dichiarano indipendenti
Sbarco di clandestini a Porto Palo di Menfi, rintracciati cinque tunisini
La Protezione Civile sblocca oltre 2 milioni di euro per il Comune di Menfi, avviati i pagamenti a imprese e cittadini
Buone notizie a Menfi per tanti lavoratori e imprese del settore edile e per i molti cittadini che ancora attendono la ricostruzione della prima casa, a seguito dei danni subìti nel terremoto del Sessantotto.
Sono stati infatti sbloccati 2.264.000 euro di fondi della Protezione civile per la ricostruzione e, già da ieri, il Comune di Menfi sta procedendo a liquidare le somme dovute alle ditte interessate, a seguito dell’accreditamento delle somme presso la tesoreria del Comune.
Nonostante il nulla osta ottenuto dopo l’incontro del 2 Luglio 2018, a cui aveva presenziato il sindaco di Menfi, Marilena Mauceri – in cui la Ragioneria Generale della Regione comunicava che avrebbe proceduto alla liquidazione – il Dipartimento della Protezione Civile aveva rilevato di aver erroneamente indicato nella documentazione il Comune di Partanna anziché il Comune di Menfi. A seguito di ciò, il sindaco Mauceri ha richiesto un nuovo incontro per fare correggere l’errore materiale nel Decreto Regionale e nella nota dell’11 settembre 2018, l’assessorato regionale dell’Economia ha emesso nuovo decreto con cui è stato dato seguito alla correzione materiale. “All’indomani delle elezioni – dice il sindaco di Menfi, Marilena Mauceri – questa Amministrazione si è subito attivata presso gli Uffici Regionali competenti al fine di ottenere il riaccredito delle suddette somme. Con la mia squadra esprimiamo soddisfazione per questo importante traguardo per imprese e cittadini che da anni attendono i fondi per la ricostruzione”.
Nella foto, il sindaco di Menfi, Marilena Mauceri


