Progetto per riqualificare Pallone tenda e campetti da tennis, Comune di Sciacca partecipa a bando europeo
Il Comune di Sciacca ha partecipato con un proprio progetto all’Azione 9.6.6 del PO FESR 2014-2020. È stato trasmesso alla Regione Siciliana – comunicano il sindaco Francesca Valenti e l’assessore Annalisa Alongi – una richiesta di finanziamento per dare seguito a un intervento di miglioramento del centro polivalente sportivo che comprende la riqualificazione dei campetti da tennis e del pallone tenda del quartiere Perriera.
Il progetto è stato redatto dall’Ufficio Lavori Pubblici e presentato nell’ambito della misura 9.6.6. La misura è denominata “Interventi di recupero funzionale e riuso di vecchi immobili di proprietà pubblica in collegamento con attività di animazione sociale e partecipazione collettiva, inclusi interventi per il riuso e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alle mafie”.
Il progetto è stato presentato nell’ambito della prima finestra della misura dall’Ufficio Sviluppo Economico, prima della scadenza del 17 agosto, a seguito dei cinque incontri promossi dall’Amministrazione comunale con le realtà locali: associazioni culturali, sportive e sociali, comitati di quartiere, scuole, enti e operatori interessati all’attuazione o fruizione degli interventi, che il sindaco Valenti e l’assessore Alongi ringraziano per il contributo.
Lotta all’abusivismo edilizio: a quattro anni dal protocollo d’intesa procura-comuni, zero demolizioni nel circondario giudiziario di Sciacca
Nel secolare dibattito sui cosiddetti “abusivi per necessità” (quello che a Licata è culminato addirittura con la “mozione di sfiducia-shock” che ha mandato a casa il sindaco Angelo Cambiano), a recitare un ruolo decisivo è anche la storia più recente. Quella storia che vede protagonista la stessa Sciacca. Correva l’anno 2013, quando l’allora procuratore capo Vincenzo Pantaleo, nel tentativo di restituire dignità ad un territorio cementificato ignobilmente anche (se non soprattutto) grazie all’assenza di regole (leggasi: Piano Regolatore Generale), convocò i 20 sindaci dei comuni ricadenti nel Circondario del Tribunale di Sciacca e, con loro, stipulò un protocollo d’intesa senza precedenti. Conteneva l’impegno, da parte dei rappresentanti delle singole municipalità, a demolire a propria cura e spese i manufatti abusivi già oggetto di sentenze penali definitive nei loro rispettivi territori. Un’intesa che fece scalpore ma che, di fatto, in quattro anni non ha mai prodotto risultati. Ruspe all’opera non se ne sono pressoché viste. “Colpa” della mancanza di sentenze penali definitive? Non scherziamo. Piuttosto, ad incidere (manco a dirlo) è stata la mancanza di soldi pubblici. Perché la demolizione di un edificio richiede l’impiego di denaro. E così, anche nella prospettiva (impossibile) di potersi un giorno rivalere sul proprietario dell’immobile abusivo, non se n’è mai fatto niente. Risultato: il contenuto di quel protocollo d’intesa è rimasto poco più che lettera morta. I fabbricati abusivi oggetto di sentenza definitiva sono irrimediabilmente rimasti in piedi, a deturpare il paesaggio. È forse questa la ragione per cui la battaglia di Angelo Cambiano, “punito” dal Consiglio comunale di Licata, è diventata il paradigma della lotta della Sicilia contro i mulini a vento della legalità. Un sindaco che voleva far rispettare la legge, e che aveva disposto la demolizione di 130 villette. Con la conseguenza che da tempo l’insegnante di matematica vive scortato. Ma mentre i consiglieri comunali che lo hanno sfiduciato dicono che perfino Cambiano aveva qualche parente abusivo (per necessità?), il dibattito rimane aperto. Gli abusi restano impuniti e, dunque, c’è chi immagina che nuovi abusi possano essere ancora commessi. Sul nostro giornale l’architetto Paolo Ferrara ci ha ricordato come il territorio saccense sia stato letteralmente devastato, dai palazzi costruiti sulle mura medievali in avanti. Poi è venuta fuori la confusione, soprattutto sulla considerazione popolare in merito a zone edificate che, comunque, o erano state dichiarate edificabili (in maniera più o meno discutibile) o sono poi state sanate, grazie alle concessioni di governi dalla precisa connotazione politica. La fine della fiera è che il cambiamento parte dal basso. E fin quando un sindaco che vuol applicare la norma è costretto a rinunciare e a tornarsene a casa, vuol dire allora che la strada per il completamento del riscatto di questa terra è ancora molto lunga. Così come hanno drammaticamente immaginato Ficarra e Picone nella loro “Ora legale”.
Cordoni umani per evitare assembramenti e vie di fuga: ecco la nuova processione della Madonna 2.0
I fatti e gli accadimenti internazionali non condizionano più soltanto i nostri imbarchi agli aeroporti o gli ingressi agli stadi. Quanto accaduto a Torino a maggio scorso, in piazza San Carlo ci indica che siamo una società impaurita e così d’ora in avanti anche il secolare rituale della processione della Madonna del Soccorso a Sciacca, si adegua alle nuove disposizioni che impongono un piano di emergenza in occasione dei grandi eventi di piazza e la processione della Patrona di Sciacca lo è per la partecipazione che viene stimata attorno ai 15/20 mila persone.
E’ stato l’Ufficio Tecnico del Comune di Sciacca su indirizzo dei nuovi assessori comunali a redigere il piano di emergenza che il 15 agosto verrà messo in atto.
Il Comune di Sciacca, intanto questa mattina ha incontrato la stampa per diffondere le norme guida e invocare la collaborazione dei cittadini con tutti gli uomini che saranno impegnati per garantire uno svolgimento sereno della processione.
Chi vuole conoscere nel dettaglio cosa prevede il piano può farlo consultando la relazione stilata dal Comune di Sciacca al seguente link:
http://lnx.comune.sciacca.ag.it/wp-content/uploads/2017/08/Relazione-Piano-di-Sicurezza-Processione-Madonna-del-Soccorso.pdf
oppure visionare la planimetria:
http://lnx.comune.sciacca.ag.it/wp-content/uploads/2017/08/Planimetria-Piano-di-Sicurezza-Processione-Madonna-del-Soccorso.pdf
Milioti: “I rapporti con la maggioranza al Comune sono già difficili”
Siamo appena alle battute iniziali della nuova consiliatura ed i rapporti tra maggioranza e opposizione sono già difficili. E’ quanto sostiene il consigliere Alfaniano Giuseppe Milioti dopo l’ultima conferenza dei capigruppo. E le dimissioni di Cinzia Deliberto da segretaria di una commissione consiliare fanno ipotizzare uno scricchiolio anche all’interno della maggioranza.
Servizio trasporto scolastico urbano ed extraurbano, istanze entro il 21 agosto
L’assessore all’Istruzione e alle Politiche Sociali Annalisa Alongi comunica che è stato prorogato il termine per la presentazione delle domande per usufruire del servizio di trasporto scolastico, urbano ed extraurbano, relativo all’anno 2017-2018, con diritto al rimborso degli abbonamenti secondo fasce di reddito prestabilite.
Le domande potranno essere presentate, su apposito modulo, entro il prossimo 21 agosto 2017, presso gli uffici della Pubblica Istruzione di Via Santa Caterina o tramite posta elettronica all’indirizzo certificato sviluppoeconomico@legalmail.it.
L’avviso e lo schema di domanda sono visionabili e scaricabili sul sito internet istituzionale del Comune di Sciacca (www.comunedisciacca.it).
Lutto nel mondo della magistratrura: muore Giuseppe Vajola, fu anche pretore e PM a Sciacca
È deceduto dopo una malattia il dottor Giuseppe Vajola, magistrato, ex pretore e sostituto procuratore della Repubblica di Sciacca tra gli anni ’60 e ’80. Vajola era nato a Palma di Montechiaro. Dopo Sciacca, fu destinato a capo della Procura della Repubblica di Agrigento, incarico che mantenne fino al 1992. Subito dopo fu destinato alla Corte d’Appello di Palermo, dove terminò la sua carriera in magistratura. I funerali si svolgeranno domani nella sua città natale.
Ordinanze sindacali, scatta la sanzione da 25 a 500 euro per chi conferisce senza sacchetto bio
Il sindaco Francesca Valenti e l’assessore all’Ambiente Paolo Mandracchia hanno emesso due ordinanze sui rifiuti. La prima, la n. 39, prevede il “Divieto di fornire, distribuire e utilizzare per il conferimento della frazione organica, sacchetti non biodegradabili e non conformi alla norma UNI EN 13432”. La seconda ordinanza, la n. 40, ha per oggetto la “Raccolta della frazione organica dei rifiuti con l’utilizzo di sacchetti e sacchi biodegradabili e compostabili”.
Il primo provvedimento scaturisce dalla necessità di “salvaguardare l’ambiente attraverso una riduzione delle quantità di rifiuti indifferenziati, da attuarsi con il rafforzamento della raccolta differenziata” con il solo utilizzo di appositi sacchetti biodegradabili e a norma e non con sacchetti in plastica. Le autorità cittadine hanno stabilito, dunque, “il divieto assoluto di fornire ai consumatori, per l’asporto delle merci acquistate, sacchetti, buste e altri contenitori in plastica non biodegradabile e/o compostabili”. Stabilito anche “il divieto immediato di utilizzo di sacchetti in materiale plastico non biodegradabile per il conferimento dei rifiuti biodegradabili (scarti vegetali, umido, rifiuti di mense e cucine ecc.”
L’ordinanza n. 40 ordina in maniera specifica le corrette modalità di smaltimento dei rifiuti. “Per la raccolta della frazione organica dei rifiuti (scarti di cucina, avanzi di cibo, alimenti avariati, gusci d’uovo, pane raffermo, salviette di carta unte, scarti di frutta e di verdura, fondi di caffè e filtri di tè, ceneri spente, piccole ossa) – ordina il provvedimento – dovranno essere utilizzati esclusivamente sacchi e sacchetti biodegradabili e compostabili, certificati a norma UNI EN 13432-2002”. “Tale utilizzo è obbligatorio sia da parte delle utenze domestiche che non domestiche (attività commerciali e alberghiere, condomini ecc.).
Chiunque contravvenga a quanto disposto nelle due ordinanze sarà sottoposto alle sanzioni amministrative da 25 a 500 euro.
Bagni pubblici della villa comunale di Sciacca sporchi e puzzolenti indignano turisti e visitatori
Dino Sclafani è nato e cresciuto nei dintorni di viale Della Vittoria prima di emigrare negli Stati Uniti, ma non ha mai scordato i luoghi dove è cresciuto tanto che in tutti questi anni ha sempre fatto ritorno a Sciacca per le vacanze.
Tuttavia il ricordo bellissimo di quella che un tempo era una villa bellissima e profumatissima, è rimasto soltanto tale dopo aver visto come è ridotto adesso il giardino e in particolare, i bagni pubblici che hanno suscitato la reazione del turista indignato che ha contattato la nostra redazione.
Capo San Marco, assistenti bagnanti salvano 4 persone (tra cui un bambino) che rischiavano di annegare
Si è rivelato decisivo l’intervento dei bagnini del servizio pubblico di assistenza e salvataggio a Capo San Marco, intervenuti per mettere in salvo quattro turisti, che si erano allontanati dalla battigia finendo in balia delle onde. Tra di loro anche un bambino. Resosi conto del pericolo, il padre si è tuffato per salvarlo, ma anche lui si è improvvisamente trovato in difficoltà. Immediato l’intervento degli assistenti bagnanti, Federico Cutruneo e Giuseppe Falsone, che li hanno portati in salvo. Poco prima in condizione di difficoltà si è trovata anche una coppia di anziani. Anche loro sono stati salvati dai bagnini. Un servizio, quello di assistenza ai bagnanti, che, dunque, si è rivelato fondamentale, in un litorale, quello di San Marco, assai frequentato.
(Nella foto, i due bagnini che questa mattina hanno salvato le persone in difficoltà) Terme, Ambrosetti: “Ora il comune sviluppi la politica turistica e affidi il patrimonio a chi saprà gestirlo”
“Non si capisce perché occorra un atto notarile, mica si cede la proprietà, è più che sufficiente un semplice atto di concessione”. È questa una delle perplessità manifestate all’indomani dell’annuncio di Alessandro Baccei dell’imminente cessione dei beni delle Terme al Comune di Sciacca da Alfredo Ambrosetti, storico direttore delle Terme di Sciacca, colui che undici anni fa, al culmine dell’autentico corto circuito scaturito dalla discussa istituzione della Spa, decise di lasciare l’incarico, facendo le valigie e trasferendosi a Palermo. “Noto peraltro – aggiunge – che l’elenco contenuto nella nota di Baccei è incompleto, mancano troppi beni”. Ma in ogni caso, Ambrosetti guarda al futuro. E sembra ottimista, dicendosi convinto che il comune possa diventare artefice del rilancio, svolgendo però un ruolo “terzo”, dando cioè il patrimonio in gestione a chi è in grado di gestirlo. Una riflessione, quella di Ambrosetti, che ha tutta l’aria di volere essere una specie di “avvertimento” alla politica a fare, finalmente, un passo di lato, puntando sul valore della risorsa, e non sul tornaconto clientelare. “Il comune – ragiona Ambrosetti – deve limitarsi ad affidare le Terme in gestione a possiede il know-how necessario, esercitando solo un ruolo di orientamento di questa gestione secondo una politica turistica che, però, bisogna sviluppare”. E, comunque, a giudizio di Ambrosetti, per chiudere il cerchio adesso occorre scrivere un bando più decente di quello fatto dalla Regione. Cosa tutt’altro che difficile. “È sufficiente un gruppo di lavoro di esperti, non più di 3 o 4 persone”. Ambrosetti sarebbe eventualmente disponibile a far parte di questo gruppo di lavoro? L’interessato si schermisce: “Non è elegante parlare di se stessi. In ogni caso ci sono tante belle personalità a Sciacca, tutte preparate”. Non condivide, Ambrosetti, l’ipotesi che per scrivere il bando si debba chiedere aiuto alla Regione: “Sarebbe come se la pecora si raccomandasse al lupo”, conclude caustico l’ex direttore amministrativo delle Terme.



