Gara podistica Sciacca, la saccense Luana Russo conferma le previsioni e trionfa in casa (Video)


Grande partecipazione e spettacolo sportivo a Sciacca per la gara podistica che ha visto al via 353 iscritti e 334 atleti regolarmente arrivati al traguardo, confermando l’ottima riuscita dell’evento.
A prendersi la scena, soprattutto in campo femminile, è stata la saccense Luana Russo, autentica protagonista della giornata, che ha conquistato la vittoria assoluta tra le donne, regalando al pubblico di casa una prestazione di grande valore tecnico e simbolico. Un successo che conferma il suo ottimo momento di forma e il ruolo di primo piano nel panorama podistico regionale.
Tra gli uomini, il gradino più alto del podio assoluto è andato a Cristiano Mineo dell’ASD Palermo Running, che ha imposto il proprio ritmo lungo il tracciato saccense.
Ottimi risultati anche per gli atleti locali, capaci di distinguersi nelle rispettive categorie:
Francesco Casamassima ha conquistato il 2° posto nella categoria SM40
Letizia Scarpulla si è imposta con il 1° posto nella SF50
Ettore Marciante ha ottenuto il 1° posto nella categoria PM
Francesca Scirica ha chiuso al 2° posto nella categoria S
Paolo Lazzara ha raggiunto un prestigioso 2° posto nella SM80
Una manifestazione riuscita sotto ogni punto di vista, che ha saputo unire agonismo, partecipazione e grande entusiasmo, con Sciacca ancora una volta al centro dell’atletica su strada.

La vittoria di Luana Russo, in particolare, rappresenta un motivo di orgoglio per tutta la comunità sportiva saccense.

Cusumano in campo con il suo partito: “Termine non collegato con la città” (Video)

Appuntamento politico oggi a Sciacca dove si è svolto il meeting di “Democrazia e’ Liberta” fondato a Sciacca dall’ex senatore Nuccio Cusumano e che oggi ha visto la partecipazione del segretario nazionale del movimento politico, Giancarlo Affatato.

L’ex parlamentare saccense ha spiegato cosa e’ il gruppo di “Liberta e’ Democrazia” che si colloca al centro e completamente sganciato dai grandi partiti, con una propria autonomia. Nessuna diretta discendenza o vicinanza a Forza Italia, solo ultimo grande partito di una lunga serie nel quale il senatore era approdato per le elezioni amministrative del 2022.

“Abbiamo una nostra autonomia e indipendenza – ha tenuto a ribadire – e dialoghiamo con tutti coloro che rendono compatibile lo sforzo di coesione al servizio della città” .

Fuori dai ranghi del politichese, sempre caro a Cusumano, c’è da parte sua voglia di tornare in campo a livello locale dopo un periodo di stasi e non lesina critiche all’attuale amministrazione. Lui che in passato ha determinato le sorti di esecutivi che dapprima ha anche sostenuto.

“Termine non e’ riuscito a collegarsi con i mondi vitali della città – ha tagliato – e ad interpretare fecondamente lo spirito collaborativo con tutte le forze politiche che poteva servire alla causa del paese e ai bisogni della città”. Nel 2027 il gruppo dei cusumaniani ci sara’: e’ chiaro e l’ex senatore con il meeting di oggi prepara il terreno.

Naufragio migranti nel Mediterraneo, il racconto del sopravvissuto

Un nuovo drammatico episodio si è verificato nel Mediterraneo centrale. Un migrante è stato salvato in acque internazionali dalla motonave Star, che lo ha successivamente sbarcato a Malta. L’uomo ha raccontato di essere l’unico sopravvissuto di un gruppo partito dalla Tunisia e coinvolto in un naufragio che avrebbe causato almeno 50 vittime.
Secondo la sua testimonianza, l’imbarcazione su cui viaggiava insieme ad altre persone aveva navigato per circa 24 ore prima di trovarsi in difficoltà in mare. L’episodio sarebbe avvenuto lo scorso venerdì, quando le condizioni hanno portato al rovesciamento o al cedimento del mezzo.

Le ricerche della Capitaneria di porto

Dalla sera di venerdì, la Capitaneria di porto di Lampedusa ha avviato le operazioni di perlustrazione nell’area indicata dal sopravvissuto come luogo del naufragio. Le ricerche si sono concentrate nelle acque dove sarebbe avvenuto l’incidente, ma al momento non sono stati trovati superstiti né corpi.

Nessun esito dalle operazioni in mare

Nonostante gli sforzi messi in campo, le autorità marittime non hanno riscontrato tracce delle imbarcazioni né delle persone disperse. Le operazioni proseguono con l’obiettivo di chiarire l’accaduto e verificare le informazioni fornite dal migrante salvato.
Il naufragio dei migranti nel Mediterraneo si inserisce in un contesto già segnato da numerosi incidenti simili, spesso difficili da ricostruire per l’assenza di testimoni e per le condizioni del mare.

Le segnalazioni di Alarm Phone

Parallelamente alle ricerche ufficiali, l’organizzazione Alarm Phone ha riferito di non avere più notizie di persone partite dalla Tunisia su tre diverse imbarcazioni. Da giorni, secondo quanto segnalato, i contatti con questi gruppi si sarebbero interrotti, alimentando il timore che possano essere stati coinvolti in naufragi.

Tre imbarcazioni senza notizie

Le segnalazioni riguardano barconi che avrebbero intrapreso la traversata del Mediterraneo centrale nei giorni precedenti. L’assenza di comunicazioni ha fatto scattare l’allarme, anche se al momento non vi sono conferme ufficiali sul loro destino.
Il racconto del sopravvissuto e le informazioni di Alarm Phone sembrano delineare un quadro preoccupante, che potrebbe coinvolgere decine di persone disperse in mare.

Una nuova tragedia nel Mediterraneo centrale

Il naufragio dei migranti nel Mediterraneo conferma ancora una volta la pericolosità delle traversate dalla Tunisia verso le coste europee. Imbarcazioni spesso precarie, lunghi tempi di navigazione e condizioni marine imprevedibili continuano a mettere a rischio la vita di uomini, donne e bambini.
Mentre le ricerche proseguono senza risultati concreti, resta il dramma di almeno 50 persone che, secondo l’unico sopravvissuto, sarebbero scomparse in mare. Un episodio che si aggiunge alla lunga lista di tragedie nel Mediterraneo centrale, una delle rotte migratorie più letali al mondo.

Sanità, Schifani riordina l’intramoenia: «Più equità, trasparenza e meno liste d’attesa»

Il governo regionale mette mano all’attività libero-professionale intramuraria dei medici siciliani con un decreto che punta a ristabilire regole chiare, rafforzare il servizio pubblico e ridurre le liste d’attesa. A illustrarne la portata è il presidente della Regione, Renato Schifani, che parla di un intervento necessario per correggere distorsioni stratificate negli anni e garantire un accesso più equo alle cure.
«L’obiettivo – sottolinea Schifani – è potenziare le prestazioni in regime istituzionale e assicurare maggiore giustizia ai cittadini. Stiamo lavorando per ridurre le liste d’attesa e, soprattutto, per evitare che in futuro si ricreino condizioni che appesantiscono il sistema sanitario e penalizzano chi attende una prestazione».
Il provvedimento, firmato dall’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, aggiorna una normativa ferma da oltre un decennio e ridefinisce il rapporto tra sanità pubblica e attività privata svolta all’interno delle strutture del Servizio sanitario regionale. Il principio cardine è chiaro: l’attività libero-professionale dovrà essere coerente con il fabbisogno reale e strettamente legata a quanto svolto in regime pubblico.
Le direzioni strategiche delle aziende sanitarie saranno chiamate a fissare, per ogni struttura e per ciascun dirigente medico, i volumi minimi di attività istituzionale. Questi costituiranno anche il tetto massimo per l’attività intramuraria (Alpi), che non potrà superare né i volumi né l’impegno orario del servizio pubblico e dovrà svolgersi esclusivamente al di fuori dell’orario di lavoro.
«Si tratta di un’operazione complessa – spiega Faraoni – ma indispensabile per aumentare le prestazioni in regime istituzionale, migliorare la trasparenza e rendere più semplice e giusto l’accesso alle cure, nel pieno rispetto del principio di equità».
Il decreto introduce inoltre sistemi separati di prenotazione e incasso, la tracciabilità completa delle prestazioni e controlli trimestrali, affidati sia alle aziende sanitarie sia all’assessorato regionale. Le autorizzazioni già concesse saranno riesaminate entro 30 giorni per verificarne la compatibilità con l’organizzazione interna delle strutture e con l’andamento delle liste d’attesa.
«Vogliamo tutelare i cittadini – aggiunge l’assessore – garantendo tempi di attesa più regolari e, al contempo, permettere ai professionisti di operare al meglio all’interno di regole chiare e costantemente monitorate».
Sul fronte delle prenotazioni, infine, le direzioni generali dovranno cancellare quelle successivamente fruite in regime libero-professionale, così da evitare disallineamenti nei tempi di attesa legati a prestazioni non più necessarie.
Un intervento che segna una svolta nella gestione dell’intramoenia in Sicilia e che punta a riequilibrare il rapporto tra interesse pubblico e attività privata, rimettendo al centro il diritto alla salute dei cittadini.

Aggressione per droga ad Agrigento, figlio picchia la madre in strada

Un episodio di violenza familiare si è verificato ad Agrigento, nei pressi di via Imera, dove una donna cinquantenne sarebbe stata aggredita dal figlio ventenne in mezzo alla strada. Secondo quanto emerso, il giovane avrebbe preteso denaro per acquistare sostanze stupefacenti.
Al rifiuto della madre, già avvenuto all’interno dell’abitazione, la situazione è rapidamente degenerata fino all’aggressione fisica.
La donna è stata strattonata e colpita, riportando una lieve ferita a un braccio. Nonostante ciò, ha rifiutato di essere accompagnata al pronto soccorso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno raccolto la sua testimonianza.

Una lunga storia di minacce e maltrattamenti

Nel raccontare quanto accaduto, la cinquantenne avrebbe riferito ai militari una situazione che andrebbe avanti da tempo. L’aggressione per droga rappresenterebbe soltanto l’ultimo episodio di una serie di comportamenti violenti messi in atto dal figlio per ottenere denaro.
Secondo quanto dichiarato dalla donna, il ragazzo, a causa della tossicodipendenza, avrebbe più volte minacciato e maltrattato la madre con l’obiettivo di farsi consegnare soldi. Fino ad ora, però, non era mai stata sporta denuncia.

Il tentativo di una madre di aiutare il figlio

Nonostante le violenze subite, la donna starebbe cercando un modo per aiutare il figlio a uscire dalla dipendenza. Una scelta che riflette la difficoltà, spesso vissuta dai genitori, di denunciare un proprio congiunto, anche di fronte a situazioni gravi.
L’aggressione per droga avvenuta ad Agrigento in pieno giorno ha però fatto emergere un quadro di sofferenza che si protrarrebbe da tempo.

L’intervento dei carabinieri

Dopo l’allarme lanciato in strada, i carabinieri sono giunti sul posto per riportare la calma e ascoltare il racconto della vittima.
L’episodio riporta l’attenzione sulle conseguenze della tossicodipendenza, che spesso si traducono in violenze all’interno delle famiglie, con genitori costretti a vivere sotto minaccia.

Quarto Centenario della Liberazione dalla peste a Sciacca tra fede, arte e musica

Proseguono a Sciacca le celebrazioni per il Quarto Centenario della Liberazione dalla peste, 1626–2026, evento storico profondamente legato alla devozione verso Maria Santissima del Soccorso, Patrona della città.

Una giornata intensa, scandita da appuntamenti che intrecciano spiritualità, memoria storica, espressione artistica e musica, coinvolgendo alcuni dei luoghi più rappresentativi del centro storico.
Il primo momento è in programma nel pomeriggio, alle ore 18, presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate, con l’inaugurazione della mostra di pittura “Maria, Mamma Celeste. Da sempre con noi”, personale dell’artista Lucia Stefanetti. L’esposizione, pensata come omaggio alla Patrona di Sciacca, propone un percorso visivo che invita alla contemplazione e alla riflessione, mettendo in dialogo la sensibilità artistica contemporanea con la tradizione devozionale mariana. La mostra sarà visitabile dal 25 al 31 gennaio.
In serata, alle ore 19.30, la Chiesa di Sant’Agostino farà da cornice al concerto “Nel segno della Grazia – I concerti per il Quarto Centenario”, appuntamento musicale di alto profilo spirituale e culturale. Sul palco si esibiranno Raffaele Caltagirone e Girolamo Lampasona al violino, Riccardo Botta alla viola, Giorgio Garofalo al violoncello e Donatella Vaccaro al pianoforte, con il contributo storico di Giuseppe Montalbano. Un momento di ascolto e raccoglimento che si inserisce nel più ampio cammino celebrativo dedicato alla Patrona della città.
Il ricavato della serata sarà devoluto in beneficenza.
Una giornata dal forte valore simbolico che rinnova il legame tra Sciacca, la sua storia e la profonda devozione a Maria SS. del Soccorso, nel segno della memoria condivisa, della gratitudine e della partecipazione della comunità.

“Estorsione aggravata dal metodo mafioso”, chiesta condanna di 5 margheritesi


Nel processo a cinque margheritesi sulla cosiddetta “Mafia dei pascoli”, in cui viene contestato il reato di estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, aggravati dal metodo mafioso, il pm della Dda di Palermo, Claudio Camilleri, ha chiesto per tutti la condanna.

Gli imputati sono Pietro e Giovanni Campo, di 73 e 34 anni. Per il primo la richiesta è stata di 7 anni e 4 mesi e per il secondo di 6 anni e 4 mesi. Per Piero Guzzardo, di 46 anni, chiesti 9 anni di reclusione. Chiesti 7 anni e 8 mesi per Pasquale Ciaccio, di 59 anni, e 6 anni e 4 mesi per Domenico Bavetta, di 42.

Il gup del Tribunale di Palermo, Carmen Salustro, che giudica gli imputati con il rito abbreviato, ha rinviato l’udienza al 18 febbraio per la discussione delle parti civili e dell’avvocato Pietro Abate che difende Bavetta.

Il 25 febbraio discuteranno le difese degli altri imputati, l’avvocato Carmelo Carrara per i Campo e per Pasquale Ciaccio. Quest’ultimo è difeso anche dall’avvocato Antonino Augello. Gli avvocati Giuseppe Giambalvo e Giuseppe Oddo difendono Piero Guzzardo.


Le indagini, condotte dallo Sco, dalla Sisco di Palermo e dalle squadre mobili di Agrigento e Palermo, avrebbero permesso di ipotizzare il pervasivo controllo e la gestione illecita delle attività agro-pastorali sul territorio di Santa Margherita Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia fino al confine con Contessa Entellina.

Sarebbe stato attuato un controllo sull’economica agro-pastorale dell’area e sull’utilizzo dei fondi agricoli.

Pensione, arriva la rendita a durata definita: scegli tu rate e durata, e gli eredi possono riscattarla

La Legge di Bilancio 2026 introduce una svolta importante nella previdenza complementare, aprendo a una nuova modalità di uscita dal fondo pensione: la rendita a durata definita. Una novità che punta a rendere più flessibile la pensione integrativa, consentendo agli iscritti di decidere per quanti anni ricevere la rendita, come suddividerla nel tempo e cosa accade in caso di decesso. Un cambiamento che segna una vera e propria mini-riforma del secondo pilastro previdenziale, pensata per incentivare l’adesione ai fondi pensione e rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più attenta alla gestione del proprio futuro economico.

Cos’è la previdenza complementare e chi può aderire

La previdenza complementare, disciplinata dal D.Lgs. 252/2005, affianca la pensione pubblica con l’obiettivo di garantire un reddito adeguato al termine della vita lavorativa. Si basa sull’accumulo di un montante contributivo che, al momento del pensionamento, viene trasformato in una prestazione integrativa.

Possono aderire ai fondi pensione:

  • lavoratori dipendenti pubblici e privati;
  • soci lavoratori di cooperative;
  • lavoratori autonomi e liberi professionisti;
  • persone che svolgono attività non retribuite per responsabilità familiari;
  • lavoratori con contratti atipici o occasionali.

Aumenta la deducibilità fiscale dei contributi

Tra le prime novità introdotte dalla manovra 2026 c’è l’aumento del limite di deducibilità fiscale dei contributi versati alla previdenza complementare. Dal periodo d’imposta 2026 il tetto massimo passa da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui, includendo sia i contributi del lavoratore sia quelli del datore di lavoro.

Il beneficio riguarda anche i lavoratori di prima occupazione successiva al 31 dicembre 2006, che continuano a godere di un regime di deduzione rafforzato nei venti anni successivi al quinto anno di adesione, con possibilità di recuperare parte dei contributi non versati inizialmente.

La grande novità: la rendita a durata definita

Il cuore della riforma è l’introduzione della rendita a durata definita, che si affianca alle forme già esistenti di prestazione in capitale o rendita vitalizia. Con questa nuova opzione, l’iscritto non riceve una pensione a vita, ma sceglie una durata temporale entro la quale il montante accumulato viene erogato.

Il calcolo avviene in base alla vita residua stimata, determinata secondo le tavole ISTAT al momento della scelta. In pratica, il capitale viene suddiviso in rate annuali per il numero di anni stimato. Ad esempio, un montante di 200.000 euro con una vita residua di 20 anni genera una rendita annua di 10.000 euro.

Prelievi flessibili e rendita minima quinquennale

Accanto alla rata annuale, la norma consente di effettuare prelievi flessibili, entro il limite delle rate maturate e non ancora riscosse. Inoltre, è possibile scegliere un’erogazione frazionata del montante su un periodo non inferiore a cinque anni, indipendentemente dalla vita residua stimata.

Questa flessibilità permette di adattare la pensione integrativa alle esigenze personali, ad esempio concentrando le somme nei primi anni di pensionamento.

Eredi tutelati: il capitale residuo non si perde

Uno degli aspetti più innovativi riguarda la tutela degli eredi. A differenza della rendita vitalizia, che si estingue con il decesso dell’iscritto, la rendita a durata definita consente di designare uno o più beneficiari. In caso di morte prima del termine, il montante residuo può essere riscattato dagli eredi indicati, evitando la perdita delle somme accumulate.

Tassazione: regole chiare e vantaggi fiscali

Dal punto di vista fiscale, le nuove prestazioni seguono il regime previsto per le prestazioni in capitale. La parte imponibile viene calcolata al netto delle somme già tassate e la ritenuta può beneficiare di riduzioni progressive in base agli anni di partecipazione al fondo, fino a un massimo del 5%.

Silenzio-assenso e TFR: adesione più semplice

La riforma rafforza anche il meccanismo del silenzio-assenso. Dal luglio 2026 i lavoratori alla prima assunzione saranno automaticamente iscritti alla previdenza complementare, salvo rinuncia entro 60 giorni. L’adesione avrà efficacia retroattiva dalla data di assunzione e potrà riguardare anche solo una parte del TFR, se previsto dalla contrattazione collettiva.

Cambiano inoltre le soglie dimensionali per il conferimento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS, che scenderanno progressivamente fino a 40 dipendenti dal 2032.

Una pensione integrativa più flessibile e personalizzabile

Con la rendita a durata definita, la previdenza complementare compie un passo decisivo verso una gestione più moderna e consapevole della pensione. Libertà di scelta, maggiore tutela per gli eredi e incentivi fiscali rendono i fondi pensione uno strumento sempre più centrale per chi vuole pianificare il proprio futuro senza dipendere esclusivamente dalla pensione pubblica.

Menfitani non dovranno pagare 12 mila euro a un carrozziere, sentenza del Tribunale di Locri

Una vicenda nata da un incidente stradale si è conclusa pochi giorni fa con una sentenza favorevole al proprietario dell’auto, un menfitano, chiarendo un principio importante nei rapporti tra automobilisti e carrozzieri.

Una coppia di giovani menfitani in vacanza in Calabria erano stati coinvolti da un sinistro stradale. La loro auto veniva trasportata presso una carrozzeria del luogo e ricevevano una richiesta di preventivo di spesa per la riparazione.

Successivamente, l’assicurazione aveva liquidato l’intero valore commerciale dell’auto, ritenendo antieconomica la riparazione.

Qui iniziano i guai per il proprietario, il quale chiedeva la restituzione del veicolo, ma il carrozziere aveva subordinato la riconsegna al pagamento di un presunto costo di deposito.

Di fronte al rifiuto del proprietario dell’auto, il carrozziere aveva promosso un’azione legale, presso il Tribunale di Locri, per ottenere il pagamento del deposito dell’auto presso l’autocarrozzeria pari ad euro 12.000. L’incidente stradale è del marzo 2019.

Il proprietario ha affidato la propria difesa allo studio legale Buscemi di Menfi. Nel corso del giudizio, la difesa, con l’avvocato Giuseppe Buscemi (nella foto), ha sostenuto che tra le parti non era stato concluso un contratto di deposito dell’auto incidentata presso l’autocarrozzeria, ma soltanto una richiesta di preventivo per un’eventuale riparazione mai eseguita.

Il giudice ha accolto questa tesi, affermando che nel rapporto con l’autoriparatore vige una presunzione di gratuità della custodia del veicolo, salvo che sia stato pattuito espressamente un compenso.

Secondo il Tribunale, in assenza di un accordo chiaro e specifico sul pagamento della custodia del mezzo incidentato, il carrozziere non può pretendere somme per il pagamento del mezzo.

Per questo motivo la domanda è stata rigettata e il carrozziere condannato al pagamento delle spese legali.

Precisa l’avvocato Buscemi che la sentenza “rappresenta un importante richiamo per gli automobilisti: la semplice richiesta di un preventivo di riparazione non comporta automaticamente l’obbligo di pagare costi di custodia del mezzo, se non espressamente concordati”.

Concorsi pubblici, 13mila assunzioni a tempo indeterminato in scadenza: tutte le opportunità e i requisiti

La Pubblica Amministrazione accelera sul fronte del ricambio generazionale e apre le porte a circa 13mila nuove assunzioni a tempo indeterminato. Si tratta di uno dei più ampi piani di reclutamento degli ultimi anni, con concorsi pubblici in scadenza nelle prossime settimane che riguardano ministeri, enti locali, agenzie fiscali, istituzioni scolastiche, sanità e Forze armate. Opportunità concrete per chi cerca un posto stabile, distribuite su tutto il territorio nazionale. Ecco quali sono i profili ricercati, i requisiti richiesti e le principali scadenze da non perdere.

Un maxi piano di assunzioni nella Pubblica Amministrazione

L’ondata di concorsi in corso non riguarda solo Roma o i grandi ministeri centrali, ma coinvolge Regioni, Comuni, Province e amministrazioni territoriali in tutta Italia. Le figure ricercate spaziano dai profili amministrativi di base a quelli tecnici e specialistici, fino alle posizioni dirigenziali.

Tra gli enti che hanno avviato o stanno per chiudere le selezioni figurano, tra gli altri, Presidenza del Consiglio, INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, Camere di Commercio, Comuni capoluogo, istituti di ricerca, aziende sanitarie e corpi militari. Un ventaglio ampio che consente l’accesso sia a candidati con diploma sia a laureati con competenze altamente specialistiche.

Le scadenze più ravvicinate: gennaio decisivo per migliaia di candidati

Il calendario dei concorsi pubblici vede gennaio 2026 come mese cruciale. Il 19 gennaio scadono diversi bandi di grande rilievo:

  • la Presidenza del Consiglio dei Ministri cerca 32 unità di personale non dirigenziale, tra specialisti in formazione, comunicazione, sistemi di gestione e figure di supporto alle segreterie direzionali con competenze linguistiche;
  • la Guardia di Finanza mette a concorso 28 posti da sottotenente in servizio permanente;
  • la Camera di Commercio di Frosinone offre posizioni amministrative accessibili anche con il solo diploma.

Il 21 gennaio 2026 è invece il termine ultimo per candidarsi a uno dei bandi più diffusi territorialmente: 26 assistenti tecnici con sedi in numerose regioni italiane, per i quali è richiesto un diploma tecnico o professionale in ambito edilizio o industriale.

Banca d’Italia, INAPP e grandi Comuni: le opportunità più ambite

Tra le selezioni più attese spicca quella della Banca d’Italia, con 160 assunzioni a tempo indeterminato distribuite tra amministrazione centrale e rete territoriale. Le domande dovranno essere presentate entro il 27 gennaio 2026, rispettando rigorosamente l’orario indicato nel bando.

Sempre entro fine gennaio scadono anche i concorsi del Comune di Milano, che cerca dirigenti amministrativi e un dirigente avvocato, con procedure selettive articolate che includono prove scritte, orali e valutazioni delle competenze manageriali.

Da segnalare anche il bando dell’INAPP, rivolto a persone con disabilità, che prevede tirocini retribuiti finalizzati all’assunzione a tempo indeterminato: un’opportunità concreta di inserimento stabile nel settore pubblico.

Requisiti e modalità di candidatura: tutto passa dal digitale

La presentazione delle domande avviene quasi esclusivamente online, attraverso piattaforme ufficiali come inPA – Portale del Reclutamento, ormai punto di riferimento per i concorsi pubblici. L’accesso richiede credenziali SPID, CIE o CNS e la compilazione accurata della candidatura entro i termini previsti.

I requisiti variano in base al profilo:

  • per alcune posizioni è sufficiente il diploma di maturità;
  • per i ruoli tecnici servono titoli specifici;
  • per le posizioni dirigenziali e specialistiche è richiesta la laurea, spesso accompagnata da esperienza professionale e competenze linguistiche o informatiche certificate.

Le prove selettive possono includere test scritti, prove orali, valutazioni psico-attitudinali e assessment center. Per questo è fondamentale leggere attentamente ogni bando e prepararsi in modo mirato.

Un’occasione da non perdere per il posto fisso

Con circa 13mila posti a tempo indeterminato in scadenza, il 2026 si conferma un anno chiave per chi punta a entrare nella Pubblica Amministrazione. Le opportunità sono numerose, diversificate e accessibili a profili molto diversi tra loro. Agire tempestivamente, rispettare le scadenze e prepararsi in modo adeguato può fare la differenza tra perdere un’occasione e conquistare un impiego stabile nel settore pubblico.