Alcamo, arrestato con pistola a matricola abrasa: l’operazione dei carabinieri

Un controllo di routine si è trasformato in un’importante operazione di polizia ad Alcamo, dove i carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia locale hanno arrestato un uomo trovato in possesso di una pistola a matricola abrasa. L’intervento si è concluso con l’arresto di un pregiudicato e il sequestro dell’arma, attualmente al centro di ulteriori accertamenti.

Pistola a matricola abrasa: il controllo ad Alcamo

L’episodio si è verificato nel territorio di Contrada Fico, durante un servizio perlustrativo svolto dai carabinieri. I militari hanno notato un furgone in transito e hanno deciso di procedere a un controllo del conducente. Fin dalle prime fasi, l’uomo ha manifestato un evidente stato di agitazione, comportamento che ha spinto i carabinieri ad approfondire gli accertamenti.

Nel corso della perquisizione del mezzo, è stata rinvenuta una pistola a matricola abrasa, nascosta all’interno del veicolo. L’arma, una pistola a tamburo marca “Thames Arms Company” calibro 38, risultava priva di munizioni ed è stata immediatamente posta sotto sequestro.

Arresto e accuse a carico del 59enne

L’uomo, un pregiudicato classe 1966, è stato arrestato con le accuse di detenzione di arma clandestina e ricettazione. Il possesso di una pistola a matricola abrasa rappresenta un reato grave, poiché l’alterazione o la cancellazione dei dati identificativi rende impossibile risalire alla provenienza dell’arma.

Misure cautelari dopo la convalida

Dopo l’arresto, il 59enne è stato condotto davanti all’autorità giudiziaria per l’udienza di convalida. Al termine della stessa, il giudice ha disposto nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Nel frattempo, sull’arma sequestrata sono in corso ulteriori approfondimenti da parte dei carabinieri, finalizzati a chiarire ogni aspetto legato alla pistola a matricola abrasa e alla sua eventuale provenienza.

Di Bivona la prima nata del 2026 al Giovanni Paolo II di Sciacca

Alle 4,30 di questa mattina e’ nata Alice, la prima dell’anno 2026 al Giovanni Paolo II di Sciacca. Felici mamma Stefania Pinelli e papà Francesco Mortellaro, una coppia di Bivona.


Alice pesa 3.640 e gode di ottima salute. Festa nell’unita operativa di Ostetricia Ginecologia per tutto il personale che ha assistito al parto mamma Stefania.

Incendio in una casa di Alessandria della Rocca, ferito un sessantacinquenne

Un incendio è divampato ieri sera all’interno di una casa ad Alessandria della Rocca. Il proprietario, un uomo di 65 anni, è rimasto gravemente ferito.

Le cause dell’incendio sono ancora da accertare. Il sessantacinquenne ha riportato ustioni estese ed è rimasto lievemente ferito durante i soccorsi anche un carabiniere.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale del 118, i vigili urbani e i carabinieri.

Il 65enne ferito dopo un primo ricovero all’ospedale di Corleone è stato trasferito in elisoccorso al centro grandi ustioni di Palermo.

Nuovo condono edilizio, in arrivo una possibile sanatoria: regole, competenze regionali ed esclusioni

Il tema del condono edilizio torna al centro del dibattito politico e giuridico. Un emendamento alla Legge di Bilancio riaccende la discussione sulla possibilità di introdurre una nuova sanatoria edilizia, ispirata in parte al condono del 2003, con l’obiettivo di regolarizzare una parte degli abusi edilizi accumulati negli anni.
La proposta, al momento, non è ancora legge, ma apre scenari rilevanti per cittadini, Comuni e Regioni.

Che cos’è il nuovo condono edilizio allo studio

L’emendamento, promosso da esponenti della maggioranza parlamentare, prevede la riapertura di una procedura di sanatoria edilizia straordinaria per determinate tipologie di abusi. Il modello di riferimento è quello già sperimentato in passato, ma con un perimetro applicativo che si annuncia più articolato.

La misura consentirebbe di regolarizzare:

  • opere realizzate in assenza di titolo edilizio;
  • interventi parzialmente difformi rispetto al permesso originario;
  • alcune opere di manutenzione straordinaria o restauro effettuate senza autorizzazione.

L’obiettivo dichiarato è quello di far emergere situazioni irregolari diffuse, facilitando la regolarizzazione urbanistica e sbloccando numerosi immobili oggi difficilmente commerciabili.

Le esclusioni previste dalla proposta

Uno degli aspetti centrali della nuova sanatoria riguarda le esclusioni, pensate per limitare l’effetto premiale verso gli abusi più gravi. Secondo il testo attualmente circolante, non potrebbero accedere al condono:

  • gli immobili riconducibili a soggetti condannati per reati edilizi;
  • gli edifici che presentano criticità strutturali o antisismiche non sanabili;
  • le costruzioni situate in aree sottoposte a vincolo paesaggistico o ambientale;
  • gli immobili di pregio storico, artistico o culturale tutelati dalla normativa vigente.

Queste esclusioni mirano a preservare l’equilibrio tra esigenze di regolarizzazione e tutela del territorio.

Il ruolo delle Regioni: competenze e possibili differenze territoriali

Un punto particolarmente delicato riguarda le competenze regionali. La proposta nazionale non disciplinerebbe in modo uniforme la sanatoria, ma demanderebbe alle Regioni il compito di approvare leggi attuative.

Ciò significa che:

  • ogni Regione potrebbe stabilire criteri, procedure e tempi diversi;
  • potrebbero nascere differenze applicative tra territori;
  • cittadini e imprese che operano in più Regioni dovrebbero confrontarsi con normative non omogenee.

Dal punto di vista giuridico, questa scelta solleva interrogativi sulla coerenza del sistema e sulla certezza del diritto in materia urbanistica.

Effetti pratici sul mercato immobiliare

Se approvata, la sanatoria potrebbe avere un impatto rilevante sul mercato immobiliare. La regolarizzazione di immobili oggi bloccati per difformità edilizie consentirebbe:

  • lo sblocco di compravendite sospese;
  • una maggiore circolazione dei beni immobili;
  • un aumento delle entrate per gli enti locali attraverso oneri e sanzioni.

Allo stesso tempo, resta aperto il dibattito sul rischio di alimentare aspettative di futuri condoni, con effetti negativi sulla prevenzione degli abusi.

Le criticità: legalità urbanistica e profili costituzionali

Il condono edilizio non è solo uno strumento tecnico, ma una scelta politica con forti implicazioni simboliche. I critici sottolineano che interventi di questo tipo rischiano di:

  • indebolire la cultura della legalità urbanistica;
  • compromettere la programmazione del territorio;
  • creare disparità tra chi ha rispettato le regole e chi le ha violate.

Inoltre, restano aperti interrogativi sulla tenuta costituzionale della misura, sulla sua compatibilità con il Testo Unico dell’Edilizia e sugli effetti sul sistema sanzionatorio amministrativo e penale.

Una proposta ancora in discussione

È importante ricordare che la nuova sanatoria edilizia non è ancora legge. L’emendamento è inserito nel percorso parlamentare della Legge di Bilancio e dovrà essere esaminato, discusso e votato. Solo allora sarà possibile conoscere con certezza:

  • l’ambito definitivo di applicazione;
  • le condizioni di accesso;
  • il ruolo concreto delle Regioni.

Nel frattempo, il dibattito resta aperto tra esigenze di regolarizzazione, tutela del territorio e rispetto delle regole urbanistiche.

Il Comune di Sciacca commissiona una statua per ricordare Francesco Maniscalco


Una statua in ceramica per rendere omaggio alla memoria di Francesco Maniscalco, storico massaggiatore di tutte le squadre di calcio dello Sciacca, figura simbolo dello sport cittadino dal secondo dopoguerra fino agli anni Novanta. Maniscalco si è spento nell’agosto del 2018 all’età di 91 anni.
L’amministrazione comunale di Sciacca ha assunto l’impegno di spesa per la realizzazione dell’opera commemorativa, che sarà realizzata dalla ditta Antonio S. Cascio, con sede in Corso Vittorio Emanuele, per un importo di 4.500 euro più Iva.
L’amministrazione comunale intende collocare il monumento in ricordo dello “ziu Francisco”, così come era affettuosamente chiamato, personaggio molto conosciuto e stimato in città.

Per decenni Maniscalco ha svolto la sua attività professionale nel quartiere di San Michele, diventando un punto di riferimento non solo per gli sportivi, ma per intere generazioni di saccensi.
Con questa iniziativa, il Comune vuole preservare la memoria di una figura che ha lasciato un segno profondo nella storia sportiva e sociale della città.

Legge 104, dal 2026 arrivano 10 ore di permesso extra retribuito per visite ed esami: cosa prevede la nuova circolare INPS

Dal 1° gennaio 2026 cambiano le regole sui permessi retribuiti della Legge 104. Oltre ai tre giorni mensili già previsti, lavoratori con disabilità e caregiver potranno contare su dieci ore annue aggiuntive da utilizzare esclusivamente per visite mediche, esami diagnostici e cure sanitarie.

La novità è stata chiarita dalla INPS con la circolare n. 152 del 19 dicembre 2025, che definisce modalità di utilizzo, requisiti e criteri di retribuzione. Si tratta di un intervento che rafforza la tutela del diritto alla salute e migliora la conciliazione tra lavoro e bisogni di cura.


Cosa cambia dal 2026: più tutele per salute e assistenza

Fino a oggi, la Legge 104 ha garantito ai lavoratori dipendenti – pubblici e privati – tre giorni di permesso retribuito al mese, anche frazionabili in ore. Dal 2026, a questo impianto si aggiunge un pacchetto annuale di 10 ore retribuite, pensato per coprire le assenze legate a prestazioni sanitarie specifiche.

Queste ore non sostituiscono i permessi ordinari, ma si sommano ad essi. Il lavoratore potrà quindi utilizzare:

  • i tre giorni mensili per assistenza continuativa;
  • le dieci ore annue per visite, controlli, terapie o esami.

Un sistema più flessibile, che evita di “consumare” intere giornate di permesso per prestazioni sanitarie di breve durata.


A chi spettano le 10 ore di permesso extra Legge 104

Le ore aggiuntive non sono un beneficio generalizzato, ma una tutela mirata. Possono beneficiarne:

  • lavoratori con disabilità grave o patologie croniche, con invalidità civile pari almeno al 74%;
  • caregiver che assistono familiari con disabilità grave;
  • genitori di figli minorenni con disabilità, per accompagnamento a visite ed esami.

La ratio della norma è chiara: molte condizioni cliniche richiedono controlli frequenti e cure periodiche, difficilmente gestibili con i soli tre giorni mensili.


Come vengono retribuite le ore aggiuntive

Secondo quanto chiarito dall’INPS, le 10 ore annue:

  • sono interamente retribuite;
  • seguono criteri analoghi alla malattia comune;
  • vengono anticipate in busta paga dal datore di lavoro, che poi le recupera tramite conguaglio contributivo.

Dal punto di vista economico, quindi, il lavoratore non subisce penalizzazioni sullo stipendio né sui contributi.


Documentazione e obblighi: cosa serve per ottenere i permessi

L’accesso alle ore extra non è automatico. È necessario:

  • presentare documentazione medica che attesti la necessità della prestazione sanitaria;
  • comunicare preventivamente al datore di lavoro l’utilizzo del permesso;
  • dimostrare l’effettivo svolgimento di visite, esami o cure.

La tracciabilità è un elemento centrale della nuova disciplina, pensata per evitare abusi e garantire un uso coerente dello strumento.


Perché la misura è importante anche sul piano sociale

L’introduzione delle 10 ore aggiuntive di permesso 104 rappresenta un passaggio significativo nelle politiche del lavoro e del welfare. Il legislatore riconosce che:

  • le malattie croniche e invalidanti sono sempre più diffuse;
  • la cura non può essere separata dalla dimensione lavorativa;
  • la tutela del reddito è essenziale per evitare esclusione sociale.

Non si tratta solo di un diritto individuale, ma di una misura che rafforza la coesione sociale e la sostenibilità del sistema occupazionale.

Rodì Milici, trovato morto in casa un uomo di 59 anni: probabile intossicazione da monossido


Tragedia a Rodì Milici, nel Messinese. Il cadavere di Patric Hubner, 59 anni, di origine tedesca, è stato rinvenuto nella sua abitazione di via Nino Dante.
Secondo una prima ricostruzione, il decesso risalirebbe alla notte precedente e sarebbe stato causato dalle esalazioni di monossido di carbonio provenienti da una stufa.
A lanciare l’allarme è stata la compagna dell’uomo, preoccupata per il mancato riscontro alle chiamate telefoniche. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno effettuato l’accesso all’abitazione e constatato il decesso.
Sono in corso gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Spari nel quartiere Zen, donna ferita in casa durante le festività

Una serata di festa si è trasformata in paura nel quartiere Zen, dove una donna di 34 anni, residente in Svizzera e rientrata a Palermo per le festività, è rimasta ferita da un proiettile vagante mentre si trovava all’interno della propria abitazione.
Il colpo è stato esploso in strada, in via Rocky Marciano. Il proiettile ha infranto una finestra dell’appartamento e ha colpito la donna al collo mentre era in compagnia di amici e familiari nel salotto di casa. Soccorsa e trasportata all’ospedale Villa Sofia, è stata medicata e dimessa dopo le cure del caso.
Rientrata nell’abitazione, la donna ha scoperto ulteriori danni: altri vetri risultavano infranti, segno di una raffica di spari che ha interessato la zona. Secondo le testimonianze di alcuni residenti, nella stessa area sarebbero stati esplosi colpi anche contro cassonetti della spazzatura e automobili parcheggiate, alcune delle quali danneggiate dai proiettili.
Sull’episodio indaga la polizia, impegnata a chiarire la dinamica e a individuare i responsabili. L’ennesimo episodio che riaccende l’allarme sicurezza in un quartiere da tempo segnato da tensioni e degrado, proprio nei giorni che dovrebbero essere dedicati alla serenità e alla festa.

Prime nascite 2026 nel Trapanese: Jana ed Enea

Le prime nascite 2026 in provincia di Trapani raccontano due storie che segnano l’inizio del nuovo anno sul territorio. Jana ed Enea sono i primi bambini venuti alla luce nel Trapanese nel corso del 2026, in due diverse strutture sanitarie della provincia.

Jana, prima nata del 2026 nel Trapanese

Jana è la prima bimba nata nel 2026 in provincia di Trapani. La nascita è avvenuta alle ore 6.43 presso l’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia del presidio ospedaliero Ospedale Sant’Antonio Abate.
La piccola è nata da mamma Aida, originaria di Marsala, classe 1996. Il parto è stato spontaneo e la neonata ha avuto un peso alla nascita di 3,300 chilogrammi.
La gravidanza era stata seguita come gravidanza a rischio per il sospetto di atresia delle vie biliari, ma il parto si è svolto regolarmente. La nascita di Jana apre simbolicamente il capitolo delle prime nascite 2026 nel territorio trapanese, segnando le prime ore del nuovo anno con un evento di forte valore umano e sociale.

Enea nato a Mazara del Vallo nel pomeriggio

Nel pomeriggio, alle ore 16.45, è nato invece Enea, al punto nascita dell’ospedale di Mazara del Vallo. Il neonato pesa 2.400 grammi ed è venuto alla luce da mamma Giovanna.
Anche in questo caso si tratta di un parto spontaneo, avvenuto regolarmente nel corso della prima giornata dell’anno. La nascita di Enea si inserisce nel quadro delle prime nascite 2026 in provincia di Trapani, completando una giornata significativa per la sanità locale.

Un inizio d’anno che parla di vita

Le prime nascite 2026 nel Trapanese sono state dunque due e distribuite nell’arco della giornata: una al mattino a Trapani, l’altra nel pomeriggio a Mazara del Vallo. Due nascite che aprono il nuovo anno e che rappresentano, per le famiglie coinvolte e per l’intera comunità, un segno di continuità e di futuro.

Saldi invernali 2026, al via anche ad Agrigento: atteso un giro d’affari da 4,9 miliardi

I saldi invernali 2026 prenderanno ufficialmente il via sabato anche in Sicilia e quindi nel territorio agrigentino.

Un appuntamento atteso e strategico per il commercio al dettaglio e, in particolare, per il comparto moda, come sottolineato da Confcommercio Agrigento e da Federazione Moda Italia–Confcommercio.
Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, saranno circa 16 milioni le famiglie italiane che approfitteranno degli sconti, con una spesa media pro capite di 137 euro.

Il giro d’affari complessivo atteso a livello nazionale è pari a 4,9 miliardi di euro, un dato che conferma il ruolo centrale dei saldi nel sostenere i consumi interni, il potere d’acquisto delle famiglie e la tenuta economica delle imprese del settore.
«I saldi rappresentano un appuntamento fondamentale per il rilancio dei consumi nel settore moda e per il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie italiane», evidenzia Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia–Confcommercio.

«Consentono ai consumatori di acquistare prodotti di qualità e durevoli a prezzi convenienti e, allo stesso tempo, contribuiscono a rivitalizzare i centri urbani, rendendoli più attrattivi e dinamici».
Particolare attenzione viene riservata al ruolo dei negozi di prossimità, considerati un presidio economico e sociale essenziale per il territorio. Confcommercio Agrigento ribadisce come le attività di vicinato garantiscano qualità, professionalità e trasparenza, contribuendo in modo concreto alla vitalità delle città. In ambito locale, Alfonso Valenza, presidente provinciale di Federmoda Agrigento, sottolinea che «incoraggiare gli acquisti di qualità nei negozi di vicinato non solo favorisce l’economia locale, ma contribuisce anche a ridurre la sovrapproduzione».

«Scegliere i negozi del proprio quartiere – aggiunge – significa sostenere le imprese locali, mantenere vive le città e rafforzare il senso di appartenenza delle comunità».
L’avvio dei saldi rappresenta inoltre un’opportunità importante per le imprese del settore moda, consentendo la rotazione delle scorte, il recupero di liquidità e una più efficace programmazione delle nuove collezioni, con benefici che si riflettono sull’intera filiera commerciale.
In occasione dei saldi, Confcommercio Agrigento ricorda alcune regole utili per i consumatori:
cambi e resi sono a discrezione del negoziante, salvo prodotti difettosi o non conformi; per gli acquisti online è previsto il diritto di recesso entro 14 giorni; la prova dei capi non è obbligatoria ed è rimessa alla scelta del punto vendita; sono accettati i pagamenti elettronici e incentivati i sistemi cashless; i prodotti in saldo devono essere articoli stagionali o di moda; è obbligatoria la massima trasparenza dei prezzi, con indicazione del prezzo originario, dello sconto applicato e del prezzo finale.
Il presidente di Confcommercio Agrigento, Giuseppe Caruana, invita infine cittadini e famiglie a «effettuare acquisti informati e responsabili, valorizzando il commercio di prossimità e contribuendo allo sviluppo economico e sociale del territorio».