Carabinieri di Caltanissetta, il bilancio del 2025: oltre 3.900 reati perseguiti e più di 14.700 servizi di prevenzione

Si chiude un anno di intenso lavoro per il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Caltanissetta. Il bilancio operativo del 2025 restituisce numeri di assoluto rilievo: oltre 3.900 reati perseguiti, 194 arresti, 1.401 persone denunciate in stato di libertà e più di 56.000 soggetti sottoposti a controllo sul territorio provinciale.
Dati che testimoniano un’attività costante e capillare, ma che da soli non raccontano la complessità dell’impegno quotidiano dell’Arma, chiamata a garantire ordine e sicurezza pubblica a tutela degli interessi della collettività. Un’azione svolta secondo il modello di coordinamento assicurato dal prefetto di Caltanissetta, Licia Donatella Messina, all’interno del quale assume particolare rilievo l’attività di prevenzione: nel corso dell’anno sono stati effettuati oltre 14.700 servizi sul territorio.
Un impegno ancora più significativo se si considera che, nella maggior parte dei Comuni della provincia, l’Arma dei Carabinieri rappresenta l’unico presidio di polizia, costituendo un punto di riferimento essenziale per le comunità locali e svolgendo una funzione insostituibile di rassicurazione sociale.
Accanto alla prevenzione, incisiva è stata l’azione investigativa condotta sotto la direzione dell’Autorità Giudiziaria. Tra le operazioni di maggiore rilievo nel contrasto alla criminalità organizzata spicca “The Wall”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, che ha portato all’acquisizione di gravi elementi indiziari nei confronti di 15 soggetti, accusati – nella fase cautelare – di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e armi, con l’aggravante di aver agevolato il clan mafioso Rinzivillo di Gela.
Importanti risultati sono stati conseguiti anche nella lotta allo spaccio di droga. Le indagini “Drugstore” e “White Sheep”, coordinate rispettivamente dalla D.D.A. di Caltanissetta e dalla Procura della Repubblica di Gela, hanno consentito di disarticolare due sodalizi criminali dediti alla vendita di cocaina, marijuana e hashish nelle piazze di Caltanissetta e Gela.
Particolare attenzione è stata riservata ai reati di forte impatto sociale, con riferimento alla violenza di genere e alla tutela delle fasce più deboli. Oltre ai servizi di prossimità e agli incontri informativi, anche con l’impiego della Stazione Mobile recentemente assegnata, l’Arma ha promosso una capillare campagna di prevenzione. In collaborazione con Federfarma e con l’Ordine dei Farmacisti di Caltanissetta, sono stati distribuiti in tutte le farmacie della provincia migliaia di opuscoli informativi destinati ai cittadini.
L’attività dei Carabinieri si è inoltre estesa ai servizi di ordine pubblico e ai compiti di protezione, con il contributo dei reparti dell’Organizzazione Speciale presenti in provincia: dal Nucleo Operativo Ecologico, impegnato nel contrasto ai reati ambientali, al Nucleo Ispettorato del Lavoro, fino alla presenza costante dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia” e delle Compagnie di Intervento Operativo del 12° Reggimento Carabinieri di Palermo.
Ampio spazio è stato dedicato, infine, alla diffusione della cultura della legalità. Nel corso dei numerosi incontri nelle scuole, realizzati in sinergia con la Prefettura e le altre istituzioni, i Carabinieri hanno dialogato con i giovani su temi di grande attualità, dal bullismo ai rischi della rete, dalla sicurezza stradale alla prevenzione di stalking e femminicidio, illustrando anche le opportunità di arruolamento nell’Arma.
Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta rinnova così, anche per il nuovo anno, il proprio impegno al servizio dei cittadini, in piena coerenza con le finalità e le strategie istituzionali.

Concorsi pubblici, la laurea “recente” vale di più: il TAR Lazio apre al doppio punteggio per i neolaureati

La laurea conseguita da poco tempo può valere più di un curriculum lungo anni. È questo il principio affermato dal TAR Lazio con la sentenza n. 15825/2025, destinata a incidere profondamente sui criteri di selezione nei concorsi pubblici e sul modo in cui la Pubblica Amministrazione recluta nuove risorse.

Secondo i giudici amministrativi, attribuire un punteggio maggiorato ai candidati che hanno conseguito la laurea in epoca recente è una scelta legittima e coerente con i principi costituzionali di uguaglianza sostanziale e buon andamento dell’azione amministrativa. Una decisione che rafforza il ricambio generazionale e ridefinisce le strategie di accesso al cosiddetto “posto fisso”.


La sentenza del TAR Lazio: cosa cambia nei concorsi pubblici

La pronuncia nasce dall’impugnazione di un bando che prevedeva un doppio punteggio per la laurea conseguita da meno tempo rispetto alla data di pubblicazione del concorso. Una previsione contestata perché ritenuta discriminatoria nei confronti dei candidati più anziani.

Il TAR Lazio ha però respinto questa tesi, chiarendo che la valorizzazione della “freschezza” del titolo di studio non viola il principio di uguaglianza, ma serve a riequilibrare le posizioni di partenza tra candidati che si trovano in condizioni oggettivamente diverse.


Perché la laurea recente può essere premiata

Secondo i giudici, il sistema concorsuale tradizionale tende a favorire chi ha avuto più tempo per:

  • accumulare esperienze professionali;
  • conseguire master, dottorati e specializzazioni;
  • maturare punteggi aggiuntivi legati all’anzianità.

I neolaureati, invece, pur avendo una preparazione aggiornata, partono spesso svantaggiati. Il punteggio aggiuntivo sulla laurea recente diventa quindi uno strumento di compensazione, non un privilegio.

L’obiettivo non è abbassare l’asticella del merito, ma garantire una competizione effettiva tra generazioni diverse.


Ricambio generazionale e interesse pubblico

Il TAR collega esplicitamente questa scelta alle esigenze di una Pubblica Amministrazione moderna, chiamata a:

  • digitalizzarsi;
  • aggiornare procedure e competenze;
  • rispondere a nuove sfide normative e tecnologiche.

La laurea recente viene vista come indice di conoscenze aggiornate, metodi di studio attuali e capacità di adattamento immediato ai processi organizzativi contemporanei. Tutti elementi che rientrano nell’interesse pubblico al buon funzionamento degli uffici.


Nessuna discriminazione per i candidati più anziani

La sentenza chiarisce anche un punto centrale: il doppio punteggio non cancella il valore dell’esperienza. Chi ha conseguito la laurea da più tempo continua a beneficiare dei punteggi legati a:

  • titoli post-universitari;
  • incarichi professionali;
  • esperienze lavorative qualificate.

Il sistema, quindi, non penalizza nessuno, ma bilancia fattori diversi: esperienza da un lato, aggiornamento e potenziale immediatamente spendibile dall’altro.


Più discrezionalità per le amministrazioni nei bandi

Dal punto di vista giuridico, il TAR Lazio ribadisce che le amministrazioni dispongono di un ampio margine di discrezionalità nella definizione dei criteri di valutazione, purché questi siano ragionevoli, proporzionati e coerenti con gli obiettivi del bando.

Premiare la laurea recente rientra pienamente in questa discrezionalità e può diventare, da oggi, un modello replicabile in molti concorsi pubblici futuri.


Una svolta per chi sogna il posto fisso

La decisione segna un cambio di paradigma: il concorso pubblico non è più solo una gara di anzianità e titoli accumulati, ma uno strumento per attrarre nuove energie e competenze aggiornate.

Per i neolaureati, si apre una finestra di opportunità concreta. Per la Pubblica Amministrazione, una leva in più per costruire una macchina statale più giovane, efficiente e in linea con le esigenze del presente.

Sanità, l’Asp di Enna proroga i contratti dei medici nei pronto soccorso: garantita la continuità assistenziale

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna ha disposto la proroga, fino al 30 giugno, dei contratti libero professionali per i medici impegnati nei principali servizi di emergenza del territorio ennese.

Il provvedimento riguarda il pronto soccorso dell’ospedale Umberto I di Enna, quello dell’ospedale Basilotta di Nicosia e l’unità operativa di Medicina interna del pronto soccorso di Piazza Armerina.
Si tratta di tre presidi strategici per l’assistenza sanitaria d’emergenza in provincia, che continuano a svolgere un ruolo fondamentale nella risposta ai bisogni di salute della popolazione.

La decisione dell’Asp mira a garantire la piena operatività dei servizi e a scongiurare criticità legate alla carenza di personale medico.
Con questa proroga, l’azienda sanitaria conferma la volontà di assicurare continuità assistenziale in una fase che resta delicata per la sanità territoriale, soprattutto nell’area dell’emergenza-urgenza, dove la pressione sui servizi rimane elevata.
L’intervento si inserisce in un più ampio quadro di misure adottate per mantenere elevati standard di assistenza e tutelare il diritto alla salute dei cittadini, in attesa di soluzioni strutturali e di un rafforzamento stabile degli organici.

Catania capitale della pace: migliaia in marcia contro la logica della guerra

Catania è oggi il cuore della Marcia nazionale per la pace, storica iniziativa promossa dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace insieme ad Azione Cattolica Italiana, Acli, Caritas Italiana, Movimento dei Focolari Italia, Libera e Pax Christi Italia.

Un appuntamento che richiama credenti e cittadini impegnati a rifiutare la violenza come destino inevitabile.
La manifestazione si inserisce nel solco della 59ª Giornata mondiale della pace, celebrata dalla Chiesa ogni 1° gennaio, ed è ispirata dal messaggio di Papa Leone XIV, “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”. Un testo che lancia un richiamo forte e senza ambiguità contro la crescente deriva bellicista che attraversa l’Europa e il mondo.
«La marcia nasce dal desiderio profondo di non rassegnarci alla logica della violenza, della guerra, della contrapposizione come unico linguaggio possibile tra i popoli, tra le comunità, persino tra le persone», spiegano gli organizzatori. Parole che segnano una presa di posizione netta in un tempo segnato da conflitti e tensioni permanenti.
Promossa dalla Chiesa italiana dal 1968, la Marcia per la pace è molto più di un evento simbolico: è un gesto pubblico di preghiera, testimonianza e responsabilità storica. Un’affermazione collettiva che ribadisce come la guerra resti una follia, drammaticamente confermata dai conflitti in corso in Terra Santa, in Ucraina, in Sudan e in tanti altri scenari dimenticati.

Botti vietati ad Agrigento: ordinanza del sindaco e primo ferito

Capodanno 2026 all’insegna della sicurezza ad Agrigento. Il sindaco Franco Miccichè ha firmato l’ordinanza che vieta i botti imponendo lo stop a tutti quei prodotti pirotecnici che possano comportare situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica.
Il provvedimento arriva in un momento delicato, a poche ore dalla fine dell’anno, con l’obiettivo di prevenire incidenti spesso legati all’uso improprio di petardi e fuochi artificiali. La misura si inserisce in un quadro di attenzione crescente alla sicurezza urbana durante i festeggiamenti di Capodanno.

Botti vietati ad Agrigento: cosa prevede l’ordinanza

Nel testo dell’ordinanza si chiarisce che il divieto riguarda non solo le aree pubbliche, ma anche quelle private. I botti non possono essere esplosi nemmeno da chi dispone di spazi privati e ne consenta l’uso per effettuare spari espressamente vietati dal provvedimento.

L’ordinanza stabilisce inoltre il divieto di vendita di qualsiasi tipo di artificio pirotecnico ai minori di 18 anni. È vietato anche raccogliere artifici inesplosi o affidare ai bambini prodotti che, pur non rientrando tra quelli espressamente proibiti, possano comunque risultare pericolosi se utilizzati in modo scorretto.

Giochi pirotecnici consentiti

Restano consentiti esclusivamente i giochi pirotecnici ad effetto prevalentemente luminoso. Tra questi rientrano fontane, bengala, bottigliette a strappo, petardini da ballo, bacchette scintillanti, trottole, girandole e prodotti simili. Anche in questi casi, l’acquisto deve avvenire solo presso rivenditori autorizzati e i prodotti devono essere muniti della dicitura che ne consenta la commercializzazione al pubblico.
Si tratta quindi di un utilizzo fortemente limitato, che conferma come i botti vietati ad Agrigento rappresentino la regola generale per il Capodanno 2026.

Primo ferito nonostante i botti vietati ad Agrigento

Nonostante l’ordinanza, ad Agrigento si registra già il primo ferito da petardi. L’episodio è avvenuto nella serata di ieri nel quartiere Villaseta, dove un uomo ha riportato gravi ferite al volto a seguito dell’esplosione di un “botto” che stava cercando di lanciare.

L’uomo è stato soccorso e trasferito inizialmente all’ospedale di Agrigento, per poi essere trasportato d’urgenza all’ospedale Villa Sofia di Palermo, nel reparto di Chirurgia Maxillo-Facciale e Plastica Ricostruttiva. Le sue condizioni non sono considerate tali da metterne in pericolo la vita, ma le ferite riportate sono gravi.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Sicurezza al centro del Capodanno 2026

L’episodio di Villaseta rafforza il senso dell’ordinanza firmata dal sindaco Miccichè. I botti vietati ad Agrigento rappresentano una misura di prevenzione volta a ridurre il numero di incidenti, ferimenti e situazioni di emergenza durante i festeggiamenti di fine anno.

Capodanno con 80 nuovi mezzi per la raccolta dei rifiuti a Sciacca (Video)

Il miglioramento della scerbatura e del lavaggio strade, 80 nuovi mezzi, 9 dei quali elettrici, pronti ad entrare in azione.

Sono alcune delle novità del servizio di raccolta dei rifiuti, a Sciacca, che partirà domani, 1 gennaio 2026. Questa mattina firma del nuovo contratto per il personale, compresi i lavoratori part-time.

L’assessore comunale all’Ambiente, Salvino Patti, ha incontrato personale e dirigenti della Teknoservice di Torino, società che ha aggiunto Sciacca ai 300 comuni italiani nei quali è già impegnata.

Per garantire una fase di passaggio semplice e senza disagi, durante il mese di gennaio 2026 – e fino a nuova comunicazione – le modalità di raccolta resteranno le stesse attualmente in vigore. I cittadini, quindi, potranno continuare a conferire i rifiuti seguendo giorni, orari e modalità già conosciuti.

Per questo periodo transitorio sono stati predisposti calendari provvisori di raccolta, distinti tra utenze domestiche e non domestiche, basati sulle frequenze consolidate del servizio.

Resterà regolarmente operativo anche il centro comunale di raccolta di contrada Perriera (via Antonio Ritacco), aperto dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 13. Inoltre, il lunedì, mercoledì e venerdì sarà disponibile anche l’apertura pomeridiana dalle 15 alle 17, per agevolare il conferimento dei rifiuti da parte di tutti gli utenti. “Il Comune di Sciacca e Teknoservice – hanno ribadito oggi l’assessore Salvino Patti e il direttore di Teknoservice, Enrico Iannone – invitano i cittadini a collaborare attivamente, rispettando le indicazioni fornite, per assicurare un servizio efficiente e una corretta gestione dei rifiuti, a tutela dell’ambiente e del decoro della città”.

Siracusa, rivolta al carcere di Cavadonna e protesta degenerata nel blocco 20

Una protesta iniziata in forma silenziosa è degenerata in una rivolta al carcere di Cavadonna, dove alcuni detenuti del blocco 20 hanno aggredito il personale di polizia penitenziaria, causando danni alla struttura e il ferimento di un sovrintendente.
Da diversi giorni, un gruppo di detenuti del penitenziario siracusano si rifiutavano si rientrare nelle proprie camere per la notte, proseguendo una forma di protesta pacifica che, nonostante i ripetuti inviti della direzione, non si è interrotta.

Intervento della polizia penitenziaria dopo la protesta

A fronte del protrarsi della situazione, è stato disposto l’intervento di un contingente composto da oltre un centinaio di agenti di polizia penitenziaria. I detenuti del primo piano del blocco 20 sono rientrati senza opporre resistenza.
Le tensioni sono emerse al secondo piano, mentre la rivolta è esplosa al terzo piano, dove alcuni detenuti, alla vista degli agenti, hanno dato in escandescenze, reagendo con minacce, spintoni e azioni violente.

Distrutte le telecamere e attivati gli idranti

Durante i disordini, i detenuti si sono barricati nella sezione, distruggendo le telecamere di videosorveglianza per evitare le riprese. Nonostante ciò, alcuni di loro avrebbero utilizzato telefoni cellulari per registrare scene della rivolta, con l’intento di diffonderle sui social network.
Nel corso della rivolta sarebbero stati attivati anche gli idranti, indirizzando il getto d’acqua contro il personale impegnato nel tentativo di ripristinare l’ordine.

Sovrintendente ferito negli scontri

Nella confusione generata dalla sommossa, un folto gruppo di detenuti ha accerchiato un sovrintendente di polizia penitenziaria, scaraventandolo a terra. L’agente ha riportato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.

Le motivazioni della protesta

Secondo quanto denunciato dai detenuti coinvolti, alla base della protesta vi sarebbero la mancanza di acqua calda e la presenza di cimici nelle celle. Circostanze che avrebbero alimentato il malcontento, sfociato poi nella degenerazione violenta dei fatti.

L’episodio riporta l’attenzione sulle condizioni detentive e sulle criticità operative all’interno degli istituti penitenziari, come quello di Cavadonna, dove la tensione resta alta dopo i gravi disordini.

Capodanno 2026 in Sicilia con concerti gratuiti, da Noemi ad Agrigento a Gabbani a Maletto

La Sicilia si prepara a vivere una notte di San Silvestro all’insegna della musica dal vivo. Il Capodanno 2026 si celebra nelle piazze dell’Isola con un cartellone ricco di concerti gratuiti che attraversano generi, generazioni e territori, trasformando città e borghi in palcoscenici a cielo aperto. Dai nomi di punta del pop italiano alle icone degli anni ’90, passando per dj set e spettacoli urban.

Agrigento accoglie l’arrivo del 2026 con il concerto di Noemi. L’artista romana è protagonista la sera del 31 dicembre in piazza Marconi.

Palermo saluta il 2025 con una grande festa nel cuore della città, in piazza Ruggero Settimo, davanti al Politeama Garibaldi. Protagonisti della serata sono The Kolors e Arisa.

A Palazzo Adriano il Capodanno è all’insegna del ritmo e dell’identità. Piazza Umberto I ospita lo show degli Shakalab, accompagnati da Dj Yanez, per una notte che unisce reggae, hip hop e contaminazioni urban, celebrando la musica che nasce dal territorio.

Catania sceglie una proposta su più registri. In piazza Duomo va in scena lo showcase di Ghali, mentre Delia arriva in città con il tour “Sicilia bedda”. A completare la serata, la voce di Marina Rei, per un Capodanno che intreccia linguaggi diversi e sguardi contemporanei.

A Maletto, in piazza IV Novembre, è Francesco Gabbani a guidare il pubblico verso il nuovo anno, con uno spettacolo che mescola ironia, leggerezza e riflessione, affidando alle canzoni il compito di inaugurare il 2026.

A Siracusa, il Capodanno si accende nel cuore della città. In piazza Duomo, la super ospite è Irene Grandi, reduce dal tour estivo “Fiera di me” e pronta a portare sul palco i successi della carriera insieme ai brani del suo ultimo progetto.

Ad Augusta, la notte di San Silvestro prende vita in piazza Castello con la voce intensa di Francesco Renga. Un concerto pensato per chi sceglie di iniziare l’anno nuovo affidandosi alle emozioni e alla forza delle canzoni.

A Messina il 2026 arriva a ritmo di dance. In piazza Duomo va in scena il “Radio Time 90 – Il Party Anni ’90 (e non solo)”, uno show gratuito pensato per far ballare la città fino a tarda notte tra hit iconiche e ricordi condivisi.

Eleganza e atmosfera da grande evento per Taormina, che sceglie piazza IX Aprile come cornice per salutare il nuovo anno. Dalle 23, la consolle è affidata a Taylor Mega e Dj Paoletta.

A Pozzallo, infine, il Capodanno 2026 si carica di emozioni e memoria. In piazza delle Rimembranze, Viola Valentino, accompagnata da Roberto Serafini, porta sul palco “La notte dei ricordi”, seguita dai dj set di Salvino, Simone Santaera e Giorgio viola vox.

Sciacca, Gran Concerto di Capodanno al Teatro Popolare Samonà: lirica e musica nel segno di Goya

Si inserisce nel prestigioso programma della mostra “Francisco Goya, l’artista della libertà. Tra verità e satira”, inaugurata lo scorso 20 dicembre, il Gran Concerto di Capodanno organizzato da Mediterranea Arte, in calendario per giovedì 1° gennaio 2026 alle ore 20.30 al Teatro Popolare Samonà di Sciacca.
Sul palco della sala principale si esibiranno artisti di primo piano della scena lirica e musicale nazionale e internazionale: il soprano Marianna Cappellani e il baritono Gianni Giuga, accompagnati al pianoforte dal maestro Ninni Spina.
Il programma prevede un ampio e raffinato repertorio con alcune delle arie più celebri della tradizione operistica italiana, firmate da grandi compositori come Pietro Mascagni, Vincenzo Bellini, Gioachino Rossini e Giuseppe Verdi.
Si annuncia dunque un appuntamento di alto profilo artistico, pensato per celebrare l’inizio del nuovo anno all’insegna della grande musica e della cultura.

È già attiva la prevendita dei biglietti, al costo di 20 euro ciascuno, disponibili sia al botteghino del teatro sia sul circuito TicketOne. È inoltre prevista la possibilità di integrare il biglietto del concerto con la visita alla mostra dedicata a Goya, offrendo al pubblico un’esperienza culturale completa.
Un evento che conferma Sciacca come punto di riferimento per la proposta culturale di qualità, capace di coniugare arte visiva, musica e valorizzazione dei luoghi simbolo della città.

Niente medico durante la notte per i detenuti nel carcere di Sciacca, protesta il sindacato

Il servizio sanitario serale con la presenza di un medico, serale e notturno, presso la casa circondariale di Sciacca, potrebbe subire una sospensione a partire da gennaio 2026. A lanciare l’allarme è il Sinappe, Sindacato Nazionale Autonomo di Polizia Penitenziaria, che parla apertamente di sanità carceraria a rischio, con conseguenze potenzialmente gravi sia per la popolazione detenuta sia per la sicurezza collettiva.

Il tema emerge da notizie che, seppur ancora non ufficiali, destano forte preoccupazione tra gli operatori penitenziari, in particolare per la possibile assenza del personale medico nelle ore notturne. Una circostanza che, secondo il sindacato, comprometterebbe il diritto alla salute delle persone ristrette e aumenterebbe i rischi per l’ordine interno dell’istituto.

Il ruolo del personale sanitario negli istituti penitenziari

Il personale medico e infermieristico svolge un’attività di fondamentale importanza negli istituti penitenziari, non solo per la tutela della salute dei detenuti ma anche per l’equilibrio complessivo della struttura. In un contesto come quello carcerario, la continuità del servizio sanitario rappresenta un presidio indispensabile.

Secondo il Sinappe, l’eventuale sospensione del servizio nelle ore serali e notturne renderebbe la sanità carceraria a rischio, esponendo detenuti e personale a situazioni di emergenza difficilmente gestibili senza un immediato intervento medico.

Perché la sanità carceraria a rischio preoccupa il Sinappe

Il carcere di Sciacca ospita una popolazione detenuta con bisogni sanitari specifici e richiede un’assistenza garantita 24 ore su 24. Il sindacato evidenzia come il medico di turno sia chiamato a intervenire in situazioni critiche, quali:

  • rianimazione cardiopolmonare in caso di urgenza;
  • gestione di crisi epilettiche e somministrazione contestuale di farmaci;
  • interventi per ustioni, traumi ed eventi acuti.

In assenza di un presidio sanitario notturno, tali situazioni potrebbero trasformarsi in episodi con esiti gravi o irreversibili, confermando un quadro di sanità carceraria a rischio.

La richiesta di intervento alle istituzioni sanitarie

Per garantire una continuità puntuale ed efficace del servizio, il Sinappe chiede un intervento urgente del direttore generale dell’Asp di Agrigento e del dirigente del Dipartimento Cure Primarie. L’obiettivo è assicurare la presenza e la continuità del servizio sanitario in carcere, evitando vuoti assistenziali che potrebbero incidere anche sul piano della sicurezza interna.

Il sindacato sottolinea inoltre come, nelle ore notturne, l’accesso del personale esterno alla struttura sia complesso per ragioni di sicurezza, rendendo l’azione immediata del medico di guardia ancora più cruciale.

Silenzi istituzionali e timori per il futuro

Negli ultimi mesi, a partire da dicembre 2024, si sono verificati diversi interventi sanitari complessi all’interno dell’istituto. Nonostante ciò, il Sinappe denuncia il silenzio e l’assenza di risposte da parte degli organi sanitari competenti, alimentando il timore che la sospensione del servizio possa diventare realtà.

Un eventuale aggravamento della situazione sanitaria ricadrebbe su una struttura già segnata da una carenza di organico del personale di Polizia Penitenziaria, con effetti a catena difficilmente sostenibili.

Il sindacato auspica che la sanità carceraria a rischio non diventi una condizione strutturale e che si intervenga tempestivamente per scongiurare ulteriori criticità, nel rispetto della salute pubblica e della sicurezza collettiva.