L’Amato Vetrano dona alla Mensa della Solidarietà il pesce del progetto Pro Bleu

Si sono concluse oggi le attività del progetto Pro Bleu – Blue Fishing Vessel Project all’Istituto scolastico “Calogero Amato Vetrano”.

Al termine della manifestazione e delle esercitazioni laboratoriali, l’Istituto ha scelto di destinare alla Mensa della Solidarietà di Sciacca tutto il pesce fresco utilizzato nelle attività progettuali, insieme alla frutta e ai prodotti dolciari preparati dal personale scolastico.

La donazione è stata consegnata alla struttura coordinata da don Pasqualino Barone, che ogni giorno garantisce pasti e assistenza a persone e famiglie in difficoltà.

La decisione della scuola permette di valorizzare in modo utile ed etico le eccedenze alimentari, rafforzando al tempo stesso il rapporto con la comunità e offrendo un contributo concreto alle iniziative di sostegno sociale attive sul territorio.

Un gesto che chiude il progetto con un segnale pratico di attenzione al bisogno e al riuso responsabile delle risorse.

Fondo pensione per i figli 2026: arriva il contributo INPS. Ecco come funzionerà il nuovo emendamento

Una proposta destinata a far discutere arriva da Fratelli d’Italia: dal gennaio 2026 potrebbe nascere un nuovo Fondo pensione per i figli, alimentato da 100 euro delle famiglie e da un contributo pubblico di 50 euro dell’INPS. La misura, inserita in un emendamento alla prossima legge di Bilancio, punta a introdurre uno strumento previdenziale dedicato ai neonati, con l’obiettivo di costruire un piccolo capitale utile per studio, formazione o ingresso nel mondo del lavoro.

Un’idea che segna una svolta: per la prima volta la previdenza complementare non guarda agli adulti vicini alla pensione, ma ai bambini appena nati.


Cos’è il nuovo Fondo pensione da 100 euro per i figli

Il Fondo di previdenza per i giovani sarebbe volontario e rivolto esclusivamente ai neonati fino a tre mesi di vita.
Potrà essere attivato da:

  • un genitore
  • un nonno
  • un parente entro il terzo grado

Il funzionamento è semplice:

  • la famiglia versa 100 euro come primo contributo;
  • l’INPS aggiunge automaticamente 50 euro come incentivo all’adesione.

Il modello richiama i tradizionali libretti postali dei nonni, ma con una cornice regolata a livello nazionale e legata alla previdenza complementare. L’obiettivo dichiarato è favorire una cultura del risparmio precoce, in un Paese dove l’età media degli iscritti ai fondi pensione supera oggi i 47 anni.


Come funzionerà il fondo gestito dall’INPS

L’adesione resterà volontaria, ma potrà avvenire solo entro i primi 90 giorni dalla nascita del bambino.

Il meccanismo base prevede:

  • versamento della famiglia: 100 euro
  • contributo pubblico INPS: 50 euro

Il contributo INPS potrà diventare annuale, ma questo dettaglio sarà definito in un decreto attuativo del Ministero del Lavoro, insieme a:

  • modalità di gestione del fondo
  • regole sui versamenti successivi
  • criteri di riscatto
  • eventuali anticipi
  • ruolo di INPS e Covip nella vigilanza

Quando e come si potrà utilizzare il capitale

Il montante accumulato potrà essere riscattato al compimento dei 18 anni e utilizzato per:

  • tasse universitarie
  • percorsi formativi o specializzazioni
  • avvio di attività professionali o imprenditoriali

La logica è quindi duplice: educare alla previdenza e sostenere le spese decisive per il passaggio alla vita adulta.

Il costo stimato per lo Stato della misura base è di circa 18 milioni di euro l’anno, considerando i 369.000 nati del 2024. L’obiettivo programmatico: raddoppiare gli iscritti alla previdenza complementare in sette anni.


La proposta alternativa del senatore Marco Lombardo

Accanto alla proposta di Fratelli d’Italia, c’è un secondo modello, più ambizioso e più oneroso, presentato dal senatore Marco Lombardo.

Ecco come cambiano gli importi:

Versione Lombardo

  • contributo dello Stato il 1° anno: 300 euro
  • contributo dello Stato per i 4 anni successivi: 200 euro
  • contributo della famiglia: sempre 100 euro

Totale incentivo pubblico nei primi 5 anni: 1.100 euro.

Il vantaggio?
Una base molto più robusta che permette al fondo di crescere grazie all’interesse composto.

Il problema?
Il costo: 500 milioni il primo anno, 250 milioni negli anni successivi.

Un investimento molto più impegnativo, che richiederà una riflessione sulla sostenibilità delle finanze pubbliche.


Un obiettivo comune: costruire il capitale dei giovani

Sebbene diverse per importi e impatto economico, entrambe le proposte condividono un obiettivo strategico: creare un Fondo pensione dedicato ai bambini, in grado di accompagnarli dai primi mesi di vita fino all’ingresso nell’età adulta.

In un Paese che fatica a investire sul futuro delle nuove generazioni, il Fondo pensione per i figli rappresenta un tentativo di invertire la rotta, promuovendo risparmio, formazione e capitale umano sin dalla nascita.

Motopompe ancora ferme, gli agricoltori di Ribera chiedono interventi al Consorzio Ag3

L’associazione Liberi Agricoltori ha diffuso una nota particolarmente critica nei confronti del Consorzio di bonifica Ag3. L’obiettivo è ottenere risposte immediate sulla mancata installazione delle motopompe necessarie per la prossima stagione irrigua.

Secondo l’associazione, le richieste per il rimontaggio degli impianti – già acquistati e utilizzati lo scorso anno – sarebbero state avviate sin da settembre. Il comunicato è stato inviato per conoscenza anche all’assessore regionale all’Agricoltura e al presidente della Regione Siciliana.

La replica del Consorzio è arrivata solo il 25 novembre, attribuendo i ritardi a un’ordinanza del sindaco di Ribera che vieta il transito sulla strada necessaria per raggiungere l’area degli impianti a causa di problemi di sicurezza.

Una spiegazione che l’associazione respinge decisamente: “Riteniamo che sia compito esclusivo e ineludibile del Consorzio adoperarsi per trovare una soluzione che permetta ai propri dipendenti di recarsi nei luoghi di lavoro nel massimo della sicurezza”, si legge nella nota. “Questo non è compito dell’amministrazione comunale o del sindaco, il quale anzi sta cercando attivamente di collaborare per quanto di sua competenza”.

“Questo modo di comportarsi ci dà l’impressione che si cerchi di scaricare sugli altri quelle che sono le proprie responsabilità”, afferma il portavoce dell’associazione Dino D’Angelo.

L’assenza di una soluzione, sottolineano, potrebbe mettere a rischio la terza stagione irrigua consecutiva, con gravi ripercussioni economiche per il territorio agricolo del comprensorio.

Nella richiesta avanzata al Consorzio, l’associazione sollecita “l’immediata adozione di una soluzione operativa al problema logistico e di sicurezza dei lavoratori” e, se necessario, il coinvolgimento della Protezione civile per accelerare l’installazione delle motopompe.

Nella foto, Dino D’Angelo

A 70 anni Piazza di Sciacca chiude il 2025 con 11 gare: “Pronto per nuove sfide” (Video)

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Nel 2025 Pippo Piazza ha partecipato a 11 gare del Grand Prix di atletica coprendo sempre il percorso previsto, fino a 10 km, e inanellando primi e secondi posti di categoria. “Sono pronto per il nuovo anno – dice – partendo dal memorial dedicato a Vito Tornambè al quale ho sempre partecipato”.

Nel caso di Piazza è proprio il caso di dire 70 anni e non sentirli perchè è sempre animato da grande entusiasmo e alle gare partecipa dopo allenamenti che svolge con costanza.

“Mi auguro che il mio esempio – dice – venga seguito dai ragazzi, ma anche da quelli della mia età perchè non è mai troppo tardi per avvicinarsi all’atletica”.

Pippo Piazza corre per la Athlon Ribera di Salvatore Giardina.

Parto in ambulanza a Catania, salvo madre e neonata

Un parto in ambulanza a Catania ha avuto un lieto fine nelle prime ore della notte nel capoluogo etneo. L’allarme è scattato alle 3,30 quando la Centrale operativa ha attivato la postazione “Ct2” del Presidio territoriale di assistenza (Pta) San Luigi. L’equipaggio del 118, composto dal medico Maria La Magna, dall’infermiere Salvio Spedalieri e dall’autista-soccorritore Alfio Battiato, è arrivato in pochi minuti nell’abitazione della donna pronta a partorire.

Il parto precipitoso e l’assistenza immediata

Pochi minuti dopo l’arrivo, mentre il trasporto verso l’ospedale Cannizzaro era in corso, si è verificato il parto a bordo dell’ambulanza. Grazie alla prontezza e all’esperienza dell’equipaggio dell’ambulanza, madre e neonata hanno ricevuto assistenza immediata. Successivamente, entrambe sono state prese in carico dal pronto soccorso ostetrico del Cannizzaro, dove è stato completato il taglio del cordone ombelicale.

L’intervento del 118 e la buona sanità locale

Il presidente della Seus, Riccardo Castro, ha commentato l’episodio sottolineando l’importanza della collaborazione tra il 118 e gli operatori dell’ospedale: “Siamo orgogliosi per l’ennesimo esempio di buona sanità grazie a un eccellente lavoro di squadra. Alla neonata un grande abbraccio di benvenuta alla vita”. L’episodio del parto in ambulanza a Catania evidenzia quanto siano fondamentali tempestività, coordinazione e professionalità per garantire la sicurezza in situazioni critiche.

Un lieto fine per la neonata e la madre

Questo parto in ambulanza a Catania dimostra come anche in situazioni improvvise e delicate sia possibile ottenere un lieto fine quando vi è una risposta rapida ed efficace da parte dei professionisti del soccorso sanitario. Madre e neonata stanno bene e l’episodio rimane un esempio positivo di eccellenza nella sanità siciliana.

L’intervento ha sottolineato l’importanza della preparazione e della rapidità d’azione degli operatori del 118, mostrando come la combinazione di competenza medica e coordinazione logistica possa fare la differenza in situazioni di emergenza.

Ribera, consiglieri attaccano Ruvolo: “Un anno di stallo sul Verdura, ora si rischia la siccità”

I consiglieri comunali di Ribera Ciancimino, Cibella, Costa, Inglese, Mulè Alfredo, Mulè Federica, Siragusa, Tortorici Giovanni e Tortorici Salvatore più il presidente del consiglio comunale Maria Grazia Angileri firmano un documento durissimo sulla questione delle motopompe sul fiume Verdura, denunciando un anno di stallo amministrativo e chiedendo interventi immediati.

La vicenda nasce dalla strada vicinale “Acqua di Malati”, ancora oggi inaccessibile. Da lì, secondo il Consorzio di Bonifica, deve transitare il mezzo che trasporta le motopompe necessarie alla stagione irrigua invernale. Senza quell’accesso, le motopompe non si installano. E senza motopompe, l’acqua rischia di non arrivare agli agricoltori.

Secondo i firmatari del documento, il sindaco Matteo Ruvolo sarebbe perfettamente a conoscenza del problema da undici mesi. Il Consorzio aveva segnalato l’inaccessibilità della strada già il 31 dicembre 2024; il Commissario regionale Cartabellotta era intervenuto il 20 gennaio 2025 chiedendo una deroga al transito; il Comune aveva risposto negativamente il 22 gennaio; il 28 gennaio era arrivata l’ordinanza sindacale che delimitava il tratto interdetto. Poi, per mesi, nessun passo concreto.

I consiglieri accusano l’amministrazione di non aver utilizzato le somme a bilancio per rendere praticabile la strada, di conoscere l’assenza di alternative percorribili e di avere ignorato le richieste urgenti di una deroga.

Adesso, con l’inverno alle porte e il rischio concreto di carenza idrica, il sindaco – sempre secondo i consiglieri – proporrebbe due “soluzioni dell’ultimo minuto”: una deroga che scaricherebbe ogni responsabilità sul Consorzio e un percorso alternativo ritenuto sin dall’inizio impraticabile.

Il documento parla di “incapacità di programmazione” e di un “gioco dello scaricabarile” tra Comune e Consorzio, mentre gli agricoltori vivono una situazione già fortemente compromessa.

Le richieste dei consiglieri sono chiare e immediate: il sindaco deve rilasciare la deroga al transito e avviare gli interventi per rendere agibile il tratto di strada; il Consorzio, a sua volta, deve installare subito le motopompe una volta ottenuta l’autorizzazione, evitando ulteriori ritardi.

«Gli agricoltori meritano rispetto. Ribera merita di più», concludono i firmatari.

Ennesimo incidente sulla Palermo-Sciacca, traffico in tilt ad Altofonte

Un altro incidente sulla Palermo-Sciacca ha paralizzato il traffico all’altezza del rifornimento Taoil di Altofonte, al km 5. Lo scontro frontale ha coinvolto due autovetture, provocando rallentamenti e la necessità di transito a corsie alternate. Sul luogo dell’impatto sono intervenute le forze dell’ordine per i rilievi e il coordinamento della viabilità, insieme al personale del 118. Al momento non sono ancora note le condizioni dei conducenti coinvolti.

Nuovo incidente sulla Palermo-Sciacca: dinamica e interventi

Il nuovo incidente sulla Palermo-Sciacca si colloca in un periodo particolarmente critico sulla SS624, già teatro di altri eventi drammatici negli ultimi giorni. Solo tre giorni fa, il 28 novembre, sempre nella zona di Altofonte, un frontale tra due auto ha causato la morte di due donne di Monreale, madre e figlia, e il ferimento di due giovani di 19 anni. Gli operatori della polizia stradale e dei soccorsi sanitari erano già intervenuti per gestire la situazione e limitare ulteriori rischi per gli automobilisti.

Traffico in tilt sulla SS624

L’incidente sulla Palermo-Sciacca di oggi ha reso necessario l’istituzione di un senso unico alternato, con inevitabili ripercussioni sul traffico. Gli automobilisti in transito devono prestare particolare attenzione e seguire le indicazioni degli operatori presenti sul posto. La sicurezza stradale resta un tema centrale, soprattutto in zone come Altofonte dove gli incidenti si ripetono con una certa frequenza.

Negli ultimi giorni, la Palermo-Sciacca è stata scenario di altri gravi incidenti: il 22 novembre, infatti, tre auto si sono scontrate nei pressi dell’innesto SS115 verso Sciacca, provocando la morte di un ragazzo di 18 anni e il ferimento di cinque persone. Questi eventi evidenziano la necessità di maggior cautela e di interventi mirati per migliorare la sicurezza lungo questa importante arteria stradale.

Sicurezza e prevenzione

Le autorità locali raccomandano prudenza e rispetto dei limiti di velocità, soprattutto in tratti ad alto rischio come quello di Altofonte. L’attenzione degli automobilisti, unita a un tempestivo intervento dei soccorsi, può ridurre significativamente le conseguenze di eventuali incidenti futuri.

Il ripetersi di episodi di questo tipo rende il controllo della Palermo-Sciacca una priorità per la sicurezza dei cittadini e per il corretto flusso del traffico. Le forze dell’ordine continueranno a monitorare la situazione e a intervenire prontamente in caso di nuovi incidenti.

Niente camere per i colloqui intimi nelle carceri di Palermo

Nelle carceri palermitane non ci sono, almeno per ora, luoghi destinati ai colloqui intimi tra detenuti e partner. È quanto emerge dalle comunicazioni inviate dai direttori dell’Ucciardone e del Pagliarelli al garante dei detenuti Pino Apprendi, che aveva richiesto aggiornamenti sull’avvio delle stanze riservate dove gli incontri possano svolgersi senza controllo diretto della polizia penitenziaria. Le direzioni spiegano di aver avviato le procedure previste, ma la disponibilità effettiva degli spazi resta un nodo aperto.

La ricerca di locali dedicati è diventata necessaria dopo la decisione della Corte costituzionale del 2024, che ha eliminato il divieto assoluto ai colloqui intimi previsto dall’ordinamento penitenziario. Nel 2025 una circolare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha poi fissato criteri e modalità per consentire questi incontri, indicando la necessità di predisporre stanze ad hoc.

L’attuazione pratica, però, si scontra con condizioni strutturali difficili. Molti istituti italiani convivono con sovraffollamento e spazi insufficienti persino per la gestione ordinaria della popolazione carceraria. A Palermo, la situazione non fa eccezione.

All’Ucciardone, la direzione segnala che si sta cercando di individuare ambienti adeguati, ma i limiti architettonici della struttura — una ex fortezza borbonica — riducono drasticamente le possibilità di adattamento.

Anche al Pagliarelli il problema è identico: non esistono, nell’immediato, aree già pronte all’uso. La direttrice ha comunque trasmesso agli uffici competenti un progetto di adeguamento degli spazi selezionati, che è tuttora in fase di valutazione. Nel frattempo le richieste presentate dai detenuti per accedere ai colloqui riservati vengono esaminate secondo le procedure previste dalle linee guida ministeriali.

L’intenzione di introdurre gli incontri intimi esiste, ma il passo decisivo — l’individuazione e la sistemazione delle camere — resta frenato da una cronica mancanza di spazi. In una realtà carceraria che fatica a contenere la quotidianità, trovare luoghi per l’affettività appare, al momento, un traguardo ancora lontano.

Crollo del balcone a Palermo, il musicista Roy Paci salvo per miracolo

Un crollo del balcone a Palermo ha rischiato di trasformarsi in tragedia ieri sera in un palazzo della zona di via Mariano Stabile. Il musicista Roy Paci si trovava sul proprio balcone per gettare i rifiuti della raccolta differenziata quando, dal piano superiore, si sono improvvisamente staccati grossi pezzi di cemento. L’episodio è avvenuto in pochi secondi, rendendo la situazione ancora più pericolosa e inattesa.
Fortunatamente, l’artista è riuscito a fare un passo indietro prima di essere travolto dai calcinacci precipitati intorno a lui. Solo qualche lieve escoriazione e un forte spavento per Paci, che ha visto la scena trasformarsi in un incubo improvviso. La prontezza dei suoi movimenti gli ha probabilmente salvato la vita.

Dove è avvenuto il crollo e i danni provocati

Il crollo del balcone a Palermo si è verificato all’interno del cortile del palazzo, un fattore che ha evitato ulteriori conseguenze. I detriti, infatti, non hanno raggiunto la strada e quindi non hanno colpito passanti, auto o altre abitazioni vicine. Nonostante il rumore e la quantità di materiale crollato, l’incidente non ha provocato danni a terzi.

Nessun intervento dei vigili del fuoco ma preoccupazione tra i residenti

Dopo il crollo del balcone a Palermo, i vigili del fuoco non sono intervenuti, probabilmente perché l’episodio non ha comportato danni strutturali immediati a persone o mezzi. Tuttavia, tra i residenti è cresciuta la preoccupazione per lo stato di manutenzione dell’edificio, che potrebbe necessitare di verifiche urgenti per garantire la sicurezza dell’area.

Un incidente che solleva il tema della sicurezza degli edifici

L’incidente ha riacceso il dibattito sulla necessità di controlli e manutenzione costante degli immobili, soprattutto nei centri storici come Palermo, dove molti palazzi risalgono a diversi decenni fa. Episodi come questo dimostrano quanto siano importanti la prevenzione e la vigilanza per evitare rischi ai residenti.
Roy Paci, ancora scosso, ha voluto ringraziare tutti coloro che si sono interessati alle sue condizioni, sottolineando quanto sia stato fortunato in una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Termine prende tempo per completare la giunta e ormai è scontro aperto con i Catanzariani

C’era chi stamattina si sarebbe aspettata una convocazione urgente della stampa da parte del sindaco Fabio Termine per il completamento della sua mezza giunta. Sarebbe stato nelle corde dopo l’intervento politico a sorpresa durante la seduta di venerdì del consiglio comunale dove il primo cittadino ha notificato la frattura ormai insanabile con il resto del Pd che ha aperto la crisi e portato al licenziamento di tre assessori, due di quella corrente dei ‘dem” opposta ai progressisti della Shlein e che a livello locale fa capo a Termine. Comunicazioni in aula durante le quali Termine ha annunciato dopo giorni di silenzio la sua idea per proseguire nei 18 mesi dalla fine del mandato. Dalle parole del sindaco di venerdì tutto sembrava potersi incastrare nel volgere di pochi giorni, ma le indiscrezioni di questo lunedì raccontano ben altri scenari. L’operazione sarebbe ben più complicata. “Il mio progetto si apre alla società civile e ai consiglieri comunali che vogliono essere protagonisti”. Così Fabio Termine aveva detto in aula e la connotazione di “società civile” e’ apparsa subito assai più labile della sua categoria concettuale. A chi guarda Termine nello specifico? Gruppi di cittadini attivi del variegato mondo dell’associazionismo saccense? Comitati, terzo settore, volontariato o rappresentati di categoria? Il riferimento poi ai consiglieri che “vogliono essere protagonisti” esattamente come potrebbe configurarsi vista l’appartenenza delle opposizioni, una volta esclusa quella che era una volta la maggioranza Termine, a precisi riferimenti politici. Perfino il cosiddetto “Patto del Castellucci” che negli ultimi giorni montava come passo certo per il mantenimento del governo Termine appare più distante per la difficoltà di individuare tecnici di area senza tessere di partito. Le ultime ore raccontano di un sindaco in difficoltà a ricomporre la giunta, una circostanza che farebbe notevolmente allungare i tempi di una vicenda che ha invece, la necessità di chiudersi a stretto giro di posta e che vede nell’imminente Immacolata un termine ultimo di una vertenza in atto che non si può trascinare ancora per molto.

Nel frattempo stamattina il Pd di Sciacca continua a litigare a suon di missive, verbali e documenti. Trentatré iscritti, infatti hanno inviato una lettera al segretario Giuseppe Palagonia contestando la presa di posizione resa pubblica venerdì dall’area della Sinistra interna, che aveva riconfermato il proprio appoggio al sindaco Fabio Termine dopo le recenti polemiche.
I sottoscrittori, vicini alla linea politica del capogruppo regionale Michele Catanzaro, rimproverano all’altro gruppo di aver diffuso un comunicato senza assumersene la paternità e osservano che chi interviene nel dibattito dovrebbe farlo in modo trasparente.
Sul piano politico respingono inoltre le accuse di gestione poco partecipata del partito e richiamano l’orientamento votato a maggioranza nel direttivo di giovedì al Castello Incantato: chiedere al sindaco di rinnovare completamente la giunta. Una richiesta che Termine non ha seguito.

Questo episodio illumina bene quanto siano profonde le linee di frattura interne, che nel Pd saccense continuano a produrre esiti divergenti: unica cosa certa al momento in un contesto politico alquanto nebuloso.

Infine, i due consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blo’ tornano a denunciare un modo di amministrare radicato nel Comune di Sciacca, basato su decisioni orientate al consenso più che su una programmazione trasparente rifacendosi perfino all’inchiesta giudiziaria che vede coinvolto il presidente dell’Ars. I due parlano di un vero e proprio “metodo Galvagno”.
I due sostengono che questo metodo, visibile soprattutto nella distribuzione delle risorse e negli emendamenti al bilancio, generi interventi frammentati e disparità tra i cittadini e chiedono un cambio di passo: scelte pubbliche motivate, verificabili e guidate da reali esigenze della città.