Coronavirus, il Sunia e il Sicet si mobilitano per tutelare gli affittuari fuori sede

Il Sunia Cgil ed il Sicet Cisl hanno ricevuto numerose sollecitazioni da parte di studenti o lavoratori fuori sede, affittuari di contratti di locazione, che, costretti a rientrare nelle località di residenza a causa delle misure imposte dai DPCM per l’emergenza coronavirus, non possono in questo momento godere degli immobili locati.

L’emergenza Coronavirus ha creato scenari nuovi ed imprevedibili che impongono alle istituzioni e alle parti sociali, l’adozione di misure eccezionali per far fronte ad un evento che ha importanti ripercussioni sociali ed economiche nel nostro Paese. In attesa delle decisioni che assumerà il governo centrale, i segretari di Sunia, Floriana Bruccoleri, e del Sicet, Roberta Russo, sono già in azione per proporre alcune soluzioni per tutelare gli affittuari che si trovano fuori sede. In particolare la Bruccoleri e la Russo propongono:

  • la mediazione fra locatori e conduttori, tramite un accordo sottoscritto fra le parti, alla presenza delle organizzazioni sindacali di categoria, che preveda la rimodulazione o la sospensione del pagamento del canone sino al momento in cui i conduttori non potranno fare rientro negli appartamenti locati con la conseguente detassazione dei canoni non percepiti;
  • l’estensione della Cedolare Secca a tutti i Comuni del territorio nazionale, misura già adottata in caso di calamità naturali. Inoltre, sia il Sunia che il Sicet si sono già attivati affinché il comune di Agrigento emetta il bando per il Fondo sostegno all’affitto e morosità incolpevole e, considerata la situazione di emergenza, semplifichi le procedure di presentazione delle domande al fine di aiutare tutte le famiglie in difficoltà a pagare i canoni di affitto.

Due ventilatori polmonari del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile consegnati questa mattina all’ospedale di Sciacca (Intervista)

L’organizzazione dei Volontari di Protezione Civile di Sambuca ha ritirato all’aeroporto di Boccadifalco 5 ventilatori polmonari, oltre 700 tamponi e altro materiale medico destinati a ospedali della provincia di Agrigento.

Si tratta di tre ventilatori di terapia intensiva e 2 di terapia sub intensiva. Due sono stati consegnati all’ospedale di Sciacca unitamente ad altro materiale medico e presi in consegna dal personale medico.

Risoluto.it era presente e ha documentato con immagini e interviste l’arrivo delle attrezzature.

La sindaca Valenti contro il piano regionale che individua 10 terapie intensive Covid al Giovanni Paolo II: “Chi garantisce i malati non Covid?”

La sindaca Francesca Valenti ha avanzato una nota all’assessore alla sanita’ Ruggero Razza e al Ministro della Salute con la quale contesta il piano regionale approvato dalla Regione per la fase epidemiologica in atto. In particolare, la prima cittadina contesta l’adozione di dieci posti letto di terapia intensiva al Giovanni Paolo II per malati Covid-19. Secondo la prima cittadina, questo non garantirebbe la sicurezza per gli altri malati che dovrebbero accedere ai reparti non Covid del nosocomio saccense. La sindaca si riserva anche di intraprendere azioni giudiziarie nel caso in cui le sue ragioni non saranno tenute in considerazione da parte del governatore Musumeci.

Ecco la nota integrale della prima cittadina:

“Lasottoscritta Sindaco del Comune di Sciacca, in merito al Piano di intervento ospedaliero nell’ambito della emergenza Covid-19 predisposto dal Dipartimento della Pianificazione Strategica dell’Assessorato della Salute e dalle Aziende sanitarie, rappresenta quanto segue.
Giova premettere che il Ministero della Salute, con circolare n. 7865 del 25 marzo 2020 avente ad oggetto “Aggiornamento delle linee di indirizzo organizzative dei servizi ospedalieri e territoriali in corso di emergenza COVID-19”, ha fornito precise indicazioni operative per la redazione dei piani di intervento ospedaliero. Segnatamente, tale circolare, sulla base “dell’esperienza delle regioni precocemente e maggiormente colpite dalla pandemia”, ha disposto anche per le Regioni a Statuto speciale che “è necessario identificare prioritariamente strutture/stabilimenti dedicati alla gestione esclusiva del paziente affetto da COVID-19, tenuto conto che le attività precipue sono legate alle malattie infettive, assistenza respiratoria e terapia intensiva. Parimenti è necessario individuare altre strutture ospedaliere da dedicare alla gestione dell’emergenza ospedaliera non COVID….. Solo IN CASI ECCEZIONALI, laddove non risulti possibile la separazione degli ospedali dedicati alla gestione esclusiva del paziente affetto da COVID-19 da quelli non COVID-19, i percorsi clinico-assistenziali e il flusso dei malati devono, comunque, essere nettamente separati”. La previsione di strutture dedicate al trattamento dei pazienti COVID-19 è espressamente prevista “al fine di evitare PERICOLOSE INFEZIONI NOSOCOMIALI” per il personale della struttura ed i pazienti non COVID-19, infezioni possibili ove i pazienti COVID-19 non siano “allocati in strutture e stabilimenti alternativi”.
Dunque, l’indicazione di principio è che i pazienti COVID-19 debbano essere ricoverati in strutture sanitarie dedicate esclusivamente alla gestione dell’epidemia.
Ebbene, in sede di riunione in videoconferenza in data 30.3.2020 tra l’Assessore della Salute, il Presidente della Commissione Sanità dell’ARS, i Direttori Generale f.f. e Sanitario dell’ASP di Agrigento, i Sindaci di Agrigento, Canicattì, Licata, Ribera e Sciacca, era stato “comunicato” (in quanto già deciso) dal Direttore f.f. dell’ASP di Agrigento che presso il Presidio Ospedaliero di Sciacca era prevista l’attivazione di n. 20/25 posti per i pazienti in attesa di conferma di tampone COVID (già trattati come positivi al COVID) e che tali pazienti, acclarata la loro positività al COVID-19, sarebbero stati prontamente trasferiti in altro Ospedale dotato di un reparto di malattie infettive (come è noto, in provincia di Agrigento non vi è alcun reparto di malattie infettive).
Tuttavia, il Piano in oggetto, per far fronte all’emergenza epidemiologica nella provincia di Agrigento, prevede l’attivazione di n. 6 posti di terapia intensiva presso il Presidio Ospedaliero San Giovanni di Dio di Agrigento e n. 10 posti di terapia intensiva presso il Presidio Ospedaliero Ospedali Civili Riuniti di Sciacca. Al riguardo, è conducente chiedere come si intenda garantire una sicura assistenza sanitaria ai pazienti non COVID che abbiano necessità di terapia intensiva presso il medesimo reparto dell’Ospedale di Sciacca nel quale sono ricoverati anche pazienti COVID (i dieci posti di terapia intensiva previsti dal Piano per i pazienti COVID si aggiungono ad altri posti dedicati a pazienti non COVID? E, se è così, come si intende garantire l’assoluto isolamento degli uni rispetto agli altri e l’utilizzo di personale sanitario e non sanitario distinto per gli uni e per gli altri?).
Inoltre, il Piano prevede n. 55 posti di degenza ordinaria attivi di cui: n. 35 posti presso il Presidio Ospedaliero San Giovanni di Dio di Agrigento e n. 20 posti presso il Presidio Ospedaliero Ospedali Civili Riuniti di Sciacca. Tali posti, in degenza ordinaria in attivazione, verrebbero aumentati di altri n. 53 posti presso il Presidio Ospedaliero San Giovanni di Dio di Agrigento, n. 55 posti presso il Presidio Ospedaliero Ospedali Civili Riuniti di Sciacca, n. 5 posti presso il Presidio Ospedaliero Barone Lombardo di Canicattì e n. 6 posti presso il Presidio Ospedaliero San Giacomo D’Altopasso di Licata.
Praticamente, il Presidio Ospedaliero di Sciacca con l’attivazione di n. 75 posti di degenza ordinaria di pazienti COVID-19 è destinato a diventare un COVID Hospital.
Tale decisione, adottata peraltro senza alcun coinvolgimento dei Sindaci quali Autorità Sanitarie locali e Capi della Protezione Civile locale, viola manifestamente le precise indicazioni ministeriali ed è altamente rischiosa per la salute dei pazienti non COVID, nonché compromette la regolare funzionalità di tutti i reparti non COVID e genera allarme sociale.
Invero, l’esperienza nelle regioni del nord Italia ha dimostrato che nessuna possibile contiguità deve esserci tra aree destinate alla degenza ordinaria dei pazienti COVID ed aree destinate alla degenza dei pazienti non COVID.
L’Ospedale di Sciacca è stato già gravemente interessato dal contagio di un operatore sanitario, cui sono seguiti contagi di altri operatori in servizio presso altri reparti, di pazienti e di loro familiari.
Ciò dimostra quanto sia difficile contenere il contagio ed assicurare un effettivo e necessario isolamento.
Pertanto, è evidente che la decisione di istituire un reparto COVID-19 presso un Presidio Ospedaliero in cui operano altri ed importanti reparti genera una promiscuità strutturale idonea, in ipotesi, alla propagazione del contagio, atteso che è pressocché impossibile assicurare e garantire che i reparti COVID-19 siano “sigillati” (come pure prescritto).
Né è ipotizzabile ed accettabile che, in forza di tale illegittimo e pericoloso Piano, alcuni reparti del Presidio Ospedaliero di Sciacca possano essere trasferiti presso altri Presidi Ospedalieri della Provincia.
Non si comprende per quale ragione si sia deciso di creare occasioni di contagio anziché, più responsabilmente, dedicare una struttura interamente ed esclusivamente a COVID Hospital.
Non si comprende per quale ragione si sia prevista l’attivazione di n. 75 posti di degenza ordinaria di pazienti attivi nel Presidio Ospedaliero di Sciacca; si tratta di un numero di posti che, palesemente e di fatto, fa diventare l’Ospedale di Sciacca il COVID Hospital dell’intera provincia e della Regione siciliana.
Il Piano, all’evidenza, non garantisce adeguatamente il diritto alla salute dei cittadini e la sicurezza sul luogo di lavoro degli operatori sanitari e non sanitari.
Il Piano pare rispondere a logiche diverse che non possono condividersi e che la scrivente contesta con forza.
La sottoscritta, pertanto, chiede che tale Piano venga immediatamente modificato, mantenendo la funzionalità in sicurezza di tutti i reparti del Presidio Ospedaliero Giovanni Paolo II di Sciacca ed individuando altra struttura da destinare in via esclusiva alla degenza ordinaria dei pazienti COVID-19.
Si confida in un sollecito e positivo riscontro.
In mancanza, nella consapevolezza che l’adozione di un Piano che espone a rischio la salute dei cittadini è fonte di gravi responsabilità sotto più profili, la scrivente si riserva ogni iniziativa a tutela del diritto alla salute – costituzionalmente garantito – dei propri cittadini, ivi compreso l’esperimento di ogni azione giudiziaria”.

Arrivate le prime 200 visiere para schizzi acquistate dall’Opi per gli infermieri agrigentini

Sono gia’ arrivate le prime 200 delle 1.500 richieste visiere para schizzi che e’ stato possibile fare pervenire grazie all’Ordine Professionale degli Infermieri di Agrigento che ha messo a disposizione i fondi e pensato all’acquisto degli importanti dispositivi di sicurezza per i propri iscritti.

Oggi queste prime 200 visiere saranno distribuie agli infermieri del territorio agrigentino
“Altre 400 – ha detto il presidente dell’Opi Agrigento- Salvatore Occhipinti – sono in arrivo questa settimana e gli altri a seguire consentiranno una capillare copertura di questi DPI a tutti gli infermieri della provincia”

Lenzuola bianche al balcone, cosi’ Favara rende omaggio al ritorno a casa della salma di Lorena Quaranta

Lenzuola bianche ai balconi di Favara. Cosi’ la cittadina agrigentina si prepara ad accogliere la salma di Lorena Quaranta, la studentessa di 27 anni uccisa brutalmente dal compagno a Furci Siculo.

La salma tornera’ a Favara oggi e dal giornalista Pippo Piscopo e’ partita l’idea di adornare di bianco i balconi del paese che non potra’ partecipare ai funerali della ragazza.

“Bianco come il suo animo puro, bianco come il colore di quel camice che sognava di indossare per tutta la vita” – ha scritto il sindaco di Favara Anna Alba invitando i concittadini ad esporre le lenzuola.

Intanto, Antonio De Pace, studente in Odontotecnica e infermiere di Vibo Valentia, che ha chiamato i carabinieri dopo aver compiuto il delitto, resta in carcere.

Il gip di Messina Eugenio Fiorentino ha applicato nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere, non convalidando il fermo in quanto non è stato ritenuto che vi fosse un pericolo di fuga.

Gli operatori turistici saccensi avanzano proposte per sostenere la ripresa del territorio

Gli operatori turistici saccensi stanno soffrendo in modo particolare l’attuale emergenza legata al Coronavirus perché ricevono “centinaia di cancellazioni”. Lo hanno scritto in una lettera al sindaco, all’assessore al turismo e ai parlamentari. Avanzano alcune proposte e in particolare chiedono un corposo investimento nella promozione attraverso i fondi dell’imposta di soggiorno, ma anche una “riduzione o sospensione di alcune tasse comunali”. Questo il testo della lettera: “Iniziamo a pensare al dopo coronavirus. E’ questa il nostro pensiero fisso in questi giorni. Noi operatori turistici locali, siamo convinti che non si può continuare a piangere sulle catastrofiche conseguenze che il nostro settore sta subendo per l’emergenza coronavirus. 

​L’epidemia che sta sconvolgendo il mondo intero ha penalizzato e sta penalizzando gravemente una città come Sciacca che lavora molto con l’attività turistica e stava guardando con investimenti ad un futuro di ulteriore crescita. Sono stati 40 giorni drammatici, abbiamo avuto centinaia di cancellazioni, abbiamo già perso tanto nei mesi di febbraio, marzo e aprile. Dobbiamo aspettare che abbia fine l’emergenza, è stato giusto fermarsi e garantire la salute e la sicurezza di tutti. Ma dobbiamo pure guardare avanti, a quella luce che c’è in fondo al tunnel. Come stanno facendo giustamente le autorità e gli operatori industriali della Lombardia, anche noi dobbiamo cominciare a parlare di ripresa, dobbiamo assolutamente essere pronti a recuperare qualcosa nei successivi mesi.

​Tutto è purtroppo legato alle restrizioni che hanno impedito la movimentazione dei flussi turistici. Riteniamo sia importante cominciare a parlarne fin da oggi. È evidente che bisogna essere pronti in previsione di una ripresa della libera circolazione, che deve però essere programmata immediatamente. Ma anche, ad esempio, ad una possibile e ulteriore revisione dei proventi della  tassa di soggiorno, che potrebbe dare una grossa mano al comparto del turismo nel momento in cui le nostre attività potranno riaprire. Dedicare queste somme in modo corposo alla promozione sarà fondamentale. 

​Ma si può anche pensare, ed è per questo che invitiamo l’amministrazione comunale a valutarlo fin da ora, alla riduzione o una sospensione di alcune tasse comunali per dare ossigeno essenziale alle nostre aziende, come giustamente stanno proponendo le organizzazioni professionali della piccola e media impresa. Siamo convinti che la Sicilia e Sciacca, con le loro proposte di sviluppo improntate sulla valorizzazione del turismo, delle bellezze naturali ed enogastronomiche, abbiano le caratteristiche per riprendersi in poco tempo. Ci sono già turisti pronti a prenotare la loro vacanza da noi non appena ci sarà la riapertura della libera circolazione. Stiamo avendo un periodo non facile, saremo costretti a fare più promozione e in modo coordinato, con l’aiuto del Comune e della Regione. Ma occorre programmare fin da ora una stretegia, coinvolgendo anche i parlamentari del territorio che devono sostenerci in questa ripresa e ci devono rappresentare nelle sedi regionali e nazionali. 

​L’economia turistica è quella che ci può aiutare ad affrontare con ottimismo il futuro. Non sediamoci sui numeri delle perdite che sono rilevanti e inimmaginabili, diamo speranza a noi, all’indotto e alla città tutta”.

Al supermercato in ordine alfabetico, la stretta del sindaco Pace: “Non staro’ a guardare mentre ci infettiamo tutti”

L’ordinanza del sindaco Carmelo Pace e’ destinata a fare discutere. La prima di cosi’ tale rigore dalle nostre parti. Una stretta senza precedenti che il primo cittadino ha annunciato con un nuovo video messaggio dove motiva la sua scelta che non cela a definire “dolorosa” ma imposta anche dal suo senso di responsabilità come sindaco.

Cosi’ la stretta a partire da lunedì a Ribera sara’ ancora piu’ stringente. Anche fare la spesa o andare dal tabaccaio, secondo l’ordinanza del primo cittadino, sara’ consentito per un giorno soltanto a settimana seguendo l’ordine alfabetico.

“Non mi rassegno – ha spiegato in un passaggio del video – a stare a guardare mentre ci infettiamo l’uno con l’altro”.

Sindaco che chiarisce invece che restera’ libero il raggiungimento delle farmacie e che annuncia invece, controlli severi per la nuova imminente ordinanza vigente dalla prossima settimana.

Tutti insieme con la Onlus Capurro, imprenditoria, comitati e associazioni contribuiscono per l’ospedale di Sciacca

La raccolta fondi lanciata dall’Associazione ORAZIO CAPURRO – Amore per la Vita ONLUS per aiutare l’Ospedale di Sciacca sta proseguendo in queste giornate di emergenza. La raccolta che ha gia’ portato all’acquisto di apparecchiature mediche per la terapia intensiva che sono in attesa di essere consegnate, sta andando avanti per proseguire altri obiettivi che puntano sempre al potenziamento dell’ospedale di Sciacca per meglio affrontare l’emergenza pandemia.

“La Onlus- scrive in una nota il sodalizio – sta riscuotendo il sostegno oltre che della cittadinanza saccense anche dell’intero territorio e dell’imprenditoria locale.
A Sciacca, è stato lo studio commercialista Giuseppe Catania a donare nei giorni scorsi alla ONLUS la somma di 3000 euro tramite bonifico ed anche alcuni concittadini come Raso, Becchina, Giuseppe Bilello, Alba Daniele e tanti altri hanno desiderato mostrare la loro sensibilità all’importante iniziativa effettuando generose donazioni.
Giungono anche dai paesi del circondario numerose testimonianze di solidarietà, le ultime in ordine cronologico provengono dalla famiglia Gangi di Montevago, dal notaio Pelella di Ribera e dal Comitato di San Giuseppe 2019 di Caltabellotta.
Dal mondo dell’imprenditoria sono giunte nelle ultime ore tramite bonifico la donazione del gruppo Sharing Economy e la donazione di un importante e generoso contributo dell’importo di dodici mila euro dall’imprenditore saccense Pippo Termine, nello specifico dalle attività commerciali Buenos Aires, Pollo Doc, Centro Elaborazione Dati 92019, Pane Doc e Capitol. La ONLUS ORAZIO CAPURRO a tal proposito sottolinea di avere apprezzato la preziosa collaborazione del ragioniere Emanuel Di Maggio
Anche dal mondo del volontariato sono arrivati gesti di solidarietà; le associazioni ed i club service che hanno donato il loro contributo sono: Associazione Movimento Cinque Stelle, Basta Poco per Farli Sorridere Onlus, FIDAPA Sez. di Sciacca, ANFI Sez. di Sciacca, Kiwanis Club Sciacca Terme, Inner Wheel Sciacca Terme, Avulss Sez. di Sciacca, Kiwanis Club Santa Margherita di Belice, Cittadinanzattiva di Sciacca, RNS Lucca Villafranca Burgio, SpazioBimbi, Associazione Culturale Carte e Schiticchi e Gens Nova.
“A tutti i benefattori – ha sottolineato la presidenza della onlus – che fino a questo momento hanno sostenuto l’iniziativa rivolgiamo un sentito ringraziamento.
La raccolta fondi prosegue, le prime apparecchiature sono state già acquistate ma ne occorerebbero altre, altrettanto costose ed importanti. Tutto ciò che si sta donando all’Ospedale di Sciacca con questa iniziativa sarà utile per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso e rimarrà anche per il futuro a potenziamento del nosocomio saccense”.

Ricordiamo che chiunque desiderasse effettuare una donazione può farlo direttamente dal seguente link

https://www.facebook.com/donate/515222099397114/10216895969726604/

oppure tramite BONIFICO sul conto corrente con IBAN IT92M0521683170000000000749 intestato ad Associazione ORAZIO CAPURRO – Amore per la Vita ONLUS ed inserendo nella causale: DONAZIONE.
Le donazioni effettuate alle ONLUS tramite metodo tracciabile sono scaricabili dal contribuente.

Il parto a Sciacca durante l’emergenza Coronavirus, Angela Santangelo: “E’ andato tutto bene” (Intervista)

Il marito e la mamma fuori dal reparto, a casa ad aspettare notizie. Angela Santangelo da sola in una stanza dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia del Giovanni Paolo e poi in sala parto. Qualche ora più tardi ancora in camera, ma questa volta con il suo bambino con Salvatore Enrico. Angela ha accettato di raccontare in un’intervista a Risoluto.it le paure e anche la grande gioia per la nascita del suo piccolo.

Lo ha fatto anche per dare un messaggio alle altre donne che si apprestano a partorire, un’iniezione di fiducia per approdare a una grande gioia.

“La paura c’è – dice – ma capisci che è un momento che non puoi rinviare e che devi fare a meno anche dell’aiuto delle persone care che danno sempre un sostegno psicologico”.

Anche gli avvocati a sostegno dell’ospedale di Sciacca

L’Ordine degli Avvocati, la Camera Penale e la Camera Civile hanno avviato una raccolta di fondi a sostegno dell’ospedale di Sciacca. Le donazioni potranno essere effettuato sul conto corrente dedicato IBAN IT26 J020 0883 1750 0010 5890 623 – UNICREDIT – intestato a Giuseppe Livio