Primo contagio a Raffadali, il sindaco Cuffaro:” Non fate i cretini e restate a casa”

Il primo caso di Covid-19 a Raffadali e il sindaco Silvio Cuffaro ha comunicato il contagio.
“Il nostro concittadino – ha detto il sindaco – sta relativamente bene, ha la febbricola, tosse e spesso ricorre all’ausilio respiratorio. Si tratta di una persona che da 10 giorni è in autoisolamento, non ha avuto incontri nell’ultimo periodo. Però ci sono altri tamponi che verranno fatti”.
“E’ come una ‘catena di Sant’Antonio’- ha aggiunto – incontrate persone asintomatiche che però hanno il virus. Mon è piu tempo di scherzare. Non si può andare a fare la spesa tutti i giorni, oggi c’era una fila enorme dietro il distributore automatico di sigarette. Ma state scherzando?

Uscire significa andare incontro alla morte, dovete finirla di fare i cretini, siete solo degli imbecilli se vi comportate in questo modo. Non è più tempo di scherzare. Non sappiamo chi ce l’ha. Ho paura di tornare a casa, andrò a dormire in campagna per cercare di salvaguardare mia moglie e i miei figli. Ieri ho distribuito oltre 1.500 mascherine ai nostri concittadini che vanno fuori per lavoro. Non sappiamo per ragioni di lavoro chi incontrano, cosa fanno, dove vanno – ha aggiunto Cuffaro – Come possiamo contrastarlo? Solo rimanendo a casa, non c’è un altro modo! Se restiamo chiusi nelle nostre case potremo sconfiggerlo”

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche farà arrivare 1500 caschi protettivi nelle strutture Agrigentine (Intervista)

Avevano deliberato l’acquisto di mascherine, ma non sono riusciti a reperirle e così l’Ordine Professioni Infermieristiche di Agrigento, guidato da Salvatore Occhipinti, ha deciso di acquistare al momento 1500 caschi protettivi con visiera. Un primo stock arriverà la prossima settimana.

Sono destinati alle strutture ospedaliere e sanitarie della provincia. Per primi agli infermieri del 118, chi fa assistenza domiciliare e cure palliative e le unità operative di Rianimazione, Pronto soccorso e Medicina degli ospedali. A seguire tutti gli altri.   

Muore un altro saccense ricoverato a Caltagirone, era stato degente della medicina di Sciacca

Secondo decesso al Gravina Santo Pietro di Caltagirone quello che si e’ registrato oggi. Si tratta di un uomo di 77 anni, trasferito dal Giovanni Paolo II di Sciacca da metà marzo all’ospedale di Caltagirone per le complicazioni dovute all’infezione da Coronavirus.

Le sue condizioni si erano aggravate già da giorni ed era costantemente monitorato dal personale del reparto di terapia intensiva.

Il decesso e’ avvenuto oggi. L’ uomo era tra i ricoverati della medicina quando e’ scoppiato il primo caso al Giovanni Paolo II e per questo era stato sottoposto al tampone risultando positivo.

Quanto resiste il coronavirus all’esterno? Uno studio ne rivela i risultati

Un giorno sul cartone, tre su plastica e acciaio. Ecco quanto emerge da uno studio del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, i risultati sono stati pubblicati su una rivista scientifica qualche giorno fa (l’articolo in lingua inglese lo trovate qui)

Le raccomandazioni degli esperti sono sempre le stesse: rimanere a casa e lavarsi continuamente le mani, sappiamo che il virus fuori dal corpo umano è destinato a morire ma adesso abbiamo anche la consapevolezza che può resistere fino a qualche giorno su alcune superfici.

Coronavirus: l’aggiornamento nelle nove province della Sicilia, il punto con l’assessore Razza (Video)

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 12 di oggi (domenica 22 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

In totale sono 630 i casi positivi registrati dall’inizio, ma attualmente ne risultano 596 perché 26 sono già guariti e 8 deceduti. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 39; Caltanissetta, 26; Catania, 225; Enna, 29; Messina, 108; Palermo, 81; Ragusa, 8; Siracusa, 48; Trapani, 32.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana
Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus.

Morto un anziano degente al Giovanni Paolo II di Sciacca, era positivo al Coronavirus

Aveva 88 anni e da alcune settimane era ricoverato nel reparto di medicina del “Giovanni Paolo II” di Sciacca per una serie di patologie pregresse.

Nei giorni scorsi era stato sottoposto al tampone cosi’ come tutti i pazienti del reparto saccense dopo il caso registrato nell’unita’ operativa del medico risultato per primo positivo.

Anche il degente e’ risultato positivo al Covid -19. Oggi il decesso dell’anziano che aveva gia’ da tempo una situazione di salute assai instabile.

(Nella foto, gli addetti di un’agenzia di pompe funebri saccense della Vito Santannera e figli bardati per il prelievo della salma presso il nosocomio di Sciacca)

La situazione nel reparto di Ginecologia del Giovanni Paolo II di Sciacca, parla il primario Incandela (Intervista)

Salvatore Incandela, primario dell’unità operativa di Ginecologia del Giovanni Paolo II di Sciacca, ha fatto il punto, questa mattina, in un’intervista a Risoluto.it, sulla situazione riguardante il reparto.

La paziente che è stata trovata positiva al Covid ha partorito un bimbo nato morto secondo quanto riferito dal sindaco di Ribera, Carmelo Pace, che ha rilasciato questa dichiarazione:

“Da notizie avute direttamente dal Direttore dell’U.O.C. al momento la causa della morte endouterina non è conosciuta. Le cause di morte fetali sono e restano tantissime e di diverse origini. Lo potremo sapere con certezza dall’esame autoptico che verrà effettuato nei tempi e nelle modalità corrette. Sulla positività del tampone effettuato alla gestante, al momento disarma il fatto che la paziente è asintomatica e non riferisce di aver avuto stretti contatti con persone già positive o provenienti da aree cosiddette ad alto rischio. Questo deve servire da monito a restare tutti a casa. Il reparto di ostetricia di Sciacca ha già preso le dovute precauzioni di sanificazione nella possibilità di ritornare operativo al più presto. Se ci saranno ulteriori sviluppi – conclude Pace – vi farò sapere”.

Trentanove i contagiati in provincia di Agrigento secondo i dati del Prefetto aggiornati alle 18 di ieri

Sono stati diffusi ancora dal Prefetto Dario Caputo gli ultimi dati aggiornati in provincia a ieri alle 18. Si tratta di un dato ufficiale curato dall’Asp di Agrigento.

In provincia di Agrigento sono 39 i positivi, così suddivisi:

SCIACCA: 18  (+ 1 rispetto al giorno 20)

MENFI: 3

RIBERA: 4

SANTA MARGHERITA DI BELICE: 1

LICATA: 3

AGRIGENTO: 2

FAVARA: 3

CANICATTI’ : 2 

MONTALLEGRO: 1

PALMA DI MONTECHIARO: 2

Ai dati di Sciacca vanno aggiunti quelli di Ribera, Menfi e Santa Margherita. In totale, 25 tutti dal focolaio del nosocomio saccense.

(Foto repertorio)

Il commissario Firenze: “Stasera riaprirà il punto nascite a Sciacca”

Tutti gli interventi necessari, accertato un paziente positivo al Coronavirus, sono stati effettuati, questa mattina si sta procedendo alla sanificazione e già da ieri alle dimissioni nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del Giovanni Paolo II di Sciacca. “Stasera sarà riaperto il punto nascite”, assicura il commissario per l’emergenza Covid negli ospedali civili riuniti di Sciacca e Ribera, Alberto Firenze. In seguito ad un esito positivo di covid-19, riscontrato su una paziente, avendo ricevuto l’esito nella tarda serata di ieri, a scopo precauzionale sono state sospese le attività del Punto Nascita di Sciacca. Già stamattina si procede oltre alla sanificazione dei locali anche ai tamponi a tutte le ricoverate e a tutti gli operatori sanitari del reparto.

Paziente positiva al Coronavirus, sospese le attività del Punto Nascite di Sciacca

In seguito ad un esito positivo di covid-19, riscontrato su una paziente, avendo ricevuto l’esito nella tarda serata di ieri, a scopo precauzionale sono state sospese le attività del Punto Nascita del Giovanni Paolo II di Sciacca. La comunicazione e’ stata effettuata dal direttore dell’unita’ operativa, Salvatore Incandela, attraverso una “comunicazione alle utenti” affissa all’esterno del reparto di ostetricia e ginecologia.

Non si conoscono al momento ulteriori dettagli sulla persona risultata positiva al Covid 19, ma la chiusura del “Punto nascite” obblighera’ gli utenti a recarsi momentaneamente ad Agrigento oppure a Castelvetrano.

Già stamattina si procederà alla sanificazione dei locali e verranno eseguiti i tamponi a tutte le ricoverate e a tutti gli operatori sanitari del reparto.

Ricevuti gli esiti dei tamponi si deciderà sulla ripresa dell’attività.