Conto consuntivo verso l’approvazione, in aula anche Cinzia Deliberto

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Conto consentivo verso l’approvazione al consiglio comunale di Sciacca. E’ arrivata in consiglio comunale anche Cinzia Deliberto, che ieri era assente, mentre manca ancora Paolo Mandracchia. Cinzia Deliberto voterà per l’approvazione del punto. Il punto, dunque, sarà approvato. E’ presente in consiglio anche Carmela Santangelo che ieri sera ha fortemente criticato la linea seguita dal sindaco nella verifica di maggioranza, affermando che i consiglieri di maggioranza non sono stati coinvolti.

Stasera consiglio comunale a Sciacca con il conto consuntivo appeso a un voto, Simone Di Paola: “Basta discussione da Uomini e Donne”

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Stasera nuova seduta del consiglio comunale di Sciacca e il conto consuntivo è appeso a un voto. Se l’opposizione, infatti, arriverà in consiglio con i suoi dieci rappresentanti tra Centrodestra, Cinquestelle e Mizzica, con l’astensione del consigliere Carmela Santangelo il punto sarà bocciato. Questo considerando la probabile assenza, anche stasera, dei consiglieri Paolo Mandracchia e Cinzia Deliberto. Voterà favorevolmente, invece, Valeria Gulotta che ha lasciato Sciacca Democratica, ma conferma la sua permanenza nella maggioranza. Come in una partita di calcio prima di scendere in campo la seduta viene preceduta da una riunione tecnica. Incontri sia da una parte che dall’altra e mentre l’opposizione continua a sparare a zero sul sindaco e la sua coalizione la maggioranza cerca di ricompattarsi. “Ciò che importa – dice Simone Di Paola – è il progetto Valenti e il progetto Valenti non è fatto solo di persone, ma è  fatto anche di visione di città ed è sulle cose da fare che dobbiamo essere contestati e sollecitati e questa discussione su Uomini e Donne mette in secondo piano un confronto politico sul merito delle questioni rispetto alle quali si gioca il futuro della città”.

La maggioranza al Comune di Sciacca difende il presidente Montalbano: “Vittima di un’aggressione immotivata e scomposta”

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L’opposizione ha accusato il presidente del consiglio comunale di Sciacca, Pasquale Montalbano, di essere incapace di gestire i lavori per avere effettuato la verifica del numero legale senza una richiesta in tal senso da parte di uno dei consiglieri. L’iniziativa di Montalbano ha evitato la bocciatura del conto consuntiva, ma ha inasprito ancora di più gli animi. Stasera la maggioranza arriva in soccorso del presidente scrivendo di “scomposta ed immotivata aggressione personale cui il presidente del consiglio comunale da parte dei gruppi di opposizione. Un attacco di una ferocia senza precedenti – aggiunge il centrosinistra –  assolutamente ingiustificato dalla totale inesistenza delle contestazioni mossegli. La facoltà infatti di poter verificare il numero legale compete a chiunque svolga le funzioni di consigliere comunale e non è affatto esclusa fra le facoltà del presidente del consiglio comunale, come pretendono di far credere i consiglieri di opposizione. Basta leggere l’articolo 65, citato dalle opposizioni, per rendersi conto come il Presidente del Consiglio Comunale non abbia l’obbligo di richiedere il numero legale; Ciò vuol dire in altri termini che egli possa farlo, ove lo ritenga opportuno. Diremo di più: il Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare in ogni momento la validità della seduta in corso; e dunque, se un’intera parte politica dichiara di essere in procinto di abbandonare l’aula, con la logica conseguenza che ne viene meno il numero legale, il presidente del consiglio, di concerto con il segretario generale, ha il dovere di verificare che la prosecuzione della seduta sia numericamente legittima. Rimandiamo dunque al mittente ogni accusa o contestazione di partigianeria”. Così la maggioranza che poi manifesta “solidarietà incondizionata” a Montalbano invitando a svolgere “la sua funzione con la massima imparzialità e terzietà possibile e ad esercitare con il massimo impegno la sua funzione istituzionale”. Tra poco nuova seduta del consiglio comunale.

Straniere e transgender si prostituivano in appartamenti in centro a Castelvetrano, arrestato lo sfruttatore del luogo

Nell’ambito dei servizi, predisposti dalla Questura di Trapani, volti a contrastare il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione straniera, nella mattinata di ieri personale del Commissariato di P.S. di Castelvetrano ha tratto Le manette sono scattate ai polsi di Giuseppe Passiglia, nell’ambito di una serie di servizi di controllo predisposti dalla Questura di Trapani, volti a contrastare il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione straniera. Il castelvetranese è destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Marsala, in quanto reo di aver posto in essere in alcuni immobili di sua proprietà siti in pieno centro a Castelvetrano un attività finalizzata allo sfruttamento della prostituzione di alcune donne per lo più straniere e transgender. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Marsala, in corpo all’ordinanza, ha altresì disposto il sequestro preventivo degli immobili nei quali le prostitute svolgevano le loro prestazioni. In totale sono stati sequestrati sette appartamenti. Difatti gli stessi venivano ceduti in locazione dal Passiglia per esercitarvi l’attività di prostituzione per periodi di diversa durata a canoni di locazione di gran lunga superiori a quelli di mercato, sfruttando, e comunque favorendo, la prostituzione di numerosi soggetti. L’attività si è concretizzata in intercettazioni all’utenza del Passiglia e delle donne delle quali sfruttava le prestazioni, in ripetute perquisizioni presso gli alloggi dove le stesse operavano e nell’esame delle persone informate sui fatti ovvero le predette prostitute e i relativi clienti. Quest’ultimi confermavano di aver ricevuto delle prestazioni sessuali a pagamento e di aver contattato le meretrici tramite appositi siti di incontri che pubblicizzavano dei rapporti a pagamento nelle immediate vicinanze del centro storico castelvetranese. Dall’intensa attività investigativa si è potuto accertare come il Passiglia gestisse un vero e proprio mercato del sesso in pieno centro a Castelvetrano, sfruttando le prestazioni sessuali di donne per lo più straniere e transessuali. Difatti, il Passiglia teneva i contatti con le prostitute già prima del loro arrivo a Castelvetrano, dando addirittura alle stesse indicazioni sui mezzi e i percorsi da prendere e a volte lo stesso si prestava a far loro da autista dalle fermate dei pullman agli alloggi. Inoltre, lo stesso si preoccupava di mantenere un equilibrio all’interno degli alloggi tra presenze femminili e maschili.

Posticipata la chiusura della Fondovalle, condizioni meteo avverse e problemi di organizzazione

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Rimandata di alcuni giorni la chiusura della strada statale 624 “Palermo-Sciacca” dal km 23,300 al km 27,700, finalizzata all’esecuzione di interventi sul viadotto “Traversa 1” che era prevista a partire da lunedì 8 ottobre. Lo comunica l’Anas che in una nota spiega che il provvedimento si è reso necessario per consentire l’organizzazione degli interventi e la gestione della viabilità, oltre che per le condizioni meteo avverse  

Porta San Salvatore a Sciacca illuminata di rosa, riparte ad ottobre il mese della prevenzione “con il nastro rosa” di Lilt

Da domani l’antica cinta muraria di Sciacca, Porta San Salvatore, sara’ illuminata di rosa come modo simbolico di adesione alla campagna nazionale di Lilt “Con il nastro rosa”. Campagna di prevenzione contro il tumore al seno che consiste in visite senologiche gratuite per tutto il mese

Operazione antimafia “Opuntia”, il Tribunale della Libertà dispone la scarcerazione del medico di Menfi Pellegrino Scirica

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Torna in libertà Pellegrino Scirica, di 63 anni, il medico di Menfi che era stato arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia “Opuntia”. Il Tribunale della Libertà di Palermo ha annullato la misura cautelare a suo carico e così Scirica ha potuto lasciare il carcere palermitano di Pagliarelli. Accolto il ricorso presentato dai suoi difensori, gli avvocati  Flavio Moccia e Nicola Madia. La Cassazione aveva disposto l’annullamento della misura cautelare con rinvio al Tribunale della Libertà che adesso ha annullato. E’ attesa la decisione dei giudici in merito alla misura cautelare emessa, nell’ambito della stessa operazione, a carico di Domenico Friscia, di 55 anni, di Sciacca, difeso dall’avvocato Teo Caldarone.  

Calci e pugni alla moglie, operaio arrestato dai carabinieri ad Agrigento

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Un brutto episodio di maltrattamenti si è verificato nelle ultime ore nella città di Agrigento. La triste vicenda ha in particolare riguardato un operaio, F.P., 42 enne, già noto alle forze dell’ordine, il quale, per alcune incomprensioni con la propria moglie, ha deciso di malmenarla. Infatti, i carabinieri della stazione di Villaseta, mentre stavano svolgendo un servizio di pattuglia, allertati telefonicamente da alcuni passanti che avevano udito delle urla provenire da un’abitazione, si sono subito precipitati in via delle Pelagie, sorprendendo dentro casa l’uomo mentre stava ancora colpendo violentemente la moglie, con calci e pugni al volto, bloccandolo immediatamente ed impedendo così il peggio. A quel punto, sono subito scattate le manette ai polsi dell’individuo, con l’accusa di “Maltrattamenti contro familiari e lesioni personali”. La donna, purtroppo, ha riportato serie ferite al capo ed al volto ma non versa in pericolo di vita.

Il 42 enne, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato subito ristretto agli arresti domiciliari.

Per Carmela Santangelo il sindaco Valenti “ha ingannato la città” e il centrodestra attacca il presidente del consiglio Montalbano: “Incapace di gestire i lavori”

Al Comune di Sciacca la tensione si taglia con il coltello e Carmela Santangelo, che ieri sera in consiglio comunale ha annunciato di lasciare la maggioranza accusando il sindaco, Francesca Valenti, di avere “ingannato la città”, oggi, a Risoluto.it, ribadisce le sue accuse anzi rincara la dose. Il centrodestra, invece, attacca pesantemente il presidente del consiglio comunale, Pasquale Montalbano: “Un presidente ingabbiato dalla maggioranza e che si è dimostrato più volte incapace di gestire i lavori d’aula ed il dibattito ad essi connessi. Ieri sera però abbiamo toccato il fondo. Non era mai capitato che un presidente del Consiglio chiedesse, personalmente, la verifica del numero legale in aula – aggiungono dal centrodestra – a seguito della fuoriuscita della maggioranza, maggioranza che avendo dimenticato di appurare il numero legale e far saltare la seduta, ha delegato il suo presidente a rompere gli schemi e precipitare nel baratro del non essere super partes”.

L’ex deputato regionale Cani ancora nei guai per diplomi falsi, era stato già indagato per estorsione in una scuola paritaria di Menfi

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Niente lezioni e niente interrogazioni. Erano insomma, corsi per il rilascio dei diplomi quasi perfetti per gli alunni. Si pagavano cospicue quote di iscrizione, ma studiare era quasi un optional, poi al momento degli esami finali le commissioni esterne venivano aggirate procurando prima le domande e le tracce dei compiti da affrontare. E’ Gaetano Cani, il fulcro dell’organizzazione che ha portato all’inchiesta “Diplomat” da parte della Procura di Agrigento per la “vendita” di diplomi nelle scuole private. Sono 110 al momento, le persone indagate. Gaetano Cani non è poi del tutto nuovo ad indagini di questo genere, 57 anni, insegnante di educazione fisica e  già deputato all’Ars nel gruppo “Centristi per la Sicilia” era stato accusato nel maggio 2017, di aver costretto alcuni docenti di un istituto paritario di Menfi ( a firmare le “dimissioni in bianco” e ad accettare compensi inferiori o inesistenti rispetto a quelli indicati in busta paga pur di ottenere il relativo punteggio valido per le graduatorie. In seguito alla nuova inchiesta che lo vede nuovamente coinvolto, nella sua abitazione hanno trovato 300 mila euro in una scatola di scarpe. Cani, dirigente scolastico in aspettativa, è attualmente collaboratore dell’assessore alle Attività produttive Girolamo Turano. Il suo nome era comparso nella lista degli “impresentabili” redatta dalla commissione Antimafia. Nella lista dei 110, a cui sono stati notificati l’avviso di chiusura dell’inchiesta, ci sono anche pubblici ufficiali in servizio nelle scuole: insegnanti, dirigenti scolastici e personale di cancelleria”. L’operazione “Diplomat” è partita dalla procura di Ragusa per il coinvolgimento di un istituto di Ispica che risultava collegato ad altri della provincia di Agrigento: l’istituto Pirandello di Licata, l’istituto Pirandello di Canicattì, la scuola “Alessandro Volta” di Canicattì e l’istituto San Marco di Acireale.