Incidente mortale sulla statale per Campobello di Licata

Due morti e un ferito è il bilancio di un incidente stradale che si è verificato questa mattina sulla statale che collega Campobello di Licata con Ravanusa.

A scontrarsi, per cause ancora in corso di accertamento, sono state due auto, una Fiat Panda e una Ford Fiesta.

Nulla da fare per due persone, morte nell’impatto, mentre una terza, una donna, estratta dalle lamiere dalla compagnia dei vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì e trasportata dal 118 al nosocomio più vicino, è ferita gravemente.

Indagini dei carabinieri in corso per la ricostruzione della dinamica dell’incidente.

Nel mese del riciclo di carta e cartone, dal 27 al 29 marzo, iniziativa a Sciacca di Sam e Comieco 

Tre italiani su cinque sono ancora convinti che fare la raccolta differenziata di carta e cartone sia inutile perché poi “buttano tutto insieme”. Con l’obiettivo di rassicurare i cittadini sull’utilità del loro impegno quotidiano sfatando questo diffuso scetticismo nei confronti del riciclo, e per mostrare come gli elementi di scarto si trasformino in nuove risorse grazie al gesto virtuoso del differenziare correttamente i materiali, il 27, 28 e 29 marzo torna RicicloAperto, l’appuntamento annuale di Comieco che apre le porte di oltre 100 impianti della filiera tra cui la “SAM SISTEMI AMBIENTALI di Sciacca “ del riciclo di carta e cartone, tra piattaforme di selezione, cartiere e cartotecniche, distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Anche quest’anno, RicicloAperto si inserisce in una più ampia cornice: il Mese del Riciclo di Carta e Cartone, la campagna nazionale – organizzata da Comieco in collaborazione con Federazione della carta e della grafica, Assocarta, Assografici e Unirima e con il patrocinio di Anci, di Progetto Economia Circolare di Confindustria, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – che prevede un ricco calendario di iniziative culturali, appuntamenti educativi e incontri informativi per tutto il mese di marzo, con lo scopo di far conoscere il ciclo del riciclo di carta e cartone nelle sue molteplici forme: industriale, economico, artistico, culturale e sociale. Il porte aperte dell’industria del riciclo di carta e cartone giunge quest’anno alla sua 18° edizione. In linea con gli anni passati, si prevede un’affluenza di oltre 18.000 visitatori. L’iniziativa si rivolge a scuole, cittadini, istituzioni, media e a tutti coloro che sono interessati a capire, assistendo in diretta alle varie fasi del processo industriale, che cosa succede a carta e cartone dopo il cassonetto. In Sicilia sarà possibile visitare le piattaforme nel corso dei tre giorni di Riciclo Aperto. “La filiera del riciclo di carta e cartone in Siclia è un’industria florida con i suoi 81 impianti attivi in tutta la regione – tra piattaforme di selezione e stabilimenti di produzione di carta e imballaggi – che danno nuova vita a oltre 91mila tonnellate di macero l’anno, e con una produzione annua di carta e cartone per imballaggi che supera le 180mila tonnellate”, commenta Amelio Cecchini, Presidente di Comieco. “ Il merito del buon funzionamento del riciclo di carta e cartone in Sicilia è anche dei cittadini che ogni giorno si impegnano nella raccolta differenziata dando inizio al ciclo del riciclo: nel 2017 sono state raccolte nella regione quasi 70mila tonnellate di carta e cartone, più di 56 chilogrammi per abitante, un dato superiore a quello pro capite nazionale di 54,2 chili”.

Canone depurazione, L’AltraSciacca: “Sarebbe corretto che il Comune rimborsasse anche tutti gli altri cittadini”

Dopo la dichiarazione da parte del giudice di pace, Maria Lauricella, dell’illegittimità di 22 avvisi di pagamento del canone di depurazione, per l’anno 2012, inviati dal Comune a tutti i cittadini di Sciacca, utenti del servizio, l’associazione L’AltraSciacca ritiene doveroso che l’ente annulli anche tutte le cartelle notificate, rimborsando gli altri cittadini.

“Un plauso all’avvocato Stefano Scaduto per aver ottenuto davanti al giudice di pace di Sciacca, Maria Lauricella, il riconoscimento dell’illegittimità della richiesta del Comune e l’annullamento dei pagamenti dei canoni di depurazione del 2012 che, in quanto corrispettivi, dovevano essere conseguenza di un servizio erogato, certo e puntualmente fatturato dal gestore e non calcolato e addebitato su conteggi stimati o presunti”. E’ quanto afferma l’associazione L’AltraSciacca in un comunicato, nel quale si contesta il rimborso dei canoni di depurazione ai “soli” 22 cittadini saccensi che hanno ricorso al giudice di pace. “Sappiamo benissimo – sottolineano gli esponenti dell’associazione – che gli effetti di tale sentenza si applicano solo su chi ha intrapreso la strada del giudice di pace, ma anche noi riteniamo che debba essere estesa a tutti quei cittadini che, ottemperando alla richiesta di pagamento indebita, hanno pagato. Chi paga le imposte onestamente, e in buona fede, non può essere penalizzato per un errore di valutazione degli uffici comunali e di chi li dirige politicamente. Sollecitiamo, dunque, il nostro primo cittadino, nel rispetto della sentenza, a dare disposizione agli uffici per l’annullamento delle cartelle notificate ed al rimborso di chi ha pagato”.

La presidente di Italia Nostra Agrigento scrive a Musumeci: “Vogliamo chiarimenti sul possibile terminal di gas a Porto Empedocle”

In base alle indiscrezioni degli organi di stampa, sulla quale a seguito della visita del Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, avvenuta nei giorni scorsi, si sarebbe concordata la realizzazione di una serie di opere a Porto Empedocle, di un terminal per la fornitura di gas naturale, la presidente di Italia Nostra, Adele Falcetta.

“Se ciò dovesse rispondere a verità – scrive la rappresentate ambientalista al governatore – si tratterebbe di una scelta in netta controtendenza rispetto alla vocazione turistica del nostro territorio, alla necessità di tutelare e valorizzare le nostre coste e l’ecoambiente marino della sua interezza, alla vicinanza della Valle dei Templi (patrimonio UNESCO!), all’opportunità di incentivare un traffico marittimo di tipo crocieristico piuttosto che petrolifero. Preoccupa, inoltre, lo spettro del tanto temuto rigassificatore, progetto molto dibattuto negli scorsi anni e poi, si auspicherebbe, accantonato”.

Infermiera picchiata all’ospedale Civico di Palermo

Una infermiera, di 40 anni, in servizio presso l’ospedale Civico di Palermo, è stata picchiata dal padre di un ragazzo che stava aspettando il proprio turno al pronto soccorso per una frattura al piede. Il padre del giovane, che aveva ritenuto troppo lunga l’attesa, le avrebbe detto: “Ti do dieci minuti, poi ti ammazzo”: parole forti, seguite nel giro di pochi istanti dalla violenza.

La donna sarebbe stata strattonata fino a cadere dalla sedia. A quel punto l’aggressore avrebbe sferrato calci e pugni, tanto da rendere necessario l’intervento del personale sanitario che ha soccorso la collega. L’episodio è stato segnalato alla direzione dell’ospedale e adesso il direttore generale Roberto Colletti, il direttore sanitario Lia Murè e altri dipendenti del Civico presenteranno una denuncia in procura. Al Civico si tratta dell’ennesimo caso di violenza.

Maxi tamponamento sulla Palermo-Mazara, coinvolte sei auto

Traffico in tilt sulla Palermo-Mazara in direzione del capoluogo. Un maxi tamponamento ha mandato in tilt la circolazione provocando lunghissime code in autostrada. E’ successo subito dopo lo svincolo di Capaci-Isola delle Femmine, dove sono rimaste coinvolte sei auto.

Fortunatamente nell’impatto non ci sono stati feriti, soltanto lievi danni ai mezzi. Sul posto, sono arrivati i sanitari del 118, mentre i rilievi sono stati effettuati dalla polizia stradale. E’ intervenuta anche l’Anas. Il traffico ha subito notevoli rallentamenti.

Truffa nella formazione nel messinese: sei rinviati a giudizio

La Guardia di Finanza ha notificato a Capo d’Orlando, in provincia di Messina, un provvedimento di avviso conclusioni indagini a sei persone rappresentanti di un Ente di Formazione attivo nel Comune con l’accusa di associazione a delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Secondo l’accusa l’Ente di Formazione, per ottenere i contributi regionali stanziati nell’ambito del PO Sicilia Fse (Fondo Sviluppo Economico), ha prodotto documenti attestanti spese mai sostenute. Dopo l’indagine sono state segnalate 14 persone, delle quali sei rinviate a giudizio. C’è stata anche la proposta di sequestro preventivo di un milione e trecento mila euro, quale contributo indebitamente percepito e la segnalazione alla Procura Regionale della Corte dei Conti del danno erariale.

Dovevano essere ritirati i cassonetti nella contrada Guardabasso-Tabasi di Sciacca e invece arrivano anche i cani randagi

E’ a rischio l’accesso all’ospedale di Sciacca dall’ingresso di contrada Guardabasso-Tabasi. Non sono stati rimossi i cassonetti per i rifiuti e ci sono anche cani randagi che non gradiscono la presenza di chi si avvicina alla zona. E’ stato verificato questa mattina con i cani che abbaiavano, lanciandosi all’inseguimento delle auto che transitavano nella zona.

La questione principale, però, riguarda la presenza dei cassonetti la cui rimozione è già stata più volte sollecitata dal comitato di quartiere guidato da Flavio Bono. Vero è che la zona non rientra nel piano Aro per la raccolta porta a porta, ma era così anche per la contrada Foggia e questa parte della città merita altrettanta attenzione. E, invece, arrivano da ogni parte della città a conferire i rifiuti nei cassonetti, ma li abbandonano anche per strada. Insomma, una discarica a cielo aperto a pochi metri dall’ospedale. E con la presenza dei cani randagi. C’è un danno all’immagine della città, un rischio di carattere iginico-sanitario per quest’immondizia che rimane nei cassonetti perchè la gente non rispetta neanche gli orari di conferimento (per chi risiede in altre zone della città c’è un divieto a conferirla) e un rischio per l’incolumità delle persone determinata dalla presenza dei cani randagi.

Europarlamentarie Cinquestelle, non confermati i rumors: non c’è la saccense Antonella Di Prima


Partita la corsa nel mondo pentastellato per la via per Bruxelles. Le elezioni del ventisei maggio prossimo si avvicinano e la piattaforma Rosseau prepara le fila della truppa con la formula delle Europarlamentarie che serviranno a selezionare la griglia pentastellata.

I nomi dei candidati sono stati resi pubblici agli attivisti su Rousseau e così anche nella circoscrizione Isole, Sicilia e Sardegna, è già scattata la caccia al voto online. Nomi che però non sono definitivi, infatti per questa tornata elettorale si è deciso di dare il tempo necessario agli attivisti per visionare i profili dei candidati e “inviare eventuali segnalazioni” con un apposito form.

Tuttavia mancano alcuni dei nomi che erano circolati nei giorni scorsi e dati come super favoriti per un posto a Bruxelles come Alessandro Cacciato, esperto in start up e progetti legati all’innovazione, che proprio domenica scorsa era a Sciacca per la presentazione del progetto “Sciacca- città dei 5 Sensi”.

Non figura tra gli elenchi resi noti agli attivisti Antonella Di Prima. L’ingegnere saccense aveva sfiorato l’elezione cinque anni fa e negli ultimi giorni sembrava che potesse riprovarci in questa tornata. Ma il suo nome non risulta in piattaforma. Alle ultime elezioni politiche era presente sebbene tra i candidati di riserva. La Di Prima, negli ultimi mesi, ha assunto un atteggiamento sempre più critico nei confronti del movimento, specie del gruppo locale saccense guidato dal parlamentare regionale Matteo Mangiacavallo.

I furbetti dei contatori, arresti dei carabinieri per furto di acqua e luce

Nelle ultime ore sono stati infatti dai carabinieri effettuati una ventina di accessi ispettivi in varie abitazioni, per accertare eventuali irregolarità, controlli svolti anche con l’ausilio dei tecnici competenti, al fine di prevenire e contrastare un fenomeno particolarmente diffuso sul territorio agrigentino. Ed i risultati non si sono fatti attendereLe verifiche, in gran parte, sono scattate a seguito di informazioni raccolte dai carabinieri sul territorio e da alcuni cittadini.

In particolare, a Porto Empedocle, i militari hanno arrestato un 48 enne del luogo, il quale per alimentare gratis di acqua la sua abitazione in via La Marmora, aveva realizzato un allaccio abusivo alla rete idrica, rifornendosi così in modo gratuito. A Licata, invece, è stato scoperto un bracciante agricolo marocchino, 37 enne, il quale aveva effettuato un allaccio abusivo alla rete elettrica per alimentare gratuitamente di luce l’abitazione di residenza. Stessa sorte è toccata anche a tre operai romeni 40 enni, domiciliati a Campobello di Licata in via Paolo Rossi. Anche in questo caso, nel corso delle verifiche, è saltato fuori un allaccio artigianale alla rete elettrica pubblica, grazie al quale i tre potevano rifornirsi gratis di luce. Ai cinque individui, i carabinieri hanno contestato l’accusa di furto aggravato e l’autorità giudiziaria ha subito disposto che vengano ristretti agli arresti domiciliari.