Via il primo pilastro dall’ecomostro di Santa Margherita, il sindaco Franco Valenti: “Finalmente avremo lo spazio libero dal cemento”
Festa soltanto rimandata quando anche l’ultima pietra di palazzo Lombardo, l’ecomostro di Santa Margherita che deturpa la vista del palazzo del Gattopardo da anni, sarà stata portata via dall’impresa Vna, di Raffadali, vincitrice della gara fra le 16 partecipanti, ad eseguire i lavori.
Lo ha annunciato il sindaco di Santa Margherita Franco Valenti che stamattina era presente all’avvio della demolizione che avverrà con la tecnica della demolizione controllata: ogni singola parte strutturale, pilastri, travi e solai, verranno affettati e discesi a terra attraverso una gru.
Il primo cittadino che per enfatizzare il momento della liberazione dal palazzone di cemento aveva annunciato la banda musicale, stamane ha semplicemente rinviato la festa della sua comunità per la liberazione dall’ecomostro al termine della demolizione.
“Avremo adesso un nuovo spazio, da riqualificare – ha detto oggi in un’intervista al giornalista Francesco Graffeo che vi riproponiamo qui di seguito – tutti insieme amministrazione e cittadini penseremo che cosa farne”.
Convegno promosso dalla onlus Capurro sul tema della speranza.
Si svolgerà venerdì cinque ottobre, alle ore 17:30,presso il Salone della Chiesa Beata Maria Vergine di Loreto di contrada Perriera a Sciacca, un convegno organizzato dalla Onlus Orazio Capurro- Amore per la vita.
Il titolo del convegno, “la speranza non deve mai morire”, affronta da un punto di vista mistico-religioso il tema della reazione alle difficoltà della vita.
Prenderanno parte al convegno come relatori la sindaca di Sciacca, Francesca Valenti, Alessandro Capurro, presidente dell’associazione organizzatrice dell’evento, Vito Ciaccio, medico, scrittore e membro del Rinnovamento nello Spirito; Salvatore Li Bassi, insegnante, scrittore, esponente del Rinnovamento nello Spirito e stretto collaboratore di Padre Matteo La Grua e il sacerdote e teologo, Don Gino Faragone.
La leghista agrigentina Nuccia Palermo attacca la sindaca di Sciacca: “E’ l’esempio del centro sinistra fallimentare”
“Una sinistra sempre più fallimentare e allo sbaraglio che continua a danneggiare una provincia quella agrigentina, – entra a gamba tesa nel dibattito politico la rappresentante provinciale della Lega- Salvini Premier, Nuccia Palermo – che necessita di un colpo di reni per uscire dal pantano in cui la vecchia classe politica l’ha intrappolata.
L’operato del Sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, ne è uno dei tantissimi esempi che con l’azzeramento della Giunta ha palesato, tra l’altro, la propria debolezza preoccupandosi troppo di equilibri interni e troppo poco del bene della città”.
Nuccia Palermo, accende i riflettori su Sciacca, da circa un anno e mezzo governata dal centro sinistra nella persona del Sindaco Francesca Valenti, come esempio paradigmatico della gestione fallimentare amministrativa del centro sinistra.
“Sciacca vive soprattutto di agricoltura, pesca e turismo, materie che sembrano sconosciute al primo cittadino mentre – enfatizza la leghista – Il comparto degli armatori e le aziende agricole urlano nel tentativo di un dialogo proficuo mai iniziato. Ovviamente questi sono solo alcuni dei grossi problemi che sembrano, vista la gestione, irrisolvibili e che uccidono il tessuto economico e sociale di Sciacca. “
“Sciacca, come tutta la provincia di Agrigento, merita un cambio di passo – conclude Nuccia Palermo – e siamo già pronti ad iniziarlo. Sulla lunga durata politica della nuova Giunta e dell’amministrazione a firma Valenti, visto il percorso già effettuato, sorgono più che notevoli dubbi”.
(Nella foto, Nuccia Palermo con Matteo Salvini)
Vendemmia: impiegava operai in nero, la Finanza denuncia un imprenditore di Trapani
Nell’ambito di un piano di controlli finalizzato a prevenire e reprimere il fenomeno del
lavoro irregolare, il Gruppo della Guardia di Finanza di Trapani ha individuato, in località
Buseto Palizzolo, quattro lavoratori in nero impegnati nella raccolta dell’uva, tutti di
nazionalità italiana.
Il proprietario del vigneto è stato identificato e segnalato all’Ufficio Provinciale del Lavoro
di Trapani, quale datore di lavoro privato, per violazione delle norme in materia di impiego
di manodopera: gli sarà comminata una sanzione pecuniaria che, tenuto conto dei 4
lavoratori irregolari impiegati, potrà arrivare fino ad un massimo di 36 mila euro.
L’attività ispettiva in parola, che si colloca nell’ambito della missione istituzionale del
contrasto all’illegalità economica e finanziaria allo scopo di tutelare il corretto andamento
del mercato del lavoro, sarà replicata dalla Guardia di Finanza di Trapani nelle prossime
settimane anche in altri settori economici.
Catania. Mamma denuncia il figlio ai carabinieri: “Pretendeva denaro per comprare la droga”
Costretta a vendere alcuni oggetti preziosi, ricordi di famiglia, pur di esaudire le richieste di denaro del figlio tossicodipendente e obbligata, sotto minaccia, a comprare dosi di cocaina da uno spacciatore. Sono alcune pagine della ‘via crucis’ patita tra le mura domestiche da una donna di Catania per circa 20 anni, vessata dal figlio. La vittima ha però trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri, che hanno arrestato l’uomo per maltrattamenti in famiglia ed estorsione aggravata nei confronti dei genitori. Il provvedimento è stato emesso dal gip su richiesta della Procura al termine di indagini dei militari. Il figlio avrebbe sottoposto la donna ad una lenta ma inesorabile azione vessatoria. Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, hanno portato alla luce una serie di eventi costellati da insulti, minacce e percosse che hanno generato nella vittima una sofferenza psicofisica che ormai le impediva di vivere una vita dignitosa.
Castelvetrano. Espiantati organi destinati alla donazione
Fegato e reni espiantati all’ospedale di Castelvetrano da un uomo di 77 anni di Alcamo, deceduto a causa di una emorragia cerebrale, sono stati trapiantati all’Ismett di Palermo su pazienti in lista di attesa. “Sono soddisfatto – dice il commissario straordinario dell’Asp di trapani Giovanni Bavetta – del livello organizzativo che ha raggiunto l’unità operativa di anestesia e rianimazione, come pure tutti i servizi dell’ospedale di Castelvetrano. La collaborazione con la neurologia del presidio ospedaliero di Mazara del Vallo, diretta dal dottor Scarpitta, che è intervenuta per le procedure dell’accertamento della morte cerebrale, ha dimostrato che la sinergia dei due presidi può essere il preludio di più grandi traguardi per un’offerta sanitaria d’eccellenza”.
Campobello di Mazara. Campo di sosta temporanea per lavoratori migranti stagionali impegnati nella raccolta delle olive
Un campo di sosta temporanea è da oggi destinato a lavoratori migranti stagionali che raggiungono Campobello di Mazara per la raccolta delle olive. Il campo è stato allestito dal Comune nell’ex oleificio Fontane d’oro, confiscato alla mafia. La Croce rossa italiana (Cri), che lo gestirà, ha già messo a disposizione 4 tende pneumatiche in grado di accogliere circa 120 posti letto.
L’accoglienza sarà effettuata sulla base di un protocollo stipulato tra Comune, Prefettura di Trapani e comitato di Castelvetrano della Cri. I lavoratori saranno ospitati fino a 5 giorni, in quanto al momento dell’assunzione i datori di lavoro devono mettere a disposizione i locali in cui ospitare i migranti in regola con i permessi di soggiorno.
L’ente bilaterale agricolo-territoriale erogherà alle aziende 4 euro al giorno per ogni assunto. Il campo sarà controllato dal Comune di Campobello di Mazara tramite la polizia municipale di Castelvetrano che per ciascun ospite riceverà 3 euro al giorno.
Palermo. La Finanza sequestra beni per 5 milioni di euro a commercianti cinesi
Beni per 5 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Palermo, in via preventiva, a una coppia di coniugi cinesi, nell’ambito di un’indagine nata dai controlli effettuati dalle Fiamme gialle all’aeroporto Falcone-Borsellino del capoluogo siciliano. Cinque le persone del nucleo familiare denunciate per evasione fiscale, autoriciclaggio, riciclaggio di valuta, contraffazione e ricettazione di prodotti.
La famiglia (commercianti di calzature e abbigliamento con interessi a Roma, Milano e Napoli), nei numerosi viaggi compiuti anche verso il proprio paese, avrebbe trasportato denaro in contante per oltre centomila euro. Individuato il deposito di stoccaggio delle merci, i finanzieri hanno sequestrato circa 18 mila paia di scarpe con marchi contraffatti e documentazione extracontabile, sui rapporti commerciali intrattenuti con varie ditte italiane, dalla cui analisi è stato constatato che la famiglia ha sottratto a tassazione redditi per circa 10 milioni di euro, dal 2013.
Catania. Maxi sequestro all’editore Mario Ciancio. Antenna Sicilia e Telecolor a commissari giudiziari
Tra i beni dell’imprenditore catanese Mario Ciancio, di cui il Tribunale di Catania ha decretato di sequestro e confisca, su richiesta della Dda, vi è l’intero gruppo editoriale che fa capo all’editore tra cui il quotidiano ‘La Sicilia’, la maggioranza delle quote della ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ di Bari e due emittenti televisive regionali, ‘Antenna Sicilia’ e ‘Telecolor’. Il Tribunale ha nominato dei commissari giudiziari per garantire la continuazione dell’attività del gruppo. Il decreto riguarda conti correnti, polizze assicurative, 31 società, quote di partecipazione in altre sette società e beni immobili. Mario Ciancio Sanfilippo è attualmente sotto processo per concorso esterno all’associazione mafiosa.
Un tonnellata di marijuana sequestrata dai carabinieri Ribera, marito e moglie arrestati
| Nelle ultime ore, nel cuore delle campagne riberesi, fra alberi d’ulivo e fichi d’india, grazie anche all’intenso pattugliamento e sorvolo dall’alto, effettuato con un elicottero dell’Arma, i carabinieri avevano individuato una “strana” distesa di alte “piante verdi”. Ed il sospetto si è subito rivelato fondato. Alle prime luci dell’alba, una trentina di militari dell’Arma della Compagnia di Sciacca e della Tenenza di Ribera hanno fatto irruzione in un vasto appezzamento di terreno, in contrada Scirinda, in un vallone tra rocce e fitta vegetazione, scovando una maxi serra di “Marijuana” e sorprendendo sul posto un agricoltore del luogo e la moglie. I carabinieri, al momento del blitz, si sono trovati davanti uno scenario da film. La strada di accesso ai terreni era costellata di varie telecamere, probabilmente al fine di avvisare il proprietario di eventuali sgraditi accessi. Proseguendo tra arnie ed attrezzi agricoli, l’odore d iMarijuana si faceva sempre più intenso. Di lì a poco, infatti, è saltata fuori una mega serra dotata di impianto di ventilazione ed illuminazione, all’interno della quale erano presenti in perfetto stato vegetativo oltre 150 piante di “Canapa indiana”, alte quasi tre metri, quasi tutte già fiorite e pronte per il cospicuo raccolto. Poco distante, i militari hanno scoperto anche un’altra serra, dedicata all’essicazione delle piante, trovando 40 chili di “Marijuana” già pronti per essere essiccati. Questo lo spettacolo sul quale si sarebbe imbattuto un turista intento a fare trekking nella zona. Il bilancio dell’operazione, dunque, è stato di oltre Centocinquanta piante di “Marijuana” sequestrate, alte quasi tre metri, per un peso complessivo stimato di circa una tonnellata. Alcune centinaia di migliaia di euro, il valore stimato di vendita, al dettaglio, della sostanza stupefacente recuperata, che verrà distrutta nei prossimi giorni. Nei confronti della coppia di agricoltori, lui, S.C. 59 enne, già noto alle forze dell’ordine e lei, S. A. 48 enne, sono subito scattate le manette ai polsi con l’accusa di “Coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”. L’Autorità giudiziaria ha disposto la traduzione in carcere dell’uomo, mentre per la donna sono stati disposti gli arresti domiciliari. |



