Anche quest’anno, dunque, il Comune di Sciacca non ha rispettato la scadenza per approvare il suo bilancio di previsione. Il termine ultimo, infatti, è scaduto lo scorso 31 marzo. Si torna, dunque, a distanza di poche settimane, ad una gestione economica finanziaria provvisoria, senza possibilità di spesa, eccezion fatta per gli stipendi dei dipendenti comunali.
Attacca il Consigliere comunale di Sinistra Italiana Paolo Mandracchia: “Lo sospettavamo, sin da quando, durante la sua relazione in aula, l’assessore Ignazio Bivona dichiarò che quello che di lì a pochi minuti sarebbe stato approvato era l’ultimo bilancio del suo mandato”. Mandracchia si riferisce alla seduta dei primi di febbraio (la famosa seduta da cui dipendeva il Carnevale), quando si approvò il bilancio di previsione dell’anno precedente. Per Paolo Mandracchia quella di non predisporre il nuovo bilancio in tempo utile è stata una scelta politica precisa, per rimandare le grane al prossimo sindaco, quello che dovrà essere eletto in giugno”. A riprova del suo ragionamento Mandracchia cita anche il conto consuntivo: “Dovrebbe essere approvato entro il 30 aprile, ma non se ne vede neanche l’ombra”. Insomma: per Mandracchia la giunta Di Paola non ha voluto far nulla sul bilancio per evitare di adottare provvedimenti che avrebbero potuto risultare impopolari. Un atteggiamento che Mandracchia non esita a definire “irresponsabile”. Anche Mario Turturici oggi ha evidenziato il rischio che, proprio a causa della mancata approvazione del bilancio, gli organi elettivi possano essere sciolti prima della scadenza della consiliatura.
Scatto del Carnevale di Sciacca pubblicato sul National Geographic
Lo scatto appartiene ad un fotografo di Burgio, Vito Maurici che ha inviato la foto catturata durante l’ultima edizione del Carnevale di Sciacca alla rivista National Geographic che fra i tanti scatti ricevuti dai lettori ogni mese pubblica sulla base di una selezione effettuata dalla stessa redazione, i due che ritiene più interessanti.
La foto di Vito Maurici così è stata pubblicata nelle pagine della nota rivista e la redazione ha così giustificato la scelta:”Poco prima dell’inizio della sfilata dei carri allegorici del Carnevale di Sciacca, in Sicilia, il lettore Maurici ha colto, nelle sue parole, «un istante di calma sospesa in cui colori vivaci della tradizione esaltano la purezza e l’innocenza di un fiore dal volto umano appena sbocciato”.
Commenti. Tra paesaggio e paesaggistica, Sciacca: città “paesaggisticamente scorretta”.
Con una serie d’interventi su Risoluto.it, l’architetto saccense Paolo Ferrara cercherà di analizzare la situazione paesaggistica di Sciacca, evidenziandone le criticità e proponendo eventuali soluzioni.
È indubbio che la Sciacca odierna sia paesaggisticamente portatrice di molte negatività. È una situazione certamente critica che, però, grazie alle qualità che la città e il territorio possiedono, ha ancora larghi margini di recupero. Le problematiche paesaggistiche di Sciacca necessitano che si progetti al meglio (a prescindere da qualsiasi strumento urbanistico) il futuro della città, incentrando l’obiettivo sullo sviluppo qualitativo che, soprattutto nell’ultimo cinquantennio, è stato palesemente mortificato da molti fattori: disordine edilizio, assoluta precarietà nella cura e nella preservazione e innovazione (in molti casi anche “funzionale”) delle emergenze architettoniche, abbandono del territorio/paesaggio. Per essere “città contemporanea”, cioè realmente moderna rispetto alle nuove istanze del XXI secolo, Sciacca deve lavorare alla “rigenerazione” delle sue ricchezze. Il tema è, dunque, “rigenerare” gli “organi vitali” che compongono la sua straordinaria ricchezza architettonica/territoriale/morfologica. Per farlo, l’unica programmazione da attuare è quella che pianifichi al meglio la “Paesaggistica”.
Ma cosa è la “Paesaggistica”? Posto che non va identificata con il “Piano paesaggistico”, per approfondirne i significati è necessario partire dal concetto di “contesto”, termine che, allorquando si parla di architettura e/o paesaggio, è troppo spesso abusato o usato impropriamente. Mutuato dalla linguistica e dalla semiologia, il termine “con-testo” presuppone l’esistenza di un “testo”, cioè di tutto ciò che, quando non si usa il linguaggio parlato, si esprime attraverso dei “segni”: un libro è un “testo”, così come lo è un qualsiasi altro documento scritto; ma lo è anche tutto ciò che, attraverso il linguaggio parlato, è impossibile esprimere appieno: l’architettura, la scultura, la pittura, la danza, l’arte in genere, poiché espressioni che si esplicano attraverso “segni” propri. Se pensiamo al “territorio/paesaggio” quale elemento formato dai “segni” del paesaggio naturale (monti, pianure, mare, fiumi, etc.), arriviamo facilmente alla conclusione che esso è l’unico vero “contesto” poiché esiste sin da prima che la “storia” (antropizzazione) fosse scritta. Esemplificando: il Monte Kronio così come la natura l’ha fatto è il contesto in cui si sono inseriti prima la chiesa e poi gli alberghi. Poi, solo nel momento che precede l’inserimento dei nuovi segni, quando essi sono pensati e pianificati per quel luogo, il Monte Kronio si pone quale “pre-testo” (cioè “testo” già esistente). Infine, con l’inverarsi dell’inserimento dei nuovi segni (chiesa e alberghi), la sinergia tra questi e il Monte Kronio forma un nuovo “contesto”. L’architettura è tra i “segni” dell’antropizzazione (sia essa espressa dalla chiesa del Monte Kronio, dai grattacieli di New York, da un capanno indigeno) ed è, dunque, “testo”, “linguaggio composto di segni architettonici”. Considerando che la città è formata prevalentemente dall’architettura, è essa stessa un “testo”, formato da “parole di architettura”.
Il primo passo è fatto: la “città” è un “testo”, formato da molti tipi di “segni” (architettura, parchi, giardini, strade, marciapiedi, piazze, semafori, cartelli stradali, etc.) che, inserendosi nel “territorio / paesaggio naturale”, con esso conformano la “Paesaggistica”. In sintesi, possiamo affermare che la Paesaggistica è il “testo” che, leggendolo, ci racconta che tipo di risultato abbia prodotto la sinergia tra paesaggio naturale / territorio + città / infrastrutture. Dunque, ripartire dalla “rigenerazione della Paesaggistica” significa considerare non solo la valorizzazione della natura secondo i canoni classicisti bensì prendere atto che anche la città, il suo costruito tutto, è “paesaggistica”. Per “leggere” ciò che ci racconta il testo “Paesaggistica” serve comprendere anche la sostanziale differenza che vi è tra architettura e urbanistica. La prima si esprime tramite la tridimensione dei manufatti (nel cui spazio interno possiamo entrare e viverlo) e nel rapporto tra essi, che è l’ambito spaziale aperto in cui ci muoviamo (le strade, le piazze, etc.). L’urbanistica, invece, è mera pianificazione bidimensionale fatta su carta che, come spiegava perfettamente Giuseppe Samonà, pianifica il traffico, la circolazione, gli spazi verdi e le lottizzazioni, ma dimentica gli edifici nel loro essere “architettura”, relegandoli a espressione dei regolamenti edilizi (alti tot, larghi tot, etc.).
La “paesaggistica” di Sciacca. Avendo compreso il significato di “contesto”, “architettura”, “urbanistica”, risulta facile capire che “paesaggio” e “paesaggistica” sono due cose diverse, non interscambiabili. Chiaro, allora, che una cosa è dire che Sciacca ha “grandi bellezze di paesaggio” (elementi forniti dalla natura) e altra cosa è dire che Sciacca ha “grandi bellezze paesaggistiche” (elementi scaturiti dalla configurazione ambientale dettata dal trapasso da uno stato meramente geografico-fisico -il “paesaggio”- a un ordinamento spaziale antropico). E’ questa la fondamentale differenza da cogliere per procedere alla “rigenerazione” della straordinaria ricchezza architettonica / territoriale / morfologica di Sciacca, le cui bellezze del paesaggio erano innumerevoli ma che poi, con interventi di paesaggistica scorretta, sono state quasi totalmente mortificate: gli uliveti della pianura della Perriera totalmente distrutti; la costa aggredita da edificazione insediata praticamente sulla spiaggia; la costruzione di palazzi che hanno preso il posto di ville storiche o che sono stati posti sull’antica e storica cinta delle Mura; zone di nuova espansione prive di aree a verde (persino il cimitero nella sua nuova area non presenta alcuna alberatura); sostituzione edilizia nei nuclei antichi della marina e della zona tra San Michele e la Chiazza, etc. La nuova istanza per affrontare le criticità paesaggistiche dovrà essere: allorquando si tratta d’intervenire nella pianificazione della città futura, come si deve attuare la “rigenerazione paesaggistica”? Come fare collaborare architettura e natura? Come gestire il tessuto edilizio esistente, sia esso quello del centro antico sia esso quello delle successive espansioni? Certamente, la “rigenerazione paesaggistica” non è operazione che possa essere delegata ai soli strumenti urbanistici. Basti vedere che risultati hanno prodotto ad oggi: innumerevoli manufatti / scatoloni edilizi che, proprio perché improntati a essere espressione del massimo sfruttamento della “cubatura” consentita, nella quasi totalità dei casi disconoscono la qualità architettonica; altrettante villette costruite con il tetto a falda (in effetti, cade tanta neve a Sciacca…), per il solo scopo di sfruttare al massimo il volume edilizio e, così facendo, aggirare le stesse regole di abitabilità dettate dalle norme tecniche di attuazione o dal Regolamento Edilizio. E nulla cambierà con il PRG, alla cui adozione / approvazione / attuazione la politica demanda la risoluzione dei problemi della città e del suo territorio. Basti dire che il PRG è stato “adottato” da ben due anni, ma della sua “approvazione” non se ne vede immediato futuro. Consci delle lungaggini attuative del PRG, i futuri amministratori dovranno porre in essere azioni che possano mettere in moto un vero processo rivoluzionario nell’approccio alla “paesaggistica”: pianificare, sin da subito, quegli interventi che prevedono la “rigenerazione” della città in tutte le sue parti, ciascuna per mezzo delle proprie potenzialità, siano esse architettoniche o ambientali. Ogni parte di Sciacca, anche quella più trascurata e che sembra irrecuperabile, ha in sé potenzialità da cui fare partire la “rigenerazione”. Bisognerà essere in grado di gestire le conflittualità presenti nella città / paesaggio / territorio (la triade conformante la “Paesaggistica”), cioè essere contemporanei alle problematiche che ci pone la “paesaggistica” di Sciacca, frutto dei danni causati a partire dagli anni ‘60 del secolo XX, momento da cui, malamente, nacque la “Sciacca per parti” sviluppata in differenti espansioni / antropizzazioni slegate tra loro, tutte con poca attenzione alla qualità che la crescita urbana dovrebbe sottintendere: Perriera, Isabella, Lido, Foggia, San Marco, Carbone.
Lo stato delle cose dimostra chiaramente che la crescita della città non ha saputo essere elemento di valorizzazione del territorio / paesaggio e, al contempo, non ha saputo preservare le emergenze storico / artistiche esistente. La “Sciacca contemporanea” è “paesaggisticamente scorretta”. A poco servono le opere di “riqualificazione” (termine assolutamente abusato e alquanto noioso) di qualche aiuola, di fontane, di pavimentazioni delle vie e dei vicoli. Prima ancora di affidarsi alle fumosità delle tavole tecniche e delle tabelle del PRG, chi -a breve- amministrerà dovrà programmare azioni decise, incisive e attuative partendo dal censimento delle “criticità paesaggistiche”, così da avere gli strumenti necessari per predisporre la giusta terapia dopo averne fatto la diagnosi. I principali interlocutori, cui delegare tali azioni, dovranno essere professionisti del settore, cultori, associazioni culturali, artisti, che da anni s’impegnano affinché Sciacca possa rialzare la testa. Figure capaci e preparate, cui è ben chiaro il significato di “impegno civile”. Tramite la loro azione foriera d’idee, si potranno ribaltare i termini del rapporto tra politica e società civile: dovrà essere la politica a mettersi al servizio della società civile, lavorando al raggiungimento degli obiettivi scaturenti da quelle idee che abbiano l’unico scopo di ridare dignità a Sciacca.
Salta la sezione ceramica al Liceo Artistico, la preside difende la scelta degli alunni
Non ci sta la dirigente scolastica, Giovanna Pisano a far passare il messaggio che il tradizionale corso di ceramica del Liceo Artistico “Bonachia” di Sciacca non esisterà più dal prossimo anno per mancanza del numero di iscritti. La preside ci tiene a precisare la vicenda che ha a che fare con la normale offerta formativa dell’Istituto che comprende un biennio di studio comune per tutti gli studenti e infine, l’ultimo triennio con un indirizzo di specializzazione che consente agli alunni di poter scegliere tra le varie alternative possibili. “Non possiamo ovviamente formare delle classi composte da pochi allievi – ha spiegato la preside – pertanto si formano le sezioni di indirizzo scelte dalla maggioranza”.
Ieri la preside ha incontrato gli alunni, i genitori e dopo la riunione si è deciso di formare due indirizzi seguendo le preferenze espresse, uno di arti figurative che come spiega la preside “è onnicomprensivo di tutti i laboratori dalla ceramica, all’arte del corallo e del tessuto”, mentre l’altro indirizzo prescelto è quello di architettura e arte del design.
Una scelta rimessa alla volontà degli studenti che magari, guardano in prospettiva al loro futuro che visto le statistiche e i dati sul lavoro, vedono sempre più giovani emigrare per trovare lavoro. Sciacca sarà pure la città della ceramica, ma gli alunni guardano al loro futuro giustamente ad ampio raggio.
Mafia, la Cassazione respinge il ricorso della difesa e finisce in carcere il margheritese Rocco D’Aloisio
Passa dai domiciliari al carcere Rocco D’Aloisio, di 48 anni, di Santa Margherita Belice. Il pastore, sotto processo per rapina al Tribunale di Sciacca, è destinatario di una misura cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Icaro”. E’ indagato per associazione mafiosa e detenzione illegale di armi. Il ricorso per Cassazione presentato dal suo difensore, l’avvocato Salvino Barbera, è stato dichiarato inammissibile. Così è diventata definitiva l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. D’Aloisio è stato arrestato dalla polizia di Stato. Ad eseguite il provvedimento, emesso dalla sezione per il Riesame dei provvedimenti restrittivi della libertà personale del Tribunale di Palermo, è stata la Squadra Mobile di Agrigento. D’Aloisio è stato condotto al carcere Petrusa. Per il margheritese era stata chiesta la custodia cautelare. A seguito del primo rigetto da parte del Gip del tribunale di Palermo, la Procura distrettuale aveva proposto ricorso al Tribunale per il Riesame che ha avallato le tesi accusatorie. Il successivo ricorso per Cassazione di D’Aloisio contro quest’ultima decisione è stato dichiarato inammissibile dalla Suprema Corte. Per la vicenda riguardante rapine e tentate rapine in banca nel Belice dell’operazione The Wall (D’Aloisio è indicato tra i presunti basisti e si trovava ai domiciliari) il processo a suo carico è già iniziato dinanzi al Tribunale di Sciacca, in composizione collegiale. Per i fatti di mafia ricostruiti dall’operazione Icaro, invece, D’Aloisio viene giudicato in abbreviato e il suo difensore discuterà il 27 aprile.
Tutte le scadenze elettorali: le tappe delle amministrative
Giusto il tempo delle vacanze pasquali e poi sarà una corsa contro il tempo in vista di tutte quelle attività preparatorie per le elezioni comunali. La Giunta Di Paola potrà assumere atti discrezionali fino a giovedì 27 aprile, giorno in cui va pubblicato a cura del sindaco il manifesto di convocazione dei comizi elettorali. Da quel momento in poi, il consiglio comunale in carica potrà adottare atti urgenti e improrogabili. Stesso giorno come termine ultimo per aggiornare le liste degli elettori.
L’altra tappa fondamentale va da venerdì 12 e fino a mercoledì 17 maggio a mezzogiorno, termine ultimo per presentare alla segreteria del Comune le liste dei candidati al consiglio comunale e ovviamente, le candidature a sindaco. Mentre entro venerdì 26 maggio, la commissione elettorale compila l’elenco delle persone idonee all’ufficio di scrutatore. La nomina con il relativo sorteggio dei componenti delle commissioni elettorale deve avvenire tra sabato 27 maggio e il tre giugno.
Stop alla diffusione dei risultati dei sondaggi elettorali a partire dal 27 maggio.
Da martedì 6 a domenica 11 giugno l’ufficio comunale sarà aperto dalle 9 alle 19 e nei giorni della votazione per tutta la durata delle operazioni di voto. Gli elettori che non hanno ricevuto la tessera elettorale possono ritirarla personalmente o ottenere il rilascio del duplicato delle tessere smarrite o divenute inservibili.
La possibilità di campagna elettorale termina alla mezzanotte di venerdì nove giugno. Da quel momento in poi termina la possibilità di tenere comizi o riunioni di propaganda elettorale.
Le operazioni di voto iniziano domenica 11 giugno dalle 7 alle 23. Le operazioni di scrutinio cominciano subito dopo la chiusura dei seggi, con una lunga notte di attesa per i risultati.
Entro sabato 17 giugno i candidati sindaco che vanno al ballottaggio presentano l’elenco completo degli assessori che intendono nominare. Ed entro domenica 18 giugno possono dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con cui erano collegati al primo turno.
Ballottaggio, fissato per domenica 25 giugno con seggi aperti dalle 7 alle 23. Subito dopo la chiusura dei seggi, anche in questo caso, inizieranno le operazioni di scrutinio.
Stipula del contratto piano Aro sotto riserva di legge per accelerare i tempi
Occorre fare in fretta. Pulizia delle spiagge e scerbatura della città, sono due servizi collegati alla stipula del contratto del Piano Aro che il Comune di Sciacca deve contrarre con la ditta aggiudicataria oltre ovviamente, al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Il ricorso presentato al Tar, ha allungato la tempistica per la stipula. L’assessore Gaetano Cognata riferisce dello scambio di informazioni tra i legali dei due enti che stanno predisponendo con alcune integrazioni l’atto che potrebbe anche essere stipulato sotto riserva di legge per poter accelerare la tempistica per l’entrata in regime del nuovo piano.
Intanto, Sciacca bocciata a differenza di tanti comuni premiati, nella raccolta differenziata, un’altra pecca nel servizio saccense che potrebbe essere superata con l’avvio del nuovo regime.
Agenzia Bds di San Michele. Il sindacato boccia le giustificazioni di Unicredit: “Ridicole”
“Sono giustificazioni ridicole, li farei coprire a loro i 700 metri tra San Michele e la sede del Banco di Sicilia di piazza Mariano Rossi”. Così Camillo Bongiovì, responsabile provinciale della Federazione Autonoma Bancari Italiani, commenta la spiegazione addotta da Unicredit in ordine all’annunciata chiusura dell’agenzia di piazza Gerardo Noceto. “Avevamo detto che il problema era di tipo sociale, perché la popolazione interessata è particolarmente anziana, eppure i vertici dell’azienda parlano d’altro, di sistemi moderni di operazioni bancarie, cose da cui l’utenza di San Michele è esclusa”-
Unicredit conferma la chiusura dello sportello di San Michele, a Sciacca: “In piazza Rossi, a 700 metri, le più moderne strumentazioni tecnologiche”
Unicredit ha confermato la chiusura dello sportello di San Michele, a Sciacca, e con una lunga dichiarazione dell’ufficio stampa motivato la decisione che rientra nel piano di riorganizzazione della rete commerciale. Poi la banca ricorda gli interventi già effettuati nella filiale di piazza Rossi. Questa la dichiarazione diramata ieri sera: “UniCredit sta realizzando un importante piano di riorganizzazione della propria rete commerciale in Italia. I mutati comportamenti e le nuove abitudini della clientela in ambito bancario hanno portato, infatti, a un uso massiccio dei canali “alternativi”, come la banca via internet o cellulare, gli sportelli bancomat evoluti in grado di effettuare gran parte delle operazioni di cassa, i “totem multifunzione” e le “Aree Self”, con la conseguente e consistente riduzione dell’interazione con il canale “fisico” delle filiali. Per questo motivo la Banca ha deciso di chiudere lo sportello di Sciacca Noceto in considerazione della limitata distanza (settecento metri) dalla nostra filiale di Sciacca Mariano Rossi, dove saranno trasferiti i rapporti bancari della clientela. La filiale di Sciacca Mariano Rossi, oggetto nei mesi scorsi di un significativo intervento di rinnovamento strutturale, è stata dotata delle più moderne strumentazioni tecnologiche e siamo convinti che, con il massimo impegno dei nostri colleghi, i disagi della clientela saranno contenuti al massimo”. Così Unicredit che, dunque, non tornerà indietro rispetto alle decisioni assunte e che hanno determinato proteste da parte del comitato di quartiere, con una raccolta firme già avviata, e anche del parroco di San Michele, don Pasqualino Barone.
Ultimi giorni da sindaco per Di Paola che adesso tifa Bono
“Nessun disimpegno dalla politica”. Fabrizio Di Paola lo ribadisce più volte. La sua mancata candidatura non è per nulla un addio alla politica. Ci sarà alle prossime con una lista di candidati al consiglio e vuole continuare a spendersi in politica, anche se l’esperienza amministrativa ammette di averlo particolarmente cambiato.
Secondo Di Paola il centro destra dovrà confrontarsi “alla luce del sole”, in modo da permettere un avvicinamento di quelle forze politiche deluse dal metodo dell’imposizione usato dagli altri.
“Calogero Bono sarebbe un ottimo sindaco”. Di Paola certifica così la sua investitura verso Calogero Bono lasciando presagire che le primarie del centro destra potrebbero svolgersi in poco tempo aprendo magari la strada proprio all’attuale presidente del consiglio comunale.



