Quella con la quale si voterà è una legge rompicapo. Il rischio è l’ingovernabilità

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Sono diversi gli osservatori i quali sostengono che la nuova legge elettorale per i comuni, quella con la quale si voterà il prossimo 11 giugno, rischia di produrre una sostanziale ingovernabilità. Un vero e proprio spauracchio, che scaturisce dai paletti normativi introdotti, a partire dal premio di maggioranza in Consiglio comunale. La novità più importante è che si può diventare sindaco al primo turno già con appena il 40% dei voti. Non è detto però che al vincitore scatti anche il relativo premio di maggioranza (nel caso di un comune come Sciacca: 14 consiglieri su 24). Se la lista che lo appoggia, ovvero la coalizione, infatti, resta al di sotto del 40% complessivo, la relativa distribuzione dei seggi avviene col sistema proporzionale, il classico metodo d’Hondt, tanto per intenderci, sempre tra le liste che, però, avranno oltrepassato la soglia minima di sbarramento del 5%. Potrebbe però accadere anche che una coalizione diversa da quella che ha sostenuto il sindaco ottenga il 50% dei voti. In questo caso il premio di maggioranza andrebbe a quest’ultimo raggruppamento. Conseguenza: il sindaco eletto avrebbe in Consiglio una maggioranza a lui avversa. Cambiano le cose per l’eventuale ballottaggio, dove invece il premio di maggioranza può essere bloccato anche attraverso l’eventuale apparentamento tra liste che al primo turno avevano sostenuto candidati diversi. Da questo scenario emergono possibili difficoltà di ordine generale, soprattutto in ordine alla recente normativa che stabilisce la decadenza sia del Consiglio, sia del sindaco, nel caso di mancata approvazione dello stesso bilancio di previsione. Un sindaco senza maggioranza rischierebbe di decadere pochi mesi dopo essere stato eletto. Una legge rompicapo, dunque, l’ennesima da quando è stata introdotta l’elezione diretta dei sindaci.

Pronta la lista al consiglio comunale di Sciacca del quinto polo, ma sul sindaco si aspettano le altre coalizioni

Ignazio Messina, Mario Turturici, Salvatore Monteleone, Michele Ferrara e Santo Bono saranno certamente alleati alle prossime amministrative a Sciacca. L’accordo è stato definito ieri sera durante una riunione che ha consentito al gruppo di insediare anche un tavolo di lavoro per il programma. Questa componente per il candidato sindaco non esclude però, un possibile accordo con uno dei poli in campo. Lo riferisce Santo Bono in un’intervista a Risoluto.it

M5S, recluta i futuri assessori con bando

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Reclutamento di Assessori pentastellati. E’ l’iniziativa dei Cinque Stelle per la ricerca dei componenti di Giunta che oggi annuncia tramite un avviso pubblico una selezione per ricoprire il ruolo di assessore. Il bando che sarà pubblicizzato nei siti del Movimento e nei vari profili Facebook, prevede determinati requisiti per potersi candidare tra questi vengono indicati il possesso di un diploma di scuola superiore, nessun precedente penale, nessuna precedente iscrizione a partiti politici, incompatibilità con altri candidati Cinque stelle per rapporti di parentela e anche la mancata iscrizione in logge massoniche. L’Assemblea valuterà così i profili di chi già all’interno del Movimento ha dato la sua disponibilità verbale, ma anche quelli di chi in possesso dei requisiti, avanzerà la propria candidatura. Saranno quindi valutati i profili di chi si proporrà inviando il proprio curriculum alla mail del gruppo. Ogni aspirante assessore potrà anche scegliere un’area tematica di proprio interesse tra diverse indicate nello stesso avviso pubblico. La scadenza per concorrere è quella della mezzanotte del 19 aprile prossimo. Mentre le scelte dell’Assemblea tra tutti i profili che verranno vagliati sarà fatta il giorno successivo.  

Mafia, al processo “Eden 5 – Triokola” il pm chiede 15 anni per Giuseppe Genova di Burgio

Quindici anni di reclusione. Questa è stata la richiesta avanzata ieri dal pubblico ministero della Dda di Palermo, Claudia Bevilacqua, a carico di Giuseppe Genova, di 51 anni, di Burgio, imputato nel processo scaturito dall’operazione antimafia “Triokola – Eden 5”, svolta lo scorso anno dai Ros tra Burgio e Sambuca. Il processo si celebra, al Tribunale di Palermo, con il rito abbreviato. I difensori di Giuseppe Genova, gli avvocati Giovanni Vaccaro e Nicasio Genova, discuteranno il 4 maggio e al termine di quell’udienza il giudice Filippo Serio entrerà in camera di consiglio per la sentenza. La posizione di Genova, che è detenuto, è stata stralciata. Per Andrea e Salvatore La Puma, di 70 e 41 anni, padre e figlio, di Sambuca, che sono liberi, il pm discuterà il 20 aprile prossimo.

Pena definitiva e carcere per la donna accusata di concorso in rapina nel procedimento per l’omicidio Italiano a Burgio

Pena definitiva e carcere per Francesca Dina Iacobelli, di 27 anni, di origine russa, residente a Burgio, che ha  patteggiato 3 anni e 4 mesi di reclusione e mille euro di multa per rapina in concorso, nell’ambito del procedimento riguardante l’aggressione e la morte, nella sua casa di Burgio, di Liborio Italiano, di 80 anni. La donna, alla quale l’ordinanza di carcerazione è stata notificata a Castrovillari, avrebbe fornito indicazioni utili ad Adrian Ciubotariu, suo fidanzato, per compiere la rapina. Nessuna partecipazione diretta, da parte sua. Per omicidio e rapina sono già stati condannati, in primo grado e in appello, con il rito abbreviato, e si trovano in carcere, i romeni Mihai Catalin Simion, di 23 anni, e Adrian Ciubotariu, di 25 anni.

Riunione tra Messina, Ferrara e Turturici: lista forte e impegno a firma di sangue con le coalizioni

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Si e’ svolta presso la sede dell’Urban Center a Sciacca la riunione politica tra Ignazio Messina, Mario Turturici e Michele Ferrara. L’incontro operativo di stasera ha sancito  la corsa unitaria che i due ex sindaci e l’ex assessore faranno insieme alle prossime amministrative. Erano presenti anche Santo Bono, ex democristiano vicino un tempo al sindaco Di Paola e l’attuale consigliere comunale Salvatore Monteleone. Una lista forte e una piattaforma programmatica fatta di pochi punti su cui inviteranno le coalizioni ad un impegno a firma di sangue. Così Mario Turturici ha spiegato il da farsi ad inizio dei lavori di stasera. Terme aperte subito e ospedale potenziato, sono i punti essenziali con i quali i tre si confronteranno per poter stringere ulteriori alleanze con le altre coalizioni.

Catturato lo sciame d’ape che si era annidato in un muro del Comune di Sciacca

Episodio insolito quello che si è verificato questo pomeriggio in pieno centro a Sciacca. Uno sciame di api si è annidato in uno dei muri esterni del Municipio di Sciacca. Gli insetti che prima avevano sorvolato parte della piazza Scandaliato, si sono poi spostate su uno dei muri laterali dalla via Roma di Palazzo di città. La polizia municipale ha sorvegliato per tutto il pomeriggio la zona dove il traffico è stato interrotto.  Solo dopo qualche ora, l’ intervento di un esperto ha permesso la cattura dello sciame.  

Doppio incendio di auto a Ribera, si rafforza la tesi del piromane seriale

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Altre due auto a fuoco stanotte a Ribera. Dopo l’incendio di appena qualche giorno fa, le fiamme sono state appiccate a due auto in sosta in due zone poco distanti tra loro. In piazza San Pellegrino è andato a fuoco un furgone, un Fiat Scudo, mentre in largo Martiri di via Fani, invece, una utilitaria, una Fiat Panda.  Come per gli altri incendi che hanno interessato vetture nel comune crispino non sono state trovate traccie di liquido infiammabile o altri elementi. Il doppio incendio di stanotte rafforzerebbe la tesi tuttora al vaglio degli inquirenti, che potrebbe trattarsi di un autore unico, un gruppo o una persona che agisce appiccando fuoco ai mezzi parcheggiati con casualità. Un escalation di episodi incendiari che si stanno verificando nel comune agrigentino dall’inizio dell’anno e che finora, non hanno trovato alcuna soluzione o spiegazione.  I Carabinieri continuano ad indagare intanto, anche sull’ultima inquietante notte di fuoco.  

Si riapre il dibattito sulla Villa comunale: critiche da Simone Di Paola, il Comitato ripercorre la storia del giardino

  Ha riaperto il dibattito sull’utilizzo della Villa comunale “Scaturro” la vicenda, rivelata ieri da Risoluto.it, riguardante la chiusura giornaliera anticipata del giardino pubblico per antonomasia di Sciacca, facilitata da un custode frettoloso, che non avrebbe esitato a buttare letteralmente fuori dal recinto almeno una ventina di persone. Il Consigliere comunale del Pd Simone Di Paola definisce la vicenda “a dir poco scandalosa”, rivelatrice di come, rispetto alla gestione e alla valorizzazione degli spazi di pubblica utilità o comunque destinati alla fruizione pubblica, Sciacca sia all’anno zero. “Non è possibile – osserva Di Paola – che non si riesca a trovare un modo per poter consentire a cittadini e turisti di fruire liberamente e serenamente di spazi pubblici: ieri è stata la villa, l’altro ieri il parco giochi, domani chissà quale altro spazio pubblico”. Spazi peraltro in molti casi chiusi, abbandonati e lasciati al degrado più assoluto perché nessuno mai si è preso la briga di decidere cosa farne. Per Simone Di Paola, che fa sapere che interesserà il candidato a sindaco del Centrosinistra della questione, “questi spazi possono essere valorizzati solo attraverso l’attivo e diretto coinvolgimento della città, affidandone la gestione dei comitati di quartiere, delle associazioni giovanili e di volontariato e di chi ha tempo, voglia ed energia per poter scommettere sulla propria città e sulle bellezze che essa offre”. Parla invece di cattiva educazione politica ed amministrativa il Comitato Pro Villa comunale, che in un lungo excusrus firmato da Anita Lorefice, Maurizio Palagonia e Rosa Castagna, ripercorre le tappe della Villa, partendo dalla da loro criticata concessione della villa (avvenuta nel 2002 da parte dell’allora Giunta Cucchiara) ad imprenditori privati per un’attività di ristorazione all’interno del giardino storico. Un progetto che i cittadini contestarono raccogliendo quasi tremila firme in pochi giorni, che indusse la successiva Amministrazione Turturici a risolvere il contratto. Ne seguì un contenzioso che però non è mai giunto alla sentenza sul merito (il Tar si era solo pronunciato sulla sospensiva, come fa solitamente), tuttavia, la Giunta Di Paola nel 2012 ha concluso una transazione, a giudizio del Comitato, a netto svantaggio per la città, con l’aggravante che la ditta concessionaria non ha mai pagato il canone di locazione. Il Comitato accusa l’attuale Amministrazione di non aver voluto interessarsi minimamente della villa comunale.

Camion carico di agnelli bloccato sulla 115, animali senza marchio di tracciabilità

C’erano 48 agnelli sul camion bloccato ieri pomeriggio lungo la statale 115 in territorio di Montallegro. Gli animali non avevano alcun marchio auricolare, ossia il segno che ne indica la provenienza ed il percorso, le bestie erano trasportate su un camion e dovevano essere destinate ad un macello palermitano e poi rivenduti per i pranzi di Pasqua. Il camion, che poi è risultato in fermo amministrativo, è stato fermato  sulla statale dai poliziotti della Stradale, coordinati dal vice questore aggiunto Andrea Morreale. In totale, sono state elevate multe per ben 12 mila euro. L’ autotrasportatore, è stato multato per  4 mila euro perché stava utilizzando un mezzo non iscritto al trasporto per conto terzi. Poi è scattata la sanzione da due mila euro perché, appunto, trasportava animali vivi, agnelli senza marchio auricolare nello specifico, senza che avesse una autorizzazione. Inoltre, è stato accertato – sempre dai poliziotti della Stradale – che l’autotrasportatore aveva la patente scaduta, un’aggiunta di altri mille euro. Mentre alla ditta committente, che avrebbe dovuto distribuire sul mercato gli agnelli, sono state elevate multe per complessivi 5 mila euro. Lungo la statale 115 sono intervenuti anche i veterinari dell’Asp di Agrigento per i relativi controlli sugli animali.