Allacci fognari sigillati da Girgenti Acque a Ribera, la denuncia del consigliere Vassallo

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Il consigliere comunale Benedetto Vassallo denuncia la pratica in uso da parte di Girgenti Acque a Ribera che sigilla gli allacci fognari con il cemento. Il consigliere che documenta l’uso con una foto, torna a sollecitare l’approvazione di una mozione consiliare presentata per impedire la pratica del gestore. “Mentre molti comuni dell’agrigentino – scrive in una nota il consigliere – hanno predisposto apposite ordinanze per impedire i distacchi fognari, a Ribera nulla è stato fatto”. Vassallo che definisce “metodologie spicciole per arrivare al proprio obiettivo” quelle di Girgenti Acque, si pone due interrogativi: “Se l’utente subisce danni da tali pratiche, chi dovrebbe risarcirlo? E quale è la posizione dell’ente di controllo, l’ATI, di fronte a tali casi” Vassallo, pertanto invita il Consiglio comunale di Ribera a votare la mozione di indirizzo, già inserita all’ordine del giorno della prossima seduta, per impedire l’odiosa pratica.

Intercultura, settimana di scambio 2017

La breve cerimonia ha segnato il momento culminante della Settimana di Scambio 2017 organizzata dai volontari del Centro Locale di Sciacca di AFS Intercultura coordinati da Carmela Scimé, responsabile di questo progetto, da Maria Dimino e Lina Bellanca.

Dal 12 marzo, ai sei ragazzi studenti stranieri Claire, Liuyi, Pize, Rie, Senem e Sofia, che già frequentano un anno scolastico presso le scuole saccensi, si sono aggiunti otto partecipanti alla Settimana di Scambio provenienti da varie città italiane dove sono ospitati da famiglie locali: il ceco Fanda da Ladispoli è stato accolto dalla famiglia Di Giovanna a Montevago e la rumena Maria da Roma dai Gennusa a Santa Margherita. Le famiglie saccensi Bivona e Catanzaro hanno ospitato la egiziana Shudy da Varesee la russa Anna da Conegliano. A Ribera la giapponese Mirena da Reggio Emilia, la brasiliana Giulia da Napoli, la paraguayana Kiara da Cesena, e la tailandese WaWa da Rovigo, sono state accolte rispettivamente dai Gambino, Pumilia, Sferra e Vullo.

Densa la settimana di questi quattordici studenti che hanno condiviso attività interculturali con le classi seconde e con il trienno turistico dell’IISS “F. Crispi” di Ribera, e con alcune classi del Liceo Classico “T. Fazello” di Sciacca.

A Ribera i ragazzi, sempre molto interessati e curiosi, hanno visitato il castello di Poggio Diana e degustato le ottime arance e le spremute freschissime presso l’azienda agrumicola di Paolo Ganduscio. A Sciacca, oltre a visitare la città, hanno messo le mani in pasta: hanno provato a lavorare l’argilla sotto la guida sapiente del ceramista Liborio Palmeri.

I ragazzi hanno anche ammirato il duomo di Monreale, la Cappella Palatina ed il teatro Massimo a Palermo. Inoltre gli studenti della IV C turistico del “Crispi” e la diplomata dell’istituto, Anna Petralia, li hanno guidati nella visita della Valle dei Templi, al Farm cultural Park e alla biblioteca Barone Mendola di Favara. Al castello chiaramontano di Favara i giovani della Cooperativa “Ra Fenice K Tourism”, attraverso un’azione scenica, hanno raccontato la storia del castello. Shahad Ammar, detta Shudy, 16 anni, egiziana, è stata poi la vincitrice della maratona fotografica “La mia settimana in Sicilia” ed è stato il sindaco di Ribera Carmelo Pace e  Antonella Triolo, dirigente dell’IISS F Crispi di Ribera, a consegnare a Shudy un piatto del ceramista Salvatore Sabella.

L’addio di Di Paola al Comune, fioccano i commenti. Caracappa: “Forza Italia rimane nella coalizione”

Silvio Caracappa non nega di aver sperato fino all’ultimo che Di Paola ci ripensasse: “Di Paola – dichiara a Risoluto.it – aveva tutte le caratteristiche adatte per ripresentarsi davanti al corpo elettorale”. Ma poi il vicesindaco guarda al futuro: “Noi restiamo nella coalizione e insieme lavoreremo per scegliere il miglior candidato possibile”. Caracappa, dunque, annuncia una marcia indietro, dopo l’annuncio che Forza Italia avrebbero continuato a far parte dello schieramento solo nel caso in cui il candidato sarebbe stato ancora Di Paola: “No, non ci sono le condizioni per una battaglia elettorale solitaria”, dice Caracappa. “Rispetto per la decisione di non ricandidarsi”. Così a Risoluto.it oggi pomeriggio il senatore Giuseppe Marinello, il quale tiene a precisare che per il suo gruppo politico Fabrizio Di Paola è stato un ottimo sindaco, che ha preso in mano le redini della città quando questa era sull’orlo del dissesto finanziario, e non si riuscivano più a pagare nemmeno gli stipendi degli impiegati. “Sono certo – conclude Marinello – che il percorso politico di Di Paola avrà altri importanti traguardi”. Diverso, naturalmente, il tenore del commento di Matteo Mangiacavallo: “Se quando dichiara di temere che la città finisca nelle mani di quelli che definisce populisti che non sanno governare si riferisce al Movimento Cinquestelle, Di Paola stia pure tranquillo: noi sapremo fare sicuramente meglio della sua amministrazione. La situazione economica in cui versa il Comune di Sciacca non è delle migliori, e i responsabili non siamo certo noi”. “Non siamo affatto sorpresi”, aggiunge Gioacchino Settecasi, capogruppo del Pd, per il quale Di Paola aveva capito da tempo che la città non vedeva l’ora di liberarsi di questa amministrazione. “Noi – osserva Settecasi riferendosi all’addio degli ex Cantiere popolare – abbiamo capito subito che non era più il caso di andare avanti”. Un’ultima annotazione della nostra redazione di Risoluto.it. Ha stupito alquanto la decisione di Fabrizio Di Paola di consegnare ad un semplice comunicato stampa una decisione così importante per la città come quella di non ricandidarsi alla carica di sindaco. Considerate le tante conferenze stampa talvolta evitabili convocate in questi anni, riteniamo che quella di oggi avrebbe meritato un’attenzione più concreta nei confronti degli organi di stampa di quanto non possa essere l’aver rimandato ad una successiva conferenza stampa sul bilancio dell’amministrazione uscente.

Finisce l’era Di Paola, chiuso nel suo ufficio Di Paola comunica ai suoi l’abbandono di Palazzo di città.

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Il vertice di maggioranza è terminato alle 13,30. Lentamente ad uno a uno sono usciti i consiglieri di maggioranza e gli assessori della giunta Di Paola: Di Natale, Emmi, Alonge, Graffeo, Dimino, Falautano, Testone, Alba e infine anche il presidente Calogero Bono. Clima disteso, volti già preparati alla notizia che circolava da settimane. Poi il sindaco Di Paola è rimasto nel suo ufficio con i fedelissimi Monte e Bivona. Ha rifiutato dichiarazioni stampa affidando il tutto ad un documento diffuso alle ore 13. La preoccupazione di Di Paola nel giorno dell’annuncio tanto atteso, è dunque rivolto agli alleati. Pare che le sue rassicurazioni su un aiuto con una lista per le prossime elezioni  non sono mancate, ma non sarà lui il candidato. Ragioni personali gli impongono di non ripresentarsi. Di ritorno da Roma ha annunciato la sua scelta alla coalizione che lo ha sostenuto in questi anni. Prima la comunicazione alla squadra, poi la nota stampa per la città. Una nota che porta il travaglio interiore di un sindaco indeciso in queste settimane sul da farsi e che alla fine rinuncia a ripresentarsi davanti l’elettorato. Stesso documento che porta anche la nota d’orgoglio del penalista che dice di aver dato tutto il possibile all’interno del Comune ininterrottamente  dal 1999 nei vari ruoli e incarichi ricoperti in questi diciotto anni. “Esercizio della pura critica sterile”, “generica denigrazione”, “semplicistica critica”: sono più volte richiamate nei vari passaggi che hanno contribuito ad aumentare le difficoltà di un primo cittadino che ha accusato il colpo dell’isolamento istituzionale subito dai sindaci  italiani e di quello mediatico consumato sui social network. Così va via Di Paola che affida le ultime parole ai ringraziamenti alla sua famiglia “per la matura, silenziosa e fondamentale vicinanza” e che augura un buon lavoro al sindaco che verrà.

Di Paola formalizza la rinuncia a candidarsi. Pubblichiamo il suo documento integrale

Pubblichiamo integralmente la dichiarazione di Fabrizio Di Paola contenente la sua decisione di non ricandidarsi. Ho maturato la decisione di non riproporre la mia candidatura a Sindaco di Sciacca. Non è stata e non è una decisione facile da assumere e non nascondo che viene fuori dopo un tormentato travaglio, anche interiore. Amo la politica, amo Sciacca, ritengo che la funzione di Sindaco sia tra le cose più belle ed esaltanti che possano capitare a chi ha nel sangue questa passione, ma in questo preciso momento vi sono ragioni personali che non mi consentono, dopo aver concluso con serietà e spirito di servizio il mandato legato al consenso elettorale ricevuto nel 2012, di assumere un ulteriore impegno con i miei concittadini, nel caso di vittoria, per un altro quinquennio. Soprattutto per chi, come me ha deciso, con ciò rispettando una precisa promessa agli elettori, di svolgerlo in maniera totalizzante, dedicandosi ad esso anima e corpo. Ritengo oltretutto di avere dato tutto me stesso all’interno del Comune, anche alla luce del lunghissimo tempo che mi vede eletto ininterrottamente, all’interno di questa Istituzione, dal lontano novembre 1999, ricoprendo tutti i ruoli possibili: consigliere comunale, presidente di Commissione consiliare, presidente del Consiglio comunale e Sindaco.  Ciò posto, ritengo opportuno sviluppare alcune considerazioni su quello che è stato e su quel che sarà.  La prospettiva di dibattito elettorale, assolutamente sterile e di mera contrapposizione alla mia esperienza amministrativa, senza alcuna obiettiva consapevolezza né di cosa abbia rappresentato questo quinquennio, né dei risultati raggiunti non fa certamente il bene della Città. Bisogna, invece, andare avanti perché il nostro comune ed il nostro territorio di tutto hanno bisogno, fuorché di amministrazioni improvvisate e fuori contesto, ovvero di semplicistiche evidenziazioni di negatività, solo per attrarre irresponsabilmente un voto di protesta. In questi anni abbiamo raggiunto importanti traguardi, di cui parlerò doverosamente in una successiva ed apposita conferenza stampa, ma abbiamo dovuto anche affrontare infinite emergenze, che si sono succedute con una escalation, senza precedenti. Questi cinque anni sono stati caratterizzati: da una crisi economico finanziaria dei Comuni, con impressionanti tagli ai trasferimenti nazionali e regionali, adottati con improvvisata ed irragionevole tempistica e senza alcuna adeguata gradualità; dalle continue emergenze igienico sanitarie; dall’emergenza maltempo, aggravata da una sempre più evidente vulnerabilità del nostro territorio; dal continuo conflittuale rapporto con altre istituzioni, con particolare riferimento alla Regione siciliana, con gravi conseguenze su patrimoni cittadini (vedi Terme) fonti di ricchezza e di sbocchi economico occupazionali; ed in ultimo dalle difficoltà correlate al corretto funzionamento dell’apparato burocratico del Comune, responsabile e competente nella gestione dei servizi essenziali.  E ad appesantire questo quadro hanno certamente contribuito l’isolamento politico istituzionale in cui i Sindaci sono stati costretti a lavorare ed un particolare contesto anche mediatico, oggi alimentato da un uso dei social network in cui, pur in presenza di tanti punti di vista positivi e di apprezzamento, hanno tuttavia spesso prevalso la generica denigrazione, la semplicistica critica, se non addirittura in alcuni casi l’offesa e l’attacco personale. Tutte le suddette difficoltà hanno provocato il venir meno della maggioranza consiliare. Forze politiche e singoli consiglieri comunali, pur avendo con me sottoscritto un apposito programma elettorale, hanno ritenuto che il sostegno all’amministrazione della Città potesse in qualche maniera scalfire il loro consenso, anche perché hanno trovato nel sottoscritto un sindaco che è andato avanti senza alcun condizionamento, guardando unicamente al bene collettivo. E’ evidente che con ciò non intendo rinunciare alla mia incrollabile determinazione di continuare a servire la collettività nella quale vivo ed alla quale mi sento incondizionatamente e visceralmente legato, rimanendo sempre fortemente convinto che la strada intrapresa dalla mia amministrazione, caratterizzata dalla mirabile sintesi tra politica del rigore e processi di crescita, sia quella giusta. Per questo, da un lato mi sono già messo a disposizione della coalizione che fino ad oggi mi ha sostenuto anche per la ricerca di una candidatura intelligente ed illuminata, che sappia fare meglio di me e che guardi con competenza alla realtà che stiamo vivendo ed intercetti e prevenga pericolosi salti nel buio, fatti di populismo e di improvvisazione.  Dall’altro, tuttavia, penso che occorra lavorare perché nei contesti di Governo più elevati si comprenda che il pericoloso abbandono in cui sono stati lasciati gli enti locali in questi anni è un processo che necessiti di una decisa inversione di rotta, prendendo una volta per tutte coscienza che le vere politiche finalizzate a rendere più a misura d’uomo le esistenze dei nostri concittadini, sono svolte proprio dai Comuni. Ma ciò non potrà accadere se gli stessi Comuni non saranno dotati delle adeguate risorse finanziarie e degli strumenti, anche normativi, che consentano al Sindaco eletto e alla sua Giunta di potere adottare l’indirizzo politico oggetto del programma e di potere compiere, con libertà di determinazioni, le opportune decisioni soprattutto nella scelta dei propri collaboratori dirigenziali, senza imbattersi nel muro, a volte sordo, a volte incompetente, a volte inadeguato, di una asfissiante burocrazia pubblica. In questi mesi che ci separano dalla consultazione elettorale continuerò a lavorare con lo stesso, se non con maggiore impegno, per completare, nei limiti delle possibilità consentite e della tempistica a disposizione, gli obiettivi del mio programma elettorale. Documento, al quale ho sempre guardato come stella polare, che ha costituito oggetto del consenso ricevuto dagli elettori saccensi. Ringrazio tutti coloro che mi sono stati accanto e che mi hanno sostenuto, Assessori, Consiglieri comunali, forze politiche e parlamentari, dirigenti e dipendenti comunali, staff dell’Ufficio di Gabinetto, tutti i miei concittadini ed amici che, sfidando il facile esercizio della pura critica sterile, mi hanno invece sempre incoraggiato ad andare avanti con forza ed entusiasmo. Ringrazio la mia famiglia, per la matura, silenziosa, ma fondamentale vicinanza. Auguro alla mia Città tutto il bene possibile. Se lo merita e ne ha tutte le potenzialità e risorse. Un augurio di buon lavoro, infine, al Sindaco che verrà.

Fabrizio Di Paola

Trovato morto in casa un bracciante agricolo di Ribera, da venti giorni i parenti non lo avevano più sentito

Sono sul posto in questo momento in viale Europa a Ribera i vigili del fuco e le forze dell’ordine. Nell’abitazione posta al civico 2, è stato ritrovato il cadavere di un uomo, un bracciante agricolo di 65 anni. Dovrebbe trattarsi di morte naturale. Si stanno effettuando tutti gli accertamenti e i rilievi del caso, in corso l’ispezione medico locale. L’uomo abitava da solo e i parenti che non lo vedevano da circa 20 giorni, stamattina hanno allertato le forze dell’ordine. Nessun segno di violenza sul corpo dell’uomo e in casa, tutto era in perfetto ordine. (Nella foto, il viale Europa a Ribera)

Domenico Contino: “La nostra generazione da sola non può farcela”

Nessuna ufficialità ancora alle candidature, tutto resta nel perimetro delle indiscrezioni. Ma la presenza ieri per la prima volta di Domenico Contino, l’ingegnere trentaduenne, alla manifestazione di “Mizzica”, ha catalizzato l’attenzione e avvalorato ancora di più l’ipotesi che sia proprio il suo, alla fine, il volto del candidato dell’associazione politica. E lui per primo a frenare qualsiasi certezza al momento, nonostante il suo discorso conclusivo di ieri davanti la platea di “Futuro-Presente”, è riuscito a convincere anche forse, i più scettici che l’ex segretario della Sinistra giovanile, ora adulto e maturo e forte delle esperienze lavorative all’estero potrebbe essere il migliore candidato per incarnare il primo cittadino espressione del movimento “Mizzica”. Toni pacati, età anagrafica dalla sua, professionalità e capacità aggregativa: Contino ha tutti i requisiti per tentare anche a Sciacca gli esperimenti andati a buon fine in altri comuni siciliani come Petrosino e Marsala dove progetti civici nati da gruppi giovanili sono riusciti ad amministrare. Esperienze alle quali Mizzica non ha mai nascosto di ispirarsi. Anche se lo stesso Contino, ammette che l’apporto di chi ha competenza, in riferimento all’innesto di altri ex amministratori nel progetto “Mizzica”, sia essenziale e necessario.  

Di Paola non si ricandida ma alla sua maggioranza dice:” Vi saro’ vicino”.

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“Sono stati anni pesanti”.Cosi’ Fabrizio Di Paola ha spiegato le ragioni della sua rinuncia”. E’ iniziato da diversi minuti il vertice di maggioranza convocato da Fabrizio Di Paola che sta annunciando ai suoi che non sarà della partita. Tiene in mano due fogli che alla fine del vertice trasmettera’ per la diffusione.. Nessuna conferenza stampa per i cittadini, ma una riunione interna alla coalizione che ha sostenuto nel 2012 la sua discesa in campo. Dopo il fine settimana romano, l’attuale sindaco ha deciso di uscire di scena. Le motivazioni sono di natura prettamente personale. Da diversi mesi il “tira e molla” sul possibile nuovo impegno dell’avvocato, era stato altalenante anche se ogni mossa del primo cittadino per fatti concludenti portava  chiaramente verso un “addio” . Dal palco del Carnevale, l’ultimo giorno della festa, era stato palese il suo arrivederci. Subito dopo una fase di ripensamento, un momento di riflessione che aveva fatto credere alla volontà di non mollare fino al viaggio dello scorso venerdì, al confronto con il suo leader di partito, un incontro durante il quale Di Paola ha comunicato ad Alfano la sua decisione per esigenze personali, di non volersi sottoporsi nuovamente al giudizio degli elettori. Dopo la comunicazione alle forze di maggioranza di oggi, si riapriranno i giochi nel centrodestra per le candidature: da un lato potrebbe essere già pronto a raccogliere il testimone Calogero Bono, dall’altro Forza Italia potrebbe voler dire la sua esprimendo un proprio candidato. Intanto, Di Paola che ha partecipato al Congresso di “Alternativa Popolare”, il nuovo movimento creato da Alfano che ha sciolto Ncd per aprirsi ai moderati senza Salvini, difficilmente in un momento politico così travagliato e delicato, ha potuto avere rassicurazioni dal suo leader in merito ad altre ipotesi di futuri impegni per le regionali o nazionali. Di Paola, dunque, concluderà il ciclo dei cinque anni di mandato, poi toglierà la fascia tricolore che passerà al vincitore delle prossime amministrative mentre, adesso il centrodestra deve riorganizzarsi e trovare un nuovo leader. E anche in fretta.  

Nuova Cupola, alle battute conclusive il processo d’appello

Soltanto le eventuali repliche, da parte del sostituto procuratore generale e delle difese nel processo d’appello bis scaturito dall’operazione antimafia “Nuova Cupola” del 26 giugno 2012 e poi i giudici della Corte di Appello di Palermo si ritireranno in camera di consiglio per la sentenza. L’udienza è fissata per il 6 aprile prossimo. L’indagine ed il successivo processo riguardano le famiglie mafiose della provincia di Agrigento e tra gli imputati c’è il sambucese Leo Sutera per il quale una condanna a 3 anni è definitiva. Per Sutera, però, il procuratore generale ha chiesto 6 anni di reclusione ritenendo che sussista l’aggravante del riciclaggio delle risorse economiche. Per la difesa del sambucese, rappresentata dall’avvocato Carlo Ferracane, quest’accusa, invece, è insussistente. Pene maggiori sono state proposte per tutti gli altri imputati, quasi tutte superiori rispetto a quelle inflitte al termine del primo processo d’appello.

Mizzica: “Nessuna strumentalizzazione, noi vogliamo stare al timone di questa nave”

Avevano detto di salvare solo l’opposizione di Paolo Mandracchia, “mosca bianca” rispetto il deserto di chi sedeva in consiglio. Sembrava ad un certo punto scontata e naturale l’alleanza tra Mizzica e lo stesso consigliere comunale che in queste ore paradossalmente sta valutando se correre proprio con quel centrosinistra “accozzaglia di sigle” che Mariolina Bono, assunta sempre più a madre putativa di Mizzica, ha etichettato qualche giorno fa. Con l’incontro di oggi l’innesto con quella che Fabio Termine, fulcro di Mizzica fin dalla prima ora, definisce “la buona politica” e parte di quelli che furono “Libera Sciacca”, è ormai ufficialmente compiuto. E’ stata la stessa Bono, oggi chiamata ad aprire il momento conclusivo dell’incontro in Badia Grande, a ribadire il valore e la rilevanza del progetto Mizzica per la sua specificità di essere animato da tanti giovani che non vogliono andar via da Sciacca e che vogliono dare il loro contributo, in netta rottura col passato. L’ex vicesindaco, dopo le critiche che qualche giorno fa ha indirizzato al centrosinistra, ha poi rilanciato: “Qualcuno dimentica che noi siamo stati coloro che hanno supportato l’investimento di Rocco Forte che adesso, è una realtà della città di Sciacca di cui ci si vanta tanto”.