Strade urbane di Ribera: disagi e ripristini irregolari

Il presidente del consiglio comunale di Ribera interviene sullo stato delle strade urbane di Ribera, oggi fortemente compromesse dai lavori per l’installazione della fibra ottica. Un’infrastruttura riconosciuta come strategica per la connettività digitale, lo sviluppo economico e il miglioramento dei servizi ai cittadini, ma che sta producendo effetti negativi evidenti sul tessuto urbano.

La preoccupazione espressa riguarda non l’opera in sé, bensì le modalità e la tempistica con cui gli interventi sono stati avviati e portati avanti, con conseguenze pesanti per la circolazione e la sicurezza.

Lavori per la fibra e strade urbane di Ribera: una tempistica contestata

Secondo quanto dichiarato, risulta difficile comprendere la scelta di avviare o proseguire i cantieri sulle strade urbane di Ribera proprio alla vigilia delle festività natalizie. Un periodo notoriamente caratterizzato da un aumento del traffico veicolare, da spostamenti familiari e da una maggiore attività commerciale.

Questa decisione ha generato disagi significativi alla circolazione, con rallentamenti, difficoltà di accesso e potenziali rischi per automobilisti, pedoni e residenti. Una programmazione più attenta e un migliore coordinamento da parte dell’amministrazione comunale avrebbero potuto evitare o quantomeno ridurre tali criticità, pianificando i lavori in momenti meno sensibili per la città.

Ripristini del manto stradale e decoro urbano compromesso

Ancora più grave è la situazione relativa ai ripristini del manto stradale già effettuati. In numerosi tratti delle strade urbane di Ribera, gli interventi risultano irregolari, superficiali e spesso inadeguati, con avvallamenti, rattoppi provvisori e superfici sconnesse.

Percorrendo le vie cittadine, emerge con chiarezza come molte strade appaiano ormai fortemente deteriorate, con un impatto diretto sulla sicurezza stradale, sul comfort quotidiano dei cittadini e sull’immagine complessiva della città. Una condizione che viene definita come una vera e propria offesa al decoro urbano.

Programmazione e responsabilità istituzionale

La situazione descritta non viene attribuita esclusivamente alle modalità esecutive delle ditte incaricate dei lavori, ma anche a una più ampia mancanza di visione nella pianificazione degli interventi sul suolo pubblico.
Il presidente del consiglio comunale richiama il ruolo del sindaco, cui spetta il dovere di vigilare, autorizzare e coordinare i lavori, garantendo che i benefici derivanti dalla fibra ottica non si traducano in danni permanenti alle strade urbane di Ribera e al patrimonio cittadino.

La richiesta: un cronoprogramma e ripristini a regola d’arte

L’intervento si conclude con un invito formale al sindaco affinché venga definito un cronoprogramma rigoroso per il completamento dei lavori e per i ripristini a regola d’arte del manto stradale. L’obiettivo è prevenire il ripetersi di disagi simili in futuro e restituire alle strade urbane di Ribera condizioni adeguate di sicurezza, funzionalità e decoro.

Risarcimento per amianto: mezzo milione alla famiglia

Il risarcimento per amianto arriva al termine di una vicenda che riguarda un dipendente comunale morto a causa del lavoro svolto per quasi trent’anni al servizio dell’ente. Il Tribunale ha riconosciuto il nesso tra le mansioni svolte e il mesotelioma pleurico che ne ha causato il decesso.

Pasquale Accetta, impiegato del Comune di Palermo dal 1986 al 2015, è morto l’8 agosto 2017. La patologia che lo ha colpito è stata definita una malattia aggressiva e tipicamente correlata all’esposizione prolungata alle fibre di amianto.

Le mansioni da idraulico e la malattia

Una sentenza del Tribunale del Lavoro ha ricostruito in modo definitivo il legame tra l’attività svolta e la patologia che è costata la vita al lavoratore. In particolare, è stato riconosciuto il nesso fra le mansioni da idraulico svolte presso il cantiere municipale e l’insorgenza del mesotelioma pleurico.
Dall’esame del caso emergono anni di lavori svolti in condizioni non sicure. È su questa ricostruzione che si fonda il risarcimento per amianto disposto dai magistrati che hanno esaminato la vicenda.

Il maxi risarcimento disposto dai giudici

Il Tribunale ha stabilito un risarcimento complessivo superiore al mezzo milione di euro in favore della famiglia del dipendente comunale. La decisione chiude il contenzioso sul piano giudiziario, riconoscendo in modo chiaro il nesso tra l’attività lavorativa e la malattia.
Il risarcimento per amianto ha poi richiesto un passaggio amministrativo necessario per consentire la liquidazione delle somme stabilite dalla sentenza.

Il voto del Consiglio comunale

Nella giornata di ieri il Consiglio comunale ha approvato un debito fuori bilancio, di fatto dando il via libera alla liquidazione del risarcimento in favore dei familiari. L’atto recepisce la decisione del Tribunale e consente di procedere al pagamento delle somme previste.
Con questo voto si conclude anche il percorso amministrativo legato al risarcimento per amianto, reso esecutivo dopo l’esame del caso da parte dei magistrati.

Fonte – Giornale di Sicilia

Etna, ritrovato turista disperso sul versante Nord: sta bene

Si è conclusa con un lieto fine l’avventura di un turista che aveva fatto perdere le proprie tracce sul versante Nord dell’Etna, nei pressi del Rifugio Citelli, in zona Serra delle Concazze.
L’uomo è stato individuato e recuperato, visibilmente impaurito e infreddolito, ma in buone condizioni di salute.
Le operazioni di ricerca e soccorso sono state condotte dai volontari del Soccorso Alpino di Nicolosi, con il supporto dei Vigili del Fuoco e dei militari della Guardia di Finanza. Una sinergia che ha permesso di localizzare rapidamente il disperso e portarlo in sicurezza.
Sul posto hanno operato anche le squadre del Nucleo Speleo Alpino Fluviale del Comando provinciale e i volontari del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
A dare l’allarme è stato il fratello del turista, dopo aver perso i contatti con lui. Il disperso è riuscito a trasmettere la propria posizione, consentendo l’immediata attivazione delle ricerche.
Le operazioni si sono svolte in condizioni particolarmente difficili, a causa del buio, delle basse temperature e della presenza di neve e ghiaccio sull’area interessata.
Grazie al tempestivo intervento dei soccorritori, l’episodio si è concluso senza conseguenze gravi.

Bartolo, il medico dei migranti lascia il Pd: “Partito di faide”

Per tanti anni medico nel poliambulatorio a Lampedusa e in prima linea nella gestione delle migliaia di migranti sbarcati sull’isola siciliana, Bartolo, dopo un mandato a Bruxelles come europarlamentare e avere sfiorato la rielezione alle ultime europee, nei mesi scorsi si era dimesso dalla segreteria dei Dem in Sicilia e ora la scelta di abbandonare il partito.
   

“Non sussistono più le condizioni perché io resti nel Partito democratico – scrive su Fb – Il Pd affonda le sue radici in valori che ho sempre condiviso e che ho cercato di rispettare e promuovere nel corso della mia attività politica”.

“Tuttavia, non posso non constatare come coloro che oggi lo guidano abbiano scelto di metterli da parte, perdendo progressivamente il contatto con la realtà delle comunità locali e con i bisogni concreti delle persone”.
    Per Bartolo “siamo di fronte a un partito sempre più autoreferenziale, impegnato ad alimentare faide interne e giochi di potere, a discapito del bene collettivo e delle reali esigenze dei territori”, invece “serve costruire un’alternativa credibile alle destre ed è a questo obiettivo che voglio dedicarmi con il massimo impegno”.
   

“Il mio impegno non verrà meno. Continuerò a mettere tutte le mie energie affinché l’area politica cui appartengo torni ad ascoltare la collettività – aggiunge – Lo farò in modo nuovo, in un contesto in cui il contributo di ciascuno possa essere valorizzato, e non osteggiato perché non disposto ad adattarsi a un sistema che ha ben poco a che fare con la nobile arte della politica. Spero sinceramente che questa decisione possa intercettare le esigenze delle mie elettrici e dei miei elettori, ai quali garantisco che continuerò a dare il meglio di me nel futuro che ci attende”.

Pensione minima 2026, aumenti confermati: nuovi importi, rivalutazione e calendario dei pagamenti INPS

Buone notizie per milioni di pensionati italiani: nel 2026 la pensione minima aumenterà, grazie alla rivalutazione legata all’inflazione. I nuovi importi e le modalità di pagamento sono stati chiariti dall’INPS con una circolare pubblicata a dicembre 2025, successiva al decreto interministeriale sulla perequazione automatica.

Vediamo nel dettaglio quanto aumentano le pensioni minime nel 2026, come funziona la rivalutazione e quando arriveranno i pagamenti.


Rivalutazione pensioni 2025-2026: cosa prevede il decreto

Con il decreto interministeriale del 19 novembre 2025, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fissato i criteri per l’adeguamento automatico delle pensioni al costo della vita per il biennio 2025-2026.

L’INPS, con la circolare n. 153 del 19 dicembre 2025, ha poi fornito le istruzioni operative, completando le operazioni di rinnovo degli assegni pensionistici e delle prestazioni assistenziali per il nuovo anno.

Per il 2025, la rivalutazione è stata pari allo 0,8% a partire dal 1° gennaio. Poiché l’aumento definitivo coincide con quello già applicato in via provvisoria, non sono previsti conguagli.

Di conseguenza, nel 2025 il trattamento minimo resta fissato a 603,40 euro mensili.


Pensione minima 2026: aumento dell’1,4% dal 1° gennaio

Dal 1° gennaio 2026 scatterà una nuova rivalutazione provvisoria dell’1,4%, calcolata sulla base dell’inflazione registrata nel 2025. Eventuali conguagli definitivi saranno applicati nel 2027, una volta certificati i dati ISTAT.

La rivalutazione ordinaria serve a tutelare il potere d’acquisto dei pensionati, adeguando gli assegni all’aumento dei prezzi dei beni e dei servizi essenziali.


Nuovi importi pensione minima 2026: le cifre ufficiali

Grazie all’aumento dell’1,4%, la pensione minima salirà a 611,85 euro mensili, pari a circa 7.954 euro annui.

La rivalutazione sarà riconosciuta:

  • integralmente alle pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo;
  • in misura ridotta agli importi superiori, secondo le percentuali previste dalla legge.

Riepilogo importi 2026

DecorrenzaPrestazioneImporto mensileImporto annuo
1° gennaio 2026Trattamento minimo pensioni611,85 €7.954,05 €
1° gennaio 2026Assegno vitalizio348,79 €4.534,27 €

Questi valori rappresentano anche il parametro di riferimento per i limiti reddituali necessari ad accedere ad alcune prestazioni assistenziali collegate al reddito.


Pensioni di importo basso: come funzionano i pagamenti

La circolare INPS richiama anche le regole per i pagamenti delle pensioni di importo molto contenuto:

  • fino al 2% del trattamento minimo → pagamento in un’unica rata annuale anticipata;
  • oltre il 2% e fino al 15% del trattamento minimo → pagamento in due rate semestrali anticipate.

Per il 2026:

  • da 0,01 a 10 euro → pagamento annuale (comprensivo di tredicesima);
  • da 10,01 a 90 euro → pagamento semestrale (gennaio e luglio).

Calendario pagamenti pensioni gennaio 2026

Il calendario dei pagamenti non subisce variazioni. Per il mese di gennaio 2026, l’erogazione avverrà nel secondo giorno bancabile:

  • 3 gennaio 2026 per chi riceve la pensione tramite Poste Italiane;
  • 5 gennaio 2026 per gli accrediti su conto corrente bancario.

In sintesi

  • Pensione minima 2026: 611,85 euro al mese
  • Rivalutazione provvisoria: +1,4%
  • Nessun conguaglio nel 2025
  • Pagamenti regolari da gennaio 2026
  • Regole specifiche per pensioni di importo molto basso

Un aumento contenuto, ma importante, che punta a difendere il potere d’acquisto dei pensionati in un contesto di inflazione ancora elevata.

ISEE 2026, esclusa dal calcolo la prima casa fino a 200mila euro in alcuni Comuni: ecco dove vale la nuova soglia

Una delle novità più rilevanti contenute nella Legge di Bilancio 2026 riguarda il calcolo dell’ISEE e il peso della prima casa. Con un emendamento approvato in Commissione Bilancio al Senato, viene innalzato in modo significativo il valore catastale dell’abitazione principale escluso dal calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente, ampliando la platea dei cittadini che potranno accedere a bonus e prestazioni sociali agevolate.

La misura interviene in un momento cruciale dell’iter parlamentare della manovra, che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio, e si inserisce in una strategia più ampia di revisione dei criteri ISEE per renderli più aderenti alle reali condizioni economiche delle famiglie.


ISEE 2026: cosa cambia per la prima casa

L’ISEE è lo strumento utilizzato per valutare la situazione economica dei nuclei familiari e stabilire l’accesso a numerosi benefici pubblici, come l’Assegno di Inclusione, l’Assegno Unico per i figli, il bonus asilo nido, il Fondo di garanzia per la prima casa e altri contributi statali e comunali.

Con la nuova norma, il valore catastale dell’abitazione principale escluso dal calcolo dell’ISEE viene elevato fino a 200mila euro, ma solo per i nuclei familiari residenti in specifici territori. Si tratta di un intervento pensato per tenere conto dell’aumento dei valori immobiliari, soprattutto nei grandi centri urbani, dove anche abitazioni non di lusso possono avere rendite catastali elevate.


In quali Comuni vale l’esclusione fino a 200mila euro

L’innalzamento del tetto massimo a 200mila euro riguarda esclusivamente i nuclei residenti nelle città metropolitane, ovvero:

  • Roma
  • Milano
  • Torino
  • Venezia
  • Genova
  • Bologna
  • Firenze
  • Bari
  • Napoli
  • Reggio Calabria
  • Catania
  • Messina
  • Palermo
  • Sassari

Per queste città, la prima casa non inciderà sul calcolo ISEE fino al nuovo limite fissato dalla legge, con effetti potenzialmente rilevanti sull’accesso alle agevolazioni sociali.


Le altre soglie già previste e il meccanismo di calcolo

La misura si affianca alle regole già presenti nel sistema ISEE. In particolare:

  • la soglia ordinaria di esclusione del valore catastale dell’abitazione principale sale da 52.500 a 91.500 euro,
  • è prevista una maggiorazione di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo,
  • qualora il valore dell’immobile superi comunque i limiti previsti, solo due terzi della parte eccedente rientreranno nel calcolo ISEE, riducendo l’impatto sull’indicatore finale.

Resta inoltre confermata l’esclusione dal patrimonio mobiliare ISEE dei titoli di Stato e dei prodotti di risparmio garantiti dallo Stato fino a un massimo di 50mila euro per nucleo familiare, introdotta nelle precedenti manovre.


Chi ci guadagna con le nuove regole ISEE

L’aggiornamento del calcolo ISEE per il 2026 rappresenta un intervento di riequilibrio che punta a rendere l’indicatore più equo, soprattutto per le famiglie proprietarie della prima casa nelle grandi città. In molti casi, l’ISEE risulterà più basso rispetto al passato, consentendo l’accesso a bonus prima preclusi o l’aumento degli importi già riconosciuti.

Secondo le stime, la misura potrebbe coinvolgere milioni di nuclei familiari, con effetti concreti sulla capacità di ottenere aiuti pubblici in un contesto economico segnato da inflazione e aumento del costo della vita.


L’ospedale di Agrigento rafforza l’offerta sanitaria con servizi specialistici broncopneumologici

L’unità operativa complessa di Anestesia, Rianimazione e Terapia intensiva dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, diretta da Gerlando Fiorica, ha avviato nuove e innovative linee di attività in ambito broncopneumologico, ufficialmente inserite nelle agende di prenotazione aziendali dell’Asp di Agrigento.

L’attivazione di queste prestazioni rappresenta un potenziamento dell’offerta sanitaria territoriale, consentendo ai cittadini della provincia di Agrigento di accedere a percorsi diagnostici e assistenziali specialistici direttamente presso il presidio ospedaliero locale, senza la necessità di recarsi fuori provincia. Le prestazioni, previste dal nomenclatore regionale, comprendono attività diagnostiche e interventistiche quali broncoscopie (fibro-ottica, autofluorescenza ed Ebus), biopsie e prelievi bronchiali, toracentesi anche ecoguidata, ecografia toracica, monitoraggi cardiorespiratori notturni per lo studio delle apnee, spirometria, test di broncodilatazione e del cammino, emogasanalisi arteriosa, oltre alla gestione delle cannule tracheostomiche e alla chiusura di tracheostomia.

L’inserimento strutturato di queste prestazioni consente una programmazione ambulatoriale appropriata e conforme alle indicazioni regionali, migliorando l’accessibilità ai servizi e contribuendo alla riduzione della mobilità sanitaria passiva. “Si tratta di un risultato di grande rilievo – sottolinea il direttore dell’Uoc, Gerlando Fiorica – che rafforza il ruolo dell’Ospedale di Agrigento come punto di riferimento per prestazioni specialistiche complesse, a beneficio diretto dei pazienti e dell’intera collettività provinciale”.

Vie di fuga a Menfi, in arrivo 1,5 milioni di euro

È stato approvato un importante intervento infrastrutturale per il Comune di Comune di Menfi, nell’ambito del Pr Fesr Sicilia 2021/2027, con un finanziamento complessivo pari a 1.500.000 euro destinato alle vie di fuga a Menfi.
Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile ha infatti pubblicato il decreto con il quale sono stati approvati gli elenchi delle operazioni ritenute ammesse a finanziamento nell’ambito dell’Azione 2.4.5 “Realizzazione delle vie di fuga”. Tra gli interventi selezionati figura anche il progetto presentato dal Comune di Menfi.

Vie di fuga a Menfi e programmazione europea

L’intervento sulle vie di fuga a Menfi rientra nella programmazione dei fondi europei destinati al rafforzamento delle infrastrutture strategiche e alla prevenzione dei rischi. In particolare, l’Azione 2.4.5 del Pr Fesr Sicilia 2021/2027 è finalizzata alla realizzazione e al miglioramento dei percorsi di emergenza, considerati essenziali per garantire la sicurezza dei cittadini.
Il progetto comunale ammesso a finanziamento riguarda la manutenzione straordinaria delle vie di fuga in ambito urbano, con l’obiettivo di rendere più efficiente la movimentazione delle forze di protezione civile in caso di emergenza.

Manutenzione straordinaria delle vie di fuga urbane

Gli interventi previsti mirano a migliorare le condizioni delle infrastrutture esistenti, assicurando maggiore funzionalità e accessibilità ai percorsi destinati alle operazioni di soccorso. Le vie di fuga a Menfi rappresentano infatti un elemento centrale nella gestione delle situazioni di emergenza, consentendo interventi più rapidi e coordinati.
La manutenzione straordinaria assume quindi un ruolo strategico nel rafforzamento del sistema di protezione civile a livello locale, incidendo direttamente sulla capacità di risposta del territorio.

Sicurezza urbana e prevenzione del rischio

L’approvazione del finanziamento si inserisce in un più ampio quadro di iniziative orientate alla prevenzione del rischio idrogeologico e al miglioramento della sicurezza urbana. Investire sulle vie di fuga a Menfi significa potenziare infrastrutture fondamentali a supporto della protezione civile e della comunità.

Un intervento a tutela della comunità

Il progetto rappresenta un ulteriore passo verso il consolidamento delle infrastrutture strategiche comunali, con ricadute positive in termini di sicurezza e tutela della popolazione.

Aica, approvati bilanci e Ordine del Giorno alla Camera per fondi straordinari

Durante la seduta notturna della Camera dei Deputati, contestualmente al voto di fiducia sulla Legge di Bilancio, è stato approvato un Ordine del Giorno a firma dell’onorevole Calogero Pisano finalizzato ad affrontare l’emergenza idrica che da anni interessa la provincia di Agrigento.
Il documento impegna il Governo a destinare risorse straordinarie, anche attraverso i fondi della politica di coesione 2021–2027, per il finanziamento di interventi urgenti e strutturali sulle infrastrutture idriche siciliane.

In particolare, i fondi saranno indirizzati all’AICA, l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, gestore pubblico del servizio idrico integrato nel territorio.
La situazione nella provincia di Agrigento è da tempo considerata critica.

Secondo i dati Arera 2025, la rete idrica registra perdite superiori al 50 per cento, con gravi disagi per i cittadini, soprattutto nei comuni di Agrigento, Sciacca, Canicattì e Licata.

La presidente Danila Nobile e il direttore generale Francesco Fiorino hanno evidenziato come i fondi straordinari, essendo a fondo perduto, rappresentino un’opportunità decisiva per accelerare gli interventi programmati e migliorare il servizio reso ai cittadini.

Intanto, si è svolta oggi l’Assemblea dei Sindaci di Aica – Azienda Idrica Comuni Agrigentini, alla presenza dei Sindaci soci, del Collegio dei Revisori dei Conti, del Consiglio di Amministrazione e del Direttore Generale, segnando una tappa di assoluto rilievo nel percorso di consolidamento e rilancio dell’azienda.
Nel corso dei lavori sono stati approvati all’unanimità dei presenti una serie di documenti fondamentali che definiscono, in modo organico e coerente, la nuova governance, la sostenibilità economico-finanziaria e la visione strategica di Aica per i prossimi anni.

I documenti approvati sono il Bilancio di esercizio 2024, un atto di trasparenza e responsabilità che fotografa in modo veritiero la situazione economica e patrimoniale dell’azienda, restituendo certezza dei dati, affidabilità contabile e piena tracciabilità delle scelte gestionali. E ancora il bilancio di previsione 2025–2027, strumento che consente ad Aica di programmare con rigore le attività operative, gli investimenti e la gestione corrente, garantendo equilibrio finanziario, sostenibilità e continuità del servizio.

Approvato anche il Piano Industriale 2025–2035, il cuore strategico del nuovo corso aziendale: un documento di lungo periodo che definisce investimenti, priorità infrastrutturali, efficientamento energetico, digitalizzazione, riduzione delle perdite idriche, innovazione tecnologica e rafforzamento della capacità gestionale del servizio idrico integrato.
Con l’approvazione di questi atti, Aica si presenta oggi come un’azienda pubblica più strutturata, trasparente e orientata al futuro, pronta ad affrontare le sfide del servizio idrico integrato con strumenti adeguati, responsabilità istituzionale e una visione chiara.
Un passaggio che segna l’avvio concreto di una nuova fase, fondata su governance solida, pianificazione, legalità e fiduci


Portare in azienda le persone giuste: perché oggi non basta più “farsi vedere”

Oggi essere presenti online non è più un vantaggio competitivo.
È la normalità.

Siti, social, messaggi, promozioni.
Tutti parlano. Tutti cercano attenzione.

Eppure, sempre più imprenditori si trovano davanti alla stessa sensazione:

“Mi vedono, ma non mi scelgono.”


Quando la visibilità non basta più

Il problema non è la mancanza di strumenti.
Non è nemmeno la quantità di comunicazione.

Il problema è che, in mezzo a tanto rumore,
le persone fanno sempre più fatica a capire di chi fidarsi davvero.

E quando non c’è fiducia,
la scelta si ferma.

È in questo spazio di confusione che molte aziende iniziano a notare segnali chiari:

  • contatti poco convinti
  • richieste concentrate solo sul prezzo
  • conversazioni lunghe che non portano a nulla

Non perché l’offerta non sia valida,
ma perché le persone giuste non arrivano.


Le persone oggi non vogliono essere convinte

C’è un cambiamento profondo nel modo in cui il pubblico prende decisioni.

Prima di scegliere, oggi le persone vogliono:

  • capire con chi hanno a che fare
  • sentirsi tranquille
  • riconoscersi in ciò che leggono o ascoltano

La fiducia, sempre più spesso,
nasce prima del contatto diretto,
non durante la vendita.

Ed è qui che si crea la vera differenza tra
chi continua a rincorrere
e chi inizia a farsi scegliere.


Una riflessione che nasce dal lavoro sul campo

Da questa osservazione nasce una riflessione portata avanti da Blue Owl, casa editrice di Risoluto.

Una riflessione che non riguarda strumenti, piattaforme o tecniche,
ma un tema molto più concreto:

👉 come portare in azienda le persone giuste,
quelle che arrivano già con un’idea chiara,
e non “a caso”.


Il video: non una promozione, ma una presa di posizione

Da questa visione nasce il video
“Portare in azienda le persone giuste”.

Non è un video pubblicitario.
Non promette scorciatoie.

È una riflessione rivolta a imprenditori e professionisti
che sentono il bisogno di lavorare meglio,
con meno confusione
e con relazioni più chiare.

Nel video si parla di:

  • perché oggi non basta più farsi vedere
  • cosa succede quando un’azienda riesce davvero a farsi capire
  • perché la fiducia nasce prima del contatto

🎥 Guarda il video qui sotto


Una domanda aperta

In un mercato in cui tutti cercano attenzione,
la vera domanda non è:

“Come faccio a farmi vedere di più?”

Ma piuttosto:

“Come faccio a farmi scegliere dalle persone giuste?”

Il video nasce per rispondere a questa domanda.
Con calma.
Con chiarezza.
Senza rumore.


👉 Una riflessione può diventare una scelta.
Se ti riconosci in quanto hai letto e vuoi capire se questa visione può essere utile anche alla tua realtà, puoi contattarci su WhatsApp senza impegno.

Nota editoriale

Questo contenuto fa parte del percorso editoriale di Risoluto, pensato per offrire spunti di riflessione a chi fa impresa e vuole comprendere i cambiamenti in atto nel modo di comunicare, scegliere e costruire fiducia.