Tentato omicidio e tentata rapina a Ribera, l’indagato non risponde al giudice

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Sandreo Andreatto, di 26 anni, di Ribera, indagato per tentato omicidio e tentata rapina, nell’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’interrogatorio si è svolto ieri, due mesi dopo l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere perchè era stato rinviato dal giudice. Visto che il giovane era già detenuto non si ravvisavano i caratteri di urgenza. E’ stato interrogato attraverso la piattaforma microsoft teams: il giudice nell’aula di udienze in tribunale, l’indagato nel carcere di Sciacca e il suo difensore nello studio di Santa Margherita Belice

Il giudice ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare. La vicenda riguarda fatti dei mesi di gennaio e febbraio 2020. Il primo, del 2 gennaio, quando avrebbe colpito un giovane con uno strumento da punta e taglio alla gola e il secondo, del 5 febbraio, quando avrebbe tentato una rapina in una tabaccheria del centro crispino. Il giudice ha accolto la richiesta dei sostituti procuratori Michele Marrone e Christian Del Turco ed emesso l’ordinanza di custodia cautelare. Il difensore, l’avvocato Francesco Di Giovanna, prepara istanza di revoca al Tribunale del Riesame.

Nella foto, l’avvocato Francesco Di Giovanna

Lieve scossa di terremoto a Santa Margherita di Belice

Un terremoto di magnitudo 2.3 è stato registrato trentotto minuti dopo la mezzanotte in una zona a sei chilometri da Santa Margherita di Belice, ad una profondità di dieci chilometri.

La scossa e’ stata percepita dalla popolazione di Santa Margherita e Montevago e avvertita lievemente in tutto il Belice.

Il terremoto è stato localizzato dalla sala sismica dell’ Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia di Roma.

E’ ufficiale lunedi’ le riaperture del commercio al dettaglio, ristorazione e parrucchieri

E’ ufficiale lunedi’ potranno riaprire i ristoranti, bar, servizi alla persona e commercio al dettaglio. La decisione ufficiale al termine dell’incontro Governo e Regione.

“Roma – ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci- ha finalmente condiviso le proposte contenute nel documento unitario delle Regioni presentato oggi pomeriggio. Pertanto, lunedì apriranno: le attività del commercio al dettaglio, i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti), i bar e la ristorazione”. 

Si lavora adesso per concedere ai territori maggiore autonomia sulle riaperture puntando a strappare all’esecutivo Conte un piano di allentamento comune delle restrizioni, una specie di protocollo collettivo sulla quale ogni singolo governatore potra’ muoversi.

Oppure una cornice dentro le quali successivamente ogni regione assumerà le proprie decisioni sulla base di linee guide identiche per tutti, che in base alla curva del contagio, daranno ai territori spazi di manovra, ipotesi preferita quest’ultima dal Governo.

Sanificazione della chiesa di San Michele a Sciacca (Video)

Effettuato questa sera un intervento di sanificazione nella chiesa di San Michele, a Sciacca.

E’ stato il parroco, don Pasqualino Barone, a fare intervenire gli addetti sia nella chiesa che nei locali parrocchiali. La prossima settimana sanificazione anche dei locali che ospitano la mensa della solidarietà. La riapertura della mensa e’ prevista tra giovedì e venerdì della prossima settimana.

Duecento tamponi effettuati oggi in provincia, nessun nuovo positivo

Duecento il numero di tamponi effettuati in provincia di Agrigento e riporta ti nel report giornaliero dell’Asp.

Nessun nuovo positivo:questo il dato più importante che attesta 72 ore senza alcun nuovo caso in provincia. Mentre il numero dei nuovi guariti cresce di una sola unità raggiungendo complessivamente il numero di 92.

In Puglia, multe fino a 450 euro per chi getta a terra mascherine e guanti e tante amministrazioni si stanno già adeguando

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Buttare mascherine e guanti per strada è un gesto incivile oltre che rischioso perché contribuisce alla circolazione del Covid-19. Anche a Sciacca sono stati già segnalati numerosi casi di gente, senza scrupoli, che ha abbandonato i dispositivi di protezione a terra.

Continuano ad aumentare, in tutta Italia, gli incivili senza scrupoli che, con molta disinvoltura, gettano a terra mascherine e guanti monouso. Sono gesti deplorevoli che già qualche Comune ha deciso di non fare passare inosservati procedendo con le sanzioni del caso. E’ quanto è accaduto a Nardò, in Puglia, dove il sindaco, Pippi Mellone, ha introdotto multe salatissime per chiunque abbandoni dispositivi di protezione individuale sul suolo pubblico. Gli stessi, dunque, riceveranno una sanzione amministrativa da un minimo di 75 a un massimo di 450 euro. L’associazione di promozione culturale “L’Altra Sciacca”, ha già segnalato dei casi in città documentando, con alcune foto, il degrado ambientale che imperversa in tante strade. Sono gesti che, sebbene le linee guida fornite dall’Istituto Superiore di Sanità sullo smaltimento siano state rese note sin dall’inizio dell’emergenza coronavirus, alcune persone non hanno nessuno scrupolo a mettere in atto. In particolare, nel provvedimento del sindaco Mellone, a Nardò, in provincia di Lecce, viene ribadito che “mascherine e guanti dovranno essere riposti tra i rifiuti indifferenziati, avvolgendoli in uno o più sacchetti di plastica ben chiusi prima di riporli nel contenitore per il conferimento messo a disposizione nell’ intero territorio di competenza”. E pare che già, qualche altra amministrazione cittadina stia pensando di adeguarsi alla scelta del primo cittadino pugliese.

Il sindaco di Agrigento: “Assurdo che regione per regione ci siano regole diverse nel prevenire la diffusione del coronavirus”

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“È assurdo che regione per regione possano essere adottate regole diverse nel prevenire la diffusione del coronavirus”. Lo dichiara il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, rilanciando l’appello dell’Anci.

“Abbiamo rinunciato alle nostre funzioni di sindaci in questa emergenza poiché con responsabilità abbiamo ritenuto prioritaria e urgente una gestione univoca in una situazione sanitaria gravissima. Ora invece non sembra si stia seguendo la stessa logica. Le regioni decidano autonomamente i tempi delle riaperture in base alle diverse condizioni in termini di contagi e di capacità di risposta del sistema sanitario. Ma le linee guida per prevenire la diffusione del virus siano uniche in tutto il Paese. Esiste il rischio concreto di comportamenti disgiunti su temi che, invece, data l’urgenza, hanno necessità di una conduzione univoca. Oltreché il rischio che le regioni acquisiscano impropriamente delle competenze che sono già dei sindaci, sui quali peraltro grava sempre la responsabilità di essere in prima linea su un’altra emergenza, quella sociale. Una situazione che ci espone enormemente e di cui pare non si voglia tener conto. Peraltro dall’ultimo DPCM non si colgono ancora quegli strumenti atti a scongiurare una crisi finanziaria dei Comuni e la conseguente sospensione anche di alcuni servizi. Se abbiamo dato la precedenza a Roma per l’emergenza sanitaria, ha avuto il senso di dettare regole uniche per tutti. La libertà affidata alle regioni di muoversi autonomamente sulle regole di prevenzione stride con la linea condivisa e tenuta finora. Auspico – conclude Firetto – che il governo intervenga per raccogliere l’appello di Anci perché siano disposte le linee guida da adottare in tutto il Paese”.

Coronavirus, scende a 49 il numero dei positivi in provincia di Agrigento

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Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 15 di oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 49 (0 ricoverati, 91 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 82 (11, 77, 11); Catania, 691 (59, 273, 95); Enna, 153 (20, 239, 29); Messina, 308 (55, 196, 54); Palermo, 372 (50, 146, 33); Ragusa, 37 (4, 50, 7); Siracusa, 50 (10, 163, 28); Trapani, 18 (0, 116, 5). Il prossimo aggiornamento avverrà domani.
Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Chef Giunta non riaprira’ il suo ristorante palermitano:”Ho perso piu’ di un milione di fatturato per gli eventi annullati”

 “Io lunedì non riaprirò il mio ristorante – ha affermato -, un’azienda si fonda su numeri e fatturati e oggi non posso accontentarmi solo del 20%. Non dobbiamo prenderci in giro, non è vero che ci siamo fermati per due mesi ma di più, perchè le ripercussioni si vedranno per molto tempo”. Cosi’ chef Natale Giunta, una celebrita’ culinaria tra i volti piu’ rappresentativi del momento della cucina siciliana.

” I turisti – afferma annunciando la sua mancata riapertura del suo ristorante nel capoluogo siciliano – torneranno quando ci sarà il vaccino, la gente non ha soldi per venire a mangiare da noi. Perchè dovremmo aprire? Soltanto io ho perso un milione e 700 mila euro di fatturato per gli eventi, avevamo preso impegni”.

Sanita’ siciliana, Claudio Fava:” Siamo stati esposti a una catastrofe sanitaria, adesso non si può tornare ad una falsa normalita’”

“La delibera della Giunta regionale pubblicata oggi, sull’integrazione della sanità privata nel sistema di contrasto all’emergenza Covid-19 dimostra la necessità di riflettere, dopo anni, sull’intero sistema della sanità in Sicilia” Lo afferma il presidente della Commissione antimafia all’Ars, Claudio Fava.
“L’ideologia dei tagli di reparti e posti letto è stata fallimentare – ha aggiunto – ed ha esposto la nostra regione ad una possibile catastrofe sanitaria. Adesso non si può pensare di riprendere una falsa normalità come se nulla fosse successo.
Si chiuda la stagione delle chiusure indiscriminate, non si limiti ai soli periodi di emergenza la disponibilità di posti letto nelle strutture private, si avvii un vero Piano regionale di sanità del territorio e, soprattutto, ci si prepari per tempo a rispondere alle minacce pandemiche”.

Lo afferma il Presidente della Commissione parlamentare antimafia Claudio Fava