Castiglione in rappresentanza della forza lavoro ha voluto prendere parte al decisivo incontro che ha ridato speranza a questi undici lavoratori che durante questi mesi, impantanati nelle lungaggini burocratiche e giudiziarie, avevano dapprima visto chiudere la Calcestruzzi e successivamente perdere incredibilmente anche il proprio posto di lavoro. Un’attesa lunghissima durata cinque mesi e che finalmente ha prodotto la decisione tanto sperata: l’azienda belicina riaprirà a luglio.
Questa è la notizia più importante maturata nel corso dell’incontro che ha portato alla firma di un accordo tra l’Agenzia che si occupa della gestione dell’azienda che a dicembre scorso era stata dichiara fallita, il Ministero e le sigle sindacali. Anche i dipendenti dell’azienda che erano stati licenziati torneranno al loro posto di lavoro, lo ha affermato Vito Baglio che abbiamo raggiunto telefonicamente subito dopo l’incontro terminato soltanto nella tarda serata: “Va dato atto – ha detto Baglio – alla grande tenacia di questi lavoratori che hanno atteso e vegliato sul proprio posto di lavoro salvaguardando la propria azienda”.
Dal primo luglio riaprirà la Calcestruzzi Belice, Baglio: “Onore a questi undici lavoratori che hanno protetto la loro azienda”
C’era presente anche Luigi Castiglione, uno degli undici lavoratori della Calcestruzzi Belice all’incontro al Ministero degli Interni che si è svolto oggi pomeriggio a Roma tra il vice ministro Filippo Bubbico, il prefetto Ennio Maria Sodano, direttore dell’Agenzia Nazionale dei beni confiscati alla mafia e i rappresentanti sindacali della Cgil, a partire da Vito Baglio, segretario provinciale della Fillea-Cgil. C’era anche Matilde Pirrera, responsabile per la Sicilia dell’Agenzia dei beni confiscati alla mafia.
Castiglione in rappresentanza della forza lavoro ha voluto prendere parte al decisivo incontro che ha ridato speranza a questi undici lavoratori che durante questi mesi, impantanati nelle lungaggini burocratiche e giudiziarie, avevano dapprima visto chiudere la Calcestruzzi e successivamente perdere incredibilmente anche il proprio posto di lavoro. Un’attesa lunghissima durata cinque mesi e che finalmente ha prodotto la decisione tanto sperata: l’azienda belicina riaprirà a luglio.
Questa è la notizia più importante maturata nel corso dell’incontro che ha portato alla firma di un accordo tra l’Agenzia che si occupa della gestione dell’azienda che a dicembre scorso era stata dichiara fallita, il Ministero e le sigle sindacali. Anche i dipendenti dell’azienda che erano stati licenziati torneranno al loro posto di lavoro, lo ha affermato Vito Baglio che abbiamo raggiunto telefonicamente subito dopo l’incontro terminato soltanto nella tarda serata: “Va dato atto – ha detto Baglio – alla grande tenacia di questi lavoratori che hanno atteso e vegliato sul proprio posto di lavoro salvaguardando la propria azienda”.
Castiglione in rappresentanza della forza lavoro ha voluto prendere parte al decisivo incontro che ha ridato speranza a questi undici lavoratori che durante questi mesi, impantanati nelle lungaggini burocratiche e giudiziarie, avevano dapprima visto chiudere la Calcestruzzi e successivamente perdere incredibilmente anche il proprio posto di lavoro. Un’attesa lunghissima durata cinque mesi e che finalmente ha prodotto la decisione tanto sperata: l’azienda belicina riaprirà a luglio.
Questa è la notizia più importante maturata nel corso dell’incontro che ha portato alla firma di un accordo tra l’Agenzia che si occupa della gestione dell’azienda che a dicembre scorso era stata dichiara fallita, il Ministero e le sigle sindacali. Anche i dipendenti dell’azienda che erano stati licenziati torneranno al loro posto di lavoro, lo ha affermato Vito Baglio che abbiamo raggiunto telefonicamente subito dopo l’incontro terminato soltanto nella tarda serata: “Va dato atto – ha detto Baglio – alla grande tenacia di questi lavoratori che hanno atteso e vegliato sul proprio posto di lavoro salvaguardando la propria azienda”.
I volti della possibile giunta, Maurizio Gaudio: “Sono pronto anche alle deleghe più rognose”
Ha le idee chiare Maurizio Gaudio, il penalista saccense fresco di designazione come assessore della giunta Bono in caso di vittoria domenica prossima.
“Non devo e non voglio niente dalla politica – ha detto – ma sono pronto a prendere anche le cosiddette deleghe più rognose. Mi piacerebbe occuparmi del personale, della polizia municipale, dell’ufficio legale”
Gaudio che in passato, è stato consigliere comunale e che con orgoglio rivendica il ruolo di primo firmatario che portò alla sfiducia di Messina nel corso del suo secondo mandato, alle critiche su una possibile designazione temporanea solo di facciata ribatte così: “Non è una designazione di facciata la mia. In questo momento nella mia vita credo che posso ritagliarmi uno spazio per dedicarmi alle criticità e ai problemi della città”.
Trionfo in Giappone della Traviata del teatro Massimo di Palermo
Grande successo per la compagnia del Teatro Massimo di Palermo che, il 18 giugno, si è esibita al Tokyo Bunka Kaikan, il teatro più importante di Tokyo, portando in scena “La Traviata” e ricevendo per sedici minuti gli applausi dal pubblico che, con grande entusiasmo, ha gremito la sala.
150 tra artisti e tecnici si trovano, infatti, in trasferta per un tour in cinque città giapponesi per esibirsi con opere di Verdi e Puccini.
Al Tokyo Bunka Kaikan protagonista è stata la star palermitatana Desirée Rancatore come “Violetta” affiancata da Antonio Poli in un contesto scenografico liberty palermitano, costruito dallo scenografo palermitano Francesco Zito. Più di trecento persone in fila, fuori dal teatro, per chiedere l’autografo ai protagonisti.
L’organizzatore giapponese della tournée, Masayuki Kobayashi, ha raccontato che una parte di giapponesi adora l’opera (l’1 per cento dice lui, ma solo a Tokyo significa 140 mila persone) e che lui considera il Teatro Massimo tra i migliori tre/quattro teatro che esprimono la grande tradizione dell’opera. Allo spettacolo era presente anche il nuovo ambasciatore dell’Italia in Giappone, Giorgio Starace che, entusiasta, ha detto che si tratta di una grande affermazione per la città di Palermo e per l’Italia, una rappresentazione di grandissimo gusto, con voci, scene e costumi straordinari.
Veronica Gallo
Panico sul bus Marsala-Palermo, bloccato sudanese che voleva farlo sbandare
Un giovane sudanese che viaggiava a bordo di un pullman Marsala-Palermo, ha afferrato il volante mentre il mezzo era in corsa e ha cercato di farlo uscire di strada. Attimi di paura tra i passeggeri. l’uomo che ha tentato il folle gesto è un passeggero di nazionalità sudanese. L’uomo, non armato, prima dello svincolo di Alcamo si è lanciato sull’autista, che, però, a difendersi con prontezza e gli ha dato una gomitata. L’autista è riuscito a fermare il pullmann, con una brusca frenata (ci sono ancora i segni sull’asfalto) e, dopo che ha messo in sicurezza l’autobus, con l’aiuto degli altri passeggeri ha immobilizzato l’uomo, chiamando la polizia. A quanto pare, a bordo c’erano anche dei militari non in servizio che sono riusciti a bloccarlo. Non è chiaro ancora il movente. Sulla vicenda indaga il pool della dda di Palermo che coordina le inchieste sul terrorismo. La Digos sta interrogando l’africano che è stato fatto scendere a Castellammare del Golfo.
Il pullman era della ditta Salemi e da Trapani stava andando a Palermo.
In via Figuli in azione un ignoto “buca gomme” seriale
Ritrovarsi una gomma a terra della propria vettura, non è sicuramente un’esperienza piacevole ancor di più se si scopre che la gomma si è bucata perché qualcuno volutamente l’ha forata. Succede in via Figuli dove gli episodi si ripetono ciclicamente per mano di qualcuno che i residenti della zona ritengono possa essere sempre la stessa. Un “buca gomme” seriale, se così lo possiamo definire, che chissà per quale motivo prende a bersaglio proprio le ruote delle automobili.
Altri episodi si erano verificati in precedenza e oggi il fora gomme è tornato in azione. A quanto pare, userebbe un punteruolo o un cacciavite per sgonfiare le ruote incidendole dall’interno. La verifica dei tagli effettuati sui pneumatici è venuta direttamente dal gommista alla quale la proprietaria della vettura colpita oggi, si è rivolta per assistenza per ovviare all’accaduto e rimediare al danno subito.
L’Asp dirotta dal Giovanni Paolo II al vecchio Poliambulatorio di via Gerardi il Punto Primo Intervento
E pensare che qualche tempo fa si era ipotizzato che il vecchio Poliambulatorio di via Pietro Gerardi potesse essere addirittura demolito, nel quadro di una riqualificazione di uno scorcio pregiato del centro di Sciacca. Il vecchio “ospedaletto”versava in pessime condizioni, e lo stesso ufficio vaccinazioni, prima sgomberato per caduta di calcinacci, fu trasferito al Giovanni Paolo II. Ma ora, un po’ a sorpresa, l’Asp di Agrigento ha deciso di trasferirvi il cosiddetto PPI, acronimo di Punto Primo Intervento. Si tratta di una unità operativa che si occupa essenzialmente del soccorso immediato nei confronti dei casi meno gravi, quelli che la vulgata definisce “codici bianchi”, anche se è di tutta evidenza che fungerà anche da “triage”, decidendo lo smistamento di eventuali casi più gravi direttamente all’area di emergenza dell’ospedale di contrada Seniazza. Un servizio che evidentemente si affiancherà al servizio del medico di guardia. L’Asp rende noto che lo spostamento del PPI è volto verso ambienti del centro cittadino. A fare spazio al Punto Primo Intervento sarà il servizio di Medicina legale e fiscale, che lascerà la precedente sede di via Pietro Gerardi verso i locali del Distretto sanitario di via Pompei.
Verso le Regionali: e se il candidato a sindaco sconfitto a novembre corresse per Sala d’Ercole?
Com’è noto il 2017 è anche l’anno delle elezioni regionali. Si vota domenica 5 novembre. Un appuntamento che può anche aprire interessanti prospettive sul livello politico saccense, considerato che le amministrative, su cui tra pochi giorni calerà il sipario, possono aver già fornito delle interessanti indicazioni nei confronti del consenso sui diversi candidati a sindaco. È d’obbligo, comunque, una riflessione riguardante la carica più importante, quella di presidente della Regione. Ormai anche Rosario Crocetta ha capito che sarà difficile potersi ricandidare alla successione di se stesso. Il Pd sta facendo grosse pressioni sul presidente del Senato Piero Grasso, affinché accetti la candidatura. Una candidatura su cui il resto del centrosinistra, naturalmente, non potrà che convergere. Il centrodestra, invece, dovrebbe organizzare un rinnovato sostegno a Nello Musumeci, che dal 2012 aspetta la possibilità di riscattarsi dopo la sconfitta di fronte al Governatore uscente. In mezzo ci sono i pentastellati. Tutti sanno (e da tempo) che Giancarlo Cancelleri dovrebbe essere l’aspirante presidente del Movimento 5 Stelle, sull’onda di un consenso che la Sicilia non ha mai fatto mancare ai grillini.
Ma cosa accadrà nel collegio elettorale della provincia di Agrigento per uno scranno a Palazzo dei Normanni? Il sindaco uscente Fabrizio Di Paola non dovrebbe potersi candidare, cosa che pare aveva immaginato di fare intorno alla metà di aprile, quando aveva ipotizzato di dimettersi anzitempo per potersi mettere in lista. In ogni caso non si può escludere scenario alcuno. Tipo anche quello che possa riguardare la possibilità, per il candidato a primo cittadino che uscirà sconfitto dal ballottaggio di domenica prossima, di potersi giocare subito la rivincita, magari concorrendo alla carica di deputato regionale. Uno tra Calogero Bono o Francesca Valenti, dunque, in lizza in liste e schieramenti a loro congeniali, potrebbe aggiungere un’altra campagna elettorale a quest’anno particolarmente intenso. È troppo presto per fare previsioni, anche perché non va dimenticato che il numero dei parlamentari è sceso e che, di conseguenza, la lotta si farà ancora più dura. Difficile immaginare, nel centrosinistra, che gli uscenti Cascio, Cimino e Panepinto possano agevolare operazioni che non siano speculari alla loro rielezione. Così come sarebbe bizzarro che l’uscente Enzo Fontana accetti scenari che ne mettano in pericolo la riconferma. Eppure nulla si può escludere, neanche che lo stesso Fabio Termine abbia la possibilità di scendere in campo personalmente per Sala d’Ercole. Certo, bisognerebbe capire cosa accadrà in materia di partiti e schieramenti, che spazio potranno avere le liste come Mdp o il movimento di Pippo Civati. Ma il dibattito politico nelle contrade saccensi è appena all’inizio.
Tre lanci con i canadair per spegnere le fiamme su Monte Kronio, quattro incendi solo nell’ultimo mese
L’allarme è scattato oggi nel primissimo pomeriggio. In lontananza erano visibili tre diversi focolai nella stessa area del Monte kronio, localizzati nella zona demaniale che appena domenica scorsa era stata interessata dall’incendio di circa un ettaro di macchia mediterranea per mano dolosa. Le fiamme sono riprese proprio nello stesso punto andate a fuoco appena due giorni fa.
Le fiamme di oggi pomeriggio non erano particolarmente vaste, ma in tre punti diversi e dopo un primo intervento del Comando dei vigili del fuoco di Sciacca, sono stati fatti entrare in azione anche i canadair che hanno effettuato tre lanci per spegnere del tutto le fiamme che erano state domate già dagli uomini della Forestale di Sambuca e dai vigili del fuoco di Sciacca.
Si tratta del quarto episodio negli ultimi due mesi di fiamme nelle vicinanze di Monte San Calogero. Gli ultimi episodi erano stati di natura dolosa.
I volti della possibile Giunta, Tony Bilello e Gioacchino Settecasi
Uno architetto, l’altro ingegnere: sono i due giovani professionisti designati assessori uno per il centrodestra, l’altro per il centrosinistra. Uno alla prima esperienza politica, l’altro già consigliere comunale e vicinissimo al segretario del Pd, Michele Catanzaro.
Tony Bilello, progettista della riqualificazione del Borgo dello Stazzone, è uno dei tecnici che saranno nominati in caso di vittoria di Calogero Bono. In quota Alternativa Popolare, si definisce giovane, ma non troppo. Istruttore di Beach tennis, è un conoscitore anche delle realtà sportive saccensi. Secondo lui, nel futuro di Sciacca, niente opere faraoniche, ma piccoli progetti di recupero urbano.
Più noto per i suoi trascorsi politici, Gioacchino Settecasi, eletto al consiglio in Cantiere Popolare nella maggioranza con l’amministrazione Di Paola, ha da sempre come suo riferimento politico Michele Catanzaro che ha seguito dall’abbandono dell’appoggio in Giunta fino all’approdo nel Pd.
Ingegnere trentenne lascia le analisi del voto ad una fase successiva: “Ora c’è da vincere -dice – con Francesca Valenti e confidiamo che chi ha votato Mizzica possa darci una mano”.
E’ morto il Comandante Giuseppe Tavormina. Domani i funerali a Roma poi la tumulazione a Ribera suo paese natale
Si è spento ieri a Roma il generale dei carabinieri Giuseppe Tavormina. Nato a Ribera si era trasferito in varie zone dell’Italia per intraprendere la sua carriera militare nell’Arma.
Si era laureato in Giurisprudenza, ed era entrato nei Carabinieri subito dopo.
Tra i suoi incarichi, dapprima quella di Comandante del gruppo CC di Cagliari, subito dopo la nomina a colonnello della Scuola Allievi Carabinieri e poi della Legione CC di Torino.
Nel 1991, in un periodo delicato per la storia del nostro Paese, è stato nominato direttore della Direzione Investigativa Antimafia.
Nell’aprile 1993 è stato nominato al vertice del CESIS, Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza. Nel 1994, la nomina come consigliere della Corte dei Conti e nel 1998 inizia la lunga collaborazione con Carlo Azeglio Ciampi sia seguendolo al Ministero dell’economia e successivamente, invece durante il mandato presidenziale.
A Ribera, suo paese natale, sono in tanti a ricordare oggi Tavormina. Stamattina, è stata allestita la camera ardente presso l’ospedale militare “Celio” di Roma. La messa funebre si svolgerà, domani, 21 giugno alle 15,30 presso la cappella del Celio. Fra qualche giorno la salma farà ritorno in Sicilia e sarà tumulata presso il cimitero di Ribera.
(Nelle foto, alcuni scatti del Comandante Tavormina ospite di Radio Torre Ribera che ha omaggiato con un post il ricordo del carabiniere)



