Salvaguardia dell’economia riberese, appello del sindaco:”Noi viviamo a Ribera e spendiamo a Ribera”

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“In queste settimane ho avuto modo di parlare con diversi commercianti e artigiani, preoccupati per il futuro delle loro attività, fortemente compromesse dalle restrizioni necessarie per fronteggiare l’emergenza sanitaria”. Lo scrive oggi in una nota il sindaco di Ribera, Carmelo Pace che prende posizione rispetto l’orientamento dei consumi dei suoi concittadini invitando a comprare nelle attività della stessa Ribera.
” Molti di loro – scrive Pace – durante la fase di massima emergenza, hanno attivato “servizi a domicilio” mantenendo vivo il rapporto con il cliente, assicurando a tutti i cittadini il reperimento di beni utili nella fase più delicata dell’emergenza.
Adesso, finita la fase critica dell’emergenza Coronavirus, credo sia più che mai necessario e importante tenere saldo questo rapporto di fiducia con i Commercianti di Ribera e rivolgerci, per i nostri acquisti, ai negozi di vicinato e alle attività economiche di Ribera.
Acquistare nei negozi sotto casa, utilizzare per i momenti piacevoli con i nostri amici i locali di Ribera, significa infatti contribuire alla salvaguardia del tessuto economico della nostra Città.
Significa investire soldi che rimangono sul territorio, che producono occupazione e generano servizi per la collettività.
A Ribera possiamo trovare tutto quello che ci può servire senza bisogno di cercare altrove o rivolgerci a grandi colossi online”.
Le scelte dei cittadini, secondo il primo cittadino, sono fondamentali per dare ossigeno al sistema economico locale e sostenere chi lavora con impegno e sacrificio.
” Oggi e domani – aggiunge – ancora più di ieri, “comprare vicino”, utilizzare i locali del territorio rappresenta un vantaggio per tutta la nostra comunità.
Alla politica spetta sicuramente ideare un piano straordinario e agile per il rilancio economico, senza pastoie burocratiche, portando avanti una riflessione e una collaborazione con chi lavora nell’ambito del commercio e dell’artigianato, e le associazioni di categoria”.
Ma penso che ciascuno di noi, chi più e chi meno, possa contribuire a sostenere la ripresa economica del territorio e ridurre i danni”.
Nella stessa nota, Pace riferisce di essere al lavoro con la sua amministrazione per un piano straordinario di incentivi per i cittadini che sceglieranno le attività economiche di Ribera.
“Siamo al lavoro – si legge – per predisporre appositi protocolli ed iniziative che possano premiare la fedeltà dei riberesi, in linea con gli indirizzi e le agevolazioni che perverranno dallo Stato e dalla Regione.
In questo momento non siamo in grado di poter dare precise indicazioni sulla consistenza di tali incentivi, ma, Cari Concittadini, scegliete le attività commerciali e artigianali di Ribera e conservate gli scontrini, potrebbe essere per le famiglie una opportunità.
In ogni caso avremo contribuito a dare un incentivo all’economia della nostra città, ai Commercianti, agli Artigiani, ai Lavoratori che conosciamo e chiamiamo per nome, e che vivono nel nostro territorio.
Noi Viviamo a Ribera e Spendiamo a Ribera”.

L’arresto del presunto autore dell’incendio all’auto del sindaco di Gibellina, i dettagli sulle indagini

È tristemente noto l’evento incendiario ai danni del sindaco di Gibellina, Salvatore Sutera, avvenuto la notte del 4 aprile scorso, ma adesso grazie alle indagini dei carabinieri della compagnia di Castelvetrano è stato possibile dare un nome e un volto al presunto autore. Nella mattinata odierna, infatti, i militari del Norm – Sezione Operativa hanno tratto in arresto Antonino Bivona, di 42 anni, di Gibellina, attualmente disoccupato.

Grazie alle indagini svolte dall’Arma è stato possibile ricostruire gli accadimenti della nottata: i militari acquisivano e visionavano gran parte delle telecamere di videosorveglianza presenti in paese, riuscendo a capire che l’incendio era stato appiccato intorno alle 3 di notte; compatibilmente con tale orario potevano vedere l’autovettura del Bivona che, a fari spenti, si muoveva in circostanze di luogo e di tempo compatibili con l’azione incendiaria.

Di lì venivano avviate delle indagini serrate, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Sciacca,consistite in una serie di escussioni di persone informate sui fatti e di attività tecniche di intercettazione, che corroboravano l’ipotesi investigativa e davano la possibilità ai militari di acquisire sufficienti elementi a carico dell’indagato: il Bivona si sarebbe recato, a tarda notte e noncurante delle disposizioni di contenimento al virus Covid 19, presso l’abitazione del sindaco, commettendo l’incendio per un preciso movente. Le indagini avrebbero documentato anche che la causale del gesto sarebbe da ricondurre alla mancata assegnazione di un alloggio popolare – richiesto più volte dall’indagato al sindaco – diniego che l’indagato avrebbe imputato all’amministratore comunale.

L’arrestato è stato tradotto– su ordine del Tribunale di Sciacca – presso la casa circondariale di Sciacca, in regime di custodia cautelare e accusato di tentata estorsione e incendio aggravato.

L’operazione antidroga Bazar a Ribera, quattro arresti e altri indagati sottoposti a obbligo di dimora (Video)

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Sono quattro gli arrestati nell’operazione Bazar, eseguita dai carabinieri a Ribera, sottoposti ai domiciliari. Altri tre colpiti dalla misura dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza.

L’operazione portata a termine dai carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Sciacca, ha stroncato sul nascere una fiorente attività di spaccio di droga nel centro crispino. Nello specifico, un gruppo criminale composto da tunisini e da riberesi. I reati contestati a vario titolo ed in concorso sono spaccio di sostanze stupefacenti, anche nei confronti di minorenni, estorsione e detenzione illegale di arma comune da sparo.

Il blitz si è svolto con l’impiego di una quarantina di carabinieri. In tutto una decina di pattuglie dell’Arma, coadiuvate da due unità cinofile per la ricerca di sostanze stupefacenti e con il supporto di un elicottero, che ha seguito e controllato gli spostamenti degli obiettivi in ogni fase dell’operazione.

L’esecuzione delle ordinanze rappresenta la conclusione di una mirata attività d’indagine convenzionalmente denominata “Bazar”, svolta attraverso pedinamenti ed intercettazioni, avviata nell’aprile 2019 dalla Tenenza di Ribera e coordinata dalla Procura della Repubblica di Sciacca, che, condividendo appieno le risultanze investigative, ha richiesto l’emissione delle ordinanze al gip del Tribunale di Sciacca.

I militari operanti avrebbero accertato come il sodalizio criminale, composto per la maggior parte da extra-comunitari di origine tunisina, con l’appoggio di alcuni soggetti del posto, gestisse di fatto totalmente lo spaccio di sostanze stupefacenti di ogni tipo (marijuana, hashish e cocaina) per poi rivenderle a clienti locali, talvolta anche minorenni. Proprio in virtù della varietà dell’offerta di stupefacente, il nome Bazar dato all’operazione.

La sostanza veniva acquistata nella “piazza” di Palermo, per poi essere trasportata, appositamente celata in vani creati ad “hoc” delle auto nella disponibilità dei complici o mediante corrieri che si muovevano su autobus di linea. L’attività di smercio avveniva dapprima con un contatto telefonico da parte dei vari acquirenti, che richiedevano tipo e quantità di sostanza stupefacente al pusher di riferimento. Lo stesso dava poi indicazioni sul luogo e l’orario dello scambio. Pusher e cliente si incontravano quindi in corrispondenza di qualche bar del centro storico, per poi effettuare il vero e proprio scambio in qualche vicolo secondario al sicuro da occhi indiscreti. Il gruppo criminale sarebbe stato in grado di soddisfare molteplici richieste, anche di quantitativi di sostanza stupefacente considerevole, riuscendo in un caso addirittura a “risarcire” un cliente non contento della qualità della sostanza acquistata, sostituendola con un’altra di diverso tipo.

Il “vertice” del gruppo era costituito da due soggetti entrambi di origine tunisina, i quali si occupavano di organizzare i viaggi verso Palermo per rifornirsi della sostanza, in base alle necessità dei clienti, incaricando di volta in volta i pusher di recuperare la droga e portarla a Ribera. Gli inquirenti stimano che il gruppo avesse un ricavo netto settimanale, conseguente alle varie cessioni di sostanza stupefacente, all’incirca di 5000/6000 euro.

L’indagine ha permesso di appurare inoltre che, in un caso, uno degli indagati avrebbe costretto con violenza e minaccia un soggetto di Ribera a consegnare l’autovettura di proprietà a garanzia della somma di denaro dallo stesso dovuta per l’illecita cessione di stupefacente, facendo quindi configurare anche il reato di estorsione. Giova precisare come uno degli arrestati – sottolinano dal comando provinciale dei carabinieri – avesse anche nella propria disponibilità un’arma comune da sparo.

Complessivamente, durante le varie fasi dell’indagine, i militari operanti hanno arrestato in flagranza di reato altri 4 soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, denunciandone altri 5 a piede libero per lo stesso reato e segnalando 19 giovani clienti alla Prefettura di Agrigento quali assuntori di droga. Nei vari interventi effettuati infine sono stati eseguiti vari sequestri di droga, per un totale di 750 grammi di hashish, 120 grammi di cocaina, nonché della somma di 1.500 euro, quale provento dell’attività di spaccio.

Arrestato e condotto nel carcere di Sciacca il presunto autore dell’incendio dell’auto del sindaco di Gibellina

Nella mattinata odierna i militari della compagnia carabinieri di Castelvetrano hanno tratto in arresto B.A., 42enne gibellinese, in quanto a conclusione di attività d’indagine – diretta dalla Procura della Repubblica di Sciacca – Sarebbe emersa la sua responsabilità in ordine all’incendio dell’autovettura del sindaco di Gibellina, perpetrato nella notte del 4 aprile scorso. L’indagato avrebbe commesso il gesto per la mancata attribuzione di un alloggio popolare. Ora è ristretto presso la casa circondariale di Sciacca.

Nessun nuovo caso in provincia di Agrigento, ma un nuovo decesso Covid-19.

Sono 238 i tamponi effettuati in provincia di Agrigento nelle ultime 24 ore, nessun nuovo contagio. E’ il settimo giorno consecutivo.

Un guarito in piu’ rispetto a ieri e purtroppo anche un nuovo decesso. Salgono a quattordici dall’inizio dell’emergenza, dunque i morti agrigentini a causa del Covid-19.

Oggi anche un nuovo guarito.

Al Giovanni Paolo II di Sciacca presto attivi nuovi strumenti per la diagnosi precoce del tumore al seno

Si tratta dell’esame, già attivo al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, di agobiopsia stereotassica che, grazie a nuove apparecchiature controllate in maniera computerizzata, è in grado di effettuare biopsie in una fase, il più delle volte, estremamente precoce.

Quasi una svolta nella lotta al tumore al seno. L’Asp di Agrigento ha messo in atto nuovi strumenti per la diagnosi precoce dei carcinomi mammari, avviando l’esame dell’agobiopsia stereotassica, in grado di effettuare biopsie in una fase del tumore estremamente precoce, cioè quando non è ancora presente un vero e proprio nodulo e, pertanto, non è possibile fare diagnosi con altre metodiche o procedure bioptiche. L’esame in questione, già fattibile presso il “San Giovanni di Dio” di Agrigento e presto anche al “Giovanni Paolo II” di Sciacca, favorisce i percorsi diagnostici evitando all’utenza di doversi spostare fuori dalla propria provincia per effettuare prelievi di tessuto in caso di sospetta neoplasia mammaria. Questa nuova tecnica pone l’Asp di Agrigento fra le poche realtà siciliane ad aver già adottato la micro procedura d’indagine, consentendo di ampliare il percorso di screening mammografico attivo sul territorio.

Sospensione dei tributi locali a Sciacca fino a settembre, Pullara: “C’è una norma regionale che garantisce i Comuni”

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“Il sindaco di Sciacca non tiene conto della finanziaria sui tributi locali e li ha solamente sospesi annunciando ai cittadini eventuale recupero del non pagato e del corrente a partire dal mese di settembre. Non ne capisco il motivo, dal momento che c’è una norma, approvata in finanziaria, che ne abbatte i costi”. E’ quanto ha affermato l’onorevole Carmelo Pullara, capogruppo Popolari e Autonomisti all’Ars.

“Le direttive impartite dalla giunta comunale di Sciacca ,guidata dal sindaco Francesca Valenti, non tengono conto della norma approvata in finanziaria “fondo perequativo degli enti locali”, art. 11 legge regionale 12/5/2020, n.9.” E’ quanto dichiara il deputato regionale Carmelo Pullara, capogruppo Popolari e Autonomisti all’Ars. “La recente direttiva impartita dal sindaco di Sciacca -dichiara Pullara- mi lascia perplesso. Il sindaco ha infatti annunciato che i tributi locali si torneranno a pagare a settembre e solo allora si deciderà quali esenzioni o riduzioni applicare. Ebbene mi chiedo che senso ha tornare a far pagare i tributi a settembre quando esiste una norma che io stesso ho partecipato a fare approvare in finanziaria cosiddetta “fondo perequativo degli enti locali” per l’abbattimento dei tributi locali. Si tratta in sostanza -spiega Pullara- di una misura che concede ai comuni soldi per il mancato incasso. Inoltre in questo fondo perequativo, abbiamo anche inserito l’attenzione ai lavoratori negli enti locali che sono stati più impegnati a causa dell’emergenza Coronavirus. Mi riferisco ai dipendenti – continua Pullara – spesso ex articolisti/contrattisti di recente stabilizzati, mediamente con 18 ore settimanali, sempre grazie ad una norma approvata in questa legislatura, assegnati alla polizia municipale, protezione civile e servizi sociali. Con questa misura – conclude il capogruppo Popolari e Autonomisti all’Ars – abbiamo inteso tutelare questa categoria e fare in modo che i comuni potessero contare a 360 gradi su questi lavoratori. Ma soprattutto dare sostegno ai commercianti e alle imprese dando la possibilità ai sindaci di abbattere, ripeto abbattere, i tributi locali.”

Tre pensionati sequestrati e rapinati a Racalmuto, sottratti più di 60 mila euro

Un’anziana signora, di 79 anni, e i fratelli di 83 e 73 anni, sono stati vittime di un sequestro all’interno della loro abitazione, a Racalmuto, e rapinati di 50 mila euro in contanti e quattro buoni del tesoro di 2.500 euro ciascuno.

Tre malviventi avrebbero agito, stando al racconto dei pensionati, facendo irruzione all’interno di un’abitazione di campagna, dopo avere seguito uno dei tre proprietari che era uscito per andare nello spiazzale. I banditi avrebbero violentemente strattonato gli anziani rinchiudendoli, poi, in uno sgabuzzino. Avrebbero sottratto il denaro in contanti, pari a 50 mila euro, nascosto in una stanza dietro alla cucina, insieme ai buoni del tesoro. Dopo avere rapinato i tre anziani, i banditi sono scappati e nei pressi della zona, i carabinieri hanno recuperato alcune banconote che forse devono essere cadute durante la fuga.

Soggiorno gratis, a Cefalù, per i medici della Lombardia: il regalo della Sicilia per dire “grazie” ai campioni della pandemia

L’Ente Parco delle Madonie, guidato dal commissario straordinario Salvatore Caltagirone, ha deciso, grazie alla disponibilità della direzione dell’hotel “Costa Verde” di Cefalù, di offrire un soggiorno gratuito ai medici e agli infermieri degli Spedali Civili di Brescia e del Fatebenefratelli Sacco di Milano impegnati nell’emergenza Covid 19 in segno di gratitudine nei loro confronti.

Le distanze si annullano quando c’è di mezzo l’amore, il cuore e lo spirito di solidarietà. La Sicilia e la Lombardia diventano una cosa sola, grazie all’iniziativa dell’Ente Parco delle Madonie che ha deciso di regalare un periodo di relax e benessere a cinque medici e a cinque infermieri, con le loro famiglie, che hanno lottato, strenuamente, nei reparti di terapia intensiva degli Spedali Civili di Brescia e del Fatebenefratelli Sacco di Milano. Un segno di gratitudine e riconoscenza, insomma, che manifesta, ancora una volta, il cuore grande dei siciliani. “Come Commissario straordinario dell’Ente Parco delle Madonie – evidenzia Salvatore Caltagirone – porgo un sentito e doveroso ringraziamento a tutti coloro che con spirito di abnegazione sono stati impegnati per così lungo tempo, nei diversi reparti di terapia intensiva, per curare e salvare le persone affette da Covid-19 e formulo, in questa occasione, l’invito a trascorrere una vacanza nel nostro territorio all’insegna della serenità e del benessere psicofisico.” Ed è così che i medici e il personale sanitario, insieme alle loro famiglie, per una settimana potranno rilassarsi tra escursioni in natura, trekking, visite ai musei e siti geologici di cui l’Ente Parco delle Madonie può certo vantarsi. La Sicilia e la Lombardia, dunque, cucite insieme da un unico filo indissolubile, quello dell’amore.

Sempre 44 i positivi al Coronavirus in provincia di Agrigento

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 15 di oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:
Agrigento, 44 (0 ricoverati, 96 guariti e 1 deceduto);
Caltanissetta, 50 (6, 109, 11);
Catania, 629 (41, 336, 97);
Enna, 67 (6, 325, 29);
Messina, 294 (39, 210, 56);
Palermo, 361 (36, 172, 34);
Ragusa, 30 (2, 60, 7);
Siracusa, 32 (7, 186, 28);
Trapani, 17 (0, 117, 5).
Il prossimo aggiornamento avverrà domani.