Da Gatteo a Sciacca il Covid mette in difficolta’ il turismo, il sindaco Vincenzi:”Questa stagione s’ha da fare”.

Un chilometro di costa, ma votato interamente al turismo di massa, come altre località balneari della riviera romagnola. A Gatteo a mare si contanto oltre 90 alberghi, 30 stabilimenti balneari e circa 300 appartamenti che vengono affittati, insomma il turismo una vera industria, la prima economia di questa ridente cittadina romagnola che adesso guarda a questa stagione con tanta paura ma anche con tanta voglia di fare.

Ne abbiamo parlato oggi con il suo sindaco, Gianluca Vincenzi che le vacanze ogni anno le fa a Sciacca e che ogni volta incontriamo per parlare di turismo. L’ultima volta era settembre del 2019, la pandemia neanche lontanamente prevedibile. Qui vi riproponiamo quel momento.

Oggi lo abbiamo raggiunto per capire come Gatteo a mare sta cercando per reagire all’emergenza.

Wwf e Guardia Costiera insieme per la difesa delle specie protette, iniziativa a Sciacca e Menfi

Il Wwf Sicilia Area Mediterranea ha elogiato la Guardia Costiera di Sciacca per l’iniziativa di indirizzare ai Comuni di Sciacca e Menfi una nota sulla difesa delle specie protette lungo il litorale.
Nella nota, a firma del Comandante, tenente di vascello Giuseppe Giannone, viene raccomandato di sensibilizzare gli operatori dei mezzi addetti alla pulizia delle spiagge a  porre  la  dovuta  attenzione  qualora, durante  le  attività,  riscontrino  la  presenza  di  siti  nidificati  e,  in  caso  positivo,  informare  prontamente  la Guardia Costiera  o il  Wwf.
Attualmente è in corso la campagna di monitoraggio dei siti di nidificazione del fratino, piccolo uccello migratore che arriva dall’Africa, inserito tra le specie da tutelare dalla Direttiva UE “Uccelli”, che nidifica sulle spiagge europee dall’inizio del secolo.  La sua popolazione è in consistente calo e in Italia si stima la presenza di meno di 700 coppie. Il Wwf Italia ha costituito una “rete di esperti e attivisti che collaborano per coordinare le attività per la tutela del fratino nelle spiagge italiane.
Un’altra specie di cui si potranno rilevare le tracce è la tartaruga marina della specie Caretta caretta, che da metà maggio in poi potrebbe nidificare, come già in passato è successo svariate volte per la zona di Sciacca e Menfi. Su questo animale il Wwf Italia ha uno speciale Progetto Tartarughe, autorizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e un altro Progetto finanziato dall’UE denominato Euroturtles.
”Lo scopo finale del Wwf – presa il presidente di Sicilia Area Mediterranea – è fermare e far regredire il degrado dell’ambiente naturale del nostro pianeta e contribuire a costruire un futuro in cui l’umanità possa vivere in armonia con la natura”.

Arriva la “fase 2”, chi si potra’ andare a trovare? Ma la raccomandazione generale e’ limitare gli incontri

«Sono consentiti gli spostamenti per incontrare esclusivamente i propri congiunti, che devono considerarsi tra gli spostamenti giustificati per necessità” E’ quanto chiarito in una Faq ministeriale sulla “fase 2”.

“E’ comunque fortemente raccomandato limitare al massimo gli incontri con persone non conviventi, poiché questo aumenta il rischio di contagio. In occasione di questi incontri devono essere rispettati: il divieto di assembramento, il distanziamento interpersonale di almeno un metro e l’obbligo di usare le mascherine per la protezione delle vie respiratorie».

La Faq chiarisce anche chi sono i congiunti:” I «congiunti» cui fa riferimento il Dpcm sulla fase 2 comprendono: «I coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)”.

Si tratta di un’interpretazione del testo del dpcm che non fa rientrare gli amici tra gli “stabili legami effettivi”.

(A corredo del pezzo un video realizzato da Monica Sutera che racconta i cinquanta giorni di quarantena a Sciacca)

Anche a Palermo Padre Pio indossa la mascherina, la statua del Santo collocata nel quartiere della “Kalsa”

Nel quartiere della “Kalsa”, a Palermo, è stata collocata una statua di Padre Pio con indosso la mascherina. La scultura è stata installata nella parte centrale della piazza.

San Pio da Pietralcina, a Palermo, indossa la mascherina. C’è chi, in tal modo, ha voluto proteggere anche il Santo dall’epidemia di coronavirus che incombe nel mondo. La statua di Padre Pio è stata collocata nel famoso quartiere della “Kalsa”, dove sono nati i giudici Falcone e Borsellino. Un gesto di solidarietà e protezione in un momento delicato, quale quello che stiamo attraversando, a causa del diffondersi del Covid-19. Tanta gente, infatti, si affida alla preghiera invocando sostegno e aiuto per debellare il morbo che sta affliggendo l’umanità intera.

Da domani in Sicilia via libera agli sport individuali, ordinanza con le regole da rispettare

Dopo il lockdown per limitare ogni forma di contagio dal Coronavirus, da domani in Sicilia scatta il via libera alla pratica degli sport individuali, “purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale”. La misura di alleggerimento – contenuta nell’ordinanza firmata lo scorso 30 aprile dal presidente della Regione, Nello Musumeci –  è disciplinata da una circolare dell’assessorato alla Salute.
Nel documento, in cui si escludono di fatto tutti gli sport di squadra, viene infatti specificato che “l’attività sportiva deve essere svolta esclusivamente in forma individuale e non ammette – né prevede – alcun contatto fisico” che potranno essere praticati in luoghi aperti. La circolare chiarisce inoltre che è “ammessa la pratica di qualsiasi sport, esclusivamente e rigorosamente in forma individuale, che contempli l’utilizzo di un attrezzo”.
Così si potranno nuovamente praticare, ad esempio, tutte le discipline su due ruote, ma anche tennis, padel, tennis tavolo o pattinaggio, windsurf, surf, etc. Via libera anche alla “pesca subacquea, apnea, diving e nuoto in acque libere, purché esercitati nel sito più vicino alla propria abitazione”. Come previsto dall’ordinanza del presidente della Regione sì anche a canoa, canottaggio e vela, equitazione, golf e ovviamente atletica, ma anche alla pesca sportiva: tutte discipline che si possono praticare “purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e delle norme relative al contenimento del contagio”.
La circolare dell’assessorato alla Salute specifica inoltre che nei circoli e nelle strutture sportive private, i legali rappresentanti dovranno far rispettare tutte le misure in materia di sanificazione, di distanziamento interpersonale e di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e di sicurezza (mascherine, guanti, termoscanner e saturimetro).
Nelle strutture, all’intero delle quali potranno accedere solo gli iscritti, dovrà essere individuato un supervisor che avrà il compito di “monitorare ed assicurare costantemente il regolare espletamento delle attività”. 
All’interno dei circoli sportivi, che dovranno dotarsi di igienizzanti da dislocare nelle diverse aree dedicate all’attività fisica e nelle aree comuni (ingresso, WC etc.),  sarà comunque vietato l’uso di piscine e luoghi chiusi, quali palestra, bar, sale di intrattenimento e non sarà consentito l’utilizzo delle docce. L’ingresso negli spogliatoi, infine, è permesso esclusivamente per l’uso dei wc che dovranno essere preventivamente sanificati.
La circolare dell’Assessorato alla Salute chiarisce inoltre che “l’ingresso ai soci presso le strutture sportive è consentito previa prenotazione, secondo le modalità utilizzate dalle strutture medesime, per lo svolgimento dell’attività, tra quelle ammesse, prescelta dall’interessato”.
L’assessorato per assicurare un costante monitoraggio del rispetto delle disposizioni ha previsto dei controlli nei circoli e le eventuali violazioni saranno oggetto di specifiche sanzioni.

Festeggiano il compleanno in un pub, sanzionati i presenti e il titolare

Il pub, a Catania, era illegalmente aperto, a causa delle restrizioni per il Covid-19, per festeggiare un compleanno. La polizia è intervenuta, stanotte, sanzionando i 9 presenti e il titolare del locale. La segnalazione è giunta in sala operativa attraverso la nuova applicazione Youpol.

Nove persone, che stavano festeggiando un compleanno all’interno di un pub, a Catania, sono state sanzionate dalla polizia. A causa dell’emergenza coronavirus, infatti, l’attività commerciale era illegalmente aperta e, perciò, è stato sanzionato anche il titolare del locale. All’uomo è stata anche comminata la contestuale chiusura, provvisoria, per 5 giorni dello stesso esercizio commerciale. Il questore di Catania, Mario Della Cioppa, avvierà nei confronti del titolare del pub le procedure per l’adozione del provvedimento di chiusura in applicazione dell’art. 100 del TULPS, a tutela della sicurezza e della incolumità pubblica. In alternativa, sarà richiesta al Prefetto l’applicazione dell’art. 15 del D.L. 9 marzo 2020 n. 14, che prevede la chiusura dell’esercizio da un minimo di 5 a un massimo di 30 giorni.

Coronavirus, Razza: “Rientro in Sicilia normato da decreti ministeriali, al vaglio provvedimento per i siciliani fuorisede”

“L’ingresso in Sicilia è normato da un decreto del ministro dei Trasporti, di concerto con il ministro della Salute, che disciplina le modalità con cui si rientra nel territorio siciliano. Si tratta di un provvedimento, giudicato da tutti essenziale nella fase della diffusione del contagio, che ha raccolto la richiesta di limitare l’accesso all’Isola che il presidente Musumeci avanzava già dalla fine del mese di febbraio”.Lo precisa l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

“Il tema del ricongiungimento familiare per stato di necessità – prosegue l’esponente del governo regionale – è già previsto in quel provvedimento e non necessita di alcuna autorizzazione nuova. Tuttavia, nelle prossime ore, valuteremo provvedimenti finalizzati a favorire il rientro dei fuorisede, che già oggi possono fare accesso nell’Isola, per come previsto dalla disciplina del ricongiungimento familiare”. “Dovremmo evitare su questi temi polemiche speciose – conclude Razza – . E’ facile dire facciamo entrare tutti, ma esistono ancora oggi regioni con contagi di molte migliaia di persone, quindi serve gradualità e prudenza”.–

L’uso del plasma iperimmune, Gallerano: “La Struttura Trasfusionale non può decidere autonomamente”

A seguito della pubblicazione da parte di Risoluto.it di un articolo sull’uso di plasma Iperimmune in soggetti affetti da Covid19 , e che riporta il contributo del dottor Nino Sandullo, alcune considerazioni, al fine di chiarire meglio le problematiche e le implicazioni medico scientifiche, sono contenute in una nota che ci è stata inviata dal direttore della Struttura Trasfusionale di Sciacca, Pasquale Gallerano, che pubblichiamo:

“Premesso che l’uso di Plasma proveniente da pazienti guariti dal Coronavirus, ricco di anticorpi, utilizzato a fini terapeutici, per la cura dei pazienti affetti da una forma severa di COVID-19, rappresenta una tecnica già utilizzata anche in passato per la cura della SARS e dell’EBOLA, con comprovata utilità (già dal secolo scorso utilizzata per curare il Tetano e la Rabbia) e che le informazioni attraverso i media suscitano un notevole impatto, non solo mediatico ma anche emotivo, ritengo opportuno sottolineare che le notizie riguardanti le risultanze positive di tale strategia terapeutica sui pazienti affetti da Coronavirus devono essere comunicate con puntuale rigore scientifico. E’ importante sottolineare come il protocollo di Pavia e Mantova per tale trattamento, autorizzato dalla regione Lombardia e dal Ministero della Salute, sia stato velocemente recepito e preso d’esempio in tanti altri territori e nazioni ed ampiamente utilizzato in Cina e negli USA. Da subito, è arrivato anche l’interesse da parte della altre regioni italiane, tra cui la Regione Sicilia. L’Assessorato Regionale alla Salute, infatti, ha così richiesto alle strutture Trasfusionali della Regione preposte a tale attività ed all’uopo autorizzate, sotto l’egida del Centro Regionale Sangue, la redazione di un apposito protocollo, seguendo rigidi criteri di selezione imposti, in materia di sicurezza dei donatori (ex pazienti COVID-19) per la raccolta del plasma. In tal modo è stato avviato l’iter autorizzativo che coinvolge, oggi, il Comitato Tecnico Scientifico per il COVID19 dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia in primis e poi il Centro Nazionale Sangue del Ministero della Salute. In conseguenza di quanto sopra, il Centro Regionale Sangue ha richiesto all’UOC di Medicina Trasfusionale di Sciacca, in quanto Centro di Qualificazione Biologica, la partecipazione in questo progetto che vede coinvolti i Reparti Clinici che hanno in cura i pazienti COVID. Tali reparti dovranno certificare, infatti, la guarigione dei soggetti candidati al prelievo di unità di plasma iperimmune, nonché inviarli alle strutture Trasfusionali individuate ad effettuare il prelievo, previo accertamento dei requisiti di Legge e la comprovata presenza di Immunoglobuline Neutralizzanti ad alto titolo. Pertanto, mi corre l’obbligo di chiarire che la produzione e l’utilizzo di plasma iperimmune non rappresenta una sperimentazione ma l’attuazione di un protocollo molto rigido che sottopone i Centri Trasfusionali ad un percorso previsto dalla Legislazione Italiana e che prevede esami aggiuntivi finalizzati a rendere l’emocomponete “plasma” iperimmune ed ipersicuro. Ne consegue che qualsiasi Struttura Trasfusionale, in ambito nazionale non possa procedere, autonomamente, a produrre plasma iperimmune necessario per tale strategia terapeutica, benché dotate delle attrezzature necessarie, senza che vi sia un’autorizzazione specifica ed i necessari collegamenti con i reparti di terapia intensiva (COVID-19).​Non appare altresì utile invocare percorsi avventurosi che, come già avvenuto in “passato”, potrebbero avere un impatto, oltre che etico ed emotivo, anche risvolti di tipo penale . La medicina in quanto materia scientifica si basa sul rigido rispetto delle regole, sulla buona prassi e sulla evidenza dei risultati”.

Coronavirus, in provincia di Agrigento fermo a 69 il numero dei contagiati

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 15 di oggi (domenica 3 maggio), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 124 (16, 24, 11); Catania, 688 (88, 228, 86); Enna, 296 (119, 93, 29); Messina, 374 (76, 124, 52); Palermo, 390 (64, 93, 28); Ragusa, 55 (5, 31, 6); Siracusa, 115 (40, 95, 24); Trapani, 92 (4, 42, 5). Il prossimo aggiornamento avverrà domani.

Coronavirus, in Sicilia meno ricoveri e 2.203 positivi

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 15 di oggi (domenica 3 maggio), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 85.955 (+1.603 rispetto a ieri), su 78.409 persone: di queste sono risultate positive 3.240 (+27), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.203 (+17), 795 sono guarite (+8) e 242 decedute (+2).
Degli attuali 2.203 positivi, 412 pazienti (-14) sono ricoverati – di cui 29 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.791 (+31) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.
Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.