Terme di Sciacca: ancora possibile un rilancio?

La concessione delle Terme di Sciacca al Comune di Sciacca, è ormai vicina, mancava solo per la determinazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, del valore del piccolo albergo San Calogero e adesso si avvicina sempre più il momento in cui il complesso termale di Sciacca potrà essere dato in concessione al Comune per il suo rilancio, almeno secondo quanto affermato dalla Regione. Secondo l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, il passaggio si concretizzerà già ai primi di settembre. Adesso per completare il tutto servono solo alcuni documenti, la certificazione energetica degli immobili e dati catastali di agibilità degli stessi. Un destino quello delle Terme ora più che mai legato agli intendimenti del Comune di Sciacca. Ma a due anni dalla chiusura e a tutte le tormentate vicissitudini legate alla burocrazia e alla politica regionale, quanto ancora i saccensi pensano (o sperano) che le Terme di Sciacca potranno ripartire con il tanto atteso rilancio e soprattutto, come?  

Immigrazione clandestina, resta in carcere il menfitano Felice Montalbano

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Ferragosto in carcere per il menfitano Felice Montalbano, di 58 anni, coinvolto nell’operazione “Scorpion Fish” che ha colpito una presunta associazione a delinquere dedita all’immigrazione clandestina. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Wilma Angela Mazzara, ha rigettato l’istanza che era stata presentata dal suo difensore, l’avvocato Pietro Alongi, di concessione degli arresti domiciliari per consentirgli di assistere un familiare malato. Per il giudice non sono emerse novità rispetto al quadro cautelare già emerso e susstistono “pericolo di reiterazione e di fuga”. Ed ancora, che risultano “irrilevanti le varie situazioni familiari e personali del Montalbano e che allo stato non si profila alcuna specifica incompatibilità delle sue condizioni di salute con il regime carcerario”. Montalbano è accusato di avere messo a disposizione una casa e svolto servizi per due tunisini pure arrestati nell’ambito di quest’operazione.

Guardia Costiera in azione a Porto Paolo di Menfi in soccorso dei bagnanti

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Gran lavoro per tutta la giornata di ieri della Guardia Costiera sulla spiaggia di Porto Palo, a Menfi. E’ stata effettuata un’intesa opera di prevenzione e di monitoraggio nei confronti di tutti quei bagnanti che si apprestavano ad entrare in acqua con materassini, canotti e similari, vista la giornata di forte vento. I militari hanno sensibilizzato i bagnanti e gli assistenti a prestare la massima attenzione e a svolgere opera di prevenzione. Ammoniti i vari windserfisti a rispettare le norme (navigare fuori la zona riservata alla balneazione ma non oltre i 1000 metri) e prestato supporto ad un winserfista che a causa della poca esperienza si era allontanato notevolmente manifestando difficoltà nel rientrare. Controlli vengo effettuati anche per il rispetto del divieto di portare animali in spiaggia dalle 9 alle 19 così come prevede un’ordinanza dell’autorità marittima.

Mangia alla finestra in attesa del bando pubblico: dopo l’endorsement pro-Valenti sarà lui a rilanciare le Terme?

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Sono trascorsi due anni da quando Antonio Mangia dichiarò pubblicamente che sarebbe stato disponibile a riaprire il Grand Hotel delle Terme. Disse di più: “Sono l’unico che può rilanciare la risorsa termale di Sciacca”. Politici e burocrati a Palermo avrebbero in breve frenato i facili entusiasmi del patron di Sciaccamare. Ma siamo già ai corsi e ricorsi storici. Sì, perché potrebbe chiudersi a breve il cerchio apertosi durante la campagna elettorale, con l’ormai celebre (e discusso) endorsement  del capo di Aeroviaggi a favore della candidatura a sindaco Francesca Valenti. Mangia sa che un conto è avere a che fare con una Regione pachiderma, tutt’altro conto è avere a che fare con quel Comune adesso retto da chi, Francesca Valenti, è stata apertamente sponsorizzata, con una bella lettera di raccomandazione elettorale ai dipendenti. Mangia dunque alla finestra, che potrebbe far fruttare “affetto e vicinanza” mostrati alla nuova amministrazione prendendosi in carico la vertenza Terme e a riaprirle, in un gioco economico che potrebbe interessare lui e avvantaggiare Sciacca. Il percorso è tutt’altro che agevole, perché il tutto deve passare da un bando pubblico. Ma il coniglio dal cilindro potrebbe essere proprio questo. “Affetto e vicinanza – hanno accusato oggi dal centrodestra – si erano già palesati sin dai primi giorni di campagna elettorale ma che risiedendo evidentemente in ben altre motivazioni, sulle quali sarà nostra cura rimanere vigili”. Chissà a quali motivazioni si riferiscono quelli dell’Opposizione. Il sindaco Valenti, naturalmente, guarda alla prospettiva di far ripartire le Terme da Mangia con estremo interesse, pur nella necessità (e ci mancherebbe altro) di dover seguire la regolare trafila burocratica dell’evidenza pubblica. Non si può certamente escludere, a questo proposito, che anche ad altri imprenditori le Terme possano interessare, facendo una proposta perfino migliore di quella di Mangia, anche se appare improbabile. Insomma: potrebbe spiegarsi la recente euforia del centrosinistra a fronte della letterina di Alessandro Baccei. Un’euforia che ha fatto dire ai vertici del PD Michele Catanzaro e Simone Di Paola che, sostanzialmente, il vento è cambiato, e che ora con la Regione il Comune discute meglio di quanto non riusciva con Fabrizio Di Paola. È anche ipotizzabile, però, che il vento sia cambiato nella misura in cui si avvicinano le prossime elezioni regionali, ma il discorso qui si fa più ampio. Il centrodestra oggi ha invitato la maggioranza a evitare l’autoesaltazione e la denigrazione di chi c’era prima, opinando che i presunti cambi di passo sono solo una millanteria come un’altra. Ma torniamo al bando per le Terme. Chi dovrà scriverlo? Ieri sul nostro sito Alfredo Ambrosetti, uno che di Terme se ne intende, ha detto che secondo lui il Comune non deve certo chiedere l’aiuto della Regione. L’idea è quella di un gruppo ristretto, tecnico-politico. Nella maggioranza, d’altronde, ci sono soggetti che conoscono l’argomento, tra cui lo stesso Ambrosetti (candidatosi al Consiglio con la lista Nostra Sciacca), tra cui l’ex assessore Alberto Sabella. I prossimi passaggi saranno rivelatori.

Un branco di randagi stanzia da settimane nella pineta di San Calogero e c’è anche chi li ciba

Spaventano chi si reca sul Monte per una passeggiata o per cercare un po’ di refrigerio, da settimane un gruppo ci cani randagi, ormai un vero e proprio branco, si è insediato tra la pineta e il viale di San Calogero inducendo anche molta gente a non scendere neanche dalla macchina per paura di questi randagi. Ma c’è anche chi ogni giorno li alimenta portando loro del cibo che distribuisce in piattini di plastica che poi vengono dispersi sul posto e che inquinano l’ambiente. Ecco le immagini dei randagi, ormai padroni della zona.

“Stessa emozione di una finale di Champions”, l’attesa degli appassionati delle due ruote di vivere il passaggio della “Maglia Rosa”

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Era il 1986 quando “la regina” delle competizioni ciclistiche in Italia, stiamo parlando della storica corsa del Giro d’Italia, fece tappa a Sciacca. Un’attesa lunga trentuno anni per gli appassionati delle due ruote che finalmente toccherà nuovamente l’apice il prossimo anno con il passaggio dalle vie del centro storico di Sciacca della quinta tappa prevista nel programma del tour ciclistico che sarà l’Agrigento-Santa Ninfa. A Sciacca continua ad aumentare il numero degli appassionati di bike che amano la bici, lo praticano come sport o scelgono lo stile di vita delle due ruote. In vista del grande evento sportivo che la prossima primavera attraverserà la città, ne abbiamo parlato con Lorenzo Sabella, del direttivo della Saraceno Bike, uno dei due gruppi che a Sciacca insieme alla Sikel bike, praticano la mountain bike e diffondono la cultura della bici in una città zeppa di automobili e affetta da gravi problemi di viabilità come Sciacca.

I due bagnini che ieri a San Marco hanno salvato quattro persone:”Mai sottovalutare i pericoli del mare e sentirsi troppo sicuri di se'”

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Giuseppe Falsone e Federico Cutroneo sono i due assistenti bagnanti che ieri con due diversi interventi hanno tratto in salvo quattro persone sulla spiaggia di San Marco. A Risoluto.it raccontano le difficoltà dei due interventi di ieri con il mare grosso e ringraziano quanti li hanno aiutati da riva a tornare indietro e a mettere in salvo dapprima un papà e un ragazzino e poi una coppia di anziani. “Abbiamo rischiato anche noi di non farcela – hanno detto i due che prestano assistenza presso la torretta della spiaggia di San Marco – mai sentirsi onnipotenti dinnanzi la forza del mare. Ieri abbiamo effettuato i due salvataggi grazie alla coordinazione tra di noi e la mano di un gruppo di persone che da riva ci hanno dato una mano, ma invitiamo le persone ad essere prudenti e ad ascoltare le raccomandazioni di chi presta assistenza”.

Sindaci Menfi e Santa Margherita: “Conseguenze nefaste sull’agricoltura per la siccità, lo Stato ci aiuti”

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il Sindaco di Menfi, Vincenzo Lotà, con una nota urgente indirizzata, fra gli altri, al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ed al Presidente della Regione Siciliana, ha chiesto che, in ragione delle elevatissime temperature registrate in queste settimane, della perdurante e straordinaria ondata di siccità e delle loro nefaste conseguenze sul comparto vitivinicolo, agricolo e zootecnico, venga riconosciuto per la Provincia di Agrigento lo stato di Calamità Naturale e vengano poste immediatamente in essere tutte le azioni volte a sostenere economicamente, come previsto dalla vigente normativa, le aziende danneggiate dalle condizioni climatiche di queste settimane. Alla richiesta del primo cittadino di Menfi, si è unita anche quella del sindaco di Santa Margherita, Franco Valenti che come il collega chiede lo stato di calamità per poter supportare le aziende del settore gravemente danneggiate dalle condizioni meteo che ne compromettono anche la loro stabilità economica. “Le elevate temperature – ha commentato il sindaco Lotà –  stanno imperversando pesantemente su un territorio che, come è noto, ha nell’agricoltura di qualità la sua forza di propulsione economica. Riconoscere il grave disagio economico e sociale ed intervenire concretamente sono passaggi essenziali per sostenere le nostre comunità”. Anche il primo cittadino di Santa Margherita chiede che: “Vengano poste in essere tutte le procedure atte al riconoscimento dello “stato di calamità naturale” con consequenziale richiesta di aiuti economici per il settore agricolo e zootecnico già particolarmente in crisi”.

Report di Legambiente: Stazzone “fortemente inquinato”. Lo sapevamo già, ma a cosa è servito il depuratore?

Fortemente inquinato. È la classificazione data da Legambiente al mare analizzato allo Stazzone, alla foce del torrente Cansalamone. L’indicazione è contenuta nel report annuale di Goletta Verde. Un risultato che, naturalmente, non stupisce, ma che suscita più di un interrogativo sulle aspettative collegate a quel depuratore che abbiamo atteso per anni proprio allo scopo di superare un’emergenza ambientale infinita. Tanto più che Legambiente, che ha dato un titolo shock del tutto eloquente al report di quest’anno, ossia “Mare Monstrum”, ha rilevato che a Castelvetrano, allo sbocco del depuratore di quel comune, le acque quest’anno per la prima volta hanno dato risultati favorevoli, considerati entro i limiti. E allora vuol dire che occorrono immediatamente le verifiche necessarie a capire in che acque facciamo il bagno. Perché il problema, ovviamente, non può riguardare solo lo Stazzone ma altre spiagge (tra cui il Lido o la Foggia) che continuano (almeno formalmente) ad essere considerate non balneabili.

In arrivo 500 contravvenzioni per divieto di sosta a San Marco e San Giorgio

Per la sosta selvaggia a Capo San Marco e San Giorgio la Polizia Municipale di Sciacca ha elevato circa 500 contravvenzioni in pochi giorni che stanno per arrivare nelle case dei saccensi e dei turisti che non hanno rispetto i divieti di parcheggio in alcune aree delle due località balneari. Il codice della strada non obbliga a lasciare la contravvenzione sul parabrezza delle auto e gli agenti hanno soltanto rilevato i numeri di targa o effettuato filmati con il telefonino. Queste zone sono quelle nelle quali ci sono state difficoltà, a causa della sosta selvaggia, anche per il passaggio dei mezzi di soccorso.