Rubati 100 chili di rame dalla cabina elettrica di Sciaccamare, danni per 15 mila euro


I ladri di rame non si fermano nel territorio di Sciacca e continuano a prendere di mira le strutture alberghiere. L’ultimo furto è stato messo a segno ai danni della cabina elettrica di Sciaccamare dove sono stati rubati cento chili di rame per un valore di 15 mila euro.

La denuncia del furto è stata presentata ai carabinieri della compagnia di Sciacca che hanno avviato le indagini. Qualche mese fa l’ultimo furto di rame ai danni di Sciaccamare quando hanno rubato i cavi in rame dal depuratore con danno di 150 mila euro. Poi i ladri sono stati intercettati dalla polizia in località Makauda e sono fuggiti abbandonando mezzo e refurtiva. I danni procurati a Sciaccamare sono coperti da assicurazione.

Più volte i ladri di rame hanno messo a segno furti anche ai danni di Torre Makauda.

Legge 104, permessi anche senza parentela: come assistere una persona disabile se non siete familiari

La Legge 104 non tutela solo i legami di sangue.
L’ordinamento italiano riconosce oggi il diritto ai permessi lavorativi retribuiti anche a chi non è parente della persona con disabilità, valorizzando le relazioni affettive stabili e autentiche che vanno oltre il matrimonio o la famiglia tradizionale.

Una svolta importante che consente, a determinate condizioni, di assistere legalmente una persona disabile grave anche se non esiste alcun vincolo familiare. Vediamo chi può fare domanda, quali requisiti servono e quali rischi evitare.


Chi può chiedere i permessi 104 senza essere parente

Il legislatore ha ampliato in modo significativo la platea dei beneficiari dell’art. 33, comma 3, della Legge 104, includendo il convivente di fatto.

Il convivente di fatto:

  • è equiparato al coniuge e alla parte di unione civile;
  • rientra nel primo livello dei soggetti legittimati a chiedere i permessi;
  • può usufruire dei tre giorni di permesso mensile retribuito, anche se esistono altri familiari.

Attenzione: la convivenza deve essere ufficiale

Non basta vivere insieme.
La convivenza deve essere:

  • stabile e reciproca;
  • registrata all’anagrafe comunale, come previsto dalla Legge 76/2016.

Senza la dichiarazione anagrafica, la relazione non ha valore giuridico ai fini dei permessi 104.


La conferma dei tribunali: conta il legame affettivo, non il sangue

La giurisprudenza ha chiarito in modo netto questo principio.
Il Tribunale di Agrigento, con sentenza n. 594 del 22 aprile 2025, ha stabilito che il convivente di fatto ha pieno diritto ai permessi 104, senza che il datore di lavoro possa opporre l’assenza di vincoli familiari.

📌 In altre parole: l’assistenza conta più della parentela.


Il requisito fondamentale: disabilità grave certificata

Per ottenere i permessi non basta un’invalidità elevata.
Servono due condizioni cumulative.

1️⃣ Disabilità grave ex art. 3, comma 3

La persona assistita deve essere riconosciuta in situazione di gravità, certificata dalla commissione medica dell’INPS.

Questo significa:

  • ridotta autonomia personale;
  • necessità di assistenza permanente, continuativa e globale.

Come chiarito dal Tribunale di Catania (sent. n. 1076/2025), non è sufficiente:

  • una difficoltà motoria;
  • una disabilità parziale;
  • neppure una invalidità al 100% se manca la gravità.

2️⃣ Nessun ricovero a tempo pieno

La persona disabile non deve essere ricoverata stabilmente in una struttura che garantisce assistenza continua.
Se il ricovero è permanente, viene meno la necessità di assistenza domiciliare.


Chi può usare i permessi e in quali casi

I permessi spettano:

  • solo a lavoratori dipendenti (pubblici o privati);
  • che siano conviventi di fatto regolarmente registrati;
  • esclusivamente per assistenza reale e concreta.

⚠️ Non sono ferie mascherate.


Uso improprio dei permessi: rischio licenziamento

Questo è il punto più delicato.
La giurisprudenza è rigidissima sull’uso scorretto dei permessi 104.

Se il lavoratore:

  • chiede il permesso per assistere il disabile;
  • ma svolge attività personali (viaggi, svago, commissioni non collegate);

commette un abuso del diritto.

Il Tribunale di Agrigento, con sentenza n. 393 del 19 marzo 2025, ha confermato che:
👉 l’uso improprio dei permessi può portare al licenziamento per giusta causa.

I controlli del datore di lavoro sono legittimi.


Non solo permessi: altri diritti per il convivente assistente

La tutela della Legge 104 non si limita ai tre giorni mensili.

Il convivente che assiste una persona disabile grave ha diritto anche a:

  • scegliere, se possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio dell’assistito;
  • non essere trasferito senza consenso.

Ma non sono diritti assoluti

Come chiarito dalla Corte d’Appello di Catanzaro (sent. n. 78/2024), questi diritti vanno bilanciati con:

  • esigenze tecniche;
  • organizzative;
  • produttive dell’azienda.

Tuttavia, il datore di lavoro deve dimostrare concretamente l’impossibilità di accogliere la richiesta.
Un semplice “no” non basta, come ribadito dalla Corte d’Appello di Ancona (sent. n. 416/2024).


In sintesi

📌 I permessi 104 spettano anche senza parentela
📌 Serve convivenza di fatto registrata
📌 Necessaria disabilità grave certificata
📌 Uso improprio = rischio licenziamento
📌 Previsti anche diritti su sede e trasferimenti

La Legge 104 oggi tutela le relazioni reali, non solo quelle anagrafiche. Ma richiede rigore, correttezza e responsabilità nell’utilizzo dei benefici.

Scuola, assunzioni più rapide per i docenti anche senza abilitazione: arrivano gli elenchi regionali

Il sistema di reclutamento degli insegnanti cambia passo.
Con il Decreto-Legge 45/2025, a partire dall’anno scolastico 2026/2027 debutta un nuovo strumento pensato per affrontare una delle criticità storiche della scuola italiana: la carenza di docenti in alcune regioni.

Nascono così gli elenchi regionali per il ruolo, un canale aggiuntivo che punta a velocizzare le assunzioni, ampliare le possibilità di stabilizzazione e garantire maggiore continuità didattica agli studenti.


Cosa sono gli elenchi regionali per il ruolo

Gli elenchi regionali sono graduatorie su base territoriale, istituite per:

  • coprire più rapidamente le cattedre vacanti;
  • intervenire nelle aree dove le graduatorie ordinarie risultano esaurite o insufficienti;
  • offrire nuove opportunità ai docenti precari.

Questo nuovo canale non sostituisce le graduatorie dei concorsi PNRR, ma si affianca ad esse, creando di fatto un doppio binario di accesso al ruolo.


Nessuna penalizzazione per chi è già in graduatoria

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la tutela delle posizioni già acquisite.

👉 L’inserimento negli elenchi regionali non comporta la perdita né il peggioramento della posizione nelle graduatorie concorsuali tradizionali.

In pratica, un docente potrà:

  • restare nelle graduatorie PNRR o ordinarie;
  • inserirsi contemporaneamente negli elenchi regionali;
  • scegliere, al momento della convocazione, l’opzione più conveniente.

Questo meccanismo aumenta le possibilità di assunzione senza obbligare a rinunce preventive.


Assunzioni anche senza abilitazione: come funziona

Il decreto introduce una soluzione specifica per i docenti non ancora abilitati.

Contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo

Chi viene chiamato dagli elenchi regionali senza abilitazione:

  • viene assunto con contratto a tempo determinato finalizzato all’immissione in ruolo;
  • entra subito in servizio;
  • deve però completare i percorsi abilitanti previsti dalla normativa.

Solo dopo il conseguimento dell’abilitazione:

  • il contratto potrà essere trasformato in tempo indeterminato.

Si tratta di una formula di compromesso che consente di:

  • rispondere all’urgenza di coprire le cattedre;
  • mantenere elevati standard di qualificazione professionale.

Chi è già abilitato parte avvantaggiato

I docenti che riusciranno a ottenere l’abilitazione prima dell’avvio delle assunzioni 2026/27:

  • potranno accedere direttamente al ruolo;
  • eviteranno la fase del contratto a tempo determinato.

In questo senso assumono grande importanza:

  • i percorsi abilitanti del terzo ciclo;
  • la pianificazione anticipata del proprio percorso formativo.

Un sistema più flessibile, ma serve strategia

Gli elenchi regionali introducono una forte flessibilità, ma richiedono anche maggiore consapevolezza da parte degli aspiranti docenti.

Chi non è ancora abilitato dovrà:

  • valutare attentamente tempi e modalità dei percorsi formativi;
  • pianificare le scelte territoriali;
  • considerare l’impatto delle tempistiche sulla stabilizzazione.

Il nuovo sistema premia chi:

  • monitora le opportunità;
  • conosce la propria posizione nelle graduatorie;
  • costruisce una strategia coerente tra formazione e disponibilità geografica.

Perché la riforma è importante

📌 Più assunzioni rapide nelle regioni in difficoltà
📌 Maggiori possibilità per i docenti precari
📌 Continuità didattica per le scuole
📌 Nessuna penalizzazione per chi è già in graduatoria

Gli elenchi regionali rappresentano un cambio di passo concreto nel reclutamento scolastico, con l’obiettivo di rendere il sistema più efficiente senza abbassare la qualità dell’insegnamento.

Per molti aspiranti docenti, il 2026 potrebbe davvero essere l’anno decisivo.

Non vedenti con cane guida a Sciacca: “Per noi disagi enormi in centro” (Video)

Giusy Meli e Francesca Licata sono due saccensi non vedenti che si muovo in centro storico grazie al loro cane guida. Spesso i loro spostamenti sono resi difficili dalla maleducazione di qualche automobilista e da una scarsa attenzione della pubblica amministrazione nel garantire con tempestività alcuni interventi. Hanno accettato di raccontare a Risoluto.it un campionario di disagi purtroppo ricco.

“Le macchine – dice Giusy Meli – sono spesso parcheggiate sul marciapiede, automobilisti che non si fermano quando noi ed altri stiamo per attraversare sulle strisce pedonali. Ci sono scivoli sui quali spesso sono parcheggiate auto. Gli alberi non sempre vengono potati e spesso non riusciamo a passare in alcune zone”.

“I marciapiedi e gli scivoli della zona di Sant’Agostino sono ostaggio di auto e scooter – dice Francesca Licata – e rifiuti domestici vengono spesso collocati nei cestini. Questo spinge il mio cane ad avvicinarsi e devo mettergli anche la museruola. I manifesti funebri vengono lasciati a terra e con la pioggia diventano scivolosi così come i piattini collocati nei punti pappa per i cani. Ci sono anche cani padronali incustoditi o randagi che minacciano il mio cane”.

Enna, le piogge riportano l’acqua nel lago di Pergusa

Le piogge degli ultimi giorni hanno restituito nuova vitalità al lago di Pergusa, che torna a presentarsi pieno d’acqua dopo un lungo periodo di criticità. Un risultato favorito dalle condizioni meteorologiche legate al passaggio del ciclone Harry, che sull’ennese ha portato raffiche di vento oltre i 90 chilometri orari, accompagnate però da precipitazioni continue e non violente.
Proprio la natura della pioggia ha consentito una corretta infiltrazione dell’acqua nel terreno, permettendo alle falde di ricaricarsi e alimentare il bacino. Il lago di Pergusa, infatti, è un invaso naturale privo di emissari e immissari, che vive esclusivamente grazie alle acque piovane.
«La pioggia caduta in modo incessante ha avvantaggiato le falde del lago – spiega Antonio Aveni, responsabile del servizio di gestione della Riserva naturale di Pergusa –. L’acqua ha avuto il tempo di infiltrarsi e di ingrossare le falde, rendendo il lago nuovamente prospero».
A favorire il recupero del livello idrico anche alcuni interventi di manutenzione recenti. «La Provincia aveva da poco provveduto alla pulizia dei canali di adduzione di propria competenza – aggiunge Aveni – e questo ha certamente contribuito al ritorno dell’acqua nel lago”.

Maltempo, Schifani in Prefettura a Messina: “Consiglio dei Ministri già lunedì per lo stato di emergenza”

Lo stato di emergenza nazionale per il maltempo che ha colpito duramente la Sicilia potrebbe essere dichiarato già lunedì prossimo. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, intervenendo in Prefettura a Messina al termine di una call istituzionale con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Protezione civile Nello Musumeci e i presidenti delle Regioni Calabria e Sardegna, Roberto Occhiuto e Alessandra Todde.
«Ho avuto una call con il presidente del Consiglio Meloni, il ministro Musumeci e i presidenti di Calabria e Sardegna per fare il punto della situazione – ha dichiarato Schifani –. Un confronto positivo che ci consente di velocizzare le procedure. Già stasera invieremo la richiesta di stato di emergenza, deliberata ieri dalla giunta regionale. La premier ci ha comunicato che lunedì il Consiglio dei Ministri si riunirà per dichiarare lo stato di emergenza e stanziare le prime risorse necessarie agli interventi urgenti e ai primi ristori».
Nel capoluogo peloritano il presidente della Regione ha incontrato i sindaci del territorio, i rappresentanti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, dell’esercito, delle capitanerie di porto e delle associazioni imprenditoriali, accompagnato dal prefetto Cosima Di Stani e dal dirigente generale della Protezione civile regionale e commissario per l’emergenza Salvo Cocina.
«Voglio ringraziare i sindaci e tutti coloro che sono stati impegnati in prima linea in questa emergenza – ha sottolineato Schifani –. Il sistema di prevenzione ha funzionato, permettendoci di affrontare un evento drammatico senza perdita di vite umane. Questo dimostra che il nostro sistema di Protezione civile è efficiente».
Il governatore ha annunciato anche l’avvio di un piano di ristoro, seppur parziale, per commercianti e gestori dei lidi, molti dei quali non potranno riprendere l’attività nel breve periodo. «In questa fase – ha aggiunto – dobbiamo concentrarci sugli interventi emergenziali, per poi passare alla ricostruzione e all’infrastrutturazione».
Schifani ha inoltre ricordato che la legge nazionale n. 40 del 2025 disciplinerà la fase di ricostruzione una volta superata l’emergenza. «Abbiamo già reperito 70 milioni di euro per affrontare la prima fase – ha spiegato –. È un segnale concreto alla cittadinanza: la Regione c’è ed è pronta a fare la sua parte».
Infine, un riferimento al cambiamento climatico, indicato come una delle cause principali degli eventi estremi: «Dovremo adeguarci a questa nuova condizione, tutelando coste e centri abitati, per evitare che tragedie simili possano ripetersi in futuro».

Rete di Scuole Sicure, all’Inveges di Sciacca l’esperto di comunicazione digitale Francesco Pira (Video)

Una rete per educare e proteggere le nuove generazioni dalle insidie del mondo digitale: e’ questo l’obiettivo della Rete di Scuole Sicure, che vede insieme gli Istituti Comprensivi Inveges, Rossi, Tomasi di Lampedusa e Santi Bivona, impegnati in un percorso comune di prevenzione e consapevolezza sui temi legati a internet, ai social network e all’intelligenza artificiale.
Nella giornata di oggi, il professor Francesco Pira, docente universitario e studioso dei fenomeni della comunicazione digitale, ha incontrato gli studenti delle classi prime della scuola secondaria di primo grado durante la mattinata e, nel pomeriggio, i docenti della secondaria, per un momento di formazione e confronto.
Il tema dell’incontro, quanto mai attuale, è stato: “Educare nell’era dell’intelligenza artificiale e dei social network: no al cyberbullismo”.

Un’occasione preziosa per riflettere sui rischi della rete, sull’uso consapevole delle tecnologie digitali e sull’importanza di contrastare fenomeni come il cyberbullismo, che colpiscono sempre più spesso i più giovani.
L’intervento del professor Pira si è distinto per competenza ed empatia, riuscendo a coinvolgere attivamente sia i ragazzi che gli insegnanti, stimolando domande, riflessioni e un dialogo aperto sui comportamenti online e sulle responsabilità educative condivise tra scuola e famiglia.
Grande soddisfazione è stata espressa dagli istituti coinvolti: studenti attenti e motivati, docenti interessati e partecipi, a conferma della validità di un progetto che punta a formare cittadini digitali consapevoli, responsabili e rispettosi.
Un’iniziativa che rafforza il valore della collaborazione tra scuole e che rappresenta un passo concreto nella costruzione di un ambiente educativo più sicuro, anche nel mondo virtuale.

Sciacca celebra Accursio Miraglia con uno spettacolo teatrale al Samonà

Il Lions Club Sciacca Terme, guidato dalla presidente Giovanna Tigri, ha organizzato lo spettacolo teatrale “Accursio Miraglia- Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio”, diretto e interpretato da Alfonso Veneroso, già proposto durante la scorsa estate nell’atrio inferiore del palazzo municipale. L’evento si terrà il 27 gennaio alle 21 presso il teatro Samonà.

L’iniziativa è dedicata alla commemorazione, a 130 anni dalla nascita, di Accursio Miraglia, benefattore, sindacalista ed eroe siciliano, figura centrale della storia di Sciacca. Attraverso la rappresentazione, il pubblico potrà rileggere le vicende dei siciliani sotto una nuova luce, affrontando temi di forte attualità e valore civile. Lotta alla mafia, diritti dei lavoratori e storia della Repubblica Italiana.

Il Lions Club Sciacca Terme auspica una partecipazione ampia per promuovere la conoscenza di questa luminosa figura, simbolo dell’impegno per il rispetto dei diritti dei lavoratori.

L’iniziativa ha finalità benefiche a favore della Lions International, che destinerà il ricavato alle esigenze del territorio e a scopi umanitari. Considerata l’elevata richiesta, è necessaria la prenotazione anticipata.

Nella foto, Alfonso Veneroso con il figlio di Accursio Miraglia, Nico, e con il nipote, Lello Bono.

Palermo, confermata in appello la condanna a 14 anni per la sorella del boss Denaro


La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna a 14 anni di reclusione per associazione mafiosa inflitta in primo grado a Rosalia Messina Denaro, sorella del boss di Cosa nostra Matteo Messina Denaro.
I giudici hanno però respinto l’appello presentato dalla Procura generale in merito al riconoscimento di un ruolo direttivo della donna all’interno dell’organizzazione mafiosa. Secondo la Corte, non sono emersi elementi sufficienti per attribuirle una posizione apicale in Cosa nostra, pur confermando la sua appartenenza all’associazione.
Nel dispositivo, la Corte ha inoltre disposto la confisca del denaro sequestrato all’imputata, con l’eccezione della argenteria di famiglia, ritenuta estranea alle attività illecite contestate.
Nel giudizio d’appello l’accusa è stata rappresentata dai procuratori generali Umberto De Giglio e Carlo Marzella.
La sentenza conferma il quadro accusatorio già delineato in primo grado e si inserisce nel più ampio filone giudiziario che ha fatto luce sulla rete di fiancheggiatori che per anni ha sostenuto la latitanza e gli affari del boss di Castelvetrano.

Palermo, operaio muore cadendo da un’impalcatura durante lavori di riparazione

Tragedia sul lavoro a Palermo, dove un operaio di 40 anni, Alessio La Targia, ha perso la vita in seguito a una caduta da un’impalcatura all’interno di un capannone industriale.

L’incidente è avvenuto in via Emiro Giafar, mentre l’uomo stava eseguendo alcuni interventi di riparazione per conto di una ditta.
Secondo le prime ricostruzioni, la caduta si è rivelata fatale. Quando i sanitari del 118 sono giunti sul posto, per l’operaio non c’era ormai più nulla da fare: i soccorritori ne hanno constatato il decesso.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Accertamenti in corso anche da parte dei tecnici dello Spresal dell’Asp di Palermo, che stanno verificando il rispetto delle norme di sicurezza all’interno del cantiere.
Al centro delle verifiche vi sono le dotazioni di sicurezza presenti al momento dell’incidente e la posizione lavorativa della vittima, per stabilire se fosse regolarmente assunto. Il capannone è stato posto sotto sequestro per consentire gli accertamenti tecnici.
L’ennesimo incidente mortale sul lavoro riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, una piaga che continua a mietere vittime anche in Sicilia.