Favara, arrestati un uomo e una donna irreperibili dal 2024


Si è conclusa con successo un’importante operazione di polizia giudiziaria che ha portato all’arresto di due catturandi, fratello e sorella, ricercati da oltre un anno e destinatari di un ordine definitivo di carcerazione.
L’intervento è stato eseguito nelle prime ore del mattino, intorno alle 5, nel territorio di Favara, dai carabinieri della Compagnia di Agrigento.

L’operazione ha visto impegnati i militari della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile, con il supporto delle Stazioni carabinieri di Agrigento, Villaseta, Siculiana e Joppolo Giancaxio.

Arresto dei due catturandi nelle campagne di Favara

I militari hanno fatto irruzione in un’abitazione isolata situata in un’area rurale del comune, dove i due soggetti avevano trovato rifugio nel tentativo di sottrarsi all’esecuzione della pena. I due arrestati sono un uomo di 36 anni e una donna di 38 anni, entrambi irreperibili dal mese di marzo 2024.

Nei loro confronti pendeva un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento. L’arresto dei due catturandi rappresenta l’esito di una prolungata attività investigativa, avviata nel mese di ottobre 2025 e coordinata dall’Autorità Giudiziaria.

La condanna definitiva per rapina pluriaggravata

I due devono espiare una pena definitiva di sei anni di reclusione per una violenta rapina pluriaggravata in abitazione, commessa a Favara nel 2013. In quella circostanza, secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, gli autori del reato avevano agito con particolare crudeltà nei confronti di due donne anziane, di 69 e 97 anni.
Le vittime furono immobilizzate e sottoposte a gravi violenze, con il tentativo di soffocamento mediante cuscini e coperte, allo scopo di impossessarsi di una somma di denaro contante custodita nell’abitazione.

Traduzione in carcere e significato dell’operazione

Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale Di Lorenzo, dove sconteranno la pena inflitta con sentenza definitiva.

Santa Margherita di Belice, riunito il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica


Sarà l’aula consiliare del Comune di Santa Margherita di Belice ad ospitare, nella giornata di oggi, la seduta del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata dal Prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo.
All’incontro prenderanno parte, oltre al sindaco di Santa Margherita di Belice, anche i sindaci dei Comuni di Montevago e Menfi, nonché il Commissario straordinario di Sambuca di Sicilia, insieme ai rappresentanti delle Forze dell’ordine e delle istituzioni competenti.
Tra i principali punti all’ordine del giorno figurano l’analisi della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica nel territorio di Santa Margherita di Belice e dell’intero comprensorio belicino, oltre all’esame delle diverse tematiche di interesse locale. Particolare attenzione sarà inoltre riservata alle direttive e alle misure da adottare per garantire il regolare e sicuro svolgimento delle imminenti festività natalizie e di fine anno in tutti i Comuni della provincia.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività di coordinamento tra istituzioni finalizzate a rafforzare la sicurezza e la tutela dei cittadini, soprattutto in un periodo caratterizzato da un maggiore afflusso di persone e da numerosi eventi pubblici.

Violenza sessuale a Caltanissetta, arrestato un uomo di 32 anni

Un episodio di violenza sessuale a Caltanissetta si è verificato nei giorni scorsi nel pieno centro storico della città. I carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Caltanissetta hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 32 anni, cittadino di nazionalità maliana, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile dell’aggressione.
Secondo quanto ricostruito nella fase iniziale delle indagini, l’uomo avrebbe avvicinato una studentessa di 23 anni mentre percorreva a piedi una via del centro abitato, palpeggiandola ripetutamente nelle parti intime contro la sua volontà. I fatti si sono consumati in pochi istanti, ma in un contesto urbano frequentato, nel cuore della città.

La reazione della vittima e l’intervento dei carabinieri

Nonostante la superiorità fisica dell’aggressore, la giovane è riuscita a divincolarsi e ad allontanarsi, chiedendo immediatamente aiuto. Proprio in quel momento, una pattuglia della Sezione Radiomobile, impegnata nella quotidiana attività di controllo del territorio, stava transitando nella stessa zona del centro storico.
L’intervento tempestivo dei militari ha consentito di prestare immediato soccorso alla vittima e di bloccare il presunto autore della violenza sessuale a Caltanissetta nelle immediate vicinanze del luogo dell’episodio. L’uomo è stato arrestato in flagranza e condotto per gli adempimenti di rito.

Provvedimenti dell’autorità giudiziaria

Conclusa la fase iniziale delle formalità, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa circondariale di Enna, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha successivamente convalidato l’arresto.

Il gip ha disposto la scarcerazione dell’uomo, applicando tuttavia il divieto di dimora nel comune di Caltanissetta. Una misura cautelare volta a prevenire la reiterazione di condotte analoghe e a tutelare la vittima, nelle more dello sviluppo del procedimento.

Violenza sessuale Caltanissetta: indagini in corso

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento costituzionale, per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Palermo, sparo in piazza Nascè: arrestato un 21enne per arma clandestina

È stato arrestato con l’accusa di detenzione di arma clandestina il giovane ritenuto responsabile dello sparo avvenuto nei giorni scorsi in piazza Nascè, a Palermo.

Si tratta di Giuseppe Calì, 21 anni, interrogato nel pomeriggio dai pubblici ministeri Felice De Benedittis e Sara Morri negli uffici della Squadra Mobile.
Durante l’interrogatorio, il giovane ha indicato agli investigatori il luogo in cui aveva nascosto il fucile utilizzato. L’arma è stata ritrovata sepolta in un giardino nei pressi della sua abitazione, nel quartiere Borgo Nuovo.

Secondo quanto riferito, Calì l’avrebbe occultata in un momento di panico subito dopo i fatti. Il ritrovamento ha fatto scattare l’arresto in flagranza.
La dinamica dell’episodio è al vaglio degli inquirenti ed è basata sulle testimonianze della vittima, di un’amica che era con lei e di altre persone presenti sul posto. La donna ferita, Valentina Peonio, aveva trascorso la serata con amici in un locale di via Quintino Sella.
Mentre si dirigeva verso la propria auto, avrebbe notato un uomo maneggiare un fucile. Spaventata, avrebbe accelerato il passo insieme all’amica. Poco dopo, a una distanza ravvicinata, è partito un colpo che l’ha raggiunta.
Secondo quanto emerso, il giovane si sarebbe avvicinato per scusarsi, ma l’arrivo di alcune persone lo avrebbe spinto ad allontanarsi rapidamente a bordo di una Smart.
Indagini in corso
Gli investigatori ritengono al momento prevalente l’ipotesi del colpo partito accidentalmente, ma le indagini proseguono per chiarire ogni responsabilità. Oltre alla detenzione dell’arma clandestina, Calì è indagato anche per lesioni aggravate, porto d’armi in luogo pubblico e omissione di soccorso.
La donna ferita è ricoverata al Trauma Center dell’ospedale Villa Sofia. Le sue condizioni sono sotto controllo e non sarebbe in pericolo di vita.
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, e dalla Squadra Mobile diretta da Antonio Sfameni.

Derelitto di Burgio assolto dall’accusa di violazione della sorveglianza speciale


Il Tribunale di Sciacca, in composizione monocratica, ha assolto Giovanni Derelitto, di 75 anni, di Burgio, dall’accusa di violazione della sorveglianza speciale. Dal 2019 al 2021, dopo che ha scontato la pena per mafia scaturita dal processo Scacco Matto, Derelitto, che attualmente si trova ai domiciliari, è stato sottoposto alla misura di sorveglianza speciale che, secondo l’accusa, avrebbe violato incontrando persone che avevano subito condanne o sottoposte a misure di prevenzione.

Il settantacinquenne è stato assolto perché il fatto non sussiste dal Tribunale di Sciacca. Il pm aveva chiesto la condanna. La difesa, con l’avvocato Vincenzo Castellano (nella foto), ha contestato la legittimità della sorveglianza speciale perché non era stata constatata, da parte della magistratura di sorveglianza, l’attualità della pericolosità sociale, quindi dopo la scarcerazione.

La difesa di Derelitto ha puntato anche su una sentenza della Corte Costituzionale.

Derelitto è attualmente sottoposto al processo d’appello in un’altra vicenda di mafia per la quale in primo grado è stato condannato a 14 anni di reclusione.

Pensione anticipata, nuova riforma in arrivo: accesso più tardi e riscatto laurea dimezzato

Il sistema previdenziale italiano si prepara a un nuovo cambio di rotta che rischia di incidere in modo significativo sul futuro di migliaia di lavoratori. Con un emendamento inserito nella Manovra di bilancio, il Governo introduce una riforma che, pur senza modificare formalmente l’età pensionabile, posticipa di fatto l’accesso alla pensione anticipata e riduce drasticamente il valore contributivo del riscatto della laurea.

Le novità entreranno in vigore in modo graduale a partire dal 2032, con piena applicazione dal 2035, e stanno già suscitando forti critiche da parte dei sindacati, che parlano apertamente di un arretramento dei diritti previdenziali.


Pensione anticipata: cosa cambia davvero dal 2032

La pensione anticipata continuerà a richiedere, almeno sulla carta, gli stessi requisiti contributivi attuali:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini
  • 41 anni e 10 mesi per le donne

Tuttavia, la riforma interviene sulle cosiddette finestre mobili, cioè il periodo di attesa tra il momento in cui si maturano i requisiti e quello in cui si riceve il primo assegno pensionistico.

Oggi questa attesa è di tre mesi, ma con le nuove regole aumenterà progressivamente:

  • 2032: finestra portata a 4 mesi
  • 2034: attesa di 5 mesi
  • 2035: finestra mobile di 6 mesi

In pratica, dal 2035 un lavoratore dovrà aspettare mezzo anno in più prima di incassare la pensione, pur avendo già maturato tutti i requisiti contributivi. Un allungamento che produce un risparmio per lo Stato, ma che pesa direttamente sui redditi dei futuri pensionati.


Riscatto della laurea: contributi riconosciuti dimezzati

L’altra novità destinata a far discutere riguarda il riscatto degli anni di laurea, uno strumento utilizzato da molti lavoratori per anticipare l’uscita dal lavoro.

La riforma prevede una riduzione progressiva del valore contributivo degli anni universitari riscattati:

  • 2031: -6 mesi
  • 2032: -12 mesi
  • 2034: -18 mesi
  • 2035: -30 mesi (2 anni e mezzo in meno)

Dal 2035, quindi:

  • una laurea triennale varrà solo 6 mesi di contributi
  • una laurea magistrale da 5 anni ne varrà appena 2 anni e mezzo

Il punto più contestato è che il costo del riscatto resta invariato: i lavoratori continueranno a pagare per tutti gli anni di studio, ma ne vedranno riconosciuta solo una parte ai fini pensionistici.


Pensione anticipata sempre più lontana: l’effetto combinato delle misure

L’effetto combinato di finestre mobili più lunghe e riscatto laurea ridotto rischia di allungare in modo significativo la carriera lavorativa. Secondo le stime sindacali, dal 2035 un lavoratore con laurea magistrale potrebbe dover versare oltre 46 anni di contributi effettivi per accedere alla pensione anticipata.

Una soglia che tiene conto:

  • dei requisiti contributivi ordinari,
  • della penalizzazione sul riscatto della laurea,
  • dei sei mesi di finestra mobile aggiuntiva.

La protesta dei sindacati: “Norma incostituzionale”

La Cgil ha duramente criticato la riforma, definendola una misura che rafforza indirettamente la legge Fornero e nega il diritto a una pensione dignitosa. Secondo il sindacato, penalizzare retroattivamente il valore del riscatto laurea viola i principi di equità e proporzionalità, soprattutto per chi ha investito nella formazione universitaria contando su regole diverse.

Non si esclude che, una volta approvata, la norma possa essere oggetto di ricorsi e contenziosi, soprattutto sul fronte costituzionale.


Cosa aspettarsi nei prossimi anni

La riforma della pensione anticipata segna un ulteriore spostamento in avanti dell’uscita dal lavoro, senza dichiararlo apertamente. Il Governo punta a contenere la spesa previdenziale, ma il prezzo rischia di ricadere su una generazione di lavoratori già penalizzata da carriere discontinue e contributi frammentati.

Nei prossimi mesi il testo definitivo della Manovra chiarirà se queste misure verranno confermate o modificate, ma una cosa è certa: dal 2032 in poi andare in pensione anticipata sarà più difficile, più tardi e meno conveniente di oggi.


Natale sotto la pioggia in Sicilia, allerta gialla e maltempo in arrivo

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La Sicilia si prepara ad un Natale segnato dal maltempo. Una perturbazione di origine atlantica porterà, a partire da domani, martedì 23 dicembre, un graduale peggioramento delle condizioni meteorologiche sull’Italia, con precipitazioni da sparse a diffuse. Per la Sicilia è stata diramata un’allerta gialla.

L’avviso, diffuso dal Dipartimento della Protezione civile della Regione Siciliana, sarà fino alle ore 24:00 del 23 dicembre. Sono previste piogge da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, con quantitativi cumulati localmente moderati. Attesi inoltre venti forti dai quadranti sud-orientali e mari molto mossi, in particolare nei bacini occidentali.

Secondo le analisi di 3bmeteo.com, la perturbazione in transito sulla Sicilia non sarà un episodio isolato. Lo scenario atmosferico resterà dinamico anche nella settimana di Natale, con il Mediterraneo interessato da una circolazione di bassa pressione destinata a persistere. Domani è atteso l’arrivo di una nuova perturbazione, con piogge soprattutto sulle province di Agrigento, Palermo e Catania, mentre su Messina i fenomeni saranno meno probabili.

Le temperature massime subiranno un lieve calo, attestandosi tra i 13 e i 15 gradi, con valori localmente più alti lungo le coste del Messinese e del Palermitano. I venti saranno in rinforzo dai quadranti meridionali.

Per la Vigilia di Natale è prevista una breve e relativa tregua, ma entro sera un nuovo peggioramento interesserà inizialmente i settori occidentali, con piogge e rovesci anche su Palermo e Agrigento, in estensione verso Catania e successivamente Messina. Nella notte di Natale le precipitazioni dovrebbero coinvolgere gran parte dell’Isola. Il giorno di Natale potrebbe aprirsi con una prima parte instabile anche sull’Agrigentino, in attenuazione nel corso della giornata, un’evoluzione che resta però da confermare nei dettagli.

TFR 2026, svolta storica: versamento automatico ai fondi pensione per i nuovi lavoratori

Come funziona il silenzio-assenso e cosa fare per mantenere il TFR in azienda

Dal 1° gennaio 2026 cambia radicalmente il destino del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) per i nuovi lavoratori assunti. Una riforma allo studio del Governo introduce il meccanismo del silenzio-assenso, che prevede il conferimento automatico del TFR alla previdenza complementare, salvo esplicita opposizione del dipendente.

La misura, inserita tra gli emendamenti alla legge di Bilancio, punta a rafforzare il secondo pilastro pensionistico e ad aumentare l’adesione ai fondi pensione, storicamente bassa in Italia rispetto ad altri Paesi europei.


TFR ai fondi pensione dal 2026: cosa cambia davvero

Con la nuova disciplina, chi avvia un rapporto di lavoro dal 2026 non dovrà più compilare moduli o presentare richieste per aderire a un fondo pensione:
👉 il TFR verrà versato automaticamente al fondo di previdenza complementare previsto dal contratto collettivo nazionale (CCNL) applicato.

In assenza di una scelta esplicita, il datore di lavoro provvederà al versamento periodico del TFR maturando direttamente nel fondo individuato dal contratto.

Si tratta di un’inversione completa rispetto al sistema attuale, in cui l’adesione alla previdenza complementare avviene solo su iniziativa del lavoratore.


Come impedire il versamento automatico del TFR

Il lavoratore mantiene comunque il diritto di scegliere.
Per evitare che il TFR confluisca nel fondo pensione, sarà necessario:

  • comunicare formalmente il rifiuto al datore di lavoro;
  • farlo entro i termini che verranno stabiliti dai decreti attuativi;
  • indicare la volontà di mantenere il TFR in azienda o presso il fondo di tesoreria INPS (per le imprese con più di 50 dipendenti).

In assenza di questa comunicazione esplicita, il silenzio verrà interpretato come consenso.


Perché il Governo spinge sul silenzio-assenso

La riforma è sostenuta in particolare dalla Lega e dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, con l’obiettivo di:

  • contrastare l’inerzia decisionale dei lavoratori;
  • rafforzare la previdenza complementare;
  • compensare il progressivo calo delle pensioni pubbliche future.

Secondo le proiezioni demografiche, senza un secondo pilastro previdenziale molti lavoratori rischiano assegni pensionistici insufficienti a mantenere il tenore di vita.


Il nodo finanziario: l’impatto sull’INPS

Uno dei principali ostacoli che in passato ha frenato la riforma riguarda la copertura finanziaria.
Il conferimento automatico del TFR ai fondi pensione comporta infatti un minor afflusso di liquidità all’INPS, stimato tra 500 e 600 milioni di euro annui.

Risorse che oggi vengono utilizzate come tesoreria per il pagamento delle pensioni correnti.
Nonostante ciò, il Governo ritiene che il beneficio strutturale di lungo periodo superi le criticità di breve termine.


Una scelta che cambia il futuro previdenziale

Il silenzio-assenso sul TFR segna un passaggio culturale e previdenziale rilevante:
la previdenza complementare diventa l’opzione standard, non più l’eccezione.

Per i nuovi assunti dal 2026 sarà quindi fondamentale conoscere le regole e valutare attentamente se aderire al fondo pensione o mantenere il TFR secondo le modalità tradizionali, perché non decidere equivarrà a scegliere.


📌 In sintesi

  • Dal 2026 TFR automatico ai fondi pensione per i nuovi assunti
  • Funziona il silenzio-assenso
  • Serve una comunicazione esplicita per rifiutare
  • Impatto diretto su pensioni future e liquidità INPS

Sparatoria a Palermo nella notte tra sabato e domenica, un indagato

Per la sparatoria a Palermo che ha provocato il ferimento di una donna di 33 anni in piazza Nascè, Valentina Peonio, che era in compagnia di un’amica quando è stata colpita da un colpo di fucile da caccia, c’è un indagato.
Gli agenti della squadra mobile hanno individuato il presunto responsabile, un giovane di 20 anni, attualmente interrogato negli uffici della polizia.

La dinamica della sparatoria a Palermo

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima e l’amica avevano notato un fucile all’interno di un’auto e si stavano dirigendo verso la propria vettura. Il giovane, residente nel quartiere Borgo Nuovo, avrebbe impugnato il fucile per mostrarlo alla ragazza seduta accanto a lui. In quel momento è partito un colpo, che ha ferito la donna.
Dopo l’accaduto, il ventenne si sarebbe avvicinato alla vittima per chiederle scusa, prima di risalire sulla propria Smart e allontanarsi con l’amica.

Ritrovamento dell’arma e interrogatorio

Preso dal panico, il giovane avrebbe nascosto il fucile in un terreno vicino a casa. È stato lui stesso a indicare agli agenti il luogo dove l’arma era sepolta. La polizia scientifica ha recuperato il fucile e sta eseguendo i rilievi necessari per confermare la dinamica dei fatti.

Indagini in corso

La vicenda della sparatoria a Palermo resta al centro delle indagini della squadra mobile. Gli accertamenti mirano a chiarire tutti gli aspetti della vicenda e le responsabilità del giovane coinvolto.

Camionista ruba la merce e la rivende online: arrestati in tre a Catania

La Polizia di Stato ha arrestato tre uomini sorpresi a scaricare merce rubata in un box di un mercato della zona industriale di Catania.

Si tratta di due catanesi di 33 e 41 anni, arrestati per ricettazione in concorso, e di un autotrasportatore di 49 anni, originario di Vittoria e residente a Misterbianco, arrestato per furto.
Secondo le indagini, il camionista, da circa due mesi, sottraeva parte dei prodotti alimentari trasportati (tra cui pasta, riso, tonno, biscotti e detergenti), fermandosi a Catania per consegnarli ai due complici, che li rivendevano a metà prezzo sui social network. Dopo aver richiuso gli imballaggi per non destare sospetti, l’uomo proseguiva regolarmente le consegne. In cambio riceveva denaro.
L’operazione è stata possibile grazie alla segnalazione del personale di vigilanza privata “The Guardian”. Il giudice ha convalidato gli arresti e disposto per tutti l’obbligo di dimora, con permanenza in casa nelle ore notturne.