Una valutazione congiunta dei danni gravissimi subiti, modalità e tempi di attuazione delle misure previste dall’Ue e dal Governo nazionale e regionale, le istanze da rappresentare in modo condiviso agli stessi Governi. Sono alcuni dei temi che saranno affrontati nel corso di un incontro promosso dal sindaco di Agrigento Lillo Firetto con gli operatori del turismo, al momento tra i più colpiti dalle misure di prevenzione dal contagio del coronavirus. La riunione si svolgerà mercoledì prossimo alle ore 10, nella sala Giunta del Palazzo di Città. Nel corso dell’incontro il sindaco, considerato l’evolversi della situazione nella nostra regione e l’efficacia delle misure adottate nelle regioni più colpite, laddove se ne evidenzino i presupposti, valuterà con gli operatori un programma di graduale rientro dall’emergenza
Coronavirus, Lillo Firetto promuove incontro con operatori turistici per valutare i danni del settore
Tre militari in quarantena ad Agrigento, il sindaco Firetto precisa: “Misura preventiva, stanno tutti e tre bene”
In relazione alla notizia apparsa in alcune testate giornalistiche, il sindaco Lillo Firetto ha precisato oggi alcune informazioni riguardo l’isolamento di tre militari in servizio ad Agrigento.
“Si precisa- si legge nella nota – che il 25 febbraio, tre Carabinieri in servizio ad Agrigento, unitamente accasermati presso l’ala riservata di un comando della città, hanno deciso autonomamente di permanere stabilmente per 14 giorni presso le proprie stanze. Uno dei tre, infatti, tornato da una breve visita ai propri familiari residenti nel lodigiano, appena ha appreso la notizia dell’isolamento che ha interessato il proprio paese, ha con grande tempismo e senso di responsabilità rappresentato la circostanza ai propri superiori.
Si precisa che i tre militari, che vivono in stanze attigue, sono sereni ed in ottime condizioni di salute; inoltre il militare del lodigiano ha riferito di non aver avuto alcun tipo di contatto sospetto durante la sua permanenza in famiglia e che parenti ed amici sono tutti in ottimo stato di salute. Tutte le autorità competenti, immediatamente informate, hanno manifestato il proprio apprezzamento per lo zelo dimostrato dai militari ed hanno fornito la propria massima disponibilità e vicinanza all’Arma dei Carabinieri”
Al via i lavori per migliorare le condizioni di sicurezza sulla strada provinciale Sciacca – Menfi, appalto da oltre 400 mila euro
Inizieranno tra qualche giorno i lavori programmati dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento sulla strada provinciale 79 Sciacca-Menfi. E’ stato firmato infatti il contratto d’appalto con l’impresa Peloritana Appalti di Barcellona Pozzo di Gotto, che si è aggiudicata l’appalto per i lavori di eliminazione delle condizioni di pericolo, indispensabili per il ripristino della normale transitabilità su questa via di collegamento tra i due comuni costieri. Per questi lavori il Libero Consorzio aveva ottenuto un finanziamento dalla Regione Siciliana (Accordo di Programma Quadro sulla viabilità secondaria).
L’importo complessivo del contratto d’appalto è di 427.442 euro e i lavori dovranno essere effettuati dall’impresa aggiudicataria entro 365 giorni lavorativi e continui dalla data del verbale di consegna dei lavori.
La strada ha un’importanza strategica per i collegamenti tra Sciacca e Menfi, in particolare nei mesi estivi. Gli interventi prevedono l’adeguamento e il ripristino delle barriere di protezione, la messa in sicurezza delle scarpate con gabbionate metalliche, palificazioni, rifacimento totale e bitumazione dei tratti danneggiati dalle avversità atmosferiche degli scorsi anni, e adeguamento della segnaletica. La stessa strada rientra in un progetto più ampio di manutenzione straordinaria che comprende anche altre strade del comparto ovest, finanziato con oltre 1,6 milioni di euro dai fondi per lo Sviluppo della Sicilia, la cui gara è gestita dall’Urega.
Sicurezza sui luoghi di lavoro, cinque denunce e sanzioni per 40 mila euro
Continuano i controlli nel settore edile svolti in collaborazione tra i reparti dell’Arma dei carabinieri territoriale e il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani, al fine di contrastare il fenomeno del lavoro nero e tutelare la salute dei lavoratori. All’esito degli accessi ispettivi effettuati presso numerosi cantieri edili nei comuni di San Vito Lo Capo e Campobello di Mazara, i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà 5 imprenditori.
Più nello specifico, nel corso degli accertamenti sarebbero emerse gravi violazioni delle vigenti normative in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e di contrasto al lavoro irregolare. Infatti, i legali rappresentanti deferiti sono stati ritenuti responsabili di non aver: recintato l’accesso ai cantieri, predisposto con opportuni parapetti i lati prospicienti il vuoto, avviato a visita medica i dipendenti non regolarmente assunti, fornito ai lavoratori una adeguata formazione ed informazione su rischi connessi all’attività, consegnato ai dipendenti i dispositivi di protezione individuale, munito i ponteggi metallici di robusti parapetti e tavole fermapiede; fissato correttamente i tavolati piani di calpestio e non aver rimosso materiale ed attrezzature non occorrenti dal piano di calpestio dei ponteggi, inoltre, sono stati individuati complessivamente 7 lavoratori italiani in nero su 16 presenti.
Per questi motivi, oltre ad aver proceduto alla denuncia dei legali responsabili dei cantieri oggetto di controllo, i militari dell’Arma hanno adottato 5 provvedimenti di sospensione di attività imprenditoriale, comminato ammende pari a 28.973 euro e contestato sanzioni amministrative per complessivi 42.400 euro.
Gli avvocati della famiglia Sclafani, Rossi e Tirnetta: “La morte di un bimbo impone riflessione. Inesattezze e giudizi non aiutano”
Riceviamo e pubblichiamo in integrale un comunicato stampa dei legali della famiglia Sclafani, colpita tragicamente dalla morte del piccolo Salvatore, di quattro anni, durante la sfilata del Carnevale di Sciacca.
I due avvocati, Aldo Rossi e Mauro Tirnetta, così scrivono nella nota: “Noi difensori della famiglia del piccolo Salvatore Sclafani, tragicamente scomparso dell’ultimo 21 febbraio nel corso della sfilata dei carri allegorici del carnevale saccense 2020, prendiamo atto a nome dei familiari di quanti hanno mostrato un’effettiva vicinanza e comprensione dello straziante dolore per la perdita inacettabile del loro congiunto. I genitori sono letteralmente affranti e le ricostruzioni del fatto, molte delle quali inesatte, nonchè le varie considerazioni di getto non aiutano la loro ripresa, se mai ci sarà.
La morte di un figlio della nostra amata città, di soli quattro anni, impone riflessione, equilibrio e pacatezza da parte di chiunque, senza lasciarsi andare a valutazioni e giudizi inopportuni e sopratutto in assenza di una conoscenza completa della tristissima vicenda; emigrarsi a emotive e superficiali considerazioni comporta solo devianze rispetto il reale accadimento storico.
Ci si attende onestà nella collaborazione, come certamente sarà, altrimenti il dolore si svuoterà di contenuto.
Tutte le morti sono angoscianti e dolenti ma la perdita di un bimbo di quattro anni, appena compiuti, in un contesto che avrebbe dovuto essere di festa cittadina, occorsa con una singolare dinamica e terminata in modo atroce, coinvolge un’intera comunità, devasta le coscienze e pone interrogativi. Questa vicenda, si ribadisce, impone costante silente riflessione, demandano a chi di competenza l’onere dell’analisi fattuale giuridica e a noi legali anche legittime tutele e pretese consentite dalla legge”.
“Aggrediscono e rapinano un uomo in casa”, due arresti dei carabinieri
Momenti di tensione a Licata nei giorni scorsi, dove i carabinieri hanno arrestato due uomini per rapina in abitazione. Avrebbero picchiato il proprietario di casa sense alcuna remora.
E’ notte a Licata ed un uomo di nazionalità romena, ma residente nel paese agrigentino, era solo nella sua abitazione: due suoi connazionali, dopo aver violentemente sfondato la porta, sono entrati all’interno della casa e, dopo aver brutalmente picchiato l’uomo, hanno portato via soldi, oggetti in oro e cellulari. Il rapinato, dolente e con il volto completamente tumefatto, è andato in caserma dai carabinieri a cercare disperatamente aiuto. Sotto shock e confuso, ha ricevuto le prime cure e rassicurazioni. La Centrale Operativa, apprese le prime informazioni necessarie, ha immediatamente interessato il 118, affinché la vittima potesse essere condotta e assistita in ospedale. Nel frattempo, i militari del Nucleo Radiomobile hanno cercato di carpire quante più informazioni possibili. I sospetti sono subito finiti sulla comunità romena dei paesi intorno a Licata. I militari, con il supporto dei comandanti di stazione di Naro e Campobello di Licata, sono riusciti in breve tempo a risalire ai nomi e ai cognomi esatti, iniziando una non facile caccia all’uomo durata fino a tardo pomeriggio. I due, B.P. del 1966 e B.I. del 1986, entrambi braccianti agricoli e pregiudicati, sono risultati irreperibili e con vari domicili non rintracciabili. Dopo serrate ricerche, sono stati trovati a Naro e Campobello di Licata e condotti in caserma. Qui giunti sono stati dichiarati in stato di fermo e, in accordo con la competente Autorità Giudiziaria, tradotti in carcere.
Il fermo dei due è stato convalidato e per i due si sono aperte le porte del carcere.
L’inchiesta sui presunti abusi sessuali su una ragazzina a Menfi, disposti due rinvii a giudizio e in tre scelgono l’abbreviato
Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Marcella Ferrara, ha disposto due rinvii a giudizio e tre saranno giudicati con il rito abbreviato. L’udienza, per la discussione del pubblico ministero in abbreviato, è stata fissata per il 30 marzo. La vicenda è quella relativa ai presunti abusi sessuali, a Menfi ed a Gibellina, a carico di una minore di 14 anni.
La ragazzina sarebbe stata costretta a subire rapporti sessuali e la madre avrebbe favorito accompagnandola nei luoghi dove si consumavano gli incontri sessuali per somme che andavano dai 30 ai 200 euro.
Rinviati a iudizio Pietro Civello, di 63 anni, di Gibellina, e Vito Sansone, di 43 anni, di Menfi, difesi, rispettivamente, dagli avvocati Antonino Vallone e Giacomo Frazzetta. Il processo inizierà, il 25 marzo, al Tribunale di Sciacca.
Giudizio abbreviato, invece, per i menfitani Calogero Friscia, di 25 anni, e Vito Campo, di 69, difesi dall’avvocato Calogero Lanzarone, e per la madre della ragazzina, assistita dall’avvocato Antonino Sutera. Il giudice ha rigettato una richiesta di abbreviato condizionato avanzata dalla difesa della donna che è stata ammessa, invece, all’abbreviato secco.
Le indagini sulla morte del piccolo Salvatore durante la sfilata del Carnevale di Sciacca, verifiche ancora in corso
Saranno necessari ulteriori accertamenti sul carro allegorico “Volere volare” e il sequestro probatorio verrà mantenuto ancora per alcuni giorni. Le indagini avviate dalla Procura della Repubblica di Sciacca con delega affidata dal sostituto procuratore Roberta Griffo al commissariato di polizia sono finalizzate a stabilire le cause che hanno determinato la caduta dal carro del piccolo Salvatore Sclafani, di appena 4 anni.
Gli accertamenti in fase di svolgimento e che hanno già portato gli agenti a un controllo della struttura sia nell’immediatezza del fatto, in via Incisa, che, successivamente, nel viale della Vittoria, non sono stati ancora completati. Altre verifiche potrebbero essere eseguite anche alla presenza del magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore Roberta Griffo.
Il fascicolo, per omicidio colposo, è al momento contro ignoti.
Chiusura delle scuole, la Presidenza del Consiglio smentisce le false notizie di queste ore
Una nota della Presidenza del Consiglio smentisce le notizie che stanno circolando in queste ore su una presunta chiusura, per decisione del Presidente Conte, di tutte le scuole di ogni ordine e grado.
“Le decisioni – chiarisce la nota- e le misure adottate dal governo vengono comunicate esclusivamente attraverso i canali e le fonti ufficiali, alle quali si prega di far riferimento”.
Stop alle visite dei parenti dei degenti al Giovanni Paolo II di Sciacca, nuove disposizioni per evitare i contagi
La disposizione e’ stata indicata dalla direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale ieri sera nel corso del tavolo tecnico permanente istituito ad Agrigento sul fronte dell’emergenza del Coronavirus.
Questa mattina il direttore sanitario, Gaetano Migliazzo ha comunicato la misura ai dirigenti dei vari reparti del nosocomio saccense.
Pertanto, sara’ vietato l’accesso dei parenti alle degenze cosi’ come degli accompagnatori dei pazienti per le visite ambulatoriali ed esami diagnostici se non nel caso di pazienti non autosufficienti e in ogni caso previa autorizzazione del primario delle diverse unita’ operative.



